Baldur’s Gate 3: Cosa c’è da sapere sulla storia di Baldur’s Gate

L’attesissimo Baldur’s Gate 3 è oramai in arrivo sulle nostre piattaforme. Un titolo che negli anni di sviluppo ha generato molto hype, tra i fan dei precedenti giochi di Larian Studios, ovvero Dinivity Original Sin 1 e 2, ma ancor di più nei confronti della mai sopita fan base dei vecchi Baldur’s Gate, Icewind Dale & co.

Ovviamente tra i giocatori in fervente attesa di BG3, c’è chi non ha mai giocato nessuno dei titoli sopracitati, e che magari non ha nemmeno esperienze riguardo al mondo che è stato preso ad ispirazione. Quei Forgotten Realms, e più precisamente il Faerun, tanto cari agli appassionati del Dungeons & Dragons da tavolo.



A tal riguardo, in attesa di poter iniziare il gioco, vi proponiamo un excursus riguardo all’ambientazione e non solo, così da poter arrivare maggiormente preparati al sorgere della vostra avventura in compagnia di Baldur’s Gate 3.

Baldur's Gate 3

Come saprà chi ha giocato ai primi titoli di Baldur’s Gate, il gioco utilizza un’ambientazione classica di Dungeons & Dragons, appunto il Faerun, per fare da sfondo al franchise. Il primo gioco si svolge naturalmente nella città settentrionale di Baldur’s Gate, che in quel periodo si è guadagnata l’orgogliosa reputazione di città più oscura e tormentata della Costa della Spada.

La storia fino ad oggi

Innanzitutto, è stato chiaramente stabilito che Baldur’s Gate 3 racconterà la propria storia; la prima saga di Baldur’s Gate è finita e i giocatori non dovranno necessariamente conoscerla per godersi BG3. Tuttavia, è stato anche stabilito che ci saranno assolutamente dei collegamenti tra le due storie, il che non sorprende, considerando la fama e il successo dei giochi originali e il fatto che entrambi si svolgono nella stessa area di Faerun. Quindi, sebbene BG3 sia una storia a sé stante, sarà quasi certamente influenzata dagli eventi accaduti in Baldur’s Gate circa un secolo prima.

Baldur’s Gate (1998)

Non c’è Baldur’s Gate senza Dead Three. Si tratta delle famigerate divinità Bhaal, Bane e Myrkul, tutte e tre divinità malvagie costrette a camminare sulla terra come mortali durante il Time of Troubles e successivamente uccise. Tuttavia, tutti e tre vivono attualmente perché sono stati in grado di conservare il loro potere in una progenie mortale.

È qui che si inserisce la storia di Baldur’s Gate (il gioco originale uscito nel 1998): Bhaal, il dio dell’omicidio, è facilmente il più importante dei Tre Morti per la città di Baldur’s Gate e per la sua storia, dato che uno dei figli mortali di Bhaal ha tentato di distruggerla in una sanguinosa guerra con Amn, per poi essere fermato da un altro figlio di Bhaal. In breve, la disperazione di Bhaal nel preservare la propria vita ha spianato la strada alla reputazione di Baldur’s Gate come la città più oscura e cruda della Costa della Spada, che non è estranea a tempi duri ed eventi incredibili.

Omicidio a Baldur’s Gate

Avrete visto il gigantesco vascello Mind Flyer raffigurato nel filmato di apertura di BG3 no? Probabilmente non è la cosa più strana che si sia vista in città negli ultimi dieci anni o giù di lì, per non parlare della conclusione del Tempo dei Disordini. Dopo la crisi ed il primo grande conflitto con i Bhaal spawn (ovvero gli eventi di Baldur’s Gate), la città ha incontrato ancora una volta dei problemi, come raccontato nella campagna di D&D Assassinio a Baldur’s Gate, in cui il dio Bhaal è stato finalmente resuscitato attraverso l’assassinio dell’ultimo Bhaal spawn vivente. Poi c’è l’ancor più lunga Baldur’s Gate: Descent into Avernus, una campagna in stile Mad Max che porta i giocatori dalle strade di Baldur’s Gate alle fosse dei Nove Inferi stessi.

Tutto questo per dire che quando Baldur’s Gate 3 inizia, la città sta ancora affrontando gli strascichi di Murder in Baldur’s Gate e Descent into Avernus, con le cicatrici di Baldur’s Gate (1998) ancora nella memoria della gente. Qualunque cosa la narrazione di BG3 abbia in serbo per il pubblico, si spera che sia in linea con il tono cupo ed epico che ha accompagnato tutte le precedenti avventure ambientate nell’iconica città.

Il precedente di Baldur’s Gate

Oltre a quanto detto, bisogna considerare le meccaniche e il layout dei precedenti giochi di Baldur’s Gate: cosa li ha resi speciali e cosa Larian deve cercare di adattare per la nuova generazione di giochi di BG. In fin dei conti, la saga di Baldur’s Gate è responsabile di più di quanto molti possano immaginare; il suo successo ha plasmato il genere dei giochi di ruolo per gli anni a venire. Altre serie iconiche, che definiscono il genere, come Dragon Age (e Mass Effect, anche se sono fantascientifici piuttosto che fantasy), Pillars of Eternity e Divinity: Original Sin (realizzato da Larian Studios) hanno tutte preso spunto da Baldur’s Gate, e per una buona ragione.

Baldur’s Gate fu un successo quando uscì nel 1998, e il suo successore, Baldur’s Gate 2: Shadows of Amn, ancora di più. BG2 ha migliorato praticamente ogni elemento del franchise ed è generalmente considerato uno dei migliori giochi di ruolo di tutti i tempi, nonostante i tempi siano cambiati dal 2000. Questo grazie a tutte le cose che BG2 faceva così indimenticabilmente bene: una storia profonda e ricca di dettagli, ampi alberi di dialogo ramificati per definire il personaggio principale anche se era silenzioso, compagni colorati che avevano personalità, missioni e storie d’amore con cui impegnarsi, e scelte con conseguenze significative.

Vi suona familiare? BG2 è stato uno dei primi giochi di ruolo a fare tutte queste cose con grande abilità ed è diventato lo standard per il futuro. Quindi, non c’è bisogno di dire che i fan di sempre del franchise si aspettano che BG3 abbracci tutte le cose migliori dei vecchi giochi e – si spera – le migliori.

Gameplay

BG2 aveva anche un “look” ben definito, che potrebbe essere preso in considerazione nel gameplay di BG3. Tra le caratteristiche principali c’erano la prospettiva isometrica, un mondo aperto con numerose missioni secondarie e finali di storia e un’ampia personalizzazione dei personaggi, tra cui razza, sesso, classe e abilità. BG3 deve necessariamente aver preso tutte queste componenti, anche grazie alla maestria del team in seno a Larian, e portate ad un nuovo livello di riferimento per il genere.

In generale, l’aspetto più importante del gameplay di Baldur’s Gate era la libertà che veniva concessa ai giocatori, pur tenendo conto della narrazione generale. Se Larian riuscirà a conservare questa sensazione e gli elementi di Baldur’s Gate che lo rendono amato anche a distanza di anni, pur raccontando una storia nuova adattata al regolamento della quinta edizione di D&D, allora Baldur’s Gate 3 sarà un vero gioiello.

fonte: gamerant

Stefano Taccari
Stefano Taccari
Gamer dal 1987, padre di due piccoli gamers, griller, Dungeon Master e batterista hardcore. "I VG sono uno strumento che ci permette di entrare in contatto con altri universi".

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