Il viaggio di Final Fantasy VII Remake potrebbe non concludersi con la terza parte.
Durante un’intervista concessa a Wccftech, il director Naoki Hamaguchi ha lasciato intendere che il progetto di rielaborazione del classico del 1997 potrebbe proseguire oltre la trilogia originariamente annunciata. Le sue parole arrivano in un momento cruciale per Square Enix, a pochi mesi dall’espansione multipiattaforma della saga e da un cambio di strategia che potrebbe ridefinire il futuro della serie.
Dalla trilogia al possibile quarto capitolo
Fino a oggi, il remake di Final Fantasy VII era stato concepito come una trilogia: Remake, Rebirth e un terzo capitolo ancora senza titolo ufficiale, destinato a chiudere la nuova reinterpretazione della storia di Cloud, Tifa e Sephiroth. Tuttavia, secondo Hamaguchi, le porte restano aperte.
“Non escludo la possibilità di nuovi contenuti sostanziali o persino di un quarto titolo completo dopo la fine della trilogia,” ha spiegato il director, sottolineando come la direzione futura dipenderà anche dalla risposta del pubblico e dalla portata della community, destinata a crescere grazie alla nuova distribuzione su più piattaforme.
Queste dichiarazioni segnano un cambio di prospettiva rispetto alle affermazioni passate, in cui la squadra di sviluppo aveva sempre ribadito di voler chiudere la storia in tre atti. Ora, con una base di giocatori più ampia e una nuova visione strategica, l’idea di espandere ulteriormente il progetto non sembra più un’ipotesi remota.
Niente DLC per Rebirth, ma un futuro più ampio
Durante il Tokyo Game Show, Hamaguchi ha anche chiarito la decisione di cancellare i contenuti aggiuntivi previsti per Rebirth, spiegando che il team ha preferito concentrare tutte le energie sul completamento del terzo capitolo.
“Abbiamo ascoltato le richieste dei fan, e la loro priorità è vedere la conclusione della storia il prima possibile,” ha dichiarato.
L’eliminazione dei DLC, quindi, non rappresenta una rinuncia, ma un investimento in prospettiva. Una volta completata la trilogia principale, Square Enix potrebbe tornare a lavorare su espansioni o su un capitolo totalmente nuovo, libero dai vincoli narrativi del progetto originale.
Il nuovo corso multipiattaforma di Square Enix
Le parole di Hamaguchi coincidono con l’imminente arrivo di Final Fantasy VII Remake su Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2, fissato per il 22 gennaio 2026. Il titolo approderà anche sul Microsoft Store per PC, con supporto alla funzione Xbox Play Anywhere, che consentirà di passare senza interruzioni tra console e computer.
Si tratta di una svolta storica per una saga che per oltre vent’anni è stata legata quasi esclusivamente all’ecosistema PlayStation. La scelta di aprirsi a un pubblico più vasto non è solo commerciale: significa creare le condizioni per una nuova fase creativa.
Con milioni di potenziali nuovi giocatori, Square Enix potrebbe giustificare lo sviluppo di contenuti post-lancio più ambiziosi o persino di un seguito aggiuntivo, capace di spingersi oltre la trama del titolo originale del 1997.
Tra eredità e nuovi mondi
Hamaguchi non ha voluto sbilanciarsi su cosa potrebbe rappresentare un eventuale quarto capitolo. Tuttavia, ha lasciato intendere che l’idea non sarebbe quella di riscrivere ancora la storia di Final Fantasy VII, ma piuttosto di espandere il suo universo narrativo.
Le possibilità sono molteplici: un seguito diretto ambientato dopo la trilogia principale, un episodio inedito dedicato a personaggi secondari o un esperimento sul modello di Crisis Core e Dirge of Cerberus, che in passato avevano esplorato lati meno noti del mondo di Midgar.
Quel che è certo è che la roadmap di Square Enix, oggi, è più flessibile che mai. L’obiettivo non sembra più solo chiudere una storia, ma costruire un ecosistema narrativo duraturo, capace di coinvolgere nuove generazioni di giocatori.
Una scelta di continuità e ambizione
L’ipotesi di una quadrilogia non rappresenta un cambio di direzione improvviso, ma una naturale evoluzione di un progetto che ha già dimostrato di saper rinnovare un classico senza tradirlo. Dopo il successo di Rebirth su PS5 — che abbiamo analizzato in dettaglio nella nostra recensione completa di Final Fantasy VII Rebirth — l’idea di ampliare ulteriormente l’universo di Final Fantasy VII non suona affatto forzata.
La nuova apertura multipiattaforma potrebbe infatti dare alla serie una longevità paragonabile a quella dei grandi franchise occidentali, con una continuità di contenuti capace di superare i confini dei singoli episodi.
Un futuro ancora tutto da scrivere
Per ora, Square Enix non ha confermato ufficialmente lo sviluppo di un quarto capitolo, ma le parole di Hamaguchi suonano come un indizio di lungo periodo.Se il terzo episodio chiuderà davvero l’arco narrativo principale, potrebbe nascere un nuovo ciclo, pronto a esplorare il mondo di Gaia da prospettive inedite.Una possibilità che entusiasma i fan, ma che, al tempo stesso, pone una sfida notevole: riuscire a mantenere viva la magia di un titolo che, dal 1997 a oggi, ha segnato un’intera generazione di videogiocatori. E se la saga di Cloud dovesse davvero continuare, lo farà con un’eredità pesante sulle spalle — quella di un mito che, dopo quasi trent’anni, non smette di reinventarsi.
Final Fantasy 7 Remake potrebbe diventare una quadrilogia.
E forse, per un gioco che ha ridefinito il concetto stesso di remake, non potrebbe esserci destino più coerente.
