Il viaggio tumultuoso di Rue, Jules e degli altri ragazzi della East Highland High School è arrivato al capolinea. Dopo sette anni, un successo planetario e un’attesa di quasi quattro anni tra una stagione e l’altra, Euphoria si chiude con l’ottavo episodio della terza stagione. A mettere il punto definitivo è stato Sam Levinson, creatore della serie HBO, in un’intervista al New York Times.
L’episodio intitolato In God We Trust non rappresenta soltanto il finale di stagione, ma l’epilogo dell’intera opera. Una decisione che Levinson rivendica con coerenza autoriale: «Per quanto riguarda la storia che ci eravamo proposti di raccontare – una storia sulle dipendenze e le loro conseguenze – questo mi sembra il finale giusto».
Un fenomeno generazionale dal finale annunciato
Lanciata nel 2019, Euphoria ha ridefinito l’estetica e la narrazione del teen drama contemporaneo, diventando in poco tempo uno dei titoli di punta di HBO. Al centro del racconto, un cast giovane e magnetico guidato da Zendaya, affiancata da Sydney Sweeney e Hunter Schafer, tutte e tre capaci di trasformare i rispettivi personaggi in icone per la Generazione Z.
La seconda stagione era andata in onda a gennaio 2022. Da allora, lo stacco produttivo si è dilatato per quattro anni, un intervallo durante il quale buona parte del cast ha raggiunto uno status da superstar hollywoodiana, con agende fitte di blockbuster e impegni cinematografici sempre più impegnativi. Era nell’aria, insomma, che la terza stagione sarebbe stata anche l’ultima. La stessa Zendaya, in un’intervista precedente, aveva lasciato intendere di considerare questo ciclo narrativo come la chiusura naturale del progetto.
L’Eredità di una serie simbolo
La notizia della conclusione ha trovato i fan preparati, ma non per questo meno toccati. Nei commenti sui social si mescolano consapevolezza e una punta di malinconia. «È la scelta giusta. Sentivo già che sarebbe successo. Non immagino una quarta stagione», ha scritto un utente. Un altro ha sintetizzato senza giri di parole: «Non capisco chi pensava a una quarta stagione, dopo che Zendaya aveva detto che questa concludeva Euphoria».
Accanto alle reazioni a caldo, c’è spazio per una riflessione più ampia sul lascito culturale della serie. Un fan ha commentato: «Non era perfetta, ma resterà un testo fondamentale per la Generazione Z. Grazie a Zendaya per averci regalato un ruolo così potente».
Zendaya e Sweeney: il futuro dopo Euphoria
A marzo, Zendaya – oggi una delle attrici più richieste e pagate di Hollywood – aveva confessato di voler ridurre i progetti in cantiere, quasi temendo una sovraesposizione. Intervistata da Fandango, aveva detto: «Spero solo che la gente non si annoi di me. Apprezzo profondamente chiunque supporti i miei film o la mia carriera. Detto questo, dopo tutto questo mi prenderò una pausa. Sparirò per un po’».
Pausa che dovrà attendere ancora qualche mese. L’agenda di Zendaya per il resto dell’anno resta serratissima: a luglio uscirà The Odyssey di Christopher Nolan, poche settimane dopo tornerà nei panni di MJ in Spider-Man: Brand New Day al fianco di Tom Holland, per chiudere poi a dicembre con l’attesissimo Dune: Part Three.
Anche Sydney Sweeney non ha intenzione di rallentare. Tra i suoi progetti più imminenti figurano The Housemaid’s Secret e l’adattamento live-action di Gundam, oltre a numerose altre produzioni in fase di sviluppo.
Con la terza stagione, Euphoria saluta il pubblico dopo aver lasciato un’impronta profonda sulla televisione contemporanea. Una storia di dipendenze, identità e resilienza che, come sottolineato da Levinson, ha trovato il suo finale più onesto.
