Dragon Quest XII: perché Oltre i sogni è un’occasione sprecata

La pazienza degli appassionati di JRPG è stata messa a dura prova ancora una volta da Square Enix. Durante l’evento di celebrazione del 40esimo anniversario di Dragon Quest, la leggendaria saga di giochi di ruolo creata da Yuji Horii, la compagnia ha svelato il nuovo corso del suo attesissimo dodicesimo capitolo.

Quello che però avrebbe dovuto essere il coronamento di un percorso iniziato cinque anni fa si è trasformato, almeno dal mio punto di vista, in un clamoroso passo indietro. Gli sviluppatori hanno infatti confermato il reset totale del progetto con modifiche strutturali che ridefiniscono completamente l’opera. Il titolo ufficiale non sarà più infatti The Flames of Fate come precedentemente comunicato al pubblico. Il gioco si chiamerà ufficialmente Dragon Quest XII Oltre i Sogni segnando una netta rottura con il passato concettuale.

Questa decisione ha scatenato un acceso dibattito all’interno della community. Da un lato c’è l’eccitazione per il nuovo materiale mostrato dalla compagnia. Dall’altro emerge però la forte frustrazione per tempistiche di sviluppo che si preannunciano bibliche e preoccupanti.

Il ritorno ai temi classici

Per comprendere la portata di questo annuncio dobbiamo fare un passo indietro fino all’ormai lontano 2021. In quell’anno Square Enix presentò ben cinque progetti legati al franchise per celebrarne l’incredibile successo. Tra questi spiccava ovviamente Dragon Quest XII, che prometteva di rivoluzionare la saga nei toni e nelle tematiche. Il gioco avrebbe dovuto essere più maturo ed oscuro, facendo prendere al franchise una direzione completamente nuova.

Il creatore della serie Yuji Horii inoltre aveva rassicurato i fan solo pochi mesi fa sulla bontà dei lavori in corso. Aveva infatti promesso il rilascio di informazioni con cadenza regolare così da mantenere alta l’attenzione del pubblico. Nessuno però poteva immaginare che dietro quelle dichiarazioni diplomatiche si nascondeva un progetto che aveva ricominciato lo sviluppo da zero. Questa scelta drastica cancella di fatto anni di sforzi creativi da parte del team. E noi ci ritroviamo a metabolizzare non solo il cambio di direzione, ma di un’attesa che riparte quasi da zero.

Se infatti ci aspettavamo di vedere un trailer completo ed avanzato del Dragon Quest XII originale, con una finestra di uscita nei suoi secondi finali, quello che abbiamo visto è invece solo l’inizio dei lavori, e l’assenza di informazioni in merito allo stato dei lavori ed il periodo previsto per il rilascio del gioco non lascia certo ben sperare sotto questo punto di vista.

Ricordiamoci inoltre che il precedente capitolo numerato della saga, Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta, è uscito originariamente nell’ormai lontano 2017 su piattaforme PlayStation 4 e Nintendo 3DS. E ricordiamoci anche che Dragon Quest XI ha stabilito record di vendite assoluti diventando l’episodio più apprezzato della storia del franchise. La sua formula classica ma rifinita ha conquistato una platea enorme espandendosi successivamente su ogni piattaforma disponibile.

Proprio quest’anno infatti il gioco cercherà di raggiungere ancora un nuovo pubblico grazie all’approdo su Nintendo Switch 2 a settembre. Questo successo straordinario (un po’ come fu Persona 5 per il suo franchise di appartenenza) ha logicamente amplificato a dismisura le aspettative dei fan per il capitolo successivo della serie. Tutti si aspettavano una naturale evoluzione tecnica e narrativa capace di sfruttare l’hardware delle console di nuova generazione, e le ambizioni narrative del titolo avevano fatto salire l’hype a mille. La notizia di un riavvio completo dello sviluppo del gioco rappresenta quindi una doccia freddissima su tutte queste speranze.

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Cosa è cambiato?

Il cambio del sottotitolo in Oltre i Sogni riflette in realtà una metamorfosi profonda che va ben oltre la semplice operazione di marketing. I primi dettagli condivisi hanno mostrato che il team di sviluppo sta seguendo una direzione artistica totalmente diversa rispetto a quella pianificata. Gli annunci iniziali parlavano infatti di una trama decisamente più cupa e matura rispetto ai temi classici della saga. Questa svolta dark avrebbe potuto svecchiare un franchise da sempre legato a canoni narrativi estremamente tradizionali e rassicuranti.

Square Enix, per qualche motivo, ha invece deciso di abbandonare questo sentiero per tornare in quella che potremmo definire la sua comfort zone. Probabilmente, con la scomparsa del maestro Toriyama, e il probabile addio dello stesso Yuji Horii dal prossimo capitolo della saga, questo sarebbe forse stato il momento ideale per cominciare una transizione verso lidi inesplorati alla ricerca di una nuova identità.

La sensazione in questo caso però è quella di una preoccupante mancanza di coraggio di fronte alle sfide del mercato moderno. Un colosso come Square Enix (che purtroppo non naviga in acque troppo rosee) non può permettersi un flop. Probabilmente quindi, la decisione di questo reboot concettuale è stata dettata dalla volontà di non rischiare, più che dal sano desiderio di offrire al pubblico qualcosa di realmente inedito e memorabile.

La nuova trama di Dragon Quest XII

La rinnovata trama di Dragon Quest XII si concentrerà su un eroe inedito tormentato da strane e misteriose visioni durante il sonno. Yuji Horii ha anticipato che i protagonisti viaggeranno alla ricerca di un mondo situato letteralmente oltre i sogni dell’uomo. Il game designer ci ha anche confermato che la produzione manterrà i leggendari design dei personaggi curati dal compianto maestro Akira Toriyama, e che anche la colonna sonora porterà la firma indelebile delle composizioni storiche del maestro Koichi Sugiyama.

Questi elementi tradizionali garantiscono il mantenimento dell’identità visiva e sonora che ha reso immortale il franchise nel mondo. Tuttavia, ho trovato il design dei personaggi mostrati fino a questo momento piuttosto dimenticabili e non troppo ispirati. Il protagonista, ad esempio, sembra essere costantemente assonnato e non mostra una grande personalità o caratteristiche uniche.

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Reazioni tiepide da parte del pubblico

La reazione della community sui canali social non si è fatta di certo attendere. C’è ovviamente chi loda l’estetica classica dei personaggi e l’atmosfera fiabesca tipica della serie, che denota come molti appassionati siano ancora legati alle due radici storiche. C’è anche però chi ha sottolineato la delusione dovuta al cambio di direzione e a quanto mostrato finora. Personalmente non posso fare a meno di considerare questa decisione come una dolorosa occasione mancata per la serie.

Dragon Quest aveva l’opportunità unica di dimostrare una maturità narrativa diversa senza perdere la propria essenza magica. Il ritorno sui propri passi non è per me un problema di questo capitolo in particolare, ma evidenzia una preoccupante rigidità creativa che potrebbe limitare l’evoluzione futura della saga.

Inoltre, quello che è il vero problema per azionisti e investitori, è la totale assenza di una finestra di uscita o una rassicurazione sullo stato di avanzamento dello sviluppo del gioco. Square Enix non ha fornito alcun dettaglio in merito lasciando intendere che ci vorrà ancora molto per poter mettere le mani sul gioco. Purtroppo, questa gestione discutibile dei tempi di sviluppo dei nuovi capitoli delle sue saghe di punta sta diventando una tendenza fin troppo comune per il colosso videoludico giapponese. Basti pensare ad esempio a Kingdom Hearts 4, le cui tracce si sono perse nel tempo.

Prolungare eccessivamente i cicli produttivi rischia di invecchiare le idee alla base del gioco stesso, oltre che a far perdere l’eccitazione e la pazienza dei fan. Il pericolo concreto in questi casi è infatti quello di ricevere un prodotto che sa già di vecchio quando finalmente sarà disponibile sul mercato. Solo il tempo ci dirà se la scelta di resettare la produzione di Dragon Quest XII pagherà lo sviluppatore in termini di qualità e successo. Al momento però, l’amarezza per la gestione del progetto rimane l’unico sentimento concreto per molti videogiocatori.

Speriamo di poter ricevere presto novità sullo stato effettivo dei lavori del gioco, magari proprio nel corso dell’estate dei grandi eventi videoludici che è ormai alle porte, e di poterci così ricredere sulle scelte compiute dall’editore giapponese. Fateci sapere qui sotto nei commenti cosa ne pensate di Dragon Quest XII!

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