The Elder Scrolls Online, in arrivo l’update Craglorn
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Bethesda rilascia diversi screenshots a riguardo.
Oddworld: New ‘n’ Tasty, la data d’uscita verrà rivelata prima dell’E3
Svelato anche il prezzo.
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Mad Max, rilasciato un nuovo trailer
Più che semplici macchine.
The Last of Us, una data d’uscita per il nuovo DLC
Gli ultimi contenuti aggiuntivi arriveranno a Maggio.
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The Amazing Spider-Man 2, 15 minuti di gameplay
L’uomo ragno si mostra in un nuovo video.
Soul Calibur: Lost Swords, “nuovo” trailer
In arrivo il free-to-play di Namco Bandai.
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Recensione JoJo’s Bizarre Adventure: All-Star Battle

Il ritorno della famiglia Joestar.
Versione testata PlayStation 3
CyberConnect 2 e Namco Bandai avevano tra le mani una brutta gatta da pelare: trasporre in videogame uno dei manga più strani, bizzarri ed in ultima analisi pazzi, che la terra del sol levante avesse mai partorito: Le bizzarre avventure di JoJo.
Il manga nato nel 1987 dal genio di Hirohiko Araki e comparso in Italia per la prima volta grazie a Star Comics nel 1993, rappresenta infatti non soltanto una delle più longeve serie nipponiche pubblicate in Italia, ma anche una delle più complesse dal punto di vista narrativo, incentrata com’è non su di un singolo personaggio, ma su di una intera stirpe di combattenti, i Joestar, e su vicende verificatesi in luoghi (dall’Inghilterra all’Italia, passando per gli Stati Uniti ) e momenti storici profondamente diversi, ed inusuali, per un manga giapponese.
Ad esso si devono tra l’altro tutta una serie di geniali intuizioni che hanno influenzato una certa parte della narrativa giapponese (storica in questo senso l’introduzione a partire dalla terza serie degli “Stand”, materializzazione verso l’esterno dell’energia psichica e spirituale degli individui) e alcuni personaggi diventati addirittura più celebri del personaggio a cui sono ispirati (come Rose di Street Fighter, per stessa ammissione di Capcom modellata sul personaggio di Lisa Lisa).
Con queste premesse è facile comprendere che un titolo come Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle rappresentasse una vera scommessa per la software house che aveva già curato trasposizioni videoludiche di un certo peso come quelle relative alla serie Naruto: riuscire a preservare l’enorme fascino del manga e allo stesso tempo offrire meccaniche videoludiche divertenti ed al passo con i tempi non deve essere stata sicuramente impresa facile. La scommessa tuttavia, ve lo anticipiamo subito, è stata pienamente vinta.
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Fedeltà al modello prima di tutto
Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle è un picchiaduro che fa della differenziazione il suo punto di forza. L’incredibile varietà dei personaggi e degli stili di combattimento del manga è stata infatti mirabilmente preservata da CyberConnect2 attraverso una caratterizzazione oseremmo dire maniacale degli oltre 40 personaggi che compongono il roster del titolo.
A differenza del suo predecessore risalente al 1998, Capcom’s JoJo’s Bizarre Adventure 2D, il titolo attinge a piene mani da tutte le 8 stagioni del fumetto comparse nell’oltre quarto di secolo dalla sua prima apparizione nella terra del sol levante. Se ciò puo’ indubbiamente costituire un vantaggio, in quanto i riferimenti costanti al manga hanno impedito passi falsi e pericolose deviazioni dal plot originale, dall’altro la necessità di individuare uno stile del tutto personale nelle movenze, nelle animazioni e soprattutto nelle tecniche di combattimento per ciascuno dei personaggi giocabili, avrebbe potuto rappresentare un ostacolo insormontabile per gran parte degli sviluppatori. Non è stato cosi’ per fortuna per CyberConnect 2. Ciascun personaggio conserva intatti tutti gli elementi di caratterizzazione propri della controparte cartacea, tant’è che molte delle pose e dei movimenti presenti nel gioco paiono essere una diretta trasposizione delle tavole a fumetti.
Dal punto di vista del gameplay siamo di fronte ad un classico picchiaduro 2D che si concede solo raramente a meccaniche tridimensionali, come nel caso del movimento laterale che permette di ruotare attorno all’avversario ed evitare cosi’ attacchi lineari e proiettili. Gli attacchi e le combo sono come sempre differenziati in forti, medi e deboli e permettono una limitata serie di combinazioni anche in relazione al particolare modo di incedere dei personaggi (anche questo direttamente mutuato dal manga)
Gli stili di gioco sono comunque profondamente diversi a seconda del personaggio scelto. Le abilità speciali cosi’ come l’intera impostazione del combattimento infatti variano e sono influenzate dai poteri padroneggiati dal vostro alter ego, dalle classiche onde concentriche (Hadouken style) a quelli che fanno largo uso dello Stand, avatar generati dalla spiritualità del personaggio che attaccano insieme a voi generando combo davvero devastanti.
A tutto ciò si aggiungono mosse speciali attuabili alla semplice pressione del tasto indietro dopo una parata, ed in grado di attivare onde energetiche che spezzano la guardia avversaria.
Discorso a parte meritano poi gli Heart Heat Gauge e i Great Heat Gauge che si attivano al raggiungimento di una speciale carica di energia: questi, insieme agli stage hazards, ovvero interazioni con lo stage di gioco e alle Mosse finali, produrranno situazioni davvero spettacolari che spesso si tradurranno in animazioni tratte dallo stesso fumetto. In ogni caso ciascuno dei personaggi ha la propria serie di attacchi speciali e riuscire a padroneggiarli tutti sarà impresa non da poco. Per garantire comunque una certa spettacolarità degli scontri anche a chi non fosse in grado di padroneggiare da subito il sistema di mosse speciali, gli sviluppatori hanno introdotto il sistema Easy Beat, che attraverso la pressione di un solo tasto (quadrato) permette di effettuare una serie di combo con mossa speciale finale.
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F2P: perchè ?
E’ nei “dettagli” che si nasconde il diavolo e anche JoJo purtroppo non fa eccezione: tuttavia più che di un dettaglio sarebbe meglio parlare di “mascalzonata” bella e buona, sulla quale per fortuna Namco è intervenuta mettendoci una pezza.
La campagna del gioco è infatti strutturata attorno a meccaniche free to play, tanto “care” agli amanti del gaming mobile. Per giocarvi e proseguire nell’avventura che vi metterà di fronte a diversi boss presenti nelle 8 stagioni del fumetto e ad alcuni minigame e vi premierà con elementi di personalizzazione aggiuntivi per ciascun personaggio, sarà necessario spendere crediti d’oro guadagnati giocando. Cinque minuti di gaming danno diritto ad un credito, ma i giocatori “più impazienti” possono facilmente sbloccare crediti aggiuntivi mettendo mano al portafoglio. Detta cosi’ non sembra una gran perdita, ma se pensate che inizialmente il tempo di accumulo crediti era sensibilmente più lungo (20 minuti) il discorso cambia. In seguito alle proteste tuttavia tale aspetto è stato limato e le meccaniche “spendiegiocameglio” sono state rese pressochè inoffensive. Per farsi perdonare inoltre Namco Bandai ha pensato bene di rilasciare tutti i prossimi DLC gratuitamente: un tocco di signorilità, non c’è che dire.
La modalità Storia permette di rivivere le 8 stagioni della serie mediante riferimenti evidenti a dialoghi storici e a momenti salienti delle avventure della famiglia Joestar; tuttavia questi continui riferimenti appaiono più come “citazioni” e quindi restano del tutto anonimi per chi non avesse una profonda conoscenza del manga. In questo senso si sarebbe potuto fare sicuramente di più provando magari ad attirare nuovi fan verso il fumetto.
Una tavola fatta videogame
Dal punto di vista visivo Jojo rappresenta la più compiuta rappresentazione di quello che un “fan service” dovrebbe essere, in senso positivo si intende. Animazioni incredibilmente dettagliate e realistiche rispetto al fumetto, stile, colori e soprattutto modelli poligonali curatissimi per ciascuno dei personaggi, danno sostanza ad un cel shading davvero perfetto, come da tradizione CyberConnect2. Tutto sembra tratto da una tavola originale del fumetto e probabilmente è il segno che il team di sviluppo ha lavorato fianco a fianco con i disegnatori e gli sceneggiatori giapponesi.
Unico appunto che ci sentiamo di fare al comparto tecnico è la decisione di bloccare il framerate a 30fps, che in un picchiaduro appare una scelta piuttosto penalizzante.
Il manga, così come l’anime, è zeppo di riferimenti musicali e tale caratteristica non è andata perduta nella trasposizione videoludica. La colonna sonora è infatti tratta dall’originale anime, al quale è ispirata nel 99% dei casi. Le voci originali dei doppiatori fanno tutto il resto.

Commento finale
Nato con il chiaro intento di omaggiare una serie storica della narrativa a fumetti giapponese, 16 anni dopo il tentativo di Capcom, Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle è prima di tutto un tributo a tutti i fan della serie, che potranno rivivere le tavole del manga come mai prima d’ora. Musiche, animazioni, stile, tutto contribuisce a ricreare le ambientazioni e la personalità di un prodotto inimitabile, che saprà appassionare anche chi si è avvicinato da pochissimo al fumetto. Il tutto è naturalmente pienamente godibile anche per chi cerca un buon picchiaduro, ma è naturale che il vero valore aggiunto è il riferimento continuo al capolavoro originale.
Peccato soltanto per la scelta di non approfondire la modalità storia e per la campagna in F2P.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Lo spirito della creatura di Araki rivive in questo gioco
– Caratterizzazione dei personaggi fedele all’originale
– Divertente anche per chi si avvicina per la prima volta alle avvenuture di Jojo
|
– Story mode solo abbozzato
– Meccaniche F2P: perchè ?
– Bloccato a 30fps
|
| Voto Globale: 80 |
Recensione Dark Souls 2 (PC)

Siete pronti a morire ancora?
Versione testata PC.
Dark Souls 2, seppur non strettamente legato ad esso in termini di trama o storyline, è il seguito spirituale dell’acclamatissimo ed apprezzatissimo Dark Souls, rilasciato il 4 Ottobre 2011 su PlayStation 3 ed Xbox 360 e successivamente arrivato su piattaforma PC, con un porting a dir poco pietoso, il 24 Agosto 2012. “Squadra che vince non si cambia”, recita un famoso detto italiano, ed è per questo che From Software ci riprova, mantenendo intatte il più delle meccaniche di gioco del loro nuovo titolo ma sviluppandone a dismisura le capacità innate che metteranno a dura prova non solo le nostre abilità, ma anche la nostra mente e, soprattutto, la nostra lingua promettendo inoltre, questa volta, un porting degno di un titolo destinato ad una piattaforma versatile qual’è il PC. Abbiamo già recensito la versione per console e potete trovarne il nostro verdetto QUI, se siete curiosi di conoscere le caratteristiche di questa versione, continuate a leggere, analizzeremo nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere in merito al titolo.
Vi ricordiamo che Dark Souls 2 è da oggi disponibile su Steam al costo di €49,99.
Chi sono, e cosa ci faccio qui?
La complessità e la profondità di un sistema di gioco ben pensato
Ciò che attira sicuramente di più l’attenzione all’interno di un titolo del calibro di Dark Souls 2 non è sicuramente la parte tecnica o la trama, ma bensì la complessità delle meccaniche di gioco a cui siamo stati abituati e di cui non potremo più fare a meno. Tramite un sapiente mix di elementi GdR ed action conditi da qualcosa che a noi piace definire un combat system alla “Monster Hunter“, dopo aver giocato a Dark Souls 2 difficilmente troveremo appagante qualsiasi altro esponente del genere, se non altro per l’alto livello di sfida che ci viene proposto. Non ci troveremo mai nella situazione in cui potremo sottovalutare le mosse dei nostri nemici o decidere, imprudentemente, di affrontare in massa un gruppo di nemici: a prescindere dalla loro potenza un approccio sbagliato potrebbe essere letale, anche se non dobbiamo dimenticarci che la morte, in Dark Souls 2, è una cosa normalissima; non ci troveremo mai a dover caricare un vecchio salvataggio a causa di una sconfitta o chissà cos’altro ci siamo abituati a fare in altri titoli dello stesse genere; in Dark Souls 2 basterà semplicemente recarsi sul posto della propria morte e recuperare le anime perse a causa della sconfitta. Semplice no? No, non lo è, se moriremo di nuovo, infatti, senza aver recuperato il nostro bottino precedente, lo perderemo, per sempre.
Ci troviamo di fronte ad un titolo che fa suo punto di forza la capacità del player di osservare, attendere e cogliere il giusto attimo per contrattaccare, una coordinazione tra occhi e mani che non lascia spazio ad errori di calcolo, bastano pochi millisecondi per trasformare una buona occasione in una pessima idea: il tempismo è vitale.
Piuttosto che girare intorno all’essenza del titolo, però, andiamo ad analizzarne a fondo le caratteristiche principali; partendo dal presupposto che ogni scelta ha un suo pro ed un suo contro, qualsiasi sia l’argomento affrontato, andiamo adesso ad analizzare le fondamenta su cui si basa la crescita dei personaggi, le statistiche; è praticamente obbligatorio, affrontando l’argomento, spiegare in che modo sia possibile far crescere le statistiche; per fare ciò, infatti, sarà essenziale uccidere i nemici ed ottenere le anime che sfrutteremo, parlando con l’Araldo dello Smeraldo, per aumentare le capacità del nostro personaggio; ad ogni aumento di una qualsiasi statistica, otterremo un aumento di livello; conseguentemente il numero di anime necessarie per l’aumento di una statistica, e quindi del livello, sarà maggiore.
Andiamo adesso ad analizzare le varie statistiche su cui potremo spendere le nostre anime ed i loro effetti:
– Vitalità, aumenta i nostri HP e la resistenza alla pietrificazione
– Tempra, aumenta i nostri HP, la nostra stamina, la nostra difesa fisica ed il nostro equilibrio
– Vigore, aumenta i nostri HP, il carico dell’equipaggiamento, la difesa fisica e la resistenza alla pietrificazione
– Volontà, aumenta i nostri HP, gli slot per gli incantesimi, la velocità di lancio degli incantesimi e l’agilità
– Forza, aumenta i nostri HP, la forza degli attacchi e la difesa fisica
– Destrezza, aumenta i nostri HP, la forza degli attacchi, i bonus da veleno e sanguinamento, e la difesa fisica
– Adattabilità, aumenta tutte le resistenze, l’agilità, l’equilibrio, ed il bonus da veleno
– Intelligenza, aumenta i nostri HP, i bonus da magia/fuoco/oscurità, la velocità di lancio degli incantesimi e la resistenza alla magia/fuoco/oscurità
– Fede, aumenta i nostri HP, i bonus da fuoco/fulmine/oscurità/sanguinamento, la velocità di lancio degli incantesimi e la resistenza a fuoco/fulmine/oscurità/pietrificazione
Da buon Gioco di Ruolo sarà essenziale tenere in considerazione gli effetti di ogni statistica ed il modo in cui si ripercuoteranno sulle effettive capacità del nostro personaggio; ogni cambiamento non sarà comunque definitivo in quanto sarà possibile, all’interno del gioco, ottenere un oggetto che ci permetterà di ripristinare tutte le statistiche al loro valore iniziale, restituendoci quindi il quantitativo di anime speso e permettendoci di ri-assegnare tutti i punti precedentemente spesi nella maniera che più ci aggrada.
L’equipaggiamento, poi, giocherà un ruolo altrettanto fondamentale per merito non solo del cambio alle statistiche che otterremo, ma anche e soprattutto a causa del loro peso e la capacità che il nostro personaggio sarà in grado di trasportare. Sarà quindi essenziale bilanciare la spesa di anime sul giusto quantitativo di vigore per permetterci di poter utilizzare l’equipaggiamento che desideriamo senza gravare sulla possibilità di schivare del nostro personaggio, poichè un carico superiore al 70% del carico massimo, comporterà una lieve modifica dell’animazione della schivata che diventerà meno veloce e più “sporca” rendendo quindi la schivata rischiosa.
Armature a parte, tuttavia, le armi comporranno la fase critica del gioco: sarà infatti essenziale decidere, sin dall’inizio, lo stile che si intende sfruttare, sia che esso preveda l’utilizzo di uno spadone a due mani, di un bastone per le magie, di un arco o una balestra, spada e scudo oppure un arma per mano con entrambe le mani; qualsiasi sia la scelta da noi effettuata non mancheranno, anche stavolta, bonus e malus che comprenderanno maggiori probabilità di perdita di equilibrio agli avversari, una parata più efficiente oppure ancora degli attacchi lievemente meno potenti ma decisamente più veloci ed agili. La libertà sulla scelta del nostro personalissimo equipaggiamento dipenderà esclusivamente dalle nostre scelte, dai nostri gusti e dalle nostre preferenze, nessuna situazione c’imporrà l’utilizzo di questa o quell’altra arma. Non dimentichiamoci inoltre, a proposito di equipaggiamento, della barra di deterioramento dell’equipaggiamento che, una volta raggiunto lo 0, ne decreterà la rottura e sarà necessario far uso di un fabbro per rimetterla in sesto; un fabbro che, tra le altre funzioni, potrà potenziare il nostro equipaggiamento per merito di apposite pietre e di un piccolo bonus in anime e che, nella maggir parte dei casi, ci consentirà di proseguire all’interno del gioco facendo uso solo di una o due armi, sia che si tratti di abitudine, sia che di mera forza bruta.
La distrutta cittadina di Majula comporrà l’HUB di gioco da cui potremo accedere a praticamente tutte le aree e dove troveremo gli NPC che avremo man mano indirizzato lì nel corso della nostra avventura e che provvederanno a servirci con le merci in loro possesso o con le abilità che possiedono, siano esse quelle da fabbro, da mercante o semplicemente di contorno, seppur potrebbero rivelarsi utili ai fini del completamento del titolo.
La complessità delle fondamenta alla base delle meccaniche di Dark Souls 2, lungi dall’essere alla portata di noi essere umani (ci è incomprensibile quale diabolica mente sia stata in grado di creare un sistema tanto frustrante quanto gratificante), è forse merito anche del buon level design che andrà a comporre le numerose zone ed i dungeon che ci troveremo ad affrontare di volta in volta. Non dimentichiamoci poi della longevità praticamente infinita del titolo, che per merito del new game + ci metterà di fronte a sfide via via sempre più difficili ed entusiasmanti e con ricompense sempre più succulente!
Assistere od Invadere, questo è il problema!
Non si può essere perfetti
Qualcosa doveva pur non piacerci, no? Ebbene sì, Dark Souls 2 pecca proprio nella parte tecnica, seppur non si tratti di un lavoro di bassa qualità, un titolo destinato al PC poteva sicuramente sfruttare meglio le possibilità offerte da una macchina così ampia ed aperta. La nostra configurazione di gioco utilizzata per testare il titolo è ben lontana dal poter essere paragonata a macchine di questi tempi, montando componenti già da un po’ datati e nello specifico:
CPU: Intel Core 2 Quad Q6600 @ 3.0Ghz
RAM: 4GB DDR2 @ 800Mhz
GPU: AMD Radeon HD 7770
Eppure, con una configurazione così mediocre, siamo riusciti a giocare al titolo ad una risoluzione di 1440×900 ed impostazioni grafiche al massimo possibile, non poco dal nostro punto di vista, considerato che il gioco in queste condizioni ci ha garantito un frame rate quasi sempre stabile a 60 FPS. Cosa c’è che non va, allora, vi starete chiedendo? Semplice, ma forse ripetitivo, è ciò che invece sarebbe potuto essere: non stiamo parlando di una mediocrità o di una insufficienza dal punto di vista tecnico, ma bensì di ciò che potrebbe essere definito un porting che con un po’ di lavoro in più, anche se c’è voluto un mesetto buono per effettuarlo nudo e crudo, avrebbe potuto garantire un impatto grafico di nuova generazione, piuttosto che rimanere per lo più invariato rispetto alle versioni per console.
L’OST ci ha poi lasciato un po’ con l’amaro in bocca: il predecessore da questo punto di vista ha sicuramente sorpreso di più, forse anche un po’ per merito dell’effetto novità. In Dark Souls 2 manca qualcosa, non si riesce mai a percepire il senso di immersione all’interno degli scenari come invece si riusciva a percepire nel primo episodio: anche qui non stiamo parlando di insufficienze o mediocrità, ma bensì di qualcosa che sarebbe potuto essere migliore, visto e considerato che gli effetti sonori restano comunque di altissimo livello.
Dark Souls 2 per PC non sorprende ma lascia contenti, sarebbe potuto essere di più, ma a noi va benissimo anche così per com’è, vicinissimo alla perfezione, seppur circondato da imperfezioni.

Commento finale
Dark Souls 2 è il validissimo successore del capostipite della serie: ri-utilizzandone le meccaniche e migliorandole sotto qualche punto di vista il titolo risulta fresco ed appagante. Sentivamo la necessità di un nuovo titolo nella serie e seppur breve, le opzioni garantite dal new game + ci offriranno sicuramente una motivazione aggiuntiva per completare ancora e ancora il titolo, in ciò che potremmo definire una sovrabbondanza di longevità, qualcosa che sembra mancare nei titoli di nuova concezione che troppo spesso si soffermano sull’eccitazione di un attimo non garantendo all’utente, però, un’esperienza longeva e profonda.
Leggendo le quasi 14000 battute di questa recensione è abbastanza semplice capire il verdetto finale: non possiamo far altro che confermarlo ulteriormente, consigliando Dark Souls 2 a chiunque si definisca un hardcore gamer o un appassionato di Giochi di Ruolo. Una vera sfida vi attende: che siate preparati o meno, la morte è dietro l’angolo.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Cattivo ed appagante…
– Longevo e duraturo, merito anche di una profonda modalità multigiocatore
– Personalizzazione estetica e non solo del proprio personaggio, una festa per gli amanti dei Giochi di Ruolo
|
– … ma molto spesso frustrante, perciò poco adatto ai meno pazienti
– Graficamente poteva essere molto di più, visto la piattaforma su cui si trova
|
| Voto Globale: 90 |
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Poteva mancare la statuetta?
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Almeno secondo il loro governo.
Dal 2011 al 2012 ad esempio il guadagno totale è stato incrementato di ben 60 miliardi e nel territorio Francese ci sono ben 31 milioni di videogiocatori. Inoltre, i titoli degli ultimi anni come Heavy Rain, Beyond: Two Souls e il brand Rayman dimostrano la bontà e la genuità degli sviluppatori.
Ricordiamo che pochi mesi fa David Cage (a capo dei Quantic Dream) è stato insignito della “Legione D’Onore Francese“: prima volta che accade nell’industria videoludica.
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