Il settore videoludico continua a vivere una delle fasi più difficili della sua storia recente, e l’ultima vittima è Avalanche Studios, team svedese conosciuto in tutto il mondo per la serie Just Cause. La compagnia ha annunciato una ristrutturazione interna che porterà alla chiusura definitiva dello studio di Liverpool e a un ridimensionamento del personale nelle sedi principali di Malmö e Stoccolma.
Una decisione che riflette non solo la crisi di Avalanche, ma un problema molto più ampio che sta colpendo l’industria: i licenziamenti di massa sono ormai diventati la normalità, con centinaia di sviluppatori che da mesi si trovano senza prospettive.
Contraband, il progetto che doveva rilanciare lo studio
Le radici della crisi affondano nella cancellazione di Contraband, ambizioso progetto cooperativo esclusivo per Xbox annunciato con grande enfasi all’Xbox & Bethesda Showcase del 2021. Doveva essere il titolo che avrebbe segnato una nuova fase creativa ed economica per Avalanche, ma Microsoft lo ha definitivamente cancellato lo scorso agosto.
Senza la sicurezza di un progetto di punta e delle relative entrate, lo studio è rimasto improvvisamente privo di sostegno, in una posizione di estrema vulnerabilità. Non si tratta di un caso isolato: negli ultimi due anni, Microsoft ha cancellato diversi giochi, tra cui Perfect Dark di The Initiative, Everwild di Rare e un MMO non annunciato di ZeniMax, accompagnando queste decisioni con licenziamenti di migliaia di dipendenti.
La contraddizione del modello Microsoft
L’aspetto più controverso è che queste chiusure arrivano in un momento di forte prosperità economica per Microsoft. Il CEO Satya Nadella ha recentemente dichiarato che l’azienda “sta prosperando” grazie all’intelligenza artificiale, un settore che oggi rappresenta la priorità strategica del colosso di Redmond.
Il paradosso è evidente: mentre i ricavi legati all’AI crescono a ritmo impressionante, i team che hanno costruito negli anni la divisione gaming subiscono i tagli più pesanti. Avalanche Studios si ritrova così vittima di una strategia che sembra considerare sacrificabile un intero settore creativo rispetto alle nuove frontiere tecnologiche.
Un futuro incerto per i creatori di Just Cause
Il comunicato ufficiale di Avalanche non lascia molto spazio all’ottimismo: lo studio di Liverpool verrà completamente chiuso, con tutti i dipendenti coinvolti in un “processo di consultazione collettiva” come previsto dalla legge britannica. Allo stesso tempo, anche le sedi svedesi subiranno significative riduzioni di personale e una completa riorganizzazione dei team, focalizzata – secondo la compagnia – sul supporto ai progetti “più promettenti”.
Un epilogo amaro per una realtà che solo un anno fa aveva firmato un accordo di contrattazione collettiva con i sindacati svedesi, annunciato dalla CEO Stefanía Halldórsdóttir come un passo verso la costruzione di “uno dei migliori luoghi di lavoro dell’industria”.
Avalanche Studios, da non confondere con Avalanche Software (autori di Hogwarts Legacy sotto Warner Bros.), è stato uno dei nomi simbolo dello sviluppo europeo. Con Just Cause ha creato un marchio amato in tutto il mondo, capace di definire lo standard degli open world d’azione con la sua miscela di caos, libertà e creatività esplosiva.
Oggi però il futuro dello studio è incerto: senza Contraband, con un organico ridotto e la perdita di un’intera sede, la sopravvivenza e la capacità di innovare di Avalanche sono messe seriamente a rischio.
