Quando Roborock ha presentato il Qrevo Edge nell’autunno del 2024, l’azienda cinese aveva piazzato un punto fermo nella fascia premium dei robot aspirapolvere lavapavimenti, con un listino prossimo ai 1.500 euro che lo collocava in concorrenza diretta con i top di gamma di Dreame e Roomba. A pochi mesi di distanza è arrivata la variante S5A, presentata come “sorella minore” più accessibile, ma costruita sullo stesso scheletro tecnologico. Sulla carta è un’operazione classica di segmentazione del listino: stessa aspirazione, stesso sistema anti-groviglio, stessa stazione multifunzione, ma con un paio di sottrazioni mirate per scendere sotto i 1.000 euro di prezzo di lancio. Oggi, complici gli sconti e i nuovi modelli è possibile portarsi a casa questo robot aspirapolvere tra i più consigliati dagli esperti intorno ai 549 euro su Amazon nella variante bianca e questo cambia parecchio le carte in tavola.
Ho passato diverse settimane con il Qrevo Edge S5A in un appartamento di circa 90 metri quadri con pavimenti misti (gres porcellanato effetto parquet e due tappeti a pelo medio-corto), e l’ho confrontato direttamente con un Ecovacs Deebot T90 Pro Ultra Omni che ho avuto in prova nello stesso periodo. Il risultato è una recensione meno scontata di quanto la sola scheda tecnica lasci immaginare.

Design e costruzione: il “Qrevo Edge” più sottile della famiglia
Il Qrevo Edge S5A misura 352 x 347 x 97,9 mm e pesa 3,9 kg. 0,51 centimetri di altezza in meno rispetto al Qrevo Edge originale può sembrare un dettaglio, ma in pratica significa passare sotto a parecchi mobili bassi (divani, mobili TV, basamenti di letti contenitore) dove il modello superiore si sarebbe fermato. La scocca è in plastica bianca lucida (o nera se si sceglie il modello nero sulla parte superiore — bella esteticamente, ma calamita per le impronte) — con la classica torretta LiDAR rialzata che ospita il sensore di mappatura.
La stazione di ricarica è la Multifunctional Dock 3.0, alta circa 50 cm e dal design verticale che la rende più compatta in pianta rispetto a molte concorrenti, ma comunque ingombrante. Nella versione da noi provata è in plastica bianca con la parte centrale removibile in grigio satinato. La parte superiore integra serbatoio acqua pulita da 4 litri, serbatoio acqua sporca. Al centro, sotto il pannello removibile grigio, il sacchetto raccoglipolvere antibatterico, il sistema di lavaggio mop ad acqua calda a 75°C e asciugatura ad aria calda. È il pacchetto completo di un top di gamma, esteticamente curato, anche se la finitura lucida tende a graffiarsi facilmente nelle aree di passaggio dei panni. Non è presente un dosatore di sapone automatico.








Cuore tecnico: cosa è rimasto del fratello maggiore e cosa è stato tagliato
Qui sta il punto chiave per capire dove Roborock ha tagliato per arrivare al prezzo ridotto. L’aspirazione HyperForce dichiarata è di 18.500 Pa, identica al Qrevo Edge standard — anche se alcuni materiali marketing europei riportano 17.000 Pa, probabilmente per una questione di certificazioni regionali. Si tratta comunque di un valore ben sopra la media della categoria, che si attesta intorno ai 9.900 Pa. Si tratta inoltre di un dato che va preso con le pinze, in quanto l’efficacia di aspirazione dipende da molti altri fattori, come vedremo.






La spazzola principale è la DuoDivide, certificata SGS, costituita da due rulli paralleli a setole corte con lame a spirale che convogliano i peli verso il centro evitando l’aggrovigliamento. È accompagnata dalla spazzola laterale FlexiArm a braccio estensibile, che si allunga per arrivare negli angoli e lungo i bordi. Entrambi i componenti sono identici a quelli del Qrevo Edge.

Le rinunce, invece, riguardano quattro elementi precisi. È sparita la camera RGB frontale: la S5A si affida esclusivamente al LiDAR LDS combinato con luce strutturata 3D per la navigazione e il riconoscimento ostacoli. La batteria scende da 6.400 a 5.200 mAh, con autonomia dichiarata che passa da 240 a 220 minuti in modalità silenziosa. Il telaio AdaptiLift, che permetteva al modello standard di superare soglie fino a 4 cm, qui è limitato a 2 cm. Infine, manca il sollevamento automatico della spazzola principale (resta solo quello dei mop) e l’assistente vocale “Hello Rocky”.

| Specifica | Qrevo Edge S5A | Qrevo Edge (standard) | Ecovacs T90 Pro Omni |
|---|---|---|---|
| Aspirazione | 18.500 Pa | 18.500 Pa | 18.000 Pa |
| Batteria | 5.200 mAh | 6.400 mAh | 5.200 mAh |
| Navigazione | LiDAR + luce strutturata | LiDAR + luce strutturata + RGB | LiDAR + AIVI 3D 2.0 |
| Sistema lavaggio | Doppio mop rotante 200 RPM | Doppio mop rotante 200 RPM | Ozmo Roller 3.0 (rullo) |
| Acqua calda lavaggio | 75°C | 75°C | 75°C |
| Soglia massima | 20 mm | 40 mm | 22 mm |
| Altezza robot | 97,9 mm | 103 mm | 98 mm |
| Prezzo street attuale | ~549 € | ~1.299 € | ~629 € |


Aspirazione e lavaggio: dove il S5A non fa rimpiangere nulla
Nelle prove di pulizia profonda su tappeto il Qrevo Edge S5A ha dato risultati notevoli, in linea con quanto riportato dalla maggior parte dei test di laboratorio indipendenti, che lo collocano stabilmente sopra il 95% di efficacia nel rimuovere sporco incorporato — un valore vicino ai migliori della categoria, indipendentemente dalla fascia di prezzo. Su gres la combinazione di aspirazione potente e spazzola DuoDivide gestisce bene briciole, granelli di sale, cereali, sabbia portata da fuori e, soprattutto, peli — sia umani che animali. La spazzola si estende anche se non sempre riesce a raccogliere le briciole negli angoli.
Il sistema anti-groviglio è una delle cose meglio riuscite di questo modello. Dopo settimane di utilizzo intenso in un ambiente con un cane labrador, la quantità di pelo che si è effettivamente attorcigliata attorno al rullo principale è stata sorprendentemente bassa. È un aspetto che chi convive con animali a pelo lungo apprezzerà parecchio: la manutenzione settimanale è ridotta a poco più che svuotare il sacchetto della polvere e controllare i mop.
Sul fronte lavaggio, i due dischi rotanti a 200 giri al minuto, combinati con 30 livelli di regolazione del flusso d’acqua, fanno un lavoro pulito su sporco quotidiano e macchie leggere. L’acqua calda a 75°C usata in stazione per lavare i panni dopo ogni ciclo elimina davvero quel tipico odore di “panno bagnato” che molti robot lavapavimenti finiscono per spargere in giro dopo qualche settimana. Le macchie tenaci, però, restano un problema: per uno sversamento di pomodoro o caffè il robot tende a spalmare prima di rimuovere, e spesso serve un secondo passaggio. È un limite strutturale dei sistemi a doppio disco rotante, non specifico di questo modello. Inoltre, la pressione sulla macchia non è al livello dei modelli più avanzati e recenti, quindi eventuali macchie di liquido, una volta asciugate, richiederanno più passaggi e soprattutto panni più bagnati (è possibile regolarli tramite app) per poter essere rimossi.
Navigazione: ottimo nella mappatura, miope con i cavi
La mappatura è uno dei punti più forti dell’esperienza Roborock. Il primo giro di ricognizione richiede tra i 5 e i 10 minuti per appartamenti di medie dimensioni e produce una planimetria 3D molto accurata, che si può poi rifinire manualmente nell’app con divisione delle stanze, etichettatura, definizione delle zone “no-go” e dei tappeti. La gestione multi-piano funziona bene, anche se è necessario riportare il robot in stazione per attivare alcune funzioni avanzate quando si cambia livello dell’abitazione.
In condizioni di scarsa illuminazione il Qrevo Edge S5A non si scompone: il LiDAR è una tecnologia che lavora indipendentemente dalla luce ambientale, e la luce strutturata che proietta in avanti gli permette di “vedere” anche al buio totale. È un vantaggio concreto rispetto a robot che dipendono da camere RGB, che in condizioni di penombra finiscono per andare in confusione.
Il tallone d’Achille, però, è il riconoscimento degli ostacoli reali. L’assenza della camera RGB si fa sentire: cavi di alimentazione, calzini, piccoli giocattoli o oggetti sotto i 5-6 cm di altezza vengono spesso ignorati o, peggio, agganciati. Nel mio test ha trascinato per due metri un cavo di un caricabatterie iPhone prima che il sensore di blocco interrompesse la pulizia. È un comportamento documentato anche in test di terze parti, dove il tasso di rilevamento ostacoli si ferma intorno al 66% — significativamente sotto modelli equipaggiati con doppia visione AI. Tradotto: prima di lanciare una pulizia automatica, conviene fare un giro veloce per liberare il pavimento dai cavi penzolanti e dai piccoli oggetti. In alcuni casi, inoltre, al ridotta soglia di attraversamento (soli 2 cm rispetto ai modelli più recenti che arrivano fino a 4cm) fa sì che il robot provi a scavalcare alcuni ostacoli come ad esempio nel mio caso, il piede di un ventilatore da pavimento, restando poi bloccato li’). Abbiamo anche verificato in un paio di casi che dopo uno stop and go prolungato dovuto ad un incastro, il robot si perdesse un po’ nelle fasi, cominciando subito la fase di lavaggio non avendo ancora pienamente completato quella di aspirazione (nella nostra programmazione preferiamo sempre l’opzione “aspira e poi lava”).








App e gestione smart: qui Roborock fa scuola
L’applicazione Roborock è probabilmente la più curata del settore, e si vede dal primo avvio. La configurazione iniziale via Wi-Fi (2,4 GHz, niente 5 GHz come per quasi tutta la concorrenza) richiede meno di tre minuti. La mappa in tempo reale è leggibile, la programmazione è flessibile, le routine personalizzate sono potenti — si possono creare scenari come “lavaggio profondo cucina di sera” o “aspirazione veloce camera da letto la mattina” e attivarli con un tocco o tramite Alexa, Google Home e Apple Siri Shortcuts. La compatibilità con Matter è prevista tramite un futuro aggiornamento OTA, anche se al momento non è ancora disponibile.
La funzione SmartPlan 2.0 osserva le abitudini di pulizia e propone modalità automatiche per ogni stanza, distinguendo tra aree ad alto traffico e zone meno frequentate. Funziona meglio dopo qualche settimana di apprendimento, ma resta un layer in più che non disturba mai. L’app è anche tradotta in italiano in modo decente — non un dettaglio scontato in questo settore. Quello che però abbiamo apprezzato maggiormente, rispetto alle app di produttori concorrenti come Eufy ed Ecovacs, è l’estrema semplicità di utilizzo. Su questo Roborock è probabilmente il produttore da battere.





Rumorosità e autonomia: tutto nella media, ma con un asterisco
Sui consumi energetici il Qrevo Edge S5A si comporta in modo coerente con le specifiche. Per pulire 23 metri quadri in modalità combinata aspirazione + lavaggio turbo consuma circa il 15% di batteria in poco più di 20 minuti, il che significa autonomia reale tra i 90 e i 150 minuti a seconda dell’intensità impostata. Per un appartamento sui 100 mq non c’è bisogno di pause di ricarica intermedie, ma per metrature superiori ai 150 mq il ritorno in stazione per il top-up è praticamente garantito. La ricarica completa richiede circa 2,5-3 ore.
Sul fronte rumore il livello dichiarato e misurato si attesta intorno ai 70 dB in modalità massima aspirazione, che sulla carta è anche leggermente sotto la media di categoria. Nella realtà, però, l’S5A ci è parso decisamente più rumoroso di alcune soluzioni concorrenti che ho usato nello stesso periodo. La frequenza del rumore — un mix di sibilo aerodinamico del flusso d’aria e ronzio del motore o meglio della spazzola rotante — è più “presente” di quella di altri robot, e tende a stancare se si è in casa mentre lavora. È il classico caso in cui un dB misurato non racconta tutta la storia: la psicoacustica conta, e qui il timbro del rumore non aiuta.
Il confronto con Ecovacs Deebot T90 Pro Ultra Omni
Sul mercato attuale, alla fascia di prezzo del Qrevo Edge S5A in offerta (549 €), il competitor diretto oggi è il Deebot T90 Pro Ultra Omni di Ecovacs. Ora sicuramente i puristi Roborock, e sono tanti, staranno protestando. Non si può confrontare un prodotto come Ecovacs che costa almeno il doppio con questo Edge S5A peraltro uscito molto prima. In realtà si può e come, considerando che l’Ecovacs con un’offerta che oramai dura da diverse settimane, è possibile portarselo a casa con appena 619 € su Amazon, contro i 549 dell’S5A.
Avendoli avuti entrambi in prova nello stesso periodo, posso dire che la differenza percepita è netta, e quasi tutta a favore dell’Ecovacs — con una vistosa eccezione.
Il T90 Pro Omni monta il nuovo sistema Ozmo Roller 3.0, un mocio a rullo continuo ultra-largo che si auto-lava in tempo reale mentre il robot procede. Sui pavimenti duri questo approccio mette in ginocchio i sistemi a disco rotante: pulisce più uniformemente, lascia meno acqua residua, e gestisce le macchie tenaci in modo decisamente più efficace. Il T90 è anche più silenzioso, ha la ricarica rapida (un valore aggiunto concreto sulle case grandi) e nei miei test ha gestito gli ostacoli meglio del Roborock — il che, considerando che l’AIVI 3D di Ecovacs è normalmente considerato meno raffinato del sistema Roborock con camera, dice molto sul taglio operato sul Qrevo Edge S5A.
Dove il Roborock recupera, e tantissimo, è nell’esperienza software. L’app Ecovacs è funzionalmente completa ma meno intuitiva, e — questo è il problema più serio — richiede di rimappare l’ambiente con una certa frequenza, soprattutto dopo aggiornamenti firmware. Le routine sono meno flessibili, la stabilità della connessione è altalenante, e nel complesso si fatica a dimenticarsene come si fa con il Roborock. Se per chi compra un robot da 600 euro l’idea è proprio “imposto e mi dimentico”, l’esperienza Roborock è ancora un gradino sopra.
Tirando le somme del confronto: a parità di spesa, l’Ecovacs T90 Pro Ultra Omni offre prestazioni di pulizia superiori sotto quasi tutti i punti di vista misurabili, mentre il Qrevo Edge S5A vince sull’esperienza d’uso quotidiana. Una scelta che non ha una risposta univoca e che dipende da quanto si è disposti a tollerare un’app meno raffinata in cambio di un lavaggio migliore. (L’Ecovacs T90 Pro Ultra Omni sarà oggetto di una recensione dedicata.
Commento finale
Il Roborock Qrevo Edge S5A è un robot aspirapolvere lavapavimenti onestamente buono, costruito con la solidità che ormai caratterizza il brand cinese e supportato da un’esperienza software che resta un punto di riferimento per la categoria. Le rinunce rispetto al fratello maggiore — niente camera RGB, telaio meno acrobatico, batteria leggermente più piccola — sono comprensibili nell’ottica del taglio prezzo, ma una di queste pesa parecchio: l’assenza della visione AI si traduce in un riconoscimento ostacoli che, nel 2026, è semplicemente sotto le aspettative per un prodotto di questa fascia.
A listino pieno di 999 euro, oggettivamente, fatica a giustificarsi: alla stessa cifra (e anche meno) si trovano alternative che fanno meglio in quasi tutti gli aspetti misurabili. È in promozione, intorno ai 549 euro, che il Qrevo Edge S5A trova la sua collocazione naturale: a quel prezzo è una proposta sensata, soprattutto per chi vive in un appartamento ordinato, senza troppi cavi a terra, e che apprezza un’app ben fatta più di un sistema di lavaggio all’avanguardia. Per tutti gli altri, e in particolare per chi cerca prestazioni di pulizia pura senza compromessi, vale la pena guardare anche cosa offre la concorrenza nello stesso segmento: il mercato dei robot di fascia media nel 2026 è diventato sorprendentemente competitivo, e Roborock non ha più il dominio incontrastato che aveva due anni fa.
Resta comunque un acquisto che difficilmente fa pentire chi lo porta a casa, soprattutto se viene da modelli più datati o entry-level: la differenza si sente, e la qualità complessiva del prodotto è indiscutibile. Solo, non aspettatevi che sia il robot definitivo della sua fascia.

