Esport, ciò che conta è l’allenamento (anche quello fisico)

Articolo di · 29 Maggio 2021 ·

Gli Esport sono da poco stati riconosciuti come dei veri e propri sport (ovviamente solo per alcuni paesi nel mondo) e sempre più ragazzi stanno cominciando ad interessarsi a questa attività non soltanto dal punto di vista ricreativo ma anche dal punto di vista professionale. Tuttavia, solo perchè si parla di videogames, non bisogna pensare che diventare un pro player sia facile, anzi. Occorre dedizione, programmazione e sopratutto allenamento. Che si parli di gaming su console, PC o mobile, quello che è certo è che i pro player passano la maggior parte del loro tempo seduti sia durante i tornei, sia durante i loro lunghi ed estenuanti allenamenti.

Mens sana in corpore sano

L’allenamento è infatti ciò che occupa probabilmente il 60-70% del tempo dei pro players e molto spesso lo si fa senza neanche avviare una partita del gioco. L’allenamento infatti riguarda capacità di concentrazione, riflessi, prova di nuove tecniche di squadra. Molto spesso gli allenamenti possono durare anche 4 ore con piccole pause tra una partita e l’altra, giusto per sgranchire un poco le gambe. Durante questi allenamenti, i campioni al fine di tenere alta la propria concentrazione hanno necessità di fornire al cervello e ai muscoli, le sostanze di cui questi hanno bisogno.

Ma molto spesso si tende a confondere ciò che si vede ad esempio in tornei o streaming dove entrano in gioco gli sponsor, con quello che invece un vero pro player fa nella vita reale. Se infatti durante i tornei o nelle live stream vedete il vostro campione sorseggiare bevande energizzanti o mangiare schifezze varie, state sicuri che nella gran parte dei casi, si tratta di trovate pubblicitarie per promuovere questo o quello sponsor. La realtà delle cose è molto differente.

I pro player infatti, in proprio o tramite le loro organizzazioni, spesso assumono dei nutrizionisti e dei personal trainer che li seguono nel loro percorso di allenamento, nel mantenere una dieta bilanciata, e spesso ordinano attività fisica all’esterno per tenere il cervello sempre lucido. Mens sana in corpore sano, dicevano gli antichi romani e proprio come per i professionisti degli sport tradizionali, curare il corpo è fondamentale per avere una mente sempre lucida e concentrata.

Senza considerare che i giocatori possono rischiare anche la salute seguendo diete sbagliate e stando seduti la maggior parte del loro tempo. Infatti se si considera il tempo prolungato davanti ad uno schermo, si rischia di contrarre numerose malattie croniche, ad esempio alla schiena, con gravi conseguenze anche economiche per le organizzazioni e le società che gestiscono questi campioni.

Una questione di budget?

Ma è davvero necessario per iniziare questa carriera, assumere un nutrizionista o addirittura un personal trainer?

La risposta è ovviamente no, ci si può regolare anche senza spendere cifre esorbitanti usando il buon senso, mentre se si guarda ad una squadra già un minimo organizzata, buona regola vorrebbe che si nomini una persona responsabile che dia ai giocatori regole e indicazioni per la propria salute e che vigili affinchè tutti le rispettino. Questa figura è il coach. Se si parla di sport tradizionali, il coach è quello che si prende cura delle prestazioni dell’atleta in tutti i sensi. Anche negli Esport, dunque, il coach di un team di Esport dovrebbe fare lo stesso.

Qual è il compito del coach?

Il compito del coach, con riferimento all’aspetto di cui stiamo trattando, è ad esempio spiegare la diversità dei carboidrati, dei nutrimenti come proteine, zuccheri e grassi, consigliando cosa mangiare ai giocatori durante periodi di forte stress e i tornei, come scaricare la tensione e come tenersi in forma: seguirli insomma in tutte le loro abitudini promuovendo quelle sane e scoraggiando quelle negative. Il coach quindi dovrebbe avere un quadro psicologico, nutrizionale e sportivo dei suoi atleti, in modo da costruire un approccio più metodico e completo.

Abbiamo visto che per l’attività del coach è richiesta l’attività competente di un professionista, cosa che non sempre un piccolo team o un singolo giocatore possono permettersi.

In questi casi non sottovalutate il buon senso. Sappiamo tutti (o almeno dovremmo saperlo tutti) che una dieta varia e bilanciata, che riduca al minimo gli zuccheri non necessari, fa bene al corpo e alla mente, o che l’esercizio fisico può contribuire a dissolvere quello che gli americani chiamano “brain fog”.

Pertanto coloro che intendono dedicarsi con professionalità a questa attività occorre che programmino le loro giornate e le loro diete, usando il buon senso oppure seguendo gli schemi che i pro player seguono nella loro settimana.

I consigli che possiamo darvi, sono piuttosto semplici: ridurre al minimo le bevande energetiche, che contengono anche tanta caffeina, e quelle zuccherine sostituendole con l’acqua. Bere continuamente questo tipo di “intrugli” potrebbe rapidamente portare all’assunzione estrema di caffeina e anche se all’inizio potrebbero darvi un surplus di energia, troppe bevande energetiche poi possono disidratare il corpo ed affaticare i reni e generare esattamente l’effetto opposto sulle vostre prestazioni. Aggiungete alla vostra dieta più frutta e verdura e soprattutto programmate almeno 20 minuti di attività fisica al giorno, possibilmente all’esterno. Mantenete un regime di vita sano per almeno un paio di mesi e poi diteci come è andata con le vostre prestazioni in game.

I giocatori professionisti sono più in forma degli altri

La conferma del fatto che i pro player hanno routine simili a quelle degli sportivi professionisti, arriva dai numeri. Uno studio ha infatti dimostrato che i videogiocatori professionisti – in media – sono più in forma rispetto a chi non gioca. La ricerca è stata svolta in Australia dall’università del Queensland. Il campione preso in considerazione è stato di 1500 persone residenti in 65 stati differenti. E’ stato così scoperto che i giocatori professionisti sono dal 9 al 21 per cento più in forma per quanto riguarda il loro peso rispetto alla popolazione in generale. Inoltre dallo studio si evince come fumino e bevano meno rispetto alla media.

Un altro dato che dimostra quando il mangiare sano e il fare attività fisica incida sulle performance in gioco è questo: il 10 per cento degli atleti nelle posizioni più alte delle classifiche sono di molto più attivi fisicamente dei giocatori di più basso livello.

Il ricercatore di QUT, Michael Trotter, ha affermato che questa ricerca finalmente sfata il mito che tutti i giocatori di Esport sono obesi o comunque hanno gravi problemi di salute quali sovrappeso o carenza di massa muscolare. Il motivo è da ricercarsi nel fatto che gli atleti professionisti spendono ogni giorno almeno un’ora ad allenarsi per migliorare se stessi ma soprattutto i riflessi durante il gioco.

I pro-player come insegnamento per i fan

Abbiamo visto che nonostante gli sponsors spingano verso uno stile di vita non sano, la realtà è molto diversa. Questi giocatori professionisti spesso seguono una dieta da “sportivi” che chi è interessato a seguire questa strada potrebbe seguire. Del resto se i giocatori di calcio, di tennis o basket vengono visti come insegnamento per i più giovani, perché non dovrebbe essere lo stesso anche per i pro-player negli Esport?

Su internet sempre più pro player, nei loro canali personali stanno cominciando ad offrire informazioni sulle diete seguite, sulle pratiche di allenamento corporeo ecc. e vi basterà davvero usare una stringa di ricerca del tipo “esport pro player diet” per trovare quello che vi serve e scegliere quella del vostro campione preferito.

Ma ricordate, per giocare meglio non serve seguire una dieta particolare, solo usare il buon senso.

Criterion 10

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