Dragon’s Crown Pro, la nostra recensione

Il ritorno di un capolavoro!

Pubblicato originariamente nel 2013 su PlayStation 3 e PlayStation Vita, Dragon’s Crown Pro è sbarcato da qualche settimana anche su PlayStation 4. Il titolo è stato sviluppato da Vanillaware, azienda giapponese nota soprattutto per il genere Hack & Slash. Fra le sue produzioni più note abbiamo: Odin Sphere, GrimGrimoire, Muramasa e per l’appunto Dragon’s Crown.

Dragon’s Crown Pro è un picchiaduro a scorrimento bidimensionale, infarcito di elementi fantasy e meccaniche in stile Action/RPG. Per i giocatori di vecchia scuola, salterà subito all’occhio che il titolo in questione ha dei forti legami con Dungeons & Dragons. Al di là di paragoni e similitudini che poco importano, la versione Pro del gioco è l’incarnazione perfetta del genere, soprattutto se giocata su PS4 Pro (sebbene si comporti eccellentemente anche su PS4 Standard), grazie ad una risoluzione in 4K e ad una fluidità sbalorditiva.

Ciò che ha reso Dragon’s Crown un vero e proprio capolavoro è il fatto che sotto la guida di George Kamitani, la software house nipponica è riuscita, in un periodo in cui gli Hack & Slash perdevano rapidamente terreno, a reinventare un genere che anni addietro era stato particolarmente apprezzato dal pubblico e dalla critica.

C’era una volta

Nel lontano regno di Hydeland, un Re bramoso di potere, decise di mettersi in cammino alla ricerca della Corona del Drago (Dragon’s Crown). Non ci volle molto, prima che il regno iniziasse ad andare in rovina e l’unica speranza per riportare quei luoghi al loro antico splendore venne affidata a sei guerrieri valorosi. Così cominciamo la nostra avventura, con un Incipit che sicuramente non è dei migliori ma che al termine del nostro viaggio capiremo essere stato tutt’altro che banale.

Avviato il gioco, dopo un breve video di presentazione, dovremo selezionare una delle sei classi disponibili. Tre di queste utilizzano maggiormente attacchi corpo a corpo e hanno una maggiore resistenza ai danni (Amazzone, Nano e Guerriero), le rimanenti tre invece hanno maggiori abilità in termini di attacchi dalla distanza, attraverso magie e incantesimi ognuno con effetti differenti (Stregone, Elfa e Incantatrice). È evidente che a seconda dell’eroe prescelto, dovremo adattare il nostro stile di combattimento. Inutile tentare l’attacco corpo a corpo se impersoniamo uno stregone. L’editor proposto è davvero semplice da utilizzare e mantiene pressoché inalterate le caratteristiche della versione originale del gioco. La scelta della classe non sarà comunque definitiva in quanto, nel corso del gioco, avremo modo di indossare i panni di ognuna delle sei classi.

Selezionato il personaggio e presa dimestichezza con i comandi di base, dovremo iniziare ad esplorare la città dove, in un batter d’occhio, capiremo le grandi potenzialità offerte dal titolo e dai luoghi che ci circondano. Nella Locanda del Drago, potremo ad esempio gestire la nostra avventura, decidere di giocare in singolo oppure cooperando con altri giocatori. Fatti i dovuti settaggi, sarà necessario recarsi presso il Castello, dove faremo la conoscenza della splendida Principessa Vivian e di altri personaggi piuttosto importanti che preferiamo far scoprire a chi legge e alla Gilda degli Avventurieri. Nei due sopracitati luoghi, potremo sostanzialmente gestire il proseguire del nostro playthrough, ad esempio decidendo di portare a compimento quest primarie oppure dedicarci a quelle secondarie. Cosa si fa dopo? Naturalmente le diamo di santa ragione.

Un beat ‘em up senza compromessi

In questo porting, nudo e crudo, il combat system non è cambiato di una virgola. Gli attacchi sono affidati ad un singolo tasto, ma la differenza sta tutta nel movimento dello stick analogico. Potremo adibire gli altri tasti alla selezione rapida di oggetti, pozioni e quant’altro. Trattandosi inoltre di un tradizionale beat ‘em up a scorrimento orizzontale in 2D, ben si adatta ad essere giocato in compagnia. Il perché? Ve lo spieghiamo subito. Dragon’s Crown Pro fa della cooperazione il suo elemento cardine. Ci vengono infatti proposti tantissimi dungeon ambientali, stracolmi di nemici (goblin, ragni giganti, vampiri…), boss piuttosto ispirati e trappole che per essere portati a compimento nel migliore dei modi, richiedono un forte lavoro di squadra.

Il sistema di combattimento proposto è sicuramente meno strategico rispetto a produzioni similari, forse tendente all’azione confusionaria, con un feedback dei colpi, c’è da dire, non sempre convincente. Se vogliamo riprendere il paragone con D&D, ha ben poco di strategico e ponderato e una maggiore inclinazione all’azione, con tantissimi elementi a schermo che vengono gestiti egregiamente ma che a tratti potrebbero distrarre l’utente dall’azione principale. A beneficiarne è sicuramente il ritmo, veloce e caotico che ben si adatta anche ai giocatori meno avvezzi al genere.

Inoltre, giocato a distanza di cinque anni, si capisce ancora meglio come la produzione di Vanillaware sia senza ombra di dubbio il termine di paragone per tutte le produzioni del medesimo genere. La durata della campagna è nella norma ma ha un grado di rigiocabilità piuttosto elevato e pertanto, per i giocatori più accaniti, saranno necessarie tantissime ore per godere appieno di tutto ciò che il titolo ha da offrire, fra cui anche la possibilità di giocare in modalità multiplayer.

Segnaliamo che il netcode in modalità online è davvero veloce nell’associarci ad una lobby (potendo contare anche sul cross play) e nel complesso il multiplayer risulta essere stabile. Se pensiamo che la modalità di gioco si basa sostanzialmente sull’affrontare dungeon e quest di vario tipo, talvolta ripetuti all’infinito, il multiplayer è un’aggiunta davvero gradita.

Una vera e propria meraviglia

Dragon’s Crown Pro, come si era già capito dal titolo del primo paragrafo, è un vero e proprio capolavoro. In questa versione riadattata per il sistema PS4 da davvero il meglio di se. Vanillaware è riuscita a ricreare gli scenari come se fossero dei veri e propri quadri realizzati dall’estro artistico di un pittore. Maggiore cura è stata riposta però nella realizzazione dei personaggi, che presentano caratteristiche e tratti unici, atti a differenziarli in maniera evidente, gli uni dagli altri.

Abbiamo provato il gioco direttamente su PS4 Pro. L’esperienza è stata stupefacente, grazie ad un dettaglio grafico notevole, una fluidità costante e la sensazione che tutto fosse al posto giusto. Ad impreziosire il tutto ci pensa la colonna sonora realizzata da Hitoshi Sakimoto, già autore di eccellenti lavori come Final Fantasy XII e del prossimo titolo targato Vanillaware, 13 Sentinels: Aegis Rim, del quale siamo in trepidante attesa. Ricordiamo che in aggiunta Dragon’s Crown Pro include tutti i DLC pubblicati sino ad oggi.

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Dragon’s Crown Pro
8.7 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4
Pro
    - Il ritorno di un capolavoro del genere Hack & Slash
    - Visivamente impressionante
    - Si adatta a tutti, anche ai meno esperti del genere
    - In singolo o in multiplayer, il divertimento è assicurato
Contro
    - Leggera confusione durante gli scontri
    - Alla lunga potrebbe essere ripetitivo
Riassunto
Il capolavoro targato Vanillaware ritorna in grande spolvero su PlayStation 4. L'esperienza proposto, seppur lineare, offre diversi spunti per essere rigiocata, offrendo ore e ore di divertimento. Scegliete la razza che più vi si addice e buttatevi a capofitto nella mischia. Trucidate fantasmi, ragni giganti, pirati, vampiri, goblin e chi più ne ha più ne metta. Se non avete mai giocato a Dragon's Crown Pro, è arrivato il momento di farlo, magari su PS4 Pro dove da il meglio di se, grazie ad una risoluzione in 4K e ad una fluidità d'azione davvero sensazionale!
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale



PRO


CONTRO

Riccardo Amalfitano
Videogiocatore sin dalla "tenera" età, amante anche di manga, cinema e serie TV. Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente!

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