Call of Duty: Ghosts, il “vero” motivo della crisi del Psg

Articolo di · 30 Settembre 2014 ·

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Ormai è risaputo: la sconfitta della Francia ai mondiali di calcio del 2006 fu dovuta al fatto che l’intera squadra amasse maniacalmente Call of Duty. Quell’anno, purtroppo, la squadra non si sentì nemmeno minimamente soddisfatta dal terzo capitolo, che riteneva mal realizzato sotto ogni aspetto. E le conseguenze le sappiamo tutti: la Francia perse ai rigori. Inutile dire che la colpa fu tutta di Treyarch, che in quell’anno era la responsabile dello sviluppo del gioco: se Call of Duty 3 fosse stato realizzato meglio, l’Italia avrebbe sicuramente perso.

Perfetto, sappiamo tutti che quanto scritto è falso ed inventato per riderci su, ma una situazione simile sta accadendo al Psg, che pare essere proprio “distratta” dall’FPS più venduto al mondo, ovvero Call of Duty. Secondo quanto riportato da Thiago Motta durante un’intervista tenutasi qualche giorno fa, quest’anno la squadra non sta andando bene perché “non ha apprezzato l’attuale Call of Duty: Ghosts”, impedendo quindi a tutti i giocatori di divertirsi e scaricare lo stress al termine di allenamenti o partite.

Motta ha continuato dicendo che la sua passione per la saga nacque nel 2008 e la scorsa stagione riuscì a convincere tutti i compagni del Psg a ritrovarsi per lunghe partite la sera dopo gli allenamenti. Grazie a Black Ops II, in questo periodo la squadra era compatta e molto affiatata, cosa che recentemente non si nota nemmeno minimamente. Il prossimo capitolo della serie in arrivo a Novembre, però, sembra aver fatto nuovamente colpo su Motta, che spera vivamente di poter tornare a giocare come ai vecchi tempi. E, magari, riportare il Paris Saint-Germain alla squadra che era due anni fa.

Per quanto possa sembrare ridicolo, questa parte dell’articolo è vera, pertanto diciamo una cosa ai tifosi del Psg: sperate che Sledgehammer Games non fallisca, o la squadra rischia di rimanere “spenta”.

Criterion 10

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