Recensione Viewfinder, ridefinire la realtà anche su Nintendo Switch

Ad oltre due anni dall’esordio su PS5/PC nonché ad una manciata di mesi dalla comparsa anche sui lidi Xbox, il peculiare puzzle Viewfinder arriva finalmente anche su Nintendo Switch.

Un esordio affascinante, quello di Sad Owl Studios su etichetta Thunderful Games, in cui l’obiettivo viene riassunto dal team di sviluppo con “ridefinire la realtà e il mondo grazie ad una fotocamera istantanea”. Già nella nostra recensione a cura del buon Vincenzo, avevamo visto in Viewfinder un’idea di base sviluppata ottimamente, grazie soprattutto all’enorme varietà di situazioni che vivremo nel corso dell’avventura“, anche al netto dell’assenza di qualcosa di ludicamente più ambizioso. L’occasione di saggiarne le qualità anche sulla console Nintendo è altresì ghiotta per riprendere in mano la macchina fotografica virtuale.

Viewfinder sarà disponibile su Nintendo Switch dal 3 Dicembre, mentre è già disponibile su PC (via Steam), PlayStation 5 e Xbox Series.


Versione testata: Nintendo Switch


Ragionare… in prospettiva

Prima di parlarvi della versione Switch, è bene spendere qualche parola per spiegare cos’è esattamente Viewfinder.

Come già accennato, si tratta di un puzzle game in prima persona che attinge dalle suggestioni di game design di titoli quali Portal, The Talos Principle e The Entropy Centre. Se ad esempio nel titolo Valve la risoluzione degli enigmi girava attorno alla Portal Gun, in Viewfinder tutto si basa sull’utilizzo di immagini (siano esse fotografie, quadri, disegni o cartoline) in grado di modificare la realtà stessa.

Per l’esattezza, il fulcro ludico poggia sulla necessità di completare gli stage attivando specifici portali alimentati a batterie. Tuttavia, spesso essi si trovano fuori portata oppure in configurazioni impossibili da risolvere. Fortunatamente, la prospettiva in Viewfinder può essere alterata grazie alle immagini. Prendere una fotografia e proiettarla sul mondo reale permette di materializzare passaggi prima inaccessibili se non intere nuove aree.

L’ambientazione racconta una storia…

Nel corso delle sue circa otto ore di gameplay, Viewfinder gioca con le aspettative dei giocatori riuscendo sempre a proporre enigmi diversi ed imprevedibili. Un viaggio a tratti sorprendente, che forse ha l’unico limite di non esplorare fino alle estreme conseguenze le proprie intuizioni di gameplay.

Complice anche un’idea ludica estremamente complessa da realizzare e porre in essere, Viewfinder trasmette spesso l’idea di essere una prova generale più che un’odissea a briglia sciolta. Un accelleratore quindi appena accennato e mai schiacciato a tavoletta, che possiamo perdonare agli sviluppatori alla luce dell’ambizione del concept e della sua realizzazione generale.

Chi sono questi buffi esseri?

Un minuscolo spazio vitale

Come se la cava tuttavia Viewfinder su Nintendo Switch? Questo è un po’ il quesito principe attorno al quale ruota l’odierna recensione. Soprattutto in considerazione dei legittimi dubbi sulla qualità del porting di un titolo che, nonostante sia essenziale a livello tecnico, affondava le proprie radici su altre piattaforme. Da questo punto di vista, Viewfinder su Nintendo Switch ha confermato alcuni timori, al contempo rassicurando su altri aspetti.

Fin dai primi istanti, appaiono abbastanza evidenti i compromessi adottati da Sad Owl Studios. Al di là di una risoluzione più bassa ed un framerate orfano dei 60 fps granitici della versione PS5, anche la qualità generale delle texture ha subito una sforbiciata. Alcuni scorci continuano ad essere pregevoli e pieni di quella spiccata identità che avevamo già piacevolmente sottolineato nella nostra recensione di due anni fa. Tuttavia, ad uno sguardo neanche troppo attento si possono notare alcune texture più grossolane e definizioni maggiormente sbiadite. Insomma, la differenza c’è e si vede.

Now you think with… perspective.

Fortunatamente, ci sono tuttavia dei lato positivi nell’adattamento per la console Nintendo. La natura portabile dell’hardware giova molto all’esperienza di Viewfinder, ben prestandosi il gameplay a sessioni mordi e fuggi. Una possibilità di fruizione immediata che, al netto di qualche caricamento di troppo, permette tuttavia di godere del titolo in maniera più smaliziata rispetto al passato.

Ma anche a voler ragionare in termini di compromessi tecnici, possiamo comunque rassicurare il pubblico. Viewfinder si gioca in maniera assolutamente accettabile anche su Nintendo Switch. Vero: il framerate è ridotto e la definizione generale non restituisce quell’immagine cristallina presente sulle altre piattaforme. Tuttavia il vantaggio della portabilità e la non imprescindibile necessità di una fluidità da action rendono più condivisibile il lavoro di adattamento per la piattaforma Nintendo.

Come raggiungere quella batteria?

Il mondo in una foto

Arrivati a questo punto, abbiamo le idee piuttosto chiare sull’approdo di Viewfinder sui lidi Nintendo.

Al netto di un’esperienza più modesta dal punto di vista tecnico, il puzzle game di Sad Owl Studios riesce a riconfermare le proprie qualità beneficiando addirittura della portabilità di Switch. Chi cerca la versione migliore del titolo, per chiarezza, potrebbe doversi rivolgere ad altre soluzioni. Ma al contempo anche la versione Nintendo è assolutamente godibile.

A volte lo stile artistico si mescola con risultati davvero encomiabili.

Come anticipato in premessa, riprendere in mano il gioco ci ha permesso anche di sviluppare una piccola riflessione su come il titolo si ripresenti sul mercato a distanza di due anni. Per loro intrinseca natura, i puzzle game tendono ad invecchiare piuttosto bene e Viewfinder non si è dimostrato da meno. Grazie ad una direzione artistica pulita ma distintiva ed un comparto sonoro di buon livello, la produzione riesce a trasportare nel proprio mondo con semplicità e magnetismo.

Se la ludica continua dunque ad essere assolutamente attuale (basti pensare al clamore suscitato nel genere da Blue Prince), inevitabilmente la narrativa continua ad essere un punto non molto positivo. Chiariamoci, non parliamo di qualcosa di intrinsecamente brutto. Purtroppo il titolo non regge il paragone, in questo senso, con i titoli citati in premessa. Benché Viewfinder sia stato pensato per rendere apprezzabile la storia ad un giocatore attento, non ci sembra che il tempo abbia migliorato la nostra percezione al riguardo.

Da una foto ad un ponte, il passo in Viewfinder è breve.

Commento finale

Viewfinder arriva su Nintendo Switch preservando la propria originale esperienza ludica. Un puzzle game affascinante e magnetico, che ruota attorno alla percezione e trasformazione della realtà a colpi di immagini e fotografie digitali. L’adattamento, dal canto suo, mostra alcuni inevitabili compromessi in termini di performance e stabilità. All’atto pratico tuttavia, il gameplay non ne risulta intaccato ed anzi la natura portatile della console riesce a strizzare l’occhio ad una gradevole fruizione mordi e fuggi. Non la versione migliore del titolo di esordio di Sad Owl Studios, ma nondimeno una piccola chicca del genere.

7.7

Viewfinder


Viewfinder arriva su Nintendo Switch preservando la propria originale esperienza ludica. Un puzzle game affascinante e magnetico, che ruota attorno alla percezione e trasformazione della realtà a colpi di immagini e fotografie digitali. L'adattamento, dal canto suo, mostra alcuni inevitabili compromessi in termini di performance e stabilità. All'atto pratico tuttavia, il gameplay non ne risulta intaccato ed anzi la natura portatile della console riesce a strizzare l'occhio ad una gradevole fruizione mordi e fuggi. Non la versione migliore del titolo di esordio di Sad Owl Studios, ma nondimeno una piccola chicca del genere.

PRO

Originale e magnetico | Buona varietà e longevità | Porting che beneficia della portabilità di Switch |

CONTRO

L'adattamento presenta svariati compromessi tecnici | Il gameplay poteva essere approfondito maggiormente | La narrativa non ci ha convinto, oggi come allora |

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