Oculus Rift, la produzione dei Kit è sospesa
AMD, trimestre fiacco per le Radeon

Neanche le nuove GPU attizzano.
Apple, un'altra falla in iOS
Privacy a rischio.
Arma 3, basta zombie ora tocca ai dinosauri
Un modder implementa i dinosauri all’interno del gioco.
Arma 3, il simulatore di guerra open world dei Bohemia Interactive, dopo un periodo di beta è uscito ufficialmente in versione finale sul mercato lo scorso 12 settembre; uno dei punti di forza del gioco è sicuramente la sua community grazie alla quale vengono rilasciati interessanti componenti aggiuntivi; famoso il caso di DayZ: inizialmente mod di Arma 2 è poi diventato un gioco standalone che sta riscuotendo un notevole successo nonostante sia ancora in “early access”, ovvero sia un prodotto ancora non completo.
Zombie? Troppo mainstream, un modder ha pubblicato su Youtube uno dei progetti a cui sta lavorando: Jurassic Arma, ovvero l’implementazione dei dinosauri all’interno del gioco; non allarmatevi quindi se vedete un T-rex che corre libero lungo le enormi distese di Altis e Stratis o che cerca di mangiarvi.
L’utente a fine video promette di rilasciare nuove informazioni a breve: non ci resta che attendere e vedere quali features verranno svelate nei video successivi.
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Recensione Weapon Shop de Omasse

Cosa rende grande un eroe se non la sua arma?
Versione testata Nintendo 3DS.
Evil Lord: il Male incombe su NPC e aspiranti eroi
La firma di Yoshiyuki Hirai potrebbe essere una delle motivazioni di questo ritardo: a differenza dei suoi ben più illustri colleghi, in pochi sanno chi sia questo comico giapponese dalle nostre parti, mentre un po’ di notorietà in più ha il duo America Zarigani di cui Hirai fa parte (doppiaggio di Ni No Kuni, ndr). Fatto sta che Weapon Shop de Omasse risente moltissimo della vena comica del suo autore, che riesce a creare un RPG originale mettendo alla berlina tutti i classici clichè dei giochi di ruolo di stampo orientale (e non solo).
L’idea alla base del gioco è quella di dar voce a chi di solito riveste un ruolo silenzioso all’interno dei delicati equilibri tra Bene e Male, a coloro che, grazie alle loro abilità, sono chiamati a trasformare un NPC qualunque nell’eroe celebrato per secoli dalle leggende: gli armaioli. La particolare prospettiva adottata in Weapon Shop è infatti quella di un giovane apprendista che è riuscito a convincere il proprio maestro a rinnovare il proprio negozio, offrendo un moderno servizio di noleggio armi che possa venire incontro alle esigenze anche dell’aspirante eroe più squattrinato (in periodo di crisi anche gli eroi hanno bisogno d’aiuto a quanto pare). Scopo del giocatore sarà dunque quello di creare delle armi adatte a qualunque personaggio ne faccia richiesta, considerandone abilità, preferenze e tipologie di nemici da affrontare; più adatta al personaggio sarà l’arma creata, maggiori saranno le probabilità di successo della missione e, di conseguenza, quelle di riavere indietro l’arma e di ricevere il nostro compenso; se l’NPC dovesse venire sconfitto, al contrario, l’arma sarebbe persa per sempre ed il nostro cliente sarà libero di non pagarci (anzi, sicuramente non ci pagherà!).
Il gameplay, nelle fasi di attività, sfrutta elementi marcatamente di stampo rhythmn game, con il processo di creazione delle armi che avviene toccando a tempo di musica il touchscreen del nostro Nintendo 3DS per modellare il metallo incandescente a colpi di martello. Durante tale processo sarà importante non solo mettere alla prova la tenuta del nostro schermo inferiore, ma anche tenere sempre sotto controllo la temperatura del metallo e, all’occorrenza, spostare la nostra bozza di arma per colpire delle zone fuori visuale che altrimenti ci impedirebbero di ultimare il nostro capolavoro. L’altra fase di gioco, invece, quella in cui dovremo accogliere e servire i clienti, consiste nel ricevere le richieste degli “eroi”, ordinare le materie prime e lavorare duro affinché il nostro negozio raggiunga un livello di reputazione sempre maggiore che permetta di attirare nuovi NPC e di creare armi sempre più potenti.
Per evitare equivoci ci teniamo a sottolineare che, preso a piccole dosi, Weapon Shop de Omasse sa regalare soddisfazioni anche a chi non è affatto un fan di JRPG e, soprattutto, ai detrattori di questo genere. Durante le lunghe sessioni, invece, il titolo mostra tutti i limiti di un sistema di creazione che diventa presto monotono e di NPC generici troppo generici, per i quali ci stuferemo ben presto di forgiare armi a ripetizione: vederli arrivare in negozio con la pretesa di trovare subito disponibile nella nostra collezione l’arma più adatta a loro e alla loro missione diventa presto una seccatura, anche perché capiterà spesso che costoro finiscano per perdere anche alcune delle nostre armi migliori (fortunatamente potremo sempre rifiutarci di affittare loro delle armi se vediamo che non ne vale la pena). In questo senso la struttura della trama per giornate lavorative fornisce un valido supporto al tempo di gioco consigliato per ogni sessione: procedere per massimo tre giorni consecutivi potrebbe essere il miglior modo, almeno secondo il nostro parere, per godere a pieno una trama divertente e non priva di spunti interessanti, che permetterà di fare la conoscenza di sette aspiranti eroi dalla spiccata personalità nell’attesa che giunga il fatidico momento del ritorno del Signore del Male. Solo allora potremo scoprire chi di loro avrà la stoffa del vero eroe.
Una trattazione a parte merita, infine, lo strumento che permette di seguire passo dopo passo le gesta dei nostri clienti e delle armi loro affidate: il Grindcast. Ultimo ritrovato tecnologico nel campo del noleggio di oggetti, questa eccezionale invenzione ci consente di avere un feed immediato e continuo della situazione dei personaggi che stanno sostenendo una quest equipaggiati con una nostra arma; questo elemento social (molto simile a Twitter, con tanto di onnipresenti hastag) è probabilmente una delle trovate più interessanti e affascinanti all’interno di un gioco che, per poco meno di 8 euro (7,99€ il prezzo s
u eShop), è in grado di regalare a chi vorrà cimentarsi in sfide sempre più ardue una longevità potenzialmente senza limiti.

Commento finale
Weapon Shop de Omasse è un Rhythm RPG ironico e dotato di una narrativa originale, che offre uno spaccato irriverente di uno dei generi più conservatori del panorama videoludico. Purtroppo un sistema di gioco presto monotono e una “playlist” di qualità poco più che sufficiente e troppo ristretta ne fanno un titolo più di nicchia di quanto meriterebbe di essere, in parte vanificando anche un lungo e buonissimo lavoro di localizzazione (mai facile quando si tratta di “tradurre la comicità”), che attraverso la lingua inglese avrebbe potuto rendere il gioco di Harai accessibile ad un pubblico occidentale abbastanza vasto.
Adatto solo a pochi eletti, ci sentiamo di consigliarlo a chi ama (e a chi odia) i JRPG e a chiunque abbia trovato interessanti gli elementi messi in risalto nel corso di questa nostra analisi.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Storia divertente e caratterizzazione ottima dei personaggi
– Un mondo lontano ma non troppo grazie al Grindcast
– Buona localizzazione inglese
|
– Gameplay che può stancare presto
– Musiche non indimenticabili
– Scarsa varietà di missioni per gli NPC
|
| Voto Globale: 70 |
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Per rendere più vario e profondo tale sistema, però, gli sviluppatori hanno pensato bene di inserire alcuni importanti accorgimenti, i quali permettono di diversificare le strategie di attacco in base al nemico che si ha di fronte ed al personaggio che si intende utilizzare. Abbiamo innanzitutto la possibilità di creare un party composto da massimo tre personaggi, dei quali controlleremo direttamente solo il leader mentre gli altri due membri del team verranno guidati da un’ottima IA e dalle indicazioni da noi fornite interagendo con il touchscreen posteriore (unica implementazione di questa feature della nostra console, di scarso rilievo visto che in realtà la scelta si limita all’alternativa tra azioni di attacco ed azioni evasive). Ciascun personaggio da noi reclutato nel corso della storia disporrà inoltre di armi e Skills specifiche: queste ultime sono abilità peculiari da assegnare ai tasti frontali, che si attivano premendo R più il tasto scelto al momento dell’equipaggiamento dell’abilità stessa e che consumano SP, a loro volta ricaricabili eseguendo uccisioni perfette, combo oppure equipaggiando determinati oggetti; con il tasto L si può attivare anche una skill speciale, che si ricarica più lentamente di quelle standard e che colpisce il nemico con una potente raffica di attacchi. Entrambe le tipologie di skills (da notare che quelle standard non si limitano ad abilità esclusivamente offensive) possono essere potenziate con l’esperienza: più le useremo, infatti, più esse aumenteranno di livello divenendo via via più efficaci. Le armi invece si dividono in tre classi (Slash, Strike e Pierce) ed i vari nemici potranno essere deboli o resistenti ad una o più di queste tipologie: starà quindi a noi decidere di volta in volta come approcciare gli scontri, cambiando all’accorrenza, anche al volo, i membri della squadra (attenzione perché non sempre saranno possibili sostituzioni dalla “panchina” durante la battaglia).
L’inventario di oggetti a nostra disposizione, poi, non è esageratamente vasto, ma è comunque abbastanza complesso: si va dagli oggetti curativi (pozioni, medicine per gli stati alterati, ecc.) agli accessori per potenziare determinate statistiche, passando ovviamente per un gran numero di minerali, vegetali e parti di nemici da utilizzare per il crafting ed il potenziamento delle armi, nonchè ad artefatti in grado di darci poteri speciali come la possibilità di miniaturizzarci o di nuotare sott’acqua. Durante la prima run a difficoltà standard (quella facile, priva di qualsiasi senso di sfida, è consigliabile solo a chi è alle primissime armi con il genere e a chi vuole passare velocemente ad una seconda run a difficoltà Hard o, soprattutto, Nightmare, che sarebbe masochistico affrontare senza un equipaggiamento adeguato) non abbiamo sentito grande bisogno di visitare spesso fabbri e artigiani, ma il level cap fissato al livello 60 li rende invece indispensabili già nelle prime battute
di una nuova partita ad un livello superiore di difficoltà. Segnaliamo poi che, una volta scelto, non si potrà aumentare il livello di difficoltà, ma solo diminuirlo; valutate quindi con attenzione la scelta, anche qualora decideste di abbassarlo in corso d’opera, perché non si potrà tornare indietro se non caricando un salvataggio precedente.
Non memorabili, infine, gli enigmi, ambientali e non, inseriti qua e là nei dungeon e nella foresta stessa: eccetto nella sala oro verso la fine del gioco, dove l’esplorazione completa richiede un po’ di impegno, non abbiamo mai impiegato più di qualche secondo per capire meccanismi e strade da seguire nelle zone labiritintiche, a causa di indizi spesso un po’ troppo palesi per rischiare anche solo lontanamente di non essere notati.
Su PS Vita si può fare di più…
E’ vero che l’azione si mantiene sempre fluida anche nelle fasi più concitate e che il livello artistico e di character design è molto buono; è però altrettanto vero che, con una modellazione poligonale più curata e meglio definita, il comparto grafico e la valutazione complessiva sul titolo avrebbero potuto fare un netto balzo in avanti. Le potenzialità di PS Vita, lo sappiamo bene ormai, sono ben altre e, per un titolo venduto a 40€, è doveroso aspettarsi e pretendere qualcosa di meglio sotto questo punto di vista. Gli ampi scenari e gli spettacolari scorci che la regia cerca di evidenziare nel corso del gioco sarebbero infatti potuti essere veramente qualcosa di meraviglioso sfruttando l’hardware al 100%.

Commento finale
Ys: Memories of Celceta si pone come un buon titolo per PS Vita, penalizzato nel giudizio complessivo soprattutto da un comparto tecnico in ogni caso discreto per gli standard dei giochi su console portatile, i cui difetti abbiamo appena evidenziato nel capitolo precedente. Una narrazione avvincente ed un sistema di combattimento divertente e vario ne fanno un must have per tutti i possessori della console Sony appassionati del genere. Trama e gameplay non sono ovviamente esenti da difetti, quali, per esempio, un finale non troppo convincente ed enigmi ambientali che incidono poco sull’esperienza complessiva, ma questo quarto capitolo rappresenta comunque una delle migliori occasioni per avvicinarsi ad una saga che meriterebbe sicuramente maggior rilievo nel panorama videoludico.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Un viaggio memorabile…
– Gameplay immediato e profondo
– Un livello di difficoltà per tutti i gusti
|
– … ma il finale non convince del tutto
– Enigmi troppo poco impegnativi
– Hardware non sfruttato a dovere
|
| Voto Globale: 80 |
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Il terzo capitolo della saga action-rpg di Piranha Bytes sembra diventare realtà.
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Niente spese e risoluzione nativa di 1080p
In aggiunta, ha dichiarato anche che le versioni dei loro giochi potrebbero (il condizionale è d’obbligo) sbarcare anche sulle piattaforme Sony, ma è attualmente solo una voce di corridoio e non hanno ancora nulla in serbo. Tempo al tempo, dunque.
Plants Vs Zombies: Garder Warfare sarà disponibile dalla settimana prossima per PC, Xbox One e Xbox 360.
Deep Down, un nuovo trailer emerge per celebrare l'uscita di PlayStation 4 in Giappone
Capcom rilascia un nuovo trailer per il titolo Free-To-Play diretto a PlayStation 4.
Codemasters, due nuovi titoli racing all'orizzonte
Formula 1, GRID o chissà cos’altro.
Matt Neal, campione del British Touring Car, ha rivelato oggi, tramite un tweet sul proprio profilo ufficiale, che Codemasters è al lavoro su due nuovi titoli, dichiarando “Grande giornata alla Codemasters aiutandoli nel miglioramento di tracciati e macchine, tenete d’occhio i loro due nuovi giochi quando usciranno, sono fantastici!“. Il portfolio di racing game di Codemasters è veramente ampio ed è possibile pensare che i due nuovi giochi facciano parte di qualsiasi IP, da Formula 1 a DiRT, oppure IP cadute nel dimenticatoio.
Secondo voi, quali sono i due nuovi racing game a cui sta lavorando Codemasters? Fatecelo sapere commentando la news o sulla nostra pagina Facebook!
Recensione Rayman Legends – PS4/Xbox One

La melanzana più famosa del mondo!
Versione testata PlayStation 4, Xbox One
“In un mondo dove realismo, violenza e 3D la fanno quasi sempre da padrone, non c’è spazio per il 2D ed i vecchi platform”
E’ questa forse la più grande bugia che in questi anni publisher e software house ci hanno raccontato, facendoci credere che oramai i gusti dei videogiocatori fossero irrimediabilmente cambiati. Questo andavano dicendo, nonostante pubblico e critica avessero sempre accolto con grande favore ogni nuova sperimentazione, ogni nuovo titolo 2D: ne sono un esempio i vari Mario e la innumerevole serie di giochi indie che sempre più spesso raggiunge successi insperati. E’ anche e soprattutto però la serie di Rayman che, dopo la clamorosa decisione di Ubisoft di cancellare nel 2006 il quarto capitolo della saga, dapprima con Origins e poi con Legends, ha smentito il preconcetto di cui all’incipit di questa recensione, ridando smalto ad un genere che oramai sembrava quasi del tutto scomparso.
Rayman Legends per PS4 e Xbox One è l’ennesimo porting di un titolo che, nato dapprima come esclusiva per l’ammiraglia di Nintendo, è poi stato trasposto, come da tradizione Ubisoft, su quasi ogni piattaforma esistente sul globo terraqueo, riuscendo in ogni sua incarnazione a strappare un sorriso e a meritarsi il plauso di pubblico e critica.
Nella versione Next gen la formula non cambia: colore, spensieratezza, divertimento e tanti, tantissimi stage. Riuscirà la ricetta Ubisoft ad incontrare i gusti degli esigenti early adopters di PS4 e Xbox One ?
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Un sonno lungo un secolo
Salta, plana, corri… a tempo di musica
Da segnalare, infine, la possibilità, sulla console Sony, di catturare screen e di ingrandirli con un pinch-in direttamente dal touchpad del vostro Dual Shock 4.
Un’esplosione di colori
Dal punto di vista tecnico Rayman legends è un vero e proprio tripudio di suoni e colori. Ambientazioni quanto mai varie ed entusiasmanti fanno da sfondo ad un gioco che visivamente lascia spesso a bocca aperta per la sua capacità di trasportare il giocatore in mondi dominati dai colori: dal verde di foreste lussureggianti, ai toni più cupi del viola e del grigio che dominano il regno dei morti. Il potente motore Ubi Art Framework in questa versione next gen è stato ulteriormente migliorato ed ora è in grado di mostrare texture in alta definizione, azzerando praticamente ogni tipo di caricamento. Tuttavia non aspettatevi cambiamenti di rilievo sotto il profilo grafico rispetto alle precedenti versioni, il gioco è sostanzialmente lo stesso, con le poche aggiunte di cui vi abbiamo detto.
Ruolo fondamentale nel titolo Ubisoft svolge sicuramente il comparto sonoro che spazia da brani pop ed orchestrali, passando per il rock, la musica classica e persino quella medievale. Ogni singolo passaggio, ogni salto o lancio è sottolineato da una colonna sonora davvero eccezionale che raggiunge il suo acme negli stage musicali dov’è l’intero gioco a muoversi a ritmo di musica.

Commento finale
La risposta è sì e si chiama Rayman Legends.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Un platform 2d old style
– Visivamente eccezionale
– Sonoro perfetto
|
– Nessuna vera novità nella versione next gen…
|
Voto Globale: 95 |
Recensione Battlefield 4: Second Assault

Ritornano in grande stile quattro mappe di Battlefield 3.
Versione PlayStation 4.
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Abbiamo quindi Operazione Metro, Confine sul Caspio, Operazione Firestorm e Golfo di Oman, quest’ultima apparsa per la prima volta in Battlefield 2, il tutto con un aggiunta del sistema Levolution.
Diversa la question giocando in modalità Corsa. La prima linea di M-COM (le casse da distruggere) è situata in un parco naturale pieno di rottami ed erba ormai insecchita che permette di poter far propagare un incendio per bloccare i nemici che vi vengono contro. Per la seconda e terza linea ci spostiamo nelle gallerie claustrofobiche della Metro, queste ora ricoperte di acqua e con l’aggiunta del sistema Levolution è possibile far crollare il soffito in alcune parti sparando alle impalcature che lo sorreggono. Nell’ultima linea andiamo verso l’esterno, finendo con un corpo a corpo sul fianco, per le strade parigine.
Confine sul Caspio è anche la mappa che, pur avendo lo stesso feeling del vecchio capitolo, è stata modificata maggiormente. I giocatori possono far cadere la torre radio al centro della mappa tramite un conto alla rovescia azionabile da un computer proprio sotto la torre. Ed è uno spettacolo per gli occhi poi stare a vedere l’immensa struttura cadere, un po’ come il grattacielo di Assedio a Shangai, rischiando così di farsi uccidere dai nemici attorno. In mezzo alla mappa emerge inoltre una lunghissima muraglia cinese con dei portoni che possono essere chiusi o aperti tramite dei pulsanti per bloccare l’avanzamento dei carri nemici.
Se Confine sul Caspio rappresenta la purezza di Battlefield, allora Operazione Firestorm è il suo lato più oscuro, con troppi posti per deporre le uova. Un vero disastro, francamente.
Molto simile a Tempesta di Paracel dove arrivava una tempesta di acqua, le cose cominciano a cambiare a circa metà partita. La tempesta di sabbia è uno spettacolo sulla next-gen, con particelle e detriti che sono scagliati intorno come coriandoli, riducendo la visibilità e aggiungendo altro caos ad una battaglia già frenetica. Una situazione veramente emozionante.
Commento finale
Second Assault rappresenta un altro pacchetto mappe di successo per DICE, anche se non stupefacente come End Game di Battlefield 3. Confine sul Caspio e Golfo di Oman sono due mappe eccellenti, Operazione Metro anche con le nuove aggiunte ha gli stessi problemi del predecessore, mentre Operazione Firest
orm delude su tutti i fronti.
Il DLC è disponibile per Xbox One dal 22 Novembre 2013 e dal 18 Febbraio 2014 per gli utenti premium PC, PS3, PS4 e Xbox 360. Chi volesse acquistare il pacchetto senza pagare la sottoscrizione al premium dovrà aspettare due settimane, ovvero fino al 4 Marzo 2014.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
-La rimasterizzazione grafica è ottima
-Stupefacente la tempesta di Golfo di Oman
|
– Stessi vecchi problemi per Operazione Metro
– Operazione Firestorm non aggiunge niente
– Qualche bug qua e là
|
| Voto Globale: 80 |
Windows 9, si punta alla semplicità
Ritorno all’intuitività.
L’esperimento di un’interfaccia grafica del tutto nuova dopo anni di abitudine sta temprando l’utenza a cambiamenti sempre più importanti. Dopo il “colpo” con l’interfaccia grafica di Windows 8 tutta dedicata al mondo touch, con il successore non ci saranno grandi mutamenti e quindi la migrazione sarà più semplice.
Kingdom Come: Deliverance, la cifra raccolta fino ad ora per il suo sviluppo
Sarà spettacolare.
Steam, sconti sui titoli Ubisoft per tutto il weekend
Sconti dal 20 al 24 febbraio per tutti i titoli Ubisoft
Super Mario Bros, il punteggio più basso mai realizzato
Quando l’high score è troppo mainstream.
Chiunque abbia familiarità con Super Mario Bros ha mai pensato di cercare di ottenere il più basso punteggio possibile? Un giocatore lo ha fatto, e lo ha registrato per renderlo noto a tutti.Lo YouTuber NotEntirelySure, ha completato il gioco con un punteggio totale di 500 punti. Per riuscire nell’impresa, ha evitato tutti i nemici senza ucciderli, preso il punto più basso della bandiera di fine livello ed usato ogni warp zone possibile. Congratulazioni al giocatore, anche se i giochi moderni purtroppo non premiano per questo genere di imprese. In calce trovate il video realizzato per l’occasione. Buona visione.
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