Stranger Than Heaven arriva in inverno: la nuova ambiziosa follia di Ryu Ga Gotoku Studio

San Francisco, 1915. Un ragazzo si infila di nascosto su una nave misteriosa nel cuore della notte. Si chiama Makoto Daito, ha sangue americano e giapponese nelle vene, e sta scappando da un paese che lo perseguita per le sue origini. Rimasto solo al mondo, senza più genitori, Makoto punta tutto su un viaggio verso il Giappone: se l’America non lo vuole, forse la terra di sua madre saprà accoglierlo. La traversata del Pacifico, però, non è un passaggio gratuito. E quella scelta, presa con nient’altro che la camicia addosso, segnerà il corso di un’intera esistenza.

È da questa premessa che parte Stranger Than Heaven, il nuovo action adventure di SEGA e Ryu Ga Gotoku Studio in arrivo questo inverno su PlayStation 5, Xbox Series, PC (Steam e Microsoft Store) e direttamente nel catalogo Game Pass.

Una saga di sopravvivenza, musica e redenzione SEGA descrive il progetto come “una saga di cinquant’anni su uomini senza meta e la loro disperata lotta per trovare una casa”. Per sopravvivere servirà violenza estrema; per emergere, il talento magnetico di uno showman capace di incendiare palcoscenici in cinque città e altrettante epoche del Giappone moderno.

La storia di Makoto attraversa mezzo secolo di trasformazioni, portando il giocatore in un Giappone che sembra uscito da un passato alternativo, plasmato sui luoghi reali di ogni periodo storico. Dall’inizio del Novecento fino a decenni più vicini a noi, ogni città è un mondo a sé, con regole, pericoli e opportunità che cambiano radicalmente.

Combattere a mani nude (e con tutto il resto) L’anima action del gioco punta su un sistema di combattimento che non chiede solo di controllare Makoto, ma di diventarlo. Corpo e movimenti sono gestiti in modo indipendente sui due lati: sinistro e destro attaccano, difendono e reagiscono con una fluidità istintiva. Un diretto può incatenarsi a un colpo caricato a segno; un nemico barcollante può essere atterrato, schiacciato a terra da una raffica di pugni o neutralizzato bloccando i suoi fendenti con una mano e contrattaccando con l’altra. Non ci sono copioni: leggere le mosse avversarie e aprirsi varchi nel caos è l’unica logica che conta. E se le mani nude non bastano, il gioco mette a disposizione un arsenale da affinare era dopo era: coltelli, martelli, katane e molto altro.

Dal ringhio del nemico alla prima in classifica Nei primi capitoli della storia, il mentore di Makoto scopre per caso il suo talento nascosto per la musica. Quel ragazzo colmo di rabbia e cicatrici non si limita a cantare qualche canzone: diventa un vero showman, capace di produrre spettacoli che fanno il giro del paese.

Per riuscirci bisogna sporcarsi le mani in un modo diverso. Makoto raccoglie voci e pettegolezzi dalle strade per scovare cantanti e artisti promettenti. Poi esplora la città a caccia di suoni: il fruscio di una scopa, il russare di un vicino, il rombo dei treni, il verso lontano di un animale, perfino i grugniti e i ringhi dei nemici appena affrontati. Ogni frammento sonoro può essere campionato, mixato e trasformato in musica originale. A quel punto si sceglie la scaletta, si mette insieme la band, si assegna il cast e si cura la produzione in ogni dettaglio – dalle luci alla scenografia – per dare vita a uno show indimenticabile. Diversi musicisti faranno parte del cast del gioco, tra cui Tori Kelly, che ha anche composto una sigla originale per il gioco.

Stranger Than Heaven è previsto in uscita nell’inverno del 2026 per Xbox Series X e S, PS5 e PC. I possessori di Xbox saranno inoltre fortunati, poiché Stranger Than Heaven sarà disponibile per gli abbonati a Xbox Game Pass fin dal giorno del lancio.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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