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DmC: Devil May Cry Definitive Edition, tagliata una frase erotica

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Una frase più inutile che erotica.

Ninja Theory ha eliminato una frase sessualmente suggestiva da uno dei dialoghi di DmC: Devil May Cry Definitive Edition, la versione dell’action dedicato a Dante in arrivo domani su PlayStation 4 e Xbox One a 1080p e 60 fotogrammi al secondo. In una dichiarazione rilasciata ai microfoni del protale Eurogamer.net, uno dei creative director della software house, Tameem Antoniades, ha ammesso la decisione da parte degli sviluppatori di eliminare la frase, aggiungendo inoltre che questa scelta non deve essere interpretata come un tentativo di censura (il gioco contiene scene molto più eloquenti). Si tratterebbe piuttosto di una porzione di dialogo ritenuta superflua e non particolarmente apprezzata all’interno del team. La frase incriminata, di cui probabilmente nessuno sentirà la mancanza, è la seguente: “Non rimane che afferrare i capelli, piegarsi e…”.

Quantum Break, ufficialmente rinviato al 2016?

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Brutte notizie per i possessori di XBOX One.

Sul profilo Twitter di uno dei membri di Microsoft, Dae Jim, è comparso un post che ha sicuramente spiazzato molti giocatori di XBOX One: a quanto pare, il lancio dell’attesissimo Quantum Break è stato rinviato ai primi mesi del 2016. Sebbene la stessa Microsoft o lo sviluppatore Remedy non si siano ancora pronunciati in merito, la notizia è comunque quasi certa.

The Evil Within: The Assignment alle 19 diretta streaming

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Siete liberi stasera?

Stasera a partire dalle 19:00 Bethesda ha annunciato che mostrerà in diretta Streaming su Twitch il gameplay dell’atteso primo DLC di The Evil Within: The Assignment che sarà disponibile a partire dal 10 Marzo. Tale diretta potrebbe essere particolarmente interessante in quanto non si conosce ancora nulla sulla suddetta espansione!

Se siete liberi alle 19:00 collegatevi direttamente a questo indirizzo!

Battlefield: Hardline, 720p su XBOX One e 900p su PS4 confermati

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Questione di “vista”.

Il prossimo 19 marzo sarà il giorno del debutto di uno dei titoli più chiacchierati dell’ultimo trimestre. Sviluppato da Visceral Games e pubblicato da Electronic Arts, stiamo parlando del nuovo capitolo della saga Battlefield: Hardline.

Direttamente da Twitter, e potete accedere alla conversazione cliccando qui, sono state confermate le risoluzioni grafiche sulle nuove console: HD per Xbox One, cioè 720p; e poco di più per PlayStation 4, cioè 900p. Per quanto riguarda il frame rate, è stato confermato che girerà a 60 fps su entrambe le console

Call of Duty: Modern Warfare 2, gli utenti vogliono un remaster per PS4 e XBOX One

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Ricordi in mimetica.

Call of Duty: Modern Warfare 2 è un titolo targato Activision e Infinity Ward che ha fatto il suo debutto sulle ormai vegliarde console e PC nel novembre 2009. Già dalle prime ore dal rilascio sono state registrate vendite da capogiro e il titolo, sesto della saga in ordine di uscita, risulta essere il più apprezzato dagli utenti.

In un epoca di remastered e di interrogativi sul futuro del marchio FPS più conosciuto al mondo c’è una folta schiera di fan che invoca, tramite una petizione, appunto una rimasterizzazione per PlayStation 4 e Xbox One di Modern Warfare 2.

Se siete interessati a firmarla, potete cliccare qui. Attualmente la petizione è ancora aperta e attende nuovi sostenitori. Sarà poi Activision a doverne prendere visione e, se nel caso, decidere di dare ascolto oppure o no ai suoi fan.

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The Memory of Eldurim, un RPG che fonde Skyrim e Dark Souls

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Fame di RPG da hardcore gamers?

Durante la GDC 2015 un piccolo team dal nome “Liminal Games” ha presentato la sua ultima fatica in occasione di una conferenza targata Crytek.

Stiamo parlando dell’RPG open-world The Memory of Eldurim. Sicuramente lo sviluppo non è stato agevole per via di un team piccolo ma il titolo, a detta degli sviluppatori, mira ad offrire ai giocatori un mondo vasto, magnifico dal punto di vista del design e che può suscitare le memorie di Skyrim e Dark Souls per gli occhi più attenti. Di fatto il titolo, disponibile su Steam, è un misto tra i due titoli citati prima.

In calce trovate il link al sito ufficiale del gioco e il trailer.  

The Memory of Eldurim Website

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GTA V Online: ulteriori dettagli per quanto riguarda le Rapine

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Ci siamo quasi!

L’attesa ormai è quasi giunta al termine, dopo mesi dall’annuncio, il DLC Heists (ossia le tanto attese rapine in GTA V Online) è in dirittura d’arrivo sia su Current Gen e sia su Old Gen. L’uscita è fissata per Martedì 10 Marzo ma a quanto pare alcuni giocatori hanno avuto (in anteprima) la possibilità di giocare all’espansione rivelando le dimensioni della stessa; in particolare la versione Xbox One ha un peso di 4,8 GB mentre su Xbox 360 di 1,2 GB. Le dimensioni dovrebbero essere le stesse anche per Playstation 4 e Playstation 3!

Visceral Games, interesse nello sviluppo di un nuovo Dead Space

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Nulla di certo ma al team californiano l’idea stuzzica parecchio.

In un’intervista pubblicata sul nuovo numero di GamesTM, il General Manager Steve Papoutsis ha parlato di Dead Space, affermando di fatto che lui e il suo Team sarebbero ben lieti di lavorare su un nuovo capitolo della serie. Naturalmente non si tratta di una certezza ma difatti dopo il “discreto” successo di Dead Space 3 (che in qualche modo ha rappresentato un’ evoluzione della serie) che non ha venduto quanto ci si aspettava, i progetti per un nuovo Dead Space sono abbastanza incerti.

Attualmente Visceral Games è alle prese con l’imminente Battlefield Hardline e se in futuro Electronic Arts decidesse di proseguire con la serie di Dead Space non è detto che a lavorarci sarà la Software House Californiana.

Voi vorreste un nuovo Dead Space?

The Witcher 3: Wild Hunt, nuovo video gameplay

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8 minuti di contenuti inediti.

La data di lancio dell’ultima fatica di CD Projekt RED si avvicina sempre di più, con circa due mesi mancanti. Nel frattempo, è stato mostrato un nuovo video gameplay di ben 8 minuti accompagnati dal commento degli sviluppatori e direttamente ripresi dal PAX East 2015. Buona visione!

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Recensione Dragon Ball Xenoverse

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Nel futuro comincia una dura battaglia contro il passato.

Versione testata: PlayStation 4.

Il mondo dei videogiochi e della cultura nipponica vivono a contatto da parecchio tempo ormai. Negli ultimi anni i titoli videoludici dedicati a questo o quel manga, conosciuto o meno che fosse, si sono moltiplicati. Che l’esito sia stato di volta in volta positivo o negativo non toglie nulla all’intensità del fenomeno. La regola vale innanzitutto per quello conosciuto forse come uno dei più famosi manga (ed anime) a livello mondiale: Dragon Ball. Il manga di Akira Toriyama sembra destinato a interesse e successo costanti: conclusosi ufficialmente nel 1995, continua a portare avanti la sua storia (o meglio, le sue storie) ancora oggi, incamminandosi per numerosi sentieri narrativi cinematografici. Guardandosi indietro, non bastano le dita di una mano per contare i numerosi videogiochi che hanno per protagonisti i guerrieri Saiyan. L’ultimo è Dragon Ball Xenoverse, pubblicato in Europa lo scorso 25 Febbraio, con il quale Bandai Namco sceglie di tentare qualcosa di nuovo. Totalmente nuovo. Non è un caso che Xenoverse in greco voglia dire “territorio inesplorato”. Resta da stabilire se, una volta esplorato, il territorio si riveli adatto per costruire qualcosa di interessante.

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Non c’è più molto tempo

Vi siete mai chiesti cosa sarebbe accaduto se all’arrivo dei Saiyan sulla Terra, Goku non fosse stato in grado di sconfiggerli? E se Freezer su Namecc fosse passato direttamente al suo corpo perfetto tralasciando gli stati intermedi, come avrebbero fatto Gohan e Crilin a rimanere in vita fino alla fine? Ora potete scoprirlo. Perchè Dragon Ball Xenoverse fa esattamente questo: rompe la storia come l’avete sempre conosciuta, e ne costruisce una nuova, in cui tra i potragonisti (oltre a Goku e compagnia) ci siete anche voi. Il problema è che la storia nuova va a favore dei cattivi. Tutto comincia quando Trunks nel futuro scopre che il tessuto temporale si sta alterando. Il passato si sta modificando e questo rischia di cancellare il mondo conosciuto, mettendo in pericolo contemporaneamente anche il presente e il futuro. Decide quindi di intervenire in ogni singolo nodo temporale alterato, aiutato da una sorta di ordine conosciuto come quello dei “pattugliatori temporali”. Ma per farlo ha bisogno di un aiuto: voi. Quando chiede al drago Shenron di donargli un compagno di viaggio in grado di affrontare i nemici, lui gli manda noi. Sì, proprio così: l’eroe è letteralmente chi gioca, chiamato su due piedi a modellare un proprio avatar scegliendo razza, colore dei capelli, muscolatura e quant’altro. Starà a voi aiutare Trunks e il Kaioshin del Tempo a riportare l’ordine nella Storia (quella con la S maiuscola), fermando le alterazioni e impedendo che i singoli cattivi (Vegeta, Freezer, Cell e molti altri) vincano sui buoni. E dovrete anche scoprire chi si cela dietro il disordine. Non avrete pensato che la Storia abbia deciso così, sue due piedi, di modificarsi da sola? Come ogni buon racconto di Dragon Ball, c’è sempre un cattivone di turno dietro l’angolo. Qualcuno è interessato a scombussolare le carte in tavola per ottenere nuovi incredibili poteri e dominare il mondo: sarete in grado di sconfiggerlo? 

Quanto c’è di nuovo, quanto c’è di buono

Dragon Ball Xenoverse è un progetto molto ambizioso: non solo rompe con la storia che avete sempre conosciuto, ma rompe anche con il modo in cui l’avete sempre conosciuto. Come avrete intuito dalla trama, che è più un accostamento di episodi a sé stanti che una vera e propria storia consequenziale, di Dragon Ball ritroverete le situazioni e i personaggi, ma non gli stessi eventi: non c’è più in sostanza, il classico gioco che vi propone di ripercorrere dall’inizio alla fine la saga Z, dall’arrivo di Radish alla sconfitta di Majin Bu, con quache sporadico salto nelle saghe extra. Il titolo vi mette a confronto con determinati episodi, anche avulsi dal loro contesto: sarete proiettati immediatamente nelle battaglie. Scordatevi di vedere Napa e Vegeta che arrivano sulla Terra: dovrete menare le mani direttamente contro i Saibamen (che tra l’altro sono piuttosto più energici del dovuto). Scordatevi di vedere Goku contro Napa: si passa direttamente a Vegeta. E da qui a Ginew, su Namecc. Poi Freezer, direttamente nella sua forma perfetta, e via dicendo. Insomma, se volete accostarvi al gioco per conoscere di cosa parla Dragon Ball, non fatelo, perchè non gusterete nulla del manga di Toriyama: è necessario per godere appieno il gioco conoscere già almeno in generale la trama, o vi ritroverete completamente spaesati.

Questo è ciò che vuole trasmettere il gioco: vi toglie i punti fermi, perchè il tempo sta andando allo sbaraglio. Vi disorienta. Dovrete raccapezzarvi tra gli episodi, combattere nemici più potenti di quanto li ricordavate, salvare Goku in più di un’occasione. Ecco una delle novità portanti: voi non siete Goku. Mettetevelo in testa, non impersonerete i vostri eroi. Sarete la loro spalla, una spalla fondamentale, perchè se non fosse per voi sarebbero già morti tutti. Serve una persona in più questa volta per fermare i cattivi: quella persona siete voi. Si pongono così le premesse per un nuovo capitolo nella storia videoludica di Dragon Ball, si rompe con il passato proprio in occasione del primo titolo pubblicato anche su console Next Gen, e ci si proietta verso il futuro. Ci sono le idee, ci sono i buoni propositi. C’è il nuovo meccanismo del gioco di ruolo: più che un picchiaduro questo Dragon Ball sembra un GdR. Se tra una missione e l’altra non vi potenziate, non avrete alcuna speranza di farcela. Il vostro avatar guadagnerà punti esperienza alla fine di ogni capitolo della trama e completando le missioni parallele, l’altra vera e propria novità di tutto lo spettacolo. Le missioni parallele sono missioni secondarie: dovrete svolgere determinati compiti, picchiare qualche cattivo, affrontare i buoni, trovare alcune sfere del drago e riportarle alla base, rinvenire dei materiali. Come le missioni principali, vi daranno anche loro dei punti esperienza, che vi permetteranno di salire di livello. Ad ogni passaggio di livello avrete tre punti da spendere per potenziare le vostre abilità: salute, vigore, aura, colpi standard, colpi potenti e via dicendo. E dovrete spenderli bene, perchè il personaggio va bilanciato in un certo modo se vorrete resistere non tanto alle missioni principali, quanto ai duri avversari umani del gioco online. Oltre ai punti abilità, l’altra grande innovazione è negli strumenti, negli accessori e negli abiti: il vostro personaggio sarà unico perchè starà a voi equipaggiarlo a dovere, anche esteticamente. Se vi piace il turbante di Piccolo (meglio conosciuto come Junior) allora compratelo al negozio e fateglielo indossare. Le monete, come la gran parte degli accessori che potrete usare in battaglia (recupero salute, aumenti monentanei di aura e vigore), le guadagnerete assieme all’esperienza in ogni missione principale e secondaria. Anche il vostro stile di combattimento può essere del tutto personale: gli attacchi speciali, secondari e di base possono essere comprati o guadagnati. Se la Kamehameha vi ha stancati, passate alla Masenko, o al Cannone Garlick di Vegeta. Sta a voi scegliere, ogni personaggio può apprendere teoricamente qualsiasi tipo di attacco (le limitazioni della razza si applicano all’equipaggiamento e al vestiario).

Se tutto questo può all’inizio scombussolarvi, state tranquilli: in Dragon Ball Xenoverse ci sono tante cose, molte nuovissime, ma non sono buttate lì in modo disordinato. Quando non sarete impegnati in una missione, vi ritroverete nella TokiToki Plaza, l’hub principale del gioco. Divisa in tre settori (la mappa vi sarà molto utile finchè non prenderete confidenza con la zona), qui troverete tutti i negozi necessari ad equipaggiarvi, il quartier generale di Trunks dal quale intraprendere le missioni principale, la stazione della polizia temporale per cominciare una missione parallela. Disseminati qui e lì ci saranno anche vari personaggi storici che potranno, all’occasione e soddisfacendo determinati requisiti, diventare i vostri maestri: vi alleveranno, vi daranno delle dritte, vi doneranno oggetti e mosse speciali, se sarete in grado di soddisfare determinate condizioni e missioni. Insomma, questo nuovo Dragon Ball ha carisma da vendere e un sacco di interessanti potenzialità. Non tutte vanno però per il verso giusto. Nessun nuovo esperimento riesce perfetto al primo colpo: neanche Dragon Ball Xenoverse è perfetto, e si avverte tutta la fatica di svincolarsi da quello che per anni è stato un picchiaduro nudo e crudo. La trama principale è adattata alla necessità di presentarsi come episodica solo a prezzo di necessarie e costanti forzature. Lascia un senso di incertezza, non permette di capire davvero per chi o cosa stiamo combattendo. Chiaramente avviene per non far addormentare i fan di Dragon Ball di fronte all’ennesima riproposizione dell’intera saga, ma i novizi non potranno che storcere il naso. Non si tratta però solo di questo: talvolta la stessa scelta effettuata nel “nuovo passato” risulta estremamente poco credibile. Giusto per fare un esempio, un Mr Satan che picchia un saiyan risulta poco credibile, quel dislivello di energia risulta saltato a piè pari troppo grossolanamente. Le forzature tornano come una costante. Anche una delle novità principali, le missioni parallele, alla lunga risultano alquanto ridondanti (se non proprio niose). Gira e rigira ci si ritrova bene o male a fare sempre la stessa cosa, anche se il livello di difficoltà sale progressivamente. Gli accessori e gli equipaggiamenti, infine, non sembrano fare una gran differenza nel bilanciamento finale: limitati sono i vantaggi che garantiscono, e tutto è basato principalmente sui punti abilità che ci si ritrova a spendere tra un livello e l’altro. Disdicevole inoltre l’assenza di tante fasi intermedie dei vari personaggi: passi che nella storia vengono saltate, dove sono le trasformazioni e i vari stadi di Freezer, Cell e Majin Bu durante i combattimenti? Re Kaioh, il maestro Muten, Jaozi e altri perchè non sono tra i personaggi giocabili? Queste e altre lacune non possono che far storcere il naso agli appassionati, anche sapendo che ulteriori aggiunte verranno rilasciate con i dlc a pagamento. Tante novità quindi, ma pur sempre con un’opinabile qualità.

Son Goku nell’era dei social

Nella componente online il nuovo Dragon Ball dà il meglio di sè, ampliando il divertimento di quanto ha di innovativo e consolidando la classica modalità Versus per la quale è conosciuto ormai da anni. Caratterizzare il proprio personaggio può essere qualcosa di molto carino ma fino a se stesso finchè si gioca da soli, ma le cose cambiano quando ci si ritrova la TokiToki Plaza piena di personaggi appartenenti a persone con le quali abbiamo giocato online, e soprattutto negli stessi combattimenti che avvengono tra sconosciuti o amici tramite internet. Più di ogni altra cosa, Dragon Ball Xenoverse tenta di aprirsi al mondo delle connessioni e della multimedialità, abbandonando la semplice componente multiplayer locale (o online appena abbozzata) che l’ha caratterizzato negli ultimi tempi. La personalizzazione è qui una componente non fondamentale come la avremmo voluta, ma sicuramente importante, e soprattutto nuova: qualcosa che non c’era mai stato. Siamo diversi dalle persone che combattono con noi (o contro di noi) perchè ci siamo modellati per apparire unici e inimitabili, comprando questo o quell’accessorio, colorando i nostri capelli rossi o viola. Online è possibile sia svolgere le missioni parallele (giocabili anche offline di contorno alla trama principale) fino ad un massimo di tre amici contemporaneamente, che dedicarsi alle vere e proprie battaglie singole o di gruppo. Il titolo si prodiga di modalità: 1 vs 1, 2 vs 2, 3 vs 3 e la “battglia infinita” che procede ad oltranza (rischiando talvolta qualche sbadiglio di troppo). Ci si può aggangiare a una partita in corso, creare una stanza, mettersi d’accordo con i propri amici, sfruttare la chat vocale o un sistema di comunicazione scritto preimpostato: le cose da fare sono tante e sufficientemente varie, anche se dopo abbastanza ore di gioco cominciano a diventare ripetitive. Al momento in cui scriviamo i server risultano spesso piuttosto instabili, ma nulla che impedisca un sano divertimento, e comunque gli sviluppatori hanno promesso numerosi fix in arrivo che miglioreranno la componente online nei prossimi mesi fino ad assicurare il miglior servizio possibile. Tra le piccole cose di contorno che fanno sempre piacere c’è la possibilità di inviare e ricevere regali dalle persone che abbiamo incontrato in rete, scambiarsi informazioni e dettagli circa il proprio profilo, e aiutarsi a salire di livello rapidamente. La longevità di tutta la struttura si regge per tre terzi buoni sulla connessione ad internet: senza sarà difficile mantenere desta l’attenzione per più di una decina di ore.

 

Bello da vedere, un po’ meno da giocare

Abbiamo già detto che gli scricchiolii di Dragon Ball Xenoverse cominciano analizzando la qualità delle nuove strade che si sono scelte di percorrere: la relativa profondità della componente ruolistica, il ristretto numero di personaggi giocabili, una certa ripetitività di fondo. Pareri oscillanti restano anche per quanto riguarda gli aspetti meramente tecnici. Il titolo si presenta fresco, vivido, colorato, luminoso, ma la grafica non è tale da strapparsi i capelli. Si vede bene, ma non così tanto bene. Ad essere onesti, avendo provato la versione per PlayStation 4, non sapremmo dire quanto è cambiato dall’ultimo Dragon Ball uscito sulla scorsa console: bene o male siamo ancora lì. Gli scenari sono ancora una volta quelli che abbiamo imparato a conoscere negli anni, con qualcosa di meno (sì tranquilli, c’è il pianeta Namecc e dei Kaioshin), ma la distruttibilità degli ambienti è stata ridotta ai minimi termini. Passi che per non rendere ancora più confusionario del dovuto le battaglie tra numerosi guerrieri gli sviluppatori abbiano scelto di ridurre gli oggetti presenti: quei pochi che ci sono, non donano alcun senso di spettacolarità. Molto spesso ci siamo ritrovati a distruggerli non tanto per sbaglio (come invece dovrebbe essere in un sano picchiaduro Dragon Ball) quanto per trovare degli oggetti necessari a concludere una determinata missione. Scordatevi i terreni che si fratturano cadendoci sopra, o i palazzi che vanno in pezzi se caricate troppo la vostra aura. Si è scelto palesemente di non rendere confusionaria l’ambientazione. E a buon ragione forse, perchè il sistema di combattimento non è che sia esente da difetti. Molto spesso “confusionario” è proprio l’aggetivo adatto per descrivere un determinato combattimento, soprattutto nelle battaglie singole contro più nemici o negli scontri 3 vs 3. Quando a schermo iniziano ad esserci cinque o sei avversari non è facile tenerli tutti sotto controllo, e il sistema di aggangiamento dei nemici a volte decide da sè contro chi dobbiamo combattere (premettendo che non è solido anche nel tenere agganciato quello che abbiamo scelto di picchiare). Le meccaniche di combattimento non hanno dunque avuto miglioramenti dall’ultimo Dragon Ball Battle of Z, e ce ne sarebbe un gran bisogno. Questo non significa che si tratti di un titolo ingiocabile: Dragon Ball Xenoverse si lascia giocare tranquillamente e nelle fasi più complesse risulta anche appagante, ma si potrebbe fare di meglio nel rendere determinate situazioni meno frustranti e determinati passaggi decisamente più funzionali. Buono l’accompagnamento sonoro complessivo, con musiche non troppo invadenti e neanche eccessivamente anonime, che ben si prestano allo scopo. Probabilmente vi ritroverete nella schermata del titolo più del dovuto per gustare appieno la rimasterizzazione della sigla giapponese di Dragon Ball Z. Pessimo invece il doppiaggio inglese: dal momento che il titolo è completamente sottotitolato in italiano, come prima cosa impostate le voci nell’originale lingua nipponica. Trunks che parla come un maggiordomo anglofono non si può proprio sentire.

Commento finale

Dragon Ball Xenoverse è e deve essere preso innanzitutto come un esperimento: con lui si chiude un’epoca di giochi targati Dragon Ball e ne comincia una nuova. Le premesse per qualcosa di davvero valido ci sono tutte, e i sentieri intrapresi potrebbero convincere anche gli scettici e i nostalgici, ma solo affrontando un necessario lavoro di consolidamento: grafico, narrativo, combattentistico. Questo primo tentativo vince la sfida solo parzialmente, lasciando molti dubbi ma anche donando tante novità da apprezzare. Le potranno apprezzare sia i vecchi fan che le nuove generazioni, perchè è un gioco che diverte e si affronta con piacere, anche e soprattutto se in compagnia di un amico (sarete voi a scegliere tra il vicino di casa o un giocatore dall’altra parte del mondo). Vogliamo quindi premiarlo dandogli più della sufficienza: un incentivo a fare ancora di meglio e ad evitare qualsiasi ripensamento, sperando che il prossimo Dragon Ball si prenda il tempo che gli serve e sia ancora migliore.

Pro Contro 
– Tante, tante novità
– Buon livello di personalizzazione
– Online dà il meglio di sè
– Alla lunga decisamente ripetitivo
– Sistema di combattimento da rivedere
– Grafica e ambientazioni migliorabili
  Voto Globale: 75  
 
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Visori per la realtà virtuale, in sviluppo una maschera per sentire gli odori

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feelreal odori

Mondo virtuale a 360°.

A partire da quest’anno, la corsa allo sviluppo dei visori per la realtà virtuale vede diversi contendenti in campo oltre a Sony e Microsoft. La compagnia Feelreal, però, vuole portare l’esperienza offerta dalla realtà virtuale ad un livello superiore implementando gli odori

La speciale maschera da accoppiare al visore monterà dei riscaldatori, delle ventole di raffreddamento, un microfono, un motore per la vibrazione e una cartuccia intercambiabile contenente sette tipi di odori: Giungla, Oceano, Polvere, Fiori, Metallo, Erba e Fuoco.

La maschera, inoltre, sarà in grado di mischiare questi odori per darne alcuni specifici e ci farà percepire le temperature di determinate ambientazioni proprio grazie ai riscaldatori/raffreddatori di cui vi abbiamo parlato. Il progetto verrà avviato a breve su Kickstarter.

feelreal odori

PlayStation 4, nuovi dettagli sull’update 2.50

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controls customization

Personalizzazione dei comandi e molto altro.

Il prossimo aggiornamento di PlayStation 4, precisamente il 2.50, porterà con sé nuove features e non si limiterà a rendere più stabile il sistema. Prima di tutto, è ufficiale l’arrivo dell’opzione Sospendi/Riprendi che permetterà ai giocatori di mettere in stand-by la console senza chiudere alcuna applicazione, il che significa che potrete tranquillamente ripartire dal punto in avete lasciato in pausa un gioco, ad esempio.

La seconda novità è la possibilità personalizzare completamente i comandi del DualShock 4, come è possibile vedere nell’immagine sottostante scattata, probabilmente, da uno dei partecipanti al System Software Beta Testing Program:

controls customization

Sarà inoltre possibile cancellare i trofei con una percentuale di completamento pari allo 0%, condividere le informazioni dei trofei e ricercare guide e consigli agli stessi semplicemente premendo il pulsante “Options”. La funzione Share Play, inoltre, sarà anche in grado di registrare gameplay a 60fps oltre ai 30fps attuali.

Sony non ha ancora annunciato quando sarà disponibile questo aggiornamento, ma molto probabilmente è atteso per fine Marzo/inizio Aprile.

PlayStation 4, nuovi dettagli sull'update 2.50

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Personalizzazione dei comandi e molto altro.

Il prossimo aggiornamento di PlayStation 4, precisamente il 2.50, porterà con sé nuove features e non si limiterà a rendere più stabile il sistema. Prima di tutto, è ufficiale l’arrivo dell’opzione Sospendi/Riprendi che permetterà ai giocatori di mettere in stand-by la console senza chiudere alcuna applicazione, il che significa che potrete tranquillamente ripartire dal punto in avete lasciato in pausa un gioco, ad esempio.

La seconda novità è la possibilità personalizzare completamente i comandi del DualShock 4, come è possibile vedere nell’immagine sottostante scattata, probabilmente, da uno dei partecipanti al System Software Beta Testing Program:

controls customization

Sarà inoltre possibile cancellare i trofei con una percentuale di completamento pari allo 0%, condividere le informazioni dei trofei e ricercare guide e consigli agli stessi semplicemente premendo il pulsante “Options”. La funzione Share Play, inoltre, sarà anche in grado di registrare gameplay a 60fps oltre ai 30fps attuali.

Sony non ha ancora annunciato quando sarà disponibile questo aggiornamento, ma molto probabilmente è atteso per fine Marzo/inizio Aprile.

Shovel Knight, svelata la nuova espansione

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E se impersonaste i panni di un boss nemico?

Yacht Club Games ha annunciato Plague of Shadows, il prossimo DLC per Shovel Knight che ci metterà nei panni di uno dei boss del gioco. Giocando come Plague Knight, avremo un approccio molto diverso al gioco grazie ai doppi salti, la possibilità di lanciare pozioni ed eseguire super salti per superare determinati punti.

Street Fighter V, Capcom svela il periodo di uscita

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Ancora un anno prima di vedere il quinto capitolo della saga di Street Fighter.

In occasione del PAX East 2015 che si sta tenendo dalla giornata di ieri, Capcom ha annunciato il periodo di lancio di Street Fighter V. I fan che lo attendevano nel corso di quest’anno, purtroppo, rimarranno delusi: il gioco arriverà su PS4 e PC nella Primavera del 2016, quindi fra più di un anno.

XBOX One, mostrata l’edizione speciale dedicata a The Witcher 3

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Geralt di Rivia impresso sulla console di Microsoft.

Durante il PAX East 2015 che si sta tenendo in questi giorni, Microsoft ha mostrato l’esclusiva XBOX One dedicata a The Witcher 3: Wild Hunt. Sebbene non sia prevista una commercializzazione, le richieste dei fan potrebbero convincere CD Projekt RED e Microsoft a produrla ufficialmente in vista del lancio ufficiale del gioco, che ricordiamo essere fissato per il 19 Maggio su PS4, XBOX One e PC.

 

XBOX One, mostrata l'edizione speciale dedicata a The Witcher 3

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Geralt di Rivia impresso sulla console di Microsoft.

Durante il PAX East 2015 che si sta tenendo in questi giorni, Microsoft ha mostrato l’esclusiva XBOX One dedicata a The Witcher 3: Wild Hunt. Sebbene non sia prevista una commercializzazione, le richieste dei fan potrebbero convincere CD Projekt RED e Microsoft a produrla ufficialmente in vista del lancio ufficiale del gioco, che ricordiamo essere fissato per il 19 Maggio su PS4, XBOX One e PC.

 

Recensione White Night

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Oscurità e misteri nel primo lavoro dello sviluppatore indipendente OSome Studio.

Versione testata: PlayStation 4.

Se Activision ha deciso di sponsorizzare e rilasciare la prima opera di uno studio indipendente, un motivo valido deve pur esserci. E difatti, in un certo senso, White Night riesce a distinguersi dalla massa per la sua natura classicheggiante, lo stile in bianco e nero che richiama in maniera preponderante il genere noire e soprattutto effetti audiovisivi davvero coinvolgenti che in taluni momenti hanno quel pizzico di scenograficità che non guasta mai. Gli ingredienti per una buona ricetta ci sono tutti, ma avranno dato il risultato sperato?

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Un mistero da risolvere… 

Dopo essere sopravvissuto ad uno “strano” incidente d’auto nella Boston degli anni ’30, caratterizzata dalla Grande Depressione Americana, il Proibizionismo e naturalmente le prime manovre del “New Deal” di Roosevelt, il nostro protagonista si ritrova a dover spalancare i cancelli di una magione in cerca di aiuto e di assistenza. Naturalmente nulla è come sembra e ben presto dovrà lottare per sopravvivere.

Entrati nella casa (dall’aria cupa e malmessa), ci accorgiamo immediatamente che c’è qualcosa di sinistro e di malvagio e la nostra unica ancora di salvezza è data da un pacco di fiammiferi attraverso cui sarà possibile farsi luce nell’immensa oscurità che racchiude il luogo. Fate ben attenzione a non consumare rapidamente i fiammiferi a vostra disposizione poiché risultano essere molto preziosi e non facilmente reperibili durante il prosieguo dell’avventura. A differenza della definizione assegnatagli dai produttori del gioco, l’esperienza è molto più vicina ad un thriller piuttosto che ad un horror vero e proprio, favorendosi la narrazione, l’esplorazione degli ambienti e la risoluzione di enigmi.

Bianco e nero è il giusto mix per “terrorizzare”

Naturalmente, ciò che si coglie all’istante è la dicotomia esistente fra i due colori scelti per rappresentare ogni aspetto del gioco, ossia il bianco e il nero che, in qualche modo, enfatizzano la contrapposizione fra il bene e il male. Questi contrasti sono evidenti per tutto il gioco e non potremmo in alcun modo avanzare nell’avventura senza avvalerci della preziosa luce dei fiammiferi e accendendo le lampade e le luci presenti nelle varie stanze in cui dovremmo avventurarci. Gli unici nemici presenti sono i fantasmi che si aggirano un po’ ovunque nella casa e che al primo passo falso non esiteranno a farci fuori all’istante; l’unica possibilità è scappare a gambe levate o, quando possibile, dissolverli con la luce artificiale. Non ci sono altri nemici e il motivo è ben chiaro leggendo documenti, giornali, libri e raccogliendo gli indizi presenti nella casa: ci troviamo in un luogo surreale dove la morte è parte integrante di tutto ciò che ci circonda, fra riti tribali ed alchemici, disturbi mentali e violenze ai limiti dell’immaginazione che avranno una risposta soltanto attraverso un’indagine approfondita.

Un titolo noire con un gameplay retrò

Lo stile di gioco è caratterizzato da una miscela in parte horror ma soprattutto thriller che predilige maggiormente l’esplorazione, la narrazione e l’analisi dell’ambiente alla ricerca di indizi che permettano la risoluzione degli enigmi presenti, che sebbene non risultino essere particolarmente complessi, ci impegneranno quanto basta per apprezzarli. L’ambiente in bianco e nero e il chiaroscuro che molto spesso ne esce fuori non permette di distinguere in modo chiaro gli oggetti e talvolta di notare la presenza di un fantasma; l’inquadratura della telecamera probabilmente è il problema maggiore in quanto risulta essere piuttosto fissa sul personaggio e spesso da lontano la giocabilità ne risente parecchio. Il posizionamento dei nemici (anche grazie ad una gestione della telecamera non eccelsa), già a partire dalle prime fasi di gioco non rende affatto semplice l’esplorazione, potendo quindi portare il giocatore a situazioni frustranti e nelle quali necessariamente dovremmo armarci di pazienza e soprattutto coraggio sperando di non scontrarci con loro. Un cenno particolare deve essere fatto anche al sistema di checkpoint, in quanto sarà possibile salvare soltanto su apposite poltrone presenti nel gioco. Il consiglio è di farlo ogni volta ve ne sia la possibilità in quanto, merito  soprattutto un ritmo di gioco riconducibile agli anni ’90 in cui la fretta e la frenesia non erano contemplabili, ci ritroveremo a morire abbastanza spesso!

Commento finale

White Night è un gioco in cui lo stile e l’ambientazione fanno da padrone, la cura nei dettagli è stupefacente così come la narrazione ben strutturata e abbastanza solida che riesce a coinvolgere quanto basta. Talvolta il ritmo un tantino lento, la gestione della telecamera e i decessi immediati che sono sempre dietro l’angolo possono essere frustranti, facendo storcere il naso a quanti non sono abituati a giocare ad un titolo del genere, ma per chi apprezza “la vecchia scuola” questo titolo va assolutamente giocato.

Pro Contro 
– Narrazione ben strutturata
– Stile grafico ben realizzato 
– Avventura horror con sfumature thriller
– Gestione della telecamera
– Il contrasto fra il bianco e il nero spesso rende difficoltosa la ricerca
– Frustrante in diverse situazioni
  Voto Globale: 80 
 
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uTorrent, l’ultima versione installerebbe un cryptocoin miner

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Il vostro PC potrebbe minare moneta virtuale.

A quanto pare, l’aggiornamento all’ultima versione di uTorrent installerebbe senza alcun avviso un cryptocoin miner, applicazione che genera moneta virtuale a completa insaputa degli utenti. Una volta installata la versione 3.4.2 build 28913, il software Epic Scale utilizza la potenza dei PC colpiti per minare valuta virtuale come Bitcoin o Litecoin sugli stessi.

In risposta alle lamentele degli utenti, un manager di uTorrent ha confermato l’effettiva partnership tra BitTorrent ed Epic Scale, sostenendo che il software generi profitti e parte di essi sono anche dati in beneficienza. Diversamente, però, ha negato il fatto che l’applicazione in questione venga installata senza chiedere il permesso agli utenti, sebbene alcuni affermino che lo faccia automaticamente.

BitTorrent ha ovviamente svolto alcune indagini a riguardo e ha riportato quanto segue: «Abbiamo analizzato il problema in modo approfondito e possiamo confermare che non è presente alcuna installazione nascosta, perciò è impossibile che Epic Scale venga installato automaticamente. Continueremo comunque a tenere sott’occhio la questione, ma è quasi sicuro che alcuni utenti abbiano accettato il software durante l’installazione, magari involontariamente. E vogliamo sottolineare che prendiamo sempre con serietà le lamentele della nostra utenza»,

Stando a queste dichiarazioni, quindi, il cryptocoin miner non verrebbe installato automaticamente. In ogni caso, è possibile disinstallare parzialmente Epic Scale dal menu “Disinstalla o modifica programma” di Windows. Rimarrà poi una modifica al registro di sistema presente nella cartella ProgramData/EpicScale, ma basterà eliminarla per aggirare il problema in questione.

Questa soluzione non ha comunque fermato le lamentele degli utenti colpiti, che hanno deciso di abbandonare uTorrent in favore di altri client ritenuti più sicuri come qBittorrent, Deluge e Transmission.

Per chi non fosse particolarmente informato, questi cryptocoin miners sfruttano in modo spropositato la potenza dei PC, facendo lavorare la CPU molto più di quanto farebbe normalmente e consumando, inoltre, maggiore energia, traducendosi anche in aumenti della bolletta per gli utenti incappati nel problema.

uTorrent, l'ultima versione installerebbe un cryptocoin miner

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Il vostro PC potrebbe minare moneta virtuale.

A quanto pare, l’aggiornamento all’ultima versione di uTorrent installerebbe senza alcun avviso un cryptocoin miner, applicazione che genera moneta virtuale a completa insaputa degli utenti. Una volta installata la versione 3.4.2 build 28913, il software Epic Scale utilizza la potenza dei PC colpiti per minare valuta virtuale come Bitcoin o Litecoin sugli stessi.

In risposta alle lamentele degli utenti, un manager di uTorrent ha confermato l’effettiva partnership tra BitTorrent ed Epic Scale, sostenendo che il software generi profitti e parte di essi sono anche dati in beneficienza. Diversamente, però, ha negato il fatto che l’applicazione in questione venga installata senza chiedere il permesso agli utenti, sebbene alcuni affermino che lo faccia automaticamente.

BitTorrent ha ovviamente svolto alcune indagini a riguardo e ha riportato quanto segue: «Abbiamo analizzato il problema in modo approfondito e possiamo confermare che non è presente alcuna installazione nascosta, perciò è impossibile che Epic Scale venga installato automaticamente. Continueremo comunque a tenere sott’occhio la questione, ma è quasi sicuro che alcuni utenti abbiano accettato il software durante l’installazione, magari involontariamente. E vogliamo sottolineare che prendiamo sempre con serietà le lamentele della nostra utenza»,

Stando a queste dichiarazioni, quindi, il cryptocoin miner non verrebbe installato automaticamente. In ogni caso, è possibile disinstallare parzialmente Epic Scale dal menu “Disinstalla o modifica programma” di Windows. Rimarrà poi una modifica al registro di sistema presente nella cartella ProgramData/EpicScale, ma basterà eliminarla per aggirare il problema in questione.

Questa soluzione non ha comunque fermato le lamentele degli utenti colpiti, che hanno deciso di abbandonare uTorrent in favore di altri client ritenuti più sicuri come qBittorrent, Deluge e Transmission.

Per chi non fosse particolarmente informato, questi cryptocoin miners sfruttano in modo spropositato la potenza dei PC, facendo lavorare la CPU molto più di quanto farebbe normalmente e consumando, inoltre, maggiore energia, traducendosi anche in aumenti della bolletta per gli utenti incappati nel problema.