Il traguardo per Arc Raiders è dei più rari: 16 milioni di copie vendute per un extraction shooter appena nato, numeri che hanno spinto Nexon a usare un aggettivo pesante – “straordinario” – nell’ultimo bilancio finanziario.
Il titolo, sviluppato da Embark, è ufficialmente il lancio di maggior successo nella storia della compagnia. A sei mesi dal debutto, il gioco continua a macinare decine di migliaia di giocatori simultanei su Steam, dove resta stabilmente tra i titoli più frequentati nonostante l’inevitabile dibattito sulla sua presunta “morte”. I picchi di 100.000 utenti su PC sono ancora la norma, mentre su console Sony e Microsoft non divulgano dati. Ma non tutto è stato accolto benissimo da parte dei giocatori.
Due grandi update l’anno, una scelta che fa discutere
La notizia più discussa degli ultimi giorni è infatti il cambio di rotta nella strategia di aggiornamento. Embark ha annunciato che Arc Raiders riceverà soltanto due espansioni maggiori all’anno, una decisione accolta da qualche malumore nella community ma spiegata con trasparenza.
«D’ora in poi rilasceremo aggiornamenti importanti due volte l’anno – ha chiarito lo studio – più ampi, più incisivi, pensati per cambiare davvero il modo in cui giochi. Non preoccupatevi: un team dedicato al live service continuerà a gestire Arc Raiders giorno per giorno, tra bilanciamenti, fix, aggiornamenti del negozio ed eventi. Niente di tutto questo scomparirà».
Lo spazio di sviluppo aggiuntivo servirà a rinforzare i pilastri dell’esperienza: economia interna, bilanciamento della progressione e, aspetto cruciale per un gioco dove ogni scontro vale caro, la lotta a cheat e comportamenti scorretti.
S la logica interna ha una sua coerenza, fuori dalle mura dello studio il malumore è palpabile. Molti giocatori considerano la mossa un rischio concreto in un mercato dove l’attenzione si sposta in fretta.
«Avevano un successo enorme. L’unica critica ricorrente era la mancanza di contenuti dopo il lancio, e la loro risposta è mollare il gioco?» è il commento di un utente sui social. Un altro rincara la dose con ironia: «L’avevano chiamato il “killer di Fortnite”. Pensano davvero che un live service possa sopravvivere con due soli aggiornamenti grossi all’anno?»
Il paragone con la costanza maniacale di Epic Games è inevitabile, e il timore è che Arc Raiders fatichi a tenere il passo con competitor che rinnovano l’esperienza a ritmi serrati.
Le strategie Nexon a partire da Frozen Trail
Il primo banco di prova sarà l’update di ottobre, intitolato Frozen Trail. L’espansione introduce nuove aree esplorabili, nemici inediti, un ampliamento della trama e del lore, oltre a modifiche profonde ai sistemi di progressione. L’intenzione dichiarata è alzare il livello dell’esperienza senza tradirne l’anima.
Nexon ha aspettative alte e le ha messe nero su bianco nei documenti finanziari. Arc Raiders, si legge, ha ormai «una community ampia e profondamente fedele», ma Frozen Trail servirà a «rimodellare» il modo in cui si gioca, «il che è ottimo per riattivare gli utenti che hanno completato il gioco originale e per attrarre nuovi giocatori».
Nel frattempo Embark continua ad aggiornare anche The Finals, l’altro sparatutto live service dello studio. Per Arc Raiders, intanto, è già arrivato un riconoscimento importante: la candidatura a miglior gioco del 2025 in una delle principali rassegne annuali del settore. Un segnale che l’ottobre in arrivo potrebbe scrivere un nuovo capitolo per uno dei giochi più discussi – e giocati – dell’anno.
