Ci sono voluti quasi trent’anni, ma Hideki Kamiya, director dell’originale Resident Evil 2, ha confermato ciò che i fan sospettavano dal 1998: Leon S. Kennedy deve il suo nome a Léon il film del 1994 scritto e diretto da Luc Besson, interpretato da Jean Reno, Natalie Portman e Gary Oldman.
Kamiya ha ricostruito il momento esatto della scelta. Durante lo sviluppo del personaggio, insieme al creatore della serie, Shinji Mikami, diverse proposte erano state scartate. Poi l’illuminazione: “Beh, perché non lo prendiamo da quel film che ho visto l’altro giorno?”. La risposta di Mikami fu un pragmatico “Sì, funziona”. Nessuna riunione creativa solenne, nessun brainstorming estenuante: una battuta nata da un ricordo cinematografico fresco, trasformata in una delle icone più riconoscibili dell’horror videoludico.
Più di un nome
La comunità di Resident Evil non aveva mai smesso di collegare i puntini. Oltre l’assonanza tra il nome dell’agente e quello del protagonista del film, la serie ha sempre incluso una difficoltà “Professional”, omaggio neppure troppo velato al titolo della pellicola. C’è poi la storica Matilda, la pistola a raffica brandita da Leon in più capitoli, il cui nome rimanda alla Mathilda interpretata da Portman. Kamiya ha però precisato che quest’ultimo riferimento non è farina del suo sacco: “Non è un’idea mia, è qualcosa che qualcun altro in Capcom ha aggiunto dopo la mia partenza”. Un dettaglio che conferma come il dialogo tra il gioco e il film fosse diventato patrimonio condiviso dell’intero team.
Un’eredità che va oltre il nome
La rivelazione chiude una delle parentesi speculative più longeve dell’universo Resident Evil, ma apre anche uno squarcio su quanto il cinema degli anni novanta abbia plasmato l’immaginario dei creatori di videogiochi. Che un nome così iconico sia nato dal ricordo di una visione recente, in una conversazione sbrigativa tra due sviluppatori, aggiunge uno strato di umanità e fascino a un personaggio che ha attraversato tre decenni di carriera videoludica. Leon S. Kennedy, dal 1998 a oggi, è sopravvissuto a Raccoon City, ai remake e alle evoluzioni del medium, portandosi dietro un pezzetto di storia del cinema senza che nessuno, fino a oggi, ne avesse la certezza. Ora quella certezza c’è, ed è limpidissima.
