Kiln è la più fulgida dimostrazione dell’assoluta imprevedibilità e libertà creativa di Double Fine Productions. Non potrebbe essere diversamente, a ben guardare non solo l’ultima produzione della software house fondata da Tim Schafer. Basta infatti ammirare la parabola delle ultime strategie dello studio californiano.
Solo pochi mesi fa, Keeper aveva spiazzato regalando al pubblico un titolo surrealista ed allegorico, confortante e commovente in grado con delicatezza, a toccare tematiche importanti per un traguardo espressione di grande sensibilità artistica. Anche al netto di una componente ludica evidentemente semplificata e piuttosto lineare. In quell’occasione avevamo definito “insolita” l’avventura del faro senziente. Adesso non sappiamo davvero come altro descrivere un titolo multiplayer online incentrato… sulla terracotta. No davvero: vasi di ceramica. Non stiamo scherzando.
Kiln è disponibile dal 23 Aprile per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5. Il titolo è altresì incluso nel catalogo Xbox Game Pass.
Versione testata: Xbox Series X
Plasmato a mano
Il concept di Kiln sembra provenire da un’altra era videoludica o dagli angoli più remoti del mondo indie. Certo, di fondo si tratta di un combattimento a squadre su terreni più o meno articolati con l’obiettivo di difendere la propria fazione. Ma è il come viene declinato il titolo che è estremamente originale.
A darsele di santa ragione sono infatti le creazioni degli utenti. Kiln implementa un vero e proprio tornio, attraverso cui, con l’impiego di varie tecniche artigiane, si può creare il proprio recipiente perfetto. La simpatica dea Celadon introduce lo spiritello guida di turno a prendere confidenza con il sistema. Non si tratta di una mera personalizzazione estica, bensì vanta risvolti estremamente funzionali sul versante ludico. La forma del vaso determina infatti i suoi attributi e lo stile di gioco. La dimensione influirà sui movimenti ma anche sulla resistenza, così come il fornire accessori (come i manici) o scegliere di realizzare tazze o ciotole avrà una ripercussioni di gameplay.

Kiln propone una marea di combinazioni diverse da scoprire, ciascuna con abilità e stili di gioco unici. I quali risultano indispensabili da considerare per il ruolo che effettivamente si vorrà svolgere durante la battaglie. Meglio un recipiente resistente per sferrare attacchi frontali o una soluzione più sfuggente per muoversi di soppiatto e flankare meglio gli avversari?
Tutto ciò che ruota attorno al tornio è, in effetti, una delle implementazioni più originali viste in un videogioco da diverso tempo a questa parte. Non solo per il profilo meramente artistico, versante su cui Kiln intriga comunque con una direzione artistica colorata e stuzzicante. Ma anche e soprattutto lato gameplay. Mai ci saremo aspettati di divertirci così tanto in un editor, prima ancora di entrare effettivamente nelle arene.

Botte da cocci
Strutturalmente, Kiln non si discosta molto dal genere MOBA.
Anche qui abbiamo infatti due squadre (composte da quattro personaggi) opposte all’interno di un’arena, nel tentativo di prevalere l’una sull’altra reclamando la conquista della base avversaria. In Kiln l’obiettivo esatto è spegnere il forno avversario (non a caso, un kiln è proprio il forno fusorio da ceramica), trasportando l’acqua dalla base e versandola nel fuoco nemico. Come potrete immaginare, gli equilibri tendono a ribaltarsi con vivacità, essendo il gameplay in costante bilico tra fasi di attacco e fasi di difesa. E dove una buona strategia e sinergia con i compagni può fare la differenza tra successo e sconfitta.

Una meccanica centrale è proprio quella legata all’acqua, da doversi raccogliere in punti specifici della mappa. Come facilmente intuibili, subendo danni si perde energia ed anche acqua, costringendo i giocatori a ragionare come e quando affrontare uno scontro a viso aperto. E quando invece adottare approcci più sottili ed indiretti, sfruttando magari caratteristiche ambientali specifiche.
Le battaglie di Kiln tendono, ad ogni buon conto, alla caoticità spensierata con il subentro alla tattica la piacevolezza del delirio collettivo. In questo senso, più che ad un MOBA estremamente tattico, il titolo si avvicina più alla giocosità di un party game con piacevoli venature strategiche. Più che altro è un peccato che, allo stato attuale, il gioco soffra di alcuni problemi legati al rilevamento dei colpi con le hitbox, oltre ad una telecamera non sempre puntuale.

L’ultima goccia
Kiln tuttavia, allo stato attuale, soffre di due evidenti problematiche.
La prima e più eclatante è la scarsa quantità di contenuti. Chiariamoci: in Kiln ci sono quasi trenta diverse tipologie di recipienti, ciascuna di esse personalizzabili con abilità uniche. Da questo punto di vista, la profondità tattica è già considerevole. Tuttavia ritrovarsi, nella proposta di lancio, con solo cinque mappe (belle ma di dimensioni contenute) ed una singola modalità di gioco (4v4 Quench), è oggettivamente poco. Addirittura l’assenza di una modalità multiplayer in locale è difficilmente interpretabile. Double Fine Productions ha annunciato i primi aggiornamenti post-lancio (tre mappe ed una nuova modalità), ma oltre che essere un apporto non così sostanzioso, peraltor non fuga i dubbi sul supporto a lungo termine del prodotto.

E proprio quest’ultimo punto ci porta al grande punto interrogativo riguardante Kiln.
Il lancio non è stato granché entusiasmente in termini di affluenza, rendendo difficoltoso il matchmaking. Anche le sbavature tecniche non hanno contribuito a facilitare il passaparola tra l’utenza, prospettando una strada in salita per la creazione di Double Fine Productions. Vogliamo essere ottimisti e pensare ad un percorso gratificante per Kiln, che possa condurlo ad una maggiore visibilità ed una crescita progressiva. Al tempo stesso, conosciamo molto bene il mercato dei titoli multiplayer e sappiamo quanto possano castigare le incertezze ed i mezzi passi falsi. Incrociamo le dita.

Commento finale
Con il palmares di Double Fine Productions, definire Kiln come il progetto più bizzaro dello studio californiano trasmette solo in minima parte quanto sia peculiare. Un titolo incredibilmente divertente ed immediato, che poggia tutta la sua stravaganza nella possibilità di creare il proprio vaso perfetto prima di scendere in campo per darsele di santa ragione contro altri giocatori in chiave cooperativa e competitiva. Più simile ad un party game che ad un picchiaduro in senso stretto, purtroppo Kiln deve al contempo fare i conti con una formula ad oggi acerba nei contenuti e non sempre impeccabile negli equilibri ludici. Complice anche la sua natura di titolo esclusivamente online, ci domandiamo se sarà in grado di ricevere un supporto duraturo in grado di sostenerne il carattere e la filosofia. Soprattutto in un panorama multiplayer che, si sa, non fa sconti a nessuno. Anche se ti chiami Tim Schafer.



