Back 2 The Past: parliamo di The Legend of Zelda: Ocarina of Time

Un classico senza tempo…

Dopo la lunga pausa estiva e schivando qualche contrattempo, torna la rubrica dedicata al retrogaming. L’ultimo sondaggio sulla nostra pagina Facebook ha visto la vittoria della compagine che vuole parlare di videogames e il sottoscritto ha deciso di premiare questa scelta, parlando di uno dei migliori titoli mai esistiti.

Parliamo proprio della Leggenda di Zelda, nello specifico il primo capitolo comparso su Nintendo 64 (console già trattata in questo articolo).

Un po’ di curiosità…

Il gioco viene mostrato per la prima volta durante lo Space World del 1995, era una demo tecnica, come potrete vedere nel video qui di seguito, il nostro impavido eroe affronta con spada e scudo un misterioso nemico, lo stesso aspetto del protagonista è differente, infatti è molto più simile alle versioni precedenti.

Parlando proprio dell’aspetto del nostro Link, Yoshiaki Koizumi ha raccontato che venne modificato dopo che mostrò alla moglie i primi bozzetti, la donna consigliò che un ragazzo con un naso così pronunciato non aveva affatto l’aspetto che un eroe leggendario dovrebbe avere.

Koizumi dopo questo importante input decise di rendere Link maggiormente affascinante, modellando un “naso alla francese” e aggiungendo delle lunghe basette bionde, un orecchino e dei guanti.

Sempre a Yoshiaki Koizumi si deve l’innovativa nascita del sistema di “Z-targeting (oggi usato in moltissimi titoli, da Kingdom Hearts a Dark Souls).

Infatti, il team di sviluppo ebbe abbastanza in difficoltà nella gestione dei combattimenti con molti nemici, allora Koizumi decise di andare assieme ad alcuni colleghi al Parco Divertimenti del gruppo Toei, per trovare l’ispirazione, e fu proprio lì che vide uno spettacolo dove un Samurai combatteva da solo contro un gruppo di Ninja.

Durante quello show Koizumi vide che il Samurai, in evidente inferiorità numerica, girava attorno ai Ninja senza mai abbassare la guardia, questa peculiarità lo ispirò nella creazione del sistema di agganciamento che tutti noi conosciamo oggi.

Sviluppo

Il gioco era inizialmente programmato per uscire su N64DD, fortunatamente si decise di portare il gioco su cartuccia (la più grande dell’epoca, pesava ben 32 megabyte). La memoria della cartuccia rimase un problema molto grande per Shigeru Miyamoto.

Infatti, lo storico papà della serie penso durante gli inizi di ridurre l’area di Hyrule ad un hub unico, dove Link poteva guadagnarsi l’accesso ad altri mondi, come Mario 64 insomma.

Quest’idea di quadri e portali venne tenuta da parte e utilizzata per la Boss Fight del Tempio della Foresta contro Phantom Ganon.

Storia

La storia di Ocarina of Time è nota sicuramente alla maggioranza dei videogiocatori, ma fidatevi se vi dico che alcuni ancora non la sanno, quindi facciamo un bel recap per tutti.

Questa avventura inizia con l’Albero Deku (un sacro albero parlante, custode della Foresta Kokiri) che incarica la fata Navi di raggiungere il giovane Link (conosciuto a tutti come il “ragazzo senza fata”) perchè durante la sua strada avrà bisogno del suo aiuto (anche se molti la malediranno durante il gioco).

La fata si dirige verso la capanna del ragazzo, che è intento a riposare nel suo piccolo letto e lo sveglia con poca gentilezza, da questo momento il controllo passa nelle mani del giocatore.

Appena usciti da casa, incontriamo Saria, una giovane Kokiri dai capelli verdi che oltre a congratularsi con noi per aver ricevuto la fata, ci introduce ad un piccolo tutorial. Una volta imparate le basi (compreso lo Z-targeting), Navi continuerà a ripeterci che dobbiamo recarci in visita dal Grande Albero Deku.

La strada purtroppo è bloccata da un altro Kokiri, il cui nome è Mido (tra le altre cose è invidioso di Link perché ha un buon rapporto con Saria), lo stesso ci dice che nessuno può avventurarsi oltre se non armato di scudo e spada.

Dopo un po’ di esplorazione, Link acquisisce la Spada Kokiri presso il campo di allenamento. Lo scudo invece viene acquistato per la bellezza di 40 rupie (da farmare in mezzo all’erba, lanciando sassi e aprendo scrigni).

Ora il nostro eroe è pronto per visitare il Venerabile Albero Deku, dopo aver visto il nostro equipaggiamento, perfino Mido ci lascia passare.

Finalmente giungiamo dinnanzi al cospetto di questo Saggio Albero, che ci chiede di liberarlo dalla maledizione che un certo Ganondorf gli ha lanciato, per adempiere al compito Link dovrà avventurarsi all’interno dell’Albero, combattendo, risolvendo enigmi e sconfiggendo il Boss Finale (Gohma) a colpi di fionda.

Il nostro eroe esce vittorioso dall’interno dell’Albero Deku e riceve come premio la Pietra Spirituale della Foresta meglio noto come Smeraldo Kokiri.

Dopo aver ottenuto questa pietra preziosa, il Grande Albero Deku muore, ma prima di morire mette in guardia il giovane eroe dal potente nemico dietro tutto questo, il malvagio Ganondorf, Re della tribù Gerudo.

Per trovare le altre Pietre Spirituali, il nostro Link dovrà uscire dalla Foresta Kokiri e arrivare al Regno di Hyrule, dove una giovane Zelda aspetta l’eroe a lungo narrato dalle leggende.

Mentre il nostro eroe esce dalla Foresta Kokiri, viene fermato da Saria, che come dono gli regala un’ocarina, strumento che nel corso dell’avventura si dimostrerà indispensabile.

L’incontro con la principessa è di fondamentale importanza per il nostro eroe, che finalmente vede in faccia il principale nemico del gioco, il Re della tribù Gerudo, Ganondorf, che entra a contatto con la Famiglia Reale, ma i suoi fini sono tutt’altro che pacifici.

La Principessa allora prega il nostro eroe di fare tutto il possibile per impedire che il malvagio desiderio di Ganondorf si avveri, così spinge Link a continuare la sua avventura presso il Monte Morte, luogo dove vive una bizzarra tribù di mangiapietra, capitanati da Darunia, potentissimo membro dei Goron.

Per ottenere la Pietra Spirituale in loro custodia (il Rubino Goron), il giovane Link dovrà liberare la Caverna Dodongo dall’omonimo Re.

Dopo aver ottenuto la Pietra e l’eterna amicizia con Darunia e il Popolo dei Goron, Link si reca dalla tribù degli Zora, una popolazione composta da uomini-pesce, il nostro eroe si presenta dinnanzi al Re della tribù per chiedere che gli venga consegnato il Zaffiro Zora, quest’ultimo gli dice che prima di parlarne dovrà trovare la Principessa Ruto, sua figlia.

Link scopre che la giovane Principessa è stata ingoiata da Jabu Jabu, il sacro pesce (simile ad una balena) venerato dagli Zora, così il nostro eroe si fa ingoiare (un po’ come Pinocchio) dal pesce e si precipita a salvare la Principessa.

Una volta dentro il pesce, il nostro Link trova la Principessa in piedi ad attendere aiuto e gli chiede con fare altezzoso di trasportarla fino all’uscita, ma prima dovrà recuperare lo Zaffiro Zora, un dono della Regina Madre.

Una volta trovato lo Zaffiro e battuto il temibile Boss Barinade, i nostri ragazzi vengono catapultati fuori dal ventre di Jabu Jabu. Mentre nuotano verso la salvezza, la Principessa Ruto consegna a Link l’agognato Zaffiro, in cambio di una promessa di matrimonio.

Dopo aver preso l’ultima Pietra Spirituale, mentendo spudoratamente, il nostro eroe corre verso il Tempio del Tempo per proteggere il Sacro Reame dalle grinfie di Ganondorf.

Ma mentre si reca verso il castello, qualcosa non torna, il cielo è misteriosamente ricco di nubi sinistre e appena arrivati all’entrata, Link vede Zelda scappare a cavallo assieme ad Impa, con un eroico sforzo lancia qualcosa nel fiume che circonda il castello, appena Link rivolge lo sguardo nuovamente verso l’entrata e si trova davanti Ganondorf.

Il malvagio Re, chiede a Link dove sia andata la Principessa Zelda, il ragazzo di tutta risposta sfodera spada e scudo, ma viene sopraffatto da una sfera magica lanciata da Ganondorf.

Dopo questo incontro, Link si tuffa nel piccolo fiume per vedere cosa ha lanciato la Principessa durante la sua fuga, scopre che si tratta dell’Ocarina del Tempo, la chiave per entrare nel Sacro Tempio del Tempo, laddove è custodita la Spada che esorcizza il Male (aka la Master Sword).

Dopo aver depositato le tre Pietre Spirituali ed aver aperto la porta del Tempio del Tempo, Link impugna la Master Sword e scopre per incanto di essere diventato grande.

Il Saggio della Luce (Rauru) spiega al giovane che nel frattempo, il Sacro Reame è stato violato da Ganondorf, quest’ultimo è riuscito anche nel suo intento, si è impossessato della Triforza, ma al suo tocco, quest’ultima si è spezzata in tre parti (forza, saggezza e coraggio).

Da questo momento Link dovrà attraversare mondi vecchi e nuovi per riunire i 7 Saggi e sconfiggere il Nuovo Signore del Male. Il nostro eroe dovrà affrontare la Foresta, un Vulcano maledetto, le profondità degli abissi, il torrido deserto e le tenebre più oscure.

Una volta ottenuti i medaglioni e risvegliati i Saggi (tra cui alcune vecchie conoscenze), Link potrà finalmente dirigersi verso il Castello di Hyrule, di cui Ganondorf è entrato coattivamente in possesso.

Ma prima è necessario passare al Tempio del Tempo, dove Sheik ci attende e ci rivela la sua vera identità difatti lo Sheikah che ci ha aiutato per tutto questo tempo non è altro che la Principessa Zelda, quest’ultima ci informa che lei è in possesso della Triforza della Saggezza, mentre Link possiede quella del Coraggio.

Durante il breve colloquio con la Principessa, ci viene fatto dono delle Frecce di Luce, potente arma contro gli attacchi oscuri di Ganondorf, tutto ad un tratto un terribile terremoto colpisce il tempio, è proprio il Re del Male che dopo aver intrappolato la Principessa, ci invita ad andare ad affrontarlo al Castello.

Il nostro eroe, ormai temprato da mille battaglie si reca al Castello e grazie al potere dei Saggi riesce ad entrare, una volta al suo interno dovrà affrontare 7 prove, una per ogni medaglione dei Saggi.

Una volta completate queste sfide, la barriera che protegge l’entrata svanisce e ci permette di entrare per l’attesa battaglia finale, dopo aver attraversato qualche piano ricco di nemici, il nostro eroe entra nella stanza di Ganondorf, quest’ultimo ha sconfitto l’attesa suonando il pianoforte.

Smette di suonare, si alza e paralizza il nostro eroe per privarlo della Triforza del Coraggio.

Da questo momento inizia un’intensa battaglia, con un arguto gioco di rimbalzi all’ultimo sangue, come già fatto in parte con Phantom Ganon. Finalmente il nostro eroe da il colpo di grazia a Ganondorf.

Il Castello comincia a crollare ed inizia una corsa contro il tempo per salvare la Principessa e se stessi, dopo qualche altro combattimento i nostri riescono a scappare da quella trappola infernale.

Tutto sembra finito, ma dalle macerie esce nuovamente Ganondorf, che grazie al potere della Triforza della Forza si trasforma in Ganon, un terribile mostro con il muso simile ad un maiale.

Durante la battaglia il nostro Link viene privato della Master Sword, fortunatemente per poco e la recupera giusto in tempo per fornire a Ganon il Colpo di Grazia.

Commento

The Legend of Zelda: Ocarina of Time è stato un gioco acclamato dalla critica e dai giocatori, leggendo questo articolo potrete anche scorgere la passione del sottoscritto per questo titolo, d’altronde ancora oggi non riesco a trovare un titolo che mi emoziona e che al tempo stesso mi diverta. Rigiocando la versione per N64 oggi, si può ridere dalla quantità di poligoni, dell’assenza del 4K e di altri milioni di menate tecniche. Sicuramente sarà anche l’effetto nostalgia, ma spero vivamente che oltre i grandi budget si torni a fare grandi giochi.

Fateci sapere la vostra esperienza con The Legend of Zelda: Ocarina of Time sulla nostra pagina Facebook.

 

Andrea Bevilacqua
Nato nei magnifici anni '90 ed entrato in tenera età nel magico mondo dei videogiochi. Una splendida avventura iniziata grazie ad un baffuto idraulico italiano ed un prode spadaccino in calzamaglia verde. Oggi, dopo aver passato la fatidica soglia degli "enta", cerco nei moderni capolavori videoludici il titolo in grado di emozionarmi e di regalarmi un gameplay stimolante... il comparto grafico non è sempre così importante. Oltre il mondo del gaming, sono appassionato di musica (ex-chitarrista), calcio (irriducibile cuore rossonero) e cinema.

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