Just Cause 3, registrato il dominio
Titanfall, nuovi dettagli sul prossimo DLC
Tre nuove mappe in arrivo.
Sony, brevettato un nuovo progetto
In arrivo il sensore per il riconoscimento emotivo?
Ryse: Son of Rome, rilasciato il nuovo add-on
Terzo pack di contenuti per il gioco.
The Wolf Among Us: Episode 3 – A Crooked Mile, nuovo trailer
Un video con gli encomi al gioco.
Kick-Ass 2: The Game, in rotta d’arrivo su PC
Dopo il rinvio di Novembre, ecco l’annuncio ufficiale.
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Dopo il rinvio di Novembre, ecco l’annuncio ufficiale.
The Girl and the Robot, in arrivo anche su PS4
Un’altra piattaforma di gioco si aggiunge alla lista.
H1Z1, niente formula “pay-to-win”
Soldi reali solo per gli indossabili.
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Soldi reali solo per gli indossabili.
Playstation 4, aggiornamento 1.70 in arrivo il 30 Aprile?
Playstation Grecia lo annuncia.

Metal Gear Solid: Ground Zeroes, in arrivo DLC gratuiti
Le missioni esclusive non saranno più esclusive.

Mario Kart 8, arriva il bundle con Wii U
[Update] E spunta il trailer d’annuncio.

ACCENDI I MOTORI! IL 30 MAGGIO ARRIVA IL BUNDLE Wii U IN EDIZIONE SPECIALE ‘MARIO KART 8 PREMIUM PACK’
La Principessa Peach e Yoshi, veterani della serie Mario Kart, hanno dato l’ispirazione per due nuovi telecomandi Wii Plus – in lancio entrambi lo stesso giorno di Mario Kart 8
**Un collegamento Internet a banda larga è richiesto per il gioco online.
{vsig}games/nintendo/Mario_Kart_8/WiiUPremiumPack/{/vsig}
Evolve, nuovo trailer per la modalità multigiocatore
4 contro 1.
Recensione Mario Golf World Tour

Birdie dopo Birdie alla conquista della vittoria!
Versione testata 3DS.
Mario Golf World Tour rappresenta l’ultima fatica di Nintendo, nell’ambito sportivo, con protagonista l’idraulico italiano più amato di sempre: Super Mario è questa volta alle prese con uno sport un po’ meno “faticoso”, il golf. Il titolo è stato già in parte analizzato nella nostra anteprima (che potrete leggere QUI), ma avendo avuto modo di provarlo approfonditamente, questa volta andremo ad osservare numerose sfaccettature non trattate precedentemente e provvederemo a fornire ogni dettaglio possibile relativo alle varie modalità di gioco a cui sarà possibile avere accesso.
Vi ricordiamo che Mario Golf World Tour raggiungerà il Nintendo eShop di Nintendo 3DS ed i negozi di tutta Italia il 2 Maggio 2014, nel caso foste interessati all’acquisto, vi raccomandiamo di leggere accuratamente questo nostro articolo.
Un gioco sportivo non ha bisogno di una storia
Non solo Golf
Mario Golf World Tour vanta un sistema di esplorazione simile a quello dei più gettonati Giochi di Ruolo: ci sarà infatti possibile, una volta scelta la modalità Club Castello, girovagare all’interno del Castello di Peach con il nostro Mii e dialogare con tutti gli NPC presenti, qualsiasi sia la loro funzione all’interno di questo. Sin da subito verremo introdotti alle basi del titolo e ci verrà spiegato che prima di poter prendere parte ai tornei sarà necessario ottenere il nostro grado di “handicap“, ottenibile effettuando un “giro di prova” all’interno del Percorso Foresta. Una volta fatto ciò avremo accesso al primo Torneo Handicap oppure al Torneo che ci permetterà di aggiudicarci la nostra prima coppa: quella che, per l’appunto, ci decreterà campioni del Percorso Foresta. Andremo poi via via conquistando le coppe relative al Percorso Spiaggia ed al Percorso Montagna.
Le possibilità all’interno del Castello, tuttavia, non si limitano ad una mera esplorazione o dialoghi spesso insensati da parte degli NPC; sarà anche possibile trovare un negozio i cui contenuti andranno via via sbloccandosi col proseguire della nostra ascesca. Ma non solo! Gli acquisti verranno effettuati tramite le monete che acquisiremo durante le nostre giocate sui vari percorsi e con i premi ottenuti alla fine di essi. Questo nostro mercante sarà in grado di fornirci equipaggiamenti che ci permetteranno di migliorare le nostre statistiche ed il nostro aspetto estetico: vi troveremo mazze, cappelli, guanti, scarpe, pantaloni o addirittura interi set dedicati ad uno specifico personaggio delle serie Nintendo come potrebbe, ad esempio, essere Luigi.
Cosa ci resta da fare, poi, una volta ottenute tutte le coppe? Sarà questa la domanda che molti di voi si staranno ponendo. E’ per questo che Nintendo ha sapientemente pensato di inserire ulteriori sfide all’interno di Mario Golf World Tour: sarà infatti possibile accedere, tramite il Club Castello, a degli appositi scenari dedicati ai personaggi delle più famose saghe Nintendo che, una volta superati con successo ed entro i limiti di tempo o punteggio che ci vengono imposti, potrebbero regalarci dei succulenti premi, tra i quali spiccano speciali set, o sbloccare pregiati pezzi di equipaggiamento che potremo poi successivamente acquistare con le nostre monete.
In sede di anteprima abbiamo inoltre parlato della massiccia presenza di una modalità arcade che prende il nome di “Partita Veloce“: all’interno di questa modalità ci sarà permesso avere accesso ad ulteriori modalità di gioco, tra cui “Giocatore Singolo” e “VS“. La modalità “VS” verrà trattata nel prossimo paragrafo, mentre adesso ci concentreremo sulla modalità “Giocatore Singolo“; una volta selezionata l’opzione, ci sarà possibile avere accesso ad un ulteriore menù che ci permetterà di scegliere tra le seguenti opzioni:
– Gara a Colpi – Competeremo sul percorso da noi selezionato nell’impresa di riuscire a terminare ogni buca con il minor numero di colpi possibile;
– Gara a Buche – Competeremo sul percorso da noi selezionato ed il vincitore sarà decretato in base al numero di buche conquistate. In questa modalità una volta scelto il personaggio che vogliamo utilizzare ci sarà possibile scegliere anche il nostro avversario ed il suo livello di difficoltà;
– Speed Golf – Competeremo sul percorso da noi selezionato cercando di completarlo nel minor tempo possibile;
– Gara a Punti – Competeremo sul percorso da noi selezionato ottenendo punti in base al numero di colpi impiegati per completare ciascuna buca del percorso;
– Sfide – Competeremo sulla sfida da noi selezionata completando le buche previste facendo fede alle premesse imposte dalla sfida.
Dopo la seleziona della modalità e, nel caso sia previsto, dell’avversario, sarà inoltre possibile selezionare il numero di buche da affrontare, la loro sequenza, la posizione del tee, la possibilità di utilizzare la slot machine nella scelta delle mazze, la possibilità di disattivare gli oggetti, le monete e la traiettoria della pallina, nonchè di decidere la potenza del vento in tutte le modalità eccetto la modalità Sfide.
Qualsiasi sia la modalità di gioco da noi scelta una volta entrati sul campo da Golf le meccaniche resteranno invariate, ci sarà infatti possibile scrutare l’UI del gioco, interamente visualizzata sullo schermo superiore, in cui ci verranno mostrati numerosi dettagli tra cui:
– Il percorso, visualizzabile nell’angolo in alto a sinistra dello schermo superiore con un’icona che lo contraddistingue;
– Il numero della buca, visualizzabile nell’angolo in alto a sinistra dello schermo superiore, sotto l’icona del percorso;
– Il “Par” della buca, cioè il numero massimo di tiri da effettuare per non incorrere in una penalità di punti, visualizzabile nell’angolo in alto a sinistra dello schermo superiore al di sotto del numero della buca;
– La distanza dalla bandierina ed il dislivello tra le due superfici, visualizzabile nella parte centrale in alto dello schermo superiore;
– La direzione e la potenza del vento, visualizzabile nella parte in alto a destra dello schermo superiore;
– Il nostro Mii, con la mazza e la pallina, al centro dello schermo superiore;
– La pallina, visualizzabile nella parte in basso a sinistra dello schermo superiore, contenente informazioni sulla sua posizione sul terreno;
– Il margine d’errore del tiro, visualizzabile nella parte in basso a sinistra dello schermo superiore, al di sotto della pallina, che ci permetterà di conoscere, in concreto, la percentuale d’errore nella traiettoria del tiro;
– Il nostro Punteggio, visualizzabile nella parte in basso a destra dello schermo superiore, in cui verrà indicato il nostro punteggio ed il numero del tiro che stiamo per effettuare;
In fase di putt, sarà possibile visualizzare sullo schermo superiore una griglia che ci indicherà l’inclinazione del terreno per poter scegliere al meglio la traiettoria del nostro tiro.
Sullo schermo inferiore sarà possibile visualizzare altre numerose informazioni ed è qui che si svolgeranno le più importanti funzioni relative al tiro. Saranno presenti:
– Una barra, che inizierà a riempirsi non appena toccheremo “Colpisci” oppure alla pressione del tasto “A” e che andrà fermata nel punto da noi desiderato premendo nuovamente il tasto “A” oppure toccando nuovamente il tasto “Colpisci”; più sarà piena la barra, maggiore sarà la potenza del tiro da noi effettuato.
– Una freccia, che indicherà il punto in cui fermare la barra per effettuare il tiro da noi desiderato e calcolato, corredata da una nuvoletta indicante i metri che verranno percorsi fermando la barra in corrispondenza della freccia;
– La Tipologia di Tiro, che potrà essere cambiata con la pressione del tasto “Y” oppure facendo click sul riquadro di colore giallo. Sarà possibile scegliere un Tiro Normale, un Tiro Power oppure, tramite l’ausilio degli oggetti, un Tiro Speciale. Il Tiro Normale ed il Tiro Power prevedono una traiettoria della pallina normale, l’unica differenza tra i due tiri è, per l’appunto, la maggiore potenza del secondo; il Tiro Speciale, invece, a seconda dell’oggetto utilizzato, potrebbe prevedere cambi di traiettorie oppure particolari poteri;
– La mazza da utilizzare ci permetterà di scegliere una mazza adatta a tiri più o meno lunghi, potrà essere cambiata facendo uso del D-Pad del Nintendo 3DS oppure facendo click sul riquadro di colore bianco e cliccando successivamente sulla freccia in alto o in basso;
– La Tipologia di Swing e sarà possibile scegliere tra Automatico e Manuale: nell’utilizzo dello Swing Manuale sarà possibile indicare il punto d’impatto della mazza sulla pallina e l’effetto della pallina stessa.
– Cambiare la Visuale, premendo il tasto “X” oppure toccando con il dito il riquadro di colore verde, sarà così possibile avere una migliore visuale sulla traiettoria del tiro e tanto altro ancora;
Inoltre, in fase di putt, ci sarà possibile scegliere tramite il riquadro della scelta del tiro oppure premendo il tasto “Y” scegliere se effettuare un putt per distanze brevi, medie e lunghe.
La Modalità VS
E’ davvero un titolo per Nintendo 3DS?
A primo impatto Mario Golf World Tour sorprende per ciò che sembra essere un ottimo lavoro grafico effettuato dal team di sviluppo di Camelot. L’intero ambiente di gioco è tridimensionale e sfrutta magnificamente le funzioni 3D della console, riuscendo ad immergerci in mondi ben realizzati, colorati e vivi. Lo stile grafico adottato non lascia spazi a sbavature o dettagli lasciati incompleti: Mario Golf World Tour ci ha stupiti nell’interezza dei suoi modelli poligonali e delle sue texture, lasciandoci sbalorditi della capacità hardware che la piccola portatile di casa Nintendo ha da mostrare, e confermando le nostre prime impressioni.
La parte sonora è gestita magistralmente e sin dal menù di selezione della modalità ci sarà impossibile non notare quella freschezza e quelle note che ben presto entreranno nella nostra testa e che ci accompagneranno nelle nostre ore di distanza dal titolo; gli effetti sonori sono ben integrati e definiti.
Sono inoltre presenti alcune frasi doppiate in italiano che verranno pronunciate al termine di una buca o nel caso riuscissimo a superare una sfida od a vincere una coppa. La realizzazione tecnica di questo titolo è davvero del più alto livello mai visto su Nintendo 3DS.

Commento finale
Mario Golf World Tour lascia a bocca aperta sotto qualsiasi punto di vista. La vasta presenza di contenuti, le decine di possibilità offerte dalle modalità di gioco e la buona integrazione dei meccanismi tipici dei Giochi di Ruolo sono solo una piccola parte di ciò che ci è possibile trovare all’interno del titolo. Una realizzazione tecnica d’eccellenza condirà le nostre ore di spensieratezza, tra una colonna sonora da urlo ed uno stile grafico ed una definizione che non credevamo possibili sulla piccola console di casa Nintendo.
Camelot si rivela essere ancora una volta una partner perfetta per le console di Nintendo, riuscendo non solo a creare veri e propri capolavori in termini di gameplay, ma riuscendo anche a sfruttare a dovere l’hardware della console. Siamo di fronte al titolo cui dovranno confrontarsi, da oggi in poi, tutte le future produzioni portatili destinate al Nintendo 3DS.
Sfidiamo chiunque di voi a trovare un difetto in questa piccola perla creata da Nintendo.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Vasta presenza di contenuti e modalità di gioco
– Virtualmente illimitato per merito di una modalità multigiocatore online sempre fresca e divertente
– Realizzazione tecnica sbalorditiva, grafica e sonoro mai visti prima su Nintendo 3DS
|
|
| Voto Globale: 90 |
Watch Dogs, versioni Xbox One e PS4 identiche secondo Colin Graham

Due gocce d’acqua?
Watch Dogs è ormai alle porte e in rete esplode il dibattito su quale sia la versione console più rifinita e visivamente più appagante. A rispondere al quesito è Colin Graham, animation director che definisce le versioni Xbox One e PlayStation 4 identiche.
Stessi effetti, stessi dettagli e stesse animazioni: la vera differenza la farà il televisore, in base alla risoluzione, alla calibrazione e ovviamente la marca.
Watch Dogs è stato mostrato quasi sempre su PS4 e TV Sony per un accordo di partnership, ma chi possiede una Xbox One non deve temere. In rete si parla comunque di una minima differenza di risoluzione tra le due console: Full HD per PS4 e 960P (come Titanfall) per Xbox One ma nulla è confermato in via ufficiale.
Unreal Engine 4, una galleria di foto in 8K da urlo
Futuro immediato.
Recensione Strike Suit Zero: Director’s Cut

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…
Versione testata Xbox One.
Strike Suite Zero, pubblicato nel 2012 tramite le donazioni su Kickstarter, offriva un’esperienza videoludica che si avvicinava alle produzioni viste parecchi anni prima grazie a titoli del calibro di X-Wing e Wing Commander. Visto il bacino d’utenza raggiunto con la versione PC, ecco che Born Ready Games torna con una versione riveduta e corretta del suo simulatore spaziale, disponibile oltre che per personal computer anche sulle console Xbox One e PS4. Le novità introdotte in questa Director’s Cut varranno il prezzo del biglietto? Scopritelo assieme a noi.
Siamo figli delle stelle
Corre l’anno 2299, sul pianeta Terra regna la pace e le guerre sono ormai un ricordo lontano. Pace e prosperità la fanno da padrone in quello che sembra essere il mondo ideale in cui vivere. Ma un giorno viene captato un segnale alieno proveniente dallo spazio, grazie al quale l’umanità riesce ad ottenere istruzioni su come costruire motori spaziali in grado di superare la velocità della luce. Grazie a questa nuova tecnologia, il genere umano fà un enorme balzo in avanti, costruendo astronavi per colonizzare nuovi mondi e andare alla ricerca dell’origine del misterioso segnale alieno. Tutto sembrava andare per il verso giusto, ma ben presto i nuovi mondi colonizzati pretesero l’indipendenza dalla federazione terrestre, la quale negò ogni richiesta. I coloni riuscirono a trovare la fonte del segnale alieno: un’astronave aliena precipitata su un pianeta, e all’interno della nave un segreto che non poteva essere diviso con la federazione terrestre. La guerra è inevitabile, ed è qui che entriamo in gioco noi.
Il fascino dello spazio profondo
Strike Suite Zero, come detto nell’introduzione, è uno sparatutto spaziale di stampo simulativo che ci calerà nei panni del tenente Adams, con il compito di recuperare il manufatto alieno e affrontare le armate ribelli in 13 livelli di difficoltà crescente. Per portare a termine la nostra missione avremo a disposizione 6 tipi di astronavi dalle caratteristiche differenti tra loro, con i propri pregi e difetti che andranno ponderati nel corso del briefing al fine di scegliere il mezzo più appropriato per svolgere le missioni che ci verranno affidate nel corso del gioco. Alcune di queste astronavi hanno la peculiarità di potersi trasformare per un breve lasso di tempo in un potente mech, in grado di ampliare la nostra potenza di fuoco e avere la meglio sulle flotte nemiche.
Una delle novità introdotte in questa Director’s Cut è la curva di apprendimento più bilanciata e alla portata di tutti. Infatti nelle prime 3 missioni, saremo accompagnati da tutorial utili a padroneggiare nel migliore dei modi il sistema di controllo, non proprio immediato, visto e considerato che utilizzeremo tutti gli stick, grilletti e tasti del joypad. Dopo una buona oretta passata a prendere dimestichezza con il sistema di controllo, la gravità zero ed i suoi effetti sulla navigazione nello spazio, si comincia davvero a divertirsi, elargendo missili a ricerca e cannonate al plasma verso ogni vascello nemico. Man mano che distruggeremo navicelle e incrociatori nemici, andremo a riempire una barra d’energia utile a trasformare la nave in mech. Per un tempo limitato, la metamorfosi in robot ci permette di semplificarci un po’ la vita, grazie ad un lock automatico sui nemici, alla maggiore semplicità di guida del mech stesso rispetto all’astronave, ed una potenza distruttiva più elevata.
A zonzo nel cosmo
Le missioni da affrontare spaziano da ricognizione, intercettazione di siluri, eliminazione di specifici obiettivi, scorta di trasporti e altro ancora. Il gameplay purtroppo è minato da sbalzi di difficoltà eccessivi, che rendono difficile la vita anche ai giocatori più esperti. Aggiungiamo a questo che l’intelligenza artificiale dei nostri alleati rasenta lo zero assoluto, in quanto non riceveremo mai copertura dalle navi amiche: saremo così empre presi di mira dai missili e dai laser avversari. Togliersi nemici in coda o eseguire manovre evasive, risulta quasi sempre impossibile, complice anche il sistema di controllo non proprio perfetto.
Il cattivo bilanciamento delle armi è un altro difetto che contribuisce ad aumentare la difficoltà di gioco; se è vero che con i missili a ricerca si può avere la meglio sugli avversari in maniera piuttosto indolore (spara e dimentica), lo stesso non si può dire utilizzando i cannoni. I cannoni al plasma sembrano inefficaci e soggetti ad un rapido surriscaldamento. La tecnica migliore è quella di distruggere più nemici possibili grazie ai missili, poi concentrarsi su quelli rimasti coi cannoni. A fine missione verremo sottoposti ad una valutazione della nostra performance; grazie alle medaglie ottenute, potremmo potenziare le navi a nostra disposizione o il mech Strike suit.
Si poteva fare di meglio?
Tecnicamente parlando, si nota che il titolo ha un’origine modesta e non tripla A. Le navi e gli incrociatori più grandi sono sì ben realizzati, ma scarseggiano di dettagli, specie se visti da vicino. Il design del mech risulta invece essere convincente e curato. Le esplosioni, i giochi di luce ed altri effetti particellari invece sono davvero ottimi, illuminando il freddo spazio grazie agli effetti vomitati su schermo dalla moltitudine di navi presenti, le scie dei propulsori ed i serrati dogfight ai quali assisteremo. Questo Strike Suit Zero: Director’s Cut risulta quindi piacevole da vedere, anche se ad un occhio critico non sfuggiranno alcune carenze di design. Il frame rate è solido e stabile anche nelle situazioni più caotiche.
Il comparto audio è ottimamente realizzato: buono il doppiaggio che accompagna le scorribande spaziali, ottimi effetti sonori che sembrano usciti da produzioni del calibro di Star Wars, con una colonna sonora molto valida e mai banale. Purtroppo manca un doppiaggio in lingua nostrana, ed i sottotitoli sono minuscoli, di difficile lettura. Questa magagna rischia di impedire di godere appieno di tutte le comunicazioni radio, perdendo di vista dettagli sulla trama e sugli obiettivi missione che vengono aggiornati dai nostri commilitoni. Fortunatamente gli obiettivi principali vengono sempre evidenziati nell’HUD della nostra astronave.
Per un coinvolgimento maggiore, consigliamo di usare la visuale all’interno della cabina di pilotaggio.

Commento finale
Oltre alle 13 missioni che facevano parte del pacchetto originale del gioco, questa Director’s Cut offre 5 missioni aggiuntive che fungono da prequel e offrono punti di vista differenti sulla trama di gioco. La longevità di gioco per portare a termine tutto il gioco si attesta attorno alle 8/10 ore. La difficoltà è elevata anche alle difficoltà più basse, complice una distribuzione di saves e checkpoint incomprensibile, e un tasso di mortalità elevata, dovuto in maggior parte al sistema di controllo non raffinato appieno e all’intelligenza artificiale inesistente dei nostri alleati. Incomprensibilmente manca una qualsivoglia modalità multiplayer, sia competitiva che cooperativa. Un vero peccato perché secondo noi si sarebbe adattata perfettamente alla natura del gioco in oggetto. Nonostante i difetti, Strike Suit Zero: Director’s Cut è un titolo godibile, specie per chi ha amato in passato questo genere di gioco; inoltre su console è una ventata d’aria fresca, il che non guasta mai.
Il prezzo per portarsi a casa questo titolo è 19,99€ , non male se consideriamo la sua durata complessiva.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Ambientanzioni e atmosfere accattivanti
– Azione martellante
– Fisica e controlli realistici
|
– Difficoltà elevata ed incomprensibile in certi punti
– Missioni alla lunga ripetitive
– Nessuna modalità multiplayer
|
| Voto Globale: 75 |
Recensione Strike Suit Zero: Director's Cut

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…
Versione testata Xbox One.
Strike Suite Zero, pubblicato nel 2012 tramite le donazioni su Kickstarter, offriva un’esperienza videoludica che si avvicinava alle produzioni viste parecchi anni prima grazie a titoli del calibro di X-Wing e Wing Commander. Visto il bacino d’utenza raggiunto con la versione PC, ecco che Born Ready Games torna con una versione riveduta e corretta del suo simulatore spaziale, disponibile oltre che per personal computer anche sulle console Xbox One e PS4. Le novità introdotte in questa Director’s Cut varranno il prezzo del biglietto? Scopritelo assieme a noi.
Siamo figli delle stelle
Corre l’anno 2299, sul pianeta Terra regna la pace e le guerre sono ormai un ricordo lontano. Pace e prosperità la fanno da padrone in quello che sembra essere il mondo ideale in cui vivere. Ma un giorno viene captato un segnale alieno proveniente dallo spazio, grazie al quale l’umanità riesce ad ottenere istruzioni su come costruire motori spaziali in grado di superare la velocità della luce. Grazie a questa nuova tecnologia, il genere umano fà un enorme balzo in avanti, costruendo astronavi per colonizzare nuovi mondi e andare alla ricerca dell’origine del misterioso segnale alieno. Tutto sembrava andare per il verso giusto, ma ben presto i nuovi mondi colonizzati pretesero l’indipendenza dalla federazione terrestre, la quale negò ogni richiesta. I coloni riuscirono a trovare la fonte del segnale alieno: un’astronave aliena precipitata su un pianeta, e all’interno della nave un segreto che non poteva essere diviso con la federazione terrestre. La guerra è inevitabile, ed è qui che entriamo in gioco noi.
Il fascino dello spazio profondo
Strike Suite Zero, come detto nell’introduzione, è uno sparatutto spaziale di stampo simulativo che ci calerà nei panni del tenente Adams, con il compito di recuperare il manufatto alieno e affrontare le armate ribelli in 13 livelli di difficoltà crescente. Per portare a termine la nostra missione avremo a disposizione 6 tipi di astronavi dalle caratteristiche differenti tra loro, con i propri pregi e difetti che andranno ponderati nel corso del briefing al fine di scegliere il mezzo più appropriato per svolgere le missioni che ci verranno affidate nel corso del gioco. Alcune di queste astronavi hanno la peculiarità di potersi trasformare per un breve lasso di tempo in un potente mech, in grado di ampliare la nostra potenza di fuoco e avere la meglio sulle flotte nemiche.
Una delle novità introdotte in questa Director’s Cut è la curva di apprendimento più bilanciata e alla portata di tutti. Infatti nelle prime 3 missioni, saremo accompagnati da tutorial utili a padroneggiare nel migliore dei modi il sistema di controllo, non proprio immediato, visto e considerato che utilizzeremo tutti gli stick, grilletti e tasti del joypad. Dopo una buona oretta passata a prendere dimestichezza con il sistema di controllo, la gravità zero ed i suoi effetti sulla navigazione nello spazio, si comincia davvero a divertirsi, elargendo missili a ricerca e cannonate al plasma verso ogni vascello nemico. Man mano che distruggeremo navicelle e incrociatori nemici, andremo a riempire una barra d’energia utile a trasformare la nave in mech. Per un tempo limitato, la metamorfosi in robot ci permette di semplificarci un po’ la vita, grazie ad un lock automatico sui nemici, alla maggiore semplicità di guida del mech stesso rispetto all’astronave, ed una potenza distruttiva più elevata.
A zonzo nel cosmo
Le missioni da affrontare spaziano da ricognizione, intercettazione di siluri, eliminazione di specifici obiettivi, scorta di trasporti e altro ancora. Il gameplay purtroppo è minato da sbalzi di difficoltà eccessivi, che rendono difficile la vita anche ai giocatori più esperti. Aggiungiamo a questo che l’intelligenza artificiale dei nostri alleati rasenta lo zero assoluto, in quanto non riceveremo mai copertura dalle navi amiche: saremo così empre presi di mira dai missili e dai laser avversari. Togliersi nemici in coda o eseguire manovre evasive, risulta quasi sempre impossibile, complice anche il sistema di controllo non proprio perfetto.
Il cattivo bilanciamento delle armi è un altro difetto che contribuisce ad aumentare la difficoltà di gioco; se è vero che con i missili a ricerca si può avere la meglio sugli avversari in maniera piuttosto indolore (spara e dimentica), lo stesso non si può dire utilizzando i cannoni. I cannoni al plasma sembrano inefficaci e soggetti ad un rapido surriscaldamento. La tecnica migliore è quella di distruggere più nemici possibili grazie ai missili, poi concentrarsi su quelli rimasti coi cannoni. A fine missione verremo sottoposti ad una valutazione della nostra performance; grazie alle medaglie ottenute, potremmo potenziare le navi a nostra disposizione o il mech Strike suit.
Si poteva fare di meglio?
Tecnicamente parlando, si nota che il titolo ha un’origine modesta e non tripla A. Le navi e gli incrociatori più grandi sono sì ben realizzati, ma scarseggiano di dettagli, specie se visti da vicino. Il design del mech risulta invece essere convincente e curato. Le esplosioni, i giochi di luce ed altri effetti particellari invece sono davvero ottimi, illuminando il freddo spazio grazie agli effetti vomitati su schermo dalla moltitudine di navi presenti, le scie dei propulsori ed i serrati dogfight ai quali assisteremo. Questo Strike Suit Zero: Director’s Cut risulta quindi piacevole da vedere, anche se ad un occhio critico non sfuggiranno alcune carenze di design. Il frame rate è solido e stabile anche nelle situazioni più caotiche.
Il comparto audio è ottimamente realizzato: buono il doppiaggio che accompagna le scorribande spaziali, ottimi effetti sonori che sembrano usciti da produzioni del calibro di Star Wars, con una colonna sonora molto valida e mai banale. Purtroppo manca un doppiaggio in lingua nostrana, ed i sottotitoli sono minuscoli, di difficile lettura. Questa magagna rischia di impedire di godere appieno di tutte le comunicazioni radio, perdendo di vista dettagli sulla trama e sugli obiettivi missione che vengono aggiornati dai nostri commilitoni. Fortunatamente gli obiettivi principali vengono sempre evidenziati nell’HUD della nostra astronave.
Per un coinvolgimento maggiore, consigliamo di usare la visuale all’interno della cabina di pilotaggio.

Commento finale
Oltre alle 13 missioni che facevano parte del pacchetto originale del gioco, questa Director’s Cut offre 5 missioni aggiuntive che fungono da prequel e offrono punti di vista differenti sulla trama di gioco. La longevità di gioco per portare a termine tutto il gioco si attesta attorno alle 8/10 ore. La difficoltà è elevata anche alle difficoltà più basse, complice una distribuzione di saves e checkpoint incomprensibile, e un tasso di mortalità elevata, dovuto in maggior parte al sistema di controllo non raffinato appieno
e all’intelligenza artificiale inesistente dei nostri alleati. Incomprensibilmente manca una qualsivoglia modalità multiplayer, sia competitiva che cooperativa. Un vero peccato perché secondo noi si sarebbe adattata perfettamente alla natura del gioco in oggetto. Nonostante i difetti, Strike Suit Zero: Director’s Cut è un titolo godibile, specie per chi ha amato in passato questo genere di gioco; inoltre su console è una ventata d’aria fresca, il che non guasta mai.
Il prezzo per portarsi a casa questo titolo è 19,99€ , non male se consideriamo la sua durata complessiva.
| Pro | Contro |
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– Ambientanzioni e atmosfere accattivanti
– Azione martellante
– Fisica e controlli realistici
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– Difficoltà elevata ed incomprensibile in certi punti
– Missioni alla lunga ripetitive
– Nessuna modalità multiplayer
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| Voto Globale: 75 |






