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Lost Soul Aside, il nuovo gameplay trailer conferma il periodo di uscita

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Lost Soul Aside

Sony Interactive Entertainment ed UltiZero Games hanno condiviso un nuovo filmato per l’action RPG Lost Soul Aside, confermandone l’arrivo nel corso del 2025.

Il titolo, previsto per PlayStation 5 e PC via Steam nel corso del 2025, ha trovato l’ufficializzazione della partnership con Sony, che svolgerà il ruolo di publisher.

Di seguito vi proponiamo il trailer di gameplay condiviso per l’occasione.

Intraprendi un’epica odissea per salvare tua sorella e l’intera umanità dagli invasori dimensionali in Lost Soul Aside, un elegante GDR d’azione e avventura per giocatore singolo.

Esegui combo fulminee, impara nuove abilità e potenzia le tue armi mentre affronti nemici formidabili e boss colossali in scontri veloci e dinamici.

Indiana Jones e l’Antico Cerchio: Come Risolvere l’Enigma dello scheletro di fuoco al Vaticano

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Cosa Sapere sull’Enigma della Statua Scheletrica

L’enigma di cui parliamo di seguito è uno dei puzzle più intriganti in Indiana Jones e l’Antico Cerchio, che richiede ai giocatori di combinare abilità di osservazione, logica e conoscenza della lore nascosta di Città del Vaticano. In questa guida, infatti, vedremo come risolvere l’enima degli scheletri sotto la torre di Niccolò V nel regno Ctonio, e ottenere un’arma della mitologia biblica, appartenuta nientepopodimenoche a Sansone.

Perché è Importante Questo Enigma?

  • Fa parte della sezione sotterranea della Torre di Niccolò V ed è cruciale per avanzare in questa porzione del gioco.
  • Risolvere l’enigma offre una ricompensa “straordinaria”: la Mascella d’Asino, un’arma corpo a corpo potente e duratura.
  • Questo puzzle collega elementi narrativi della missione “Il Segreto dei Giganti“, aggiungendo profondità alla storia del gioco.

Come Trovare l’Enigma della Statua Scheletrica

Per raggiungere la stanza con l’enigma, segui questi passaggi:

1. Inizia dalla Torre di Niccolò V

  • Completa l’enigma delle Ferite Sacre nella Torre di Niccolò V. Una volta risolto, si aprirà un passaggio segreto che conduce alla sezione sotterranea.

2. Attraversa il Tunnel Lineare

  • Segui il tunnel fino a raggiungere una grande camera con un profondo buco al centro del pavimento.

3. Trova la Stanza con le Statue Scheletriche

  • Cammina oltre il buco nel pavimento e raggiungi la stanza con dieci statue scheletriche, disposte in due file da cinque.
  • Ogni scheletro è numerato con numeri romani (I-X) e tiene in mano una lampada o una torcia che può essere accesa o spenta.

L’obiettivo è risolvere l’enigma per sbloccare il sarcofago al centro della stanza.


La Storia Dietro l’Enigma: Il Segreto dei Giganti e l’Uomo Dorato

Prima di risolvere l’enigma, devi completare la missione “Il Segreto dei Giganti”, che ti chiederà di raccogliere dieci foto con iscrizioni sparse per Città del Vaticano. Scattare tutte le foto, ti permette anche di ottenere l’ultima reliquia del vaticano da Antonio, a cui dovrai consegnarle.

Cosa Rivelano le Foto?

  • Le foto raccontano la storia dell’Uomo Dorato, un personaggio enigmatico che ha vissuto un viaggio epico:
  • Ha scambiato una spada.
  • Ha combattuto contro forze oscure.
  • Alla fine, ha incontrato la morte.
  • Ogni foto presenta una candela accesa o spenta sotto l’immagine dell’Uomo Dorato. Questo dettaglio è fondamentale, poiché le candele corrispondono alle torce tenute dagli scheletri nella stanza dell’enigma.

Come risolvere l’enima degli scheletri

Ecco una guida passo-passo per risolvere l’enigma:

1. Ordina le Foto in Sequenza Cronologica

  • Accedi al tuo inventario e organizza le foto raccolte durante la missione “Il Segreto dei Giganti” in ordine cronologico.
  • La sequenza racconta la vita dell’Uomo Dorato e ti guiderà nella soluzione del puzzle.
Indiana Jones e L'antico Cerchio - l'enigma dei dieci scheletri

2. Prendi Nota dello Stato delle Candele

  • Per ogni foto, osserva se la candela sotto l’immagine è accesa o spenta.

3. Abbina le Torce agli Scheletri

  • Ogni foto corrisponde a uno dei dieci scheletri nella stanza (numerati da I a X).
  • Accendi o spegni le torce degli scheletri per farle corrispondere allo stato delle candele nelle foto.

4. Segui la Sequenza Correttamente

Ecco la soluzione:

  • Scheletro I: Torcia accesa
  • Scheletro II: Torcia spenta
  • Scheletro III: Torcia accesa
  • Scheletro IV: Torcia accesa
  • Scheletro V: Torcia spenta
  • Scheletro VI: Torcia accesa
  • Scheletro VII: Torcia accesa
  • Scheletro VIII: Torcia spenta
  • Scheletro IX: Torcia spenta
  • Scheletro X: Torcia accesa

Se hai seguito correttamente la sequenza, il sarcofago al centro della stanza si aprirà.


La Ricompensa: La Mascella d’Asino

Una volta sbloccato il sarcofago, troverai un’arma corpo a corpo unica: la Mascella d’Asino.

Caratteristiche della Mascella d’Asino

  • Durabilità elevata: Perfetta per battaglie prolungate.
  • Riferimento biblico: L’arma è ispirata alla storia di Sansone (Giudici 15:16), che usò una mascella d’asino per sconfiggere mille Filistei.
Indiana Jones e L'antico Cerchio - La mascella d'asino

Consigli su come risolvere l’enima degli scheletri

1. Completa Prima la Missione “Il Segreto dei Giganti”

  • Senza le foto, non avrai gli indizi necessari per risolvere il puzzle.

2. Fai Attenzione ai Dettagli

  • Lo stato delle candele (acceso/spento) nelle foto è il dettaglio più importante per completare l’enigma.

3. Prendi Appunti

  • Scrivi l’ordine delle candele per evitare di dover controllare continuamente l’inventario.

4. Esplora a Fondo le Catacombe Vaticane

  • Non affrettarti: le catacombe nascondono passaggi segreti e informazioni vitali per risolvere l’enigma.

Domande Frequenti sull’Enigma della Statua Scheletrica

Dove si trova l’enigma della Statua Scheletrica?

L’enigma si trova nella sezione sotterranea della Torre di Niccolò V, in una stanza vicina a una grande camera con un buco nel pavimento.

Devo completare la missione “Il Segreto dei Giganti” per risolvere il puzzle?

Sì, le foto raccolte durante la missione forniscono gli indizi necessari per risolvere l’enigma.

Qual è la ricompensa per aver completato il puzzle?

Una volta risolto l’enigma, sbloccherai il sarcofago al centro della stanza, che contiene la Mascella d’Asino, un’arma corpo a corpo potente e duratura.

Cosa rappresentano i numeri romani sopra gli scheletri?

I numeri romani (da I a X) corrispondono all’ordine cronologico della storia dell’Uomo Dorato, come mostrato nelle foto della missione “Il Segreto dei Giganti”.

Qual è il significato della Mascella d’Asino?

La Mascella d’Asino è un riferimento alla storia biblica di Sansone. Nel gioco, è un’arma unica con alta durabilità, utile per affrontare nemici più difficili.


Conclusione

L’enigma della Statua Scheletrica è una delle sfide più coinvolgenti di Indiana Jones e l’Antico Cerchio, combinando narrazione, esplorazione e logica. Segui la nostra guida per risolvere il puzzle, sbloccare il sarcofago e ottenere la potente Mascella d’Asino.

Buona fortuna, avventuriero! Ah e se questa guida ti è piaciuta, prova a dare uno sguardo anche alle altre che abbiamo scritto

Indiana Jones e l’Antico Cerchio, come Ottenere il Respiratore

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Cos’è il Respiratore

Il respiratore è un oggetto fondamentale in Indiana Jones e l’Antico Cerchio, indispensabile per esplorare aree con ossigeno limitato presenti in diverse mappe, come il Vaticano, Giza ecc. Il respiratore ti servirà per progredire nella trama e completare determinati obiettivi ma anche e soprattutto per esplorare aree altrimenti non accessibili. Questo è anche uno degli elementi che assicurano un’ampia rigiocabilità per il titolo di MachineGames.

Perché è Importante il Respiratore?

  • Permette di sopravvivere in aree con ossigeno limitato.
  • È necessario per proseguire in alcune missioni principali e secondarie.
  • Si attiva automaticamente quando richiesto, senza bisogno di selezionarlo manualmente.

Dove Trovare il Respiratore

Il respiratore può essere acquistato nell’area di Suai, uno degli ultimi livelli del gioco. Tuttavia, ha un costo elevato di 700 ossa, la valuta di gioco. Per ottenerlo, dovrai seguire questi passaggi.

Passaggio 1: Raggiungi l’Area di Suai

  • Suai è una zona di fine gioco, quindi dovrai avanzare nella trama per sbloccarla.
  • Controlla la tua mappa: Suai è chiaramente indicata e riconoscibile per il suo terreno unico e gli NPC presenti.

Passaggio 2: Risparmia 700 Ossa

  • Il respiratore costa 700 ossa, quindi inizia a risparmiare fin dalle prime fasi del gioco.
  • Evita spese non necessarie e concentrati sulla raccolta di ossa.

Passaggio 3: Acquista il Respiratore

  • Una volta raggiunta Suai, cerca il mercante che vende il respiratore.
  • Il mercante si trova in una zona specifica segnata sulla mappa (cerca l’icona dei mercanti o NPC).
  • Interagisci con il mercante e acquista il respiratore. Una volta acquistato, sarà aggiunto automaticamente al tuo inventario.

Come Usare il Respiratore

Dopo aver acquistato il respiratore, potrai utilizzarlo nelle seguenti aree:

1. Vaticano

  • Se la trama o le missioni secondarie ti portano nel Vaticano, il respiratore sarà indispensabile per esplorare le zone con ossigeno limitato.

2. Altre Aree con Ossigeno Limitato

  • Il respiratore può essere utilizzato in qualsiasi area in cui il gioco segnali livelli di ossigeno ridotti.

Nota Importante:

Non è necessario attivare manualmente il respiratore. Funziona automaticamente quando serve, purché sia presente nel tuo inventario.


Consigli per Risparmiare Ossa

Dato il costo elevato del respiratore, ecco alcuni consigli per accumulare ossa più rapidamente:

1. Completa Missioni Secondarie

  • Le missioni secondarie spesso ricompensano con ossa o oggetti di valore che puoi vendere.

2. Vendi Oggetti Non Necessari

  • Controlla il tuo inventario e vendi gli oggetti inutilizzati ai mercanti per ottenere ossa extra.

3. Evita Acquisti Impulsivi

  • Non spendere ossa per oggetti non essenziali, soprattutto nelle fasi iniziali del gioco.

4. Fai Farming di Ossa

  • Dedica del tempo a esplorare e raccogliere ossa in aree dove queste vengono generate frequentemente.

Domande Frequenti

1. Posso ottenere il respiratore prima nel gioco?

No, il respiratore è disponibile solo nell’area di Suai, che è uno degli ultimi livelli del gioco. Dovrai avanzare nella trama per raggiungerla.

2. Cosa succede se non compro il respiratore?

Senza il respiratore, non potrai esplorare alcune aree con ossigeno limitato, bloccando potenzialmente il progresso in missioni o esplorazioni.

3. Posso usare il respiratore in più aree?

Sì! Una volta acquistato, il respiratore è riutilizzabile e si attiva automaticamente in qualsiasi area che lo richieda.

4. È possibile abbassare il costo del respiratore?

No, il prezzo di 700 ossa è fisso. Tuttavia, puoi rendere l’acquisto meno gravoso seguendo i consigli per risparmiare sopra descritti.


Conclusione

Il respiratore è un oggetto essenziale in Indiana Jones e l’Antico Cerchio, indispensabile per esplorare aree con ossigeno limitato e completare missioni avanzate. Pianifica i tuoi risparmi, segui i nostri consigli e assicurati di acquistarlo appena arrivi a Suai.

Buona fortuna, avventuriero! ah prima di lasciarci,, hai dato uno sguardo alle altre nostre guide? Sono sicuro che c’è sicuramente qualche mistero che non hai ancora svelato!

Recensione Go Home Annie, un mistero SCP a dir poco allucinante

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Misfit Village e Nordcurrent Labs hanno recentemente pubblicato il nuovo gioco ambientato nell’universo SCP. Il titolo? Go Home Annie, un thriller psicologico contorto caratterizzata da una storia alquanto originale. Come dipendente della Fondazione SCP (un’organizzazione segreta responsabile della cattura, del contenimento e dello studio di vari fenomeni paranormali, soprannaturali e altri fenomeni misteriosi, noti come “anomalie” o “SCP”, mantenendo al contempo la loro esistenza nascosta al resto dell’umanità), sarete chiamati a testare eventi paranormali creati artificialmente, risolvere enigmi, interagire con anomalie e scoprire i segreti della Replication Division. Il gioco è disponibile ora su Steam a 19.50 €.


Versione testata: PC (Steam)


Chi vi scrive, è sempre stato affascinato dalla Fondazione SCP e le sue tematiche. Un qualcosa che è possibile ritrovare sia in altri titoli videoludici (vedasi Control ad esempio) e sia in ambito cinematografico e similari, come nei film Old di M. Night Shyamalan e It Follows di David Robert Mitchell (e del suo atteso sequel They Follow), nonché in alcune serie tv cult, ed in particolare in diversi episodi di X-Files e Fringe. Tutti prodotti in cui è possibile rinvenire un SCP che può essere un oggetto, una creatura, un’anomalia o un umanoide che infrange le regole della natura.

Una storia assurda!

Dal momento in cui Go Home Annie inizia, verrete catapultati in un viaggio surreale che confonde i confini tra realtà e anomalia. All’inizio, l’ambientazione è una casa apparentemente normale, ma quando vi accingerete a ricreare i video e a mettere insieme le scene, capirete che questa casa è tutt’altro che normale. È una ricreazione di un’anomalia, legata alla misteriosa Replication Division della Fondazione SCP. Il gioco non perde tempo a immergervi nella vastissima tematica SCP e l’ambientazione iniziale prepara il terreno per un’avventura intrigante e piena di enigmi.

Una volta completati i compiti in casa, la storia cambia radicalmente. Annie si ritrova di nuovo nella realtà, o almeno nella versione della realtà voluta dalla Fondazione SCP. È qui che inizia il vero mistero. La Replication Division funge da hub in cui le anomalie vengono trovate, catalogate, ricreate (il che va in netto contrasto con il motto dell’organizzazione “Secure, Contain, Protect“) e studiate, ma è anche dove le domande personali di Annie iniziano a prendere forma. Perché è stata reclutata in questa oscura organizzazione? Qual è il suo collegamento con le anomalie, in particolare la prima che abbiamo incontrato nel gioco, la casa con un bambino in soffitta? Il viaggio di Annie è un viaggio orientato all’auto-scoperta, ma è anche una ricerca di risposte sul padre scomparso e sul suo legame con le anomalie. Le anomalie non sono solo oggetti o eventi, sono profondamente intrecciate con il suo passato e la sua identità. Questa dualità rende la storia intima e allo stesso tempo espansiva, mantenendo il giocatore attento e desideroso di scoprire la verità.

Una attenzione che viene spesso sconvolta e spezzata da un senso di disorientamento nel gioco, davvero troppo elevato (continuate a leggere per capirne di più); si tratta di un elemento ricorrente (e voluto) circa la strana situazione che sta vivendo in prima persona Annie. Mentre si esplora la Replication Division, ci si sente come una sorta di pezzo, di una componente di qualcosa decisamente più grande, fuori portata e incomprensibile. Ogni stanza, ogni anomalia è un vero e proprio puzzle da risolvere.

Ciò che rende questa struttura narrativa così avvincente è il modo in cui gradualmente si intensifica. La casa rappresenta solo l’inizio; man mano che il gioco procede, la portata si amplia, portandovi più in profondità nella storia di Annie e nel suo “particolare” legame con le anomalie. Tuttavia, questa escalation introduce anche un senso di caos, specialmente verso la fine, quando il gioco si sposta all’esterno. Le sequenze di guida e inseguimento sono tanto emozionanti ma anche altrettanto disorientanti, portandoci – più e più volte – a chiederci cosa fosse reale e cosa fosse un prodotto della mente fratturata di Annie. Questa ambiguità narrativa – a nostro giudizio – rappresenta sia un punto di forza che di debolezza dell’esperienza. Da un lato, ci ha trasmesso in modo efficace il disorientamento di Annie, dall’altro, ci ha lasciato una elevata sensazione di smarrimento e di poca chiarezza verso la fine.

Gameplay

In generale Go Home Annie è un gioco piuttosto lineare e basato sulla storia, quindi il fulcro del prodotto sta nel seguire (attraverso una visuale in prima persona) in gran parte gli obiettivi indicati con qualche rompicapo da risolvere qua e là (a dire il vero perfettamente bilanciati e mai tendenti alla frustrazione) e alcune sequenze platform (a volte fin troppo psichedeliche) che prevedono anche sezioni furtive e, cosa più interessante, l’uso della videocamera. La videocamera non funziona come ci si aspetterebbe. A volte mostra ciò che all’apparenza non c’è. Ad esempio, potrebbe mostrarvi la soluzione di un puzzle irrisolvibile o la posizione di un oggetto di cui avete bisogno in un’area in cui magari non ci siete ancora stati o addirittura di “richiamare” persone che non fanno parte del presente. Quando il segnale inizia a disturbarsi, sta a significare che c’è qualcosa che dobbiamo assolutamente controllare con attenzione. In alcuni casi, basta soltanto cercare nell’area circostante, in altri, bisogna ricreare proprio la scena proprio come mostrato dalle cassette. Sebbene l’utilizzo, in termini di tempo, è piuttosto limitato, il concetto e le meccaniche legate alla videocamera, è piuttosto interessante. Ci sono anche alcune scelte di dialogo nel corso del gioco, ma non sembrano avere alcuna influenza sull’esito finale di Go Home Annie. Abbiamo apprezzato anche il modo in cui il gioco ci ha immerso nell’azione. Inizia compassatamente in modo tale da comprendere l’atmosfera e le meccaniche, ma gradualmente aumenta, introducendo nuove sfide e ambienti. Il cambio di ritmo ha mantenuto l’esperienza fresca e coinvolgente dall’inizio alla fine anche se alcune meccaniche e tematiche potevano essere approfondite maggiormente.

Grafica e audio

Go Home Annie – considerando soprattutto il prezzo budget a cui viene proposto – ha un aspetto fantastico dal punto di vista grafico. Colori, texture e illuminazione sono fatti molto bene e contribuiscono davvero a creare un’atmosfera giusta e inquietante. L’unica parte deludente relativamente all’aspetto grafico è relativa ai modelli dei personaggi i quali non ci sono sembrati particolarmente dettagliati e autentici. In termini audio – invece – qui possiamo dire che il lavoro dello sviluppatore è stato a dir poco eccellente. Il sound design sembra quasi vivo (cambia e reagisce in modi da rendere gli ambienti dinamici e imprevedibili) ed è finemente curato sotto tutti i punti di vista (tanto da sembrare che i suoni riecheggino e rimbalzino nella testa), dagli scricchiolii nella casa iniziale al ronzio dei macchinari nella Replication Division, l’audio riesce davvero a trascinarvi nel mondo del gioco creando una consapevolezza spaziale che è allo stesso tempo inquietante e accattivante e andando pertanto ad amalgamarsi perfettamente nel gameplay. Il doppiaggio altresì merita una menzione speciale. Purtroppo manca completamente la localizzazione in italiano ma quella inglese ci ha sorpreso. È davvero raro che un gioco “low budget” offra performance audio di prim’ordine, ma Go Home Annie invece non ha nulla da invidiare a titoli di più alto profilo e spessore. I personaggi (anche quelli che hanno avuto un tempo limitato sullo schermo), in particolare Annie, prendono vita attraverso le loro voci, aggiungendo profondità, tensione, curiosità, emotività e riuscendo anche a condividere al meglio il senso di disorientamento che stanno vivendo nel corso della storia.

Commento finale

Se vi piacciono i misteri da svelare in ambientazioni inquietanti e che non sono quel che sembrano, Go Home Annie, fa proprio a caso vostro. Non si tratta semplicemente di risolvere enigmi ma bensì di comprendere il viaggio psicologico e interiore della protagonista, un viaggio incredibile e stratificato ricco di profondità, tensione, curiosità e emotività che vi farà vivere una storia tanto inquietante quanto intrigante. Nonostante un elevato senso di disorientamento – soprattutto verso le battute finali di gioco – Go Home Annie, grazie anche a meccaniche ben realizzate e all’eccelso sound design, il tutto impreziosito da un doppiaggio eccellente, riesce a distinguersi dalla massa rappresentando – nelle poco meno di quattro ore necessarie per completarlo – un’esperienza assolutamente da non perdere.

Indiana Jones e l’antico Cerchio: guida alla posizione delle reliquie in Iraq

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Le Reliquie Antiche sono tra gli oggetti da collezione più difficili da raccogliere in Indiana Jones e l’antico Cerchio. In totale ce ne sono 50 sparse tra il Vaticano, Giza, Sukhothai e Iraq. Dovrete esplorare ogni angolo di queste mappe per scovare le reliquie. In questa guida vi aiuteremo, avendo già scandagliato le mappe in questione, ad ottenere questi particolari collezionabili a Baghdad, in Iraq.

Sito di scavo nazista

1. Nella tenda nell’angolo più lontano dell’accampamento. Questa reliquia può essere ottenuta solo in modalità free-roam dopo aver completato la storia principale.

Se siete alla ricerca delle altre guide ai manufatti e segreti di Indiana Jones e l’antico Cerchio siete nel posto giusto! Date un’occhiata qui:

Indiana Jones e l’antico Cerchio: guida alla posizione delle reliquie di Sukhothai 

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Le Reliquie Antiche sono tra gli oggetti da collezione più difficili da raccogliere in Indiana Jones e l’antico Cerchio. In totale ce ne sono 50 sparse tra il Vaticano, Giza, Sukhothai e Iraq. Dovrete esplorare ogni angolo di queste mappe per scovare le reliquie. In questa guida vi aiuteremo, avendo già scandagliato le mappe in questione, ad ottenere questi particolari collezionabili a Sukhothai, in Thailandia.

Sukhothai in superficie

1. Sulla costa più vicina, troverete una statua e un muro con delle casse lì vicino. Strisciate attraverso un varco nel muro e attraverso le rovine dall’altro lato. Seguite il sentiero finché non riuscirete ad identificare un varco, poi girate a destra e seguite il sentiero (scandagliatelo per trovare la reliquia).

2. Dalla riva, saltate nel fiume tra le due piattaforme di pietra, salite su quella più lontana da sinistra e poi sbirciate all’interno per trovare la reliquia.

3. Dietro la cascata c’è un varco attraverso cui infilarsi e un altro enigma che richiede di inserire reliquie scoperte in precedenza per sbloccarne un’altra.

4. Nell’area riservata più a sud, su un tavolo sotto una tettoia sul lato est.

Piramide Antica

5. In cima al pilastro più vicino all’ingresso che spunta dall’acqua sulla destra.

6. Dopo aver utilizzato il respiratore per entrare nella piramide, riemergete e tornate indietro per percorrere un breve tunnel alla cui fine troverete la reliquia.

7. Dopo aver scoccato il tridente conficcato nel fungo e aver raggiunto l’area in cui bisogna saltare sui blocchi di pietra nell’acqua, svoltare a destra all’ingresso e seguite il sentiero fino alla reliquia.

8. Quando sarete chiamati a salire nella camera centrale della piramide dopo la lotta con il serpente gigante. Una delle sporgenze al centro della piramide vi permetterà di salire a mezzo dell’ausilio della frusta, il tutto è seguito da due salti rischiosissimi che vi permetteranno di raggiungere una liana su cui salire. La reliquia è in cima a questa piattaforma. Fate molta attenzione!

Tempio Wat Si Sawai

9. Sulla statua enorme nella stanza segreta che si sblocca quando avrete completato la missione sul campo “Il ragazzo scomparso”.

10. Nel puzzle con la massa di tubi d’acqua sul pavimento, raccogliete lo spuntone caduto in una delle stanze laterali e usatelo per distruggere il fragile muro. La reliquia è proprio dietro di esso.

11. Dopo aver completato la prima serie di enigmi con gli ingranaggi giganti e aver aperto la porta con Gina, proseguite dritto lungo il corridoio per trovare questa reliquia.

12. Completate il puzzle dell’ingranaggio di Wat Si Sawai, che si trova scendendo attraverso un’apertura all’esterno del tempio.

Tomba Khmer

13. Dovrete iniziare il lavoro sul campo “A Study in Fear” per entrare in questa tomba. Nella prima stanza del puzzle con gli ingranaggi giganti, prima di andare avanti, saltate indietro attraverso la stanza e attraverso le rocce elevate per trovare questa reliquia.

14. Nella stanza in cui siete stati trascinati dal fiume, usate i punti oscillanti sul soffitto per raggiungere il piccolo angolo di pietra all’estremità della stanza.

15. Nell’ultima stanza della tomba, girate a destra appena prima di uscire e arrampicatevi sul muro per trovare la reliquia sulla sporgenza.

Tempio nascosto

16. Nella stanza in cui dovete superare un grande specchio d’acqua, lasciatevi cadere dalla grande scogliera e troverete la reliquia sott’acqua.

17. Mentre scendete dalla grande scalinata, girate a destra vicino al fondo e dondolatevi verso la piccola sporgenza dall’altro lato.

18. Nella stanza con l’acqua infestata, saltate dalla piattaforma centrale verso il lato opposto da cui siete saliti, per trovare la reliquia, ci sono alcune rocce vicino al muro.

Puzzle con ruote dentate

19. Completate il puzzle della ruota dentata di Wat Mahathat

20. Completate il puzzle dell’ingranaggio delle Rovine della Cascata

21. Completate il puzzle della ruota dentata della piattaforma nascosta

22. Completate il puzzle della ruota dentata del villaggio

23. Completate il puzzle della ruota dentata di River Bank

Il forziere del serpente

24. Completate il mistero del forziere del serpente

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Indiana Jones e l’antico Cerchio: guida alla posizione delle reliquie di Giza

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Le Reliquie Antiche sono tra gli oggetti da collezione più difficili da raccogliere in Indiana Jones e l’antico Cerchio. In totale ce ne sono 50 sparse tra il Vaticano, Giza, Sukhothai e Iraq. Dovrete esplorare ogni angolo di queste mappe per scovare le reliquie. In questa guida vi aiuteremo, avendo già scandagliato le mappe in questione, ad ottenere questi particolari collezionabili a Giza, in Egitto.

Giza in superficie

1. Prendete la chiave della tomba infestata dal vicino complesso nazista (sarà accompagnata da una nota misteriosa), sbloccate la grata e strisciate sotto le macerie per trovare la reliquia.

2. C’è un piccolo buco nel terreno appena a sud della tenda sorvegliata dai cani. Lì dentro dovrete risolvere il mistero del Seggio dell’Eternità per ottenere la relativa reliquia.

3. Saltate attraverso la finestra della capanna di legno e individuate la cassaforte. Inserite il codice 3262 per ottenere la reliquia.

4. Sull’altura dietro la Sfinge, c’è una piccola struttura di legno con un argano che è possibile abbassare utilizzando l’iconica frusta di Indy. La reliquia è vicino a una statua in prossimità della catena che dovrete utilizzare per aprire il varco d’uscita.

5. Nella miniera, seguite il percorso necessario per attivare il cavo blu per alimentare l’ascensore. Nella zona con l’acqua, nuotate fino a una piccola apertura, qui troverete la reliquia.

6. Completate il mistero “Appartiene a un museo”. Vi verrà data la reliquia dopo aver consegnato tutte le stele di pietra.

7. Chiusa in una cassaforte al piano inferiore del complesso nazista. Il codice per aprirla è 40926.

8. In una cassa all’ultimo piano del complesso nazista, dietro una grande pila di scatole.

La Sfinge

9. Ai piedi di una statua nella stanza oltre i pilastri in rovina.

10. Nella stanza con una crepa al centro, attraversate la porta sulla destra e percorrete il corridoio fino al vicolo cieco. La reliquia è a terra vicino al muro.

11. Dall’ingresso con i riflettori, attraversate la porta sulla sinistra. Invece di scendere le scale, costeggiate il muro di destra e attraversate il bordo finché non sarete in grado di saltare dall’altra parte. La reliquia è in quella stanza.

La Grande Piramide

12. Prima di raggiungere il primo specchio, c’è un bivio lungo il sentiero. Saltate e troverete la reliquia.

13. Nella stanza con i tre specchi e i simboli sulla porta, entrate nella piccola camera sulla sinistra, qui troverete la relativa reliquia.

14. Nella sezione in cui siete chiamati a saltare tra gli affioramenti rocciosi sopra un abisso, dopo esservi mossi con la frusta sul lato destro della caverna, saltate oltre le rocce e sulla sporgenza sottostante. Da lì, saltate sulla piattaforma centrale dove dovrete completare un enigma ambientale che richiede di usare le reliquie che avete già raccolto. Questo aprirà la porta e vi darà accesso ad un’altra reliquia.

15. Quando avrete raggiunto la fine della stanza dove avete raccolto la reliquia indicata precedentemente, invece di procedere in avanti, guardate a sinistra e vedrete un punto di oscillazione sul soffitto. Usate la frusta per oscillare fino alla piattaforma che si trova di fronte; la reliquia è posizionata ai piedi di una statua.

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Recensione FAIRY TAIL 2, un passo falso per l’opera di Hiro Mashima?

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Ad oltre quattro anni di distanza dal precedente capitolo, KOEI TECMO e Gust tornano sull’opera di Hiro Mashima con FAIRY TAIL 2. Pur non conquistando favori unanimi da parte della critica e del pubblico, l’RPG del 2020 era riuscito ad adattare con efficacia il materiale di partenza. Proprio il rapporto con quest’ultimo aveva tuttavia paradossalmente posto un freno alle potenzialità della produzione. La voglia di raccontare gli eventi del manga e dell’anime si era scontrata con la necessità di effettuare dolorosi tagli. Una scelta che si era tradotta al contempo in un dispiacere per i fan, ma altresì un ostacolo oggettivo per tutti quelli non ferrati nella conoscenza dei personaggi e della storia. Il risultato era una narrativa che finiva col dare per scontate alcune nozioni fondamentali, rendendo l’intera esperienza più adatta alla conoscenza estesa di un appassionato piuttosto che alla genuina curiosità di un novizio.

Con questo nuovo capitolo, gli sviluppatori si erano prefissati l’obiettivo di migliorare sotto ogni punto di vista il precedente titolo. Non solo andando a coprire gli eventi dell’entusiasmante arco narrativo dell’Impero Alvarez, ma arricchendolo altresì con contenuti inediti ed un combat system completamente ridisegnato. Purtroppo le migliori intenzioni teoriche non hanno trovato una efficace traduzione pratica. Scopriamo insieme perché.

FAIRY TAIL 2 è disponibile dal 13 Dicembre per PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch e PC (via Steam).


Versione testata: PlayStation 5


Scontro finale

FAIRY TAIL 2 riprende la storia dove il precedente titolo si era interrotto. Ad essere raccontato è infatti l’arco narrativo finale dell’opera di Mashima, che vede la gilda alle prese con Zeref, l’Imperatore Spriggan, e la sua squadra d’élite fino ad una disperata battaglia conclusiva. Un percorso che copre circa tredici volumi del manga, ma che si spinge anche un pochino oltre. Gust ha infatti inserito anche una nuova appendice inedita intitolata “The Key to the Unknown”, che pone lo spericolato Natsu Dragonil ed i suoi amici di fronte ad un’avventura dai toni leggeri ambientata tra la conclusione degli eventi originali e Fairy Tail: 100 Years Quest.

L’arco narrativo finale di FAIRY TAIL è ricco di personaggi ed eventi.

Il rischio insito nella decisione di spezzare la narrazione della saga in due spezzoni era quello di non attribuire sufficiente dignità alla narrazione. Un pericolo che purtroppo gli sviluppatori non sono riusciti ad arginare. Così come nel capitolo precedente, anche stavolta Gust realizza un prodotto che finisce con il rivolgersi perlopiù esclusivamente ai fan dell’opera originaria. Inoltre, i numerosi tagli ed arrangiamenti introdotti non fanno che mortificare la sceneggiatura, con eventi e personaggi che non trovano uno spazio adeguato. Da questo punto di vista, comprendiamo che non sia semplice adattare opere di ampio respiro e che alcune semplificazioni appaiono inevitabili. Tuttavia il risultato finale appare molto distante dai traguardi raggiunti, ad esempio, da Dragon Ball Z: Kakarot e One Piece Odyssey.

Non aiuta poi anche l’intero contesto di presentazione. Le scelte registiche appaiono confusionarie, con una desinbilizzazione marcata delle tematiche più profonde dell’opera originaria nonché degli eventi più sensibili dell’arco narrativo dell’Impero Alvarez. Mentre sono apprezzabili i filmati e le illustrazioni, a lasciare amareggiati è altresì un comparto tecnico che non ha fatto passi avanti rispetto al titolo del 2020. Il riciclo di assets è evidente e presta il fianco a numero critiche relative ad una pigrizia generale. Aggiungiamo a questo quadro poco edificante la perdurante assenza dell’italiano (i sottotitoli sono presenti solo in inglese, mentre il doppiaggio è esclusivamente in giapponese).

La determinazione di Natsu svolge un ruolo chiave nella conclusione delle vicende.

Fiore all’occhiello?

Da un punto di vista strutturale, FAIRY TAIL 2 adotta un open world suddiviso in regioni e mappe da poter esplorare.

Il Regno di Fiore nasconde molte aree interessanti, missioni secondarie e collezionabili. Si tratta di una cura che si apprezza soprattutto nelle prime ore di gioco, quando è possibile intrattenere i giocatori anche grazie al diffuso fanservice. Persino la struttura vagamente metroidvania appare intrigante, anche se finisce presto col rivelare i suoi limiti. Si tratta infatti, più che di meccaniche progressivamente disponibili per incentivare l’esplorazione, degli immancabili motivi di sceneggiatura che spingono a visitare determinati luoghi. Le regioni di FAIRY TAIL 2, dopo il positivo impatto iniziale, palesano i propri limiti, con dimensioni molto ridotte ed un’impostazione lineare. Ben presto infatti lo schema ludico diventa abbastanza chiaro: farsi strada da un punto A ad un punto B, gestendo i nemici lungo il cammino (funestati anche da una certa ripetitività), affrontare il boss di turno e ripetere.

Ovviamente non mancano molti easter egg per i fan dell’opera.

Si tratta di una ennesima occasione sprecata per approfondire un discorso avviato nel 2020 e che, sostanzialmente, non ha fatto passi in avanti. Ovviamente i fan dell’opera di Hiro Mashima sapranno apprezzare ogni aspetto dell’esplorazione e del mondo di gioco, seppur con i suoi limiti. Però resta un peccato assistere al potenziale sprecato.

D’altro canto, abbiamo invece apprezzato le musiche. Piacevolmente varie nella strumentistica e piuttosto movimentate, ne abbiamo condiviso l’esuberanza anche se non sempre son apparse adatte ai vari contesti di trama.

L’open world mostra tutti i limiti tecnici della produzione.

Ancora una volta, tutti insieme

Ad essere rivoluzionato è stato poi il sistema di combattimento.

Benché quello del capitolo originario fosse funzionale nella sua classicità, FAIRY TAIL 2 introduce una soluzione ibrida a metà tra RPG ed azione. Prendendo ispirazione dagli ultimi capitoli della longeva saga di Atelier, Gust fa ruotare attorno al Fairy Rank e l’abbattimento della resistenza avversario i due principi cardine dei combattimento. Utilizzando infatti attacchi di minore entità, salirà l’indicatore che permette l’utilizzo di tecniche di efficacia superiore. Sfruttando poi le combo tra i membri del party (tre, che possono essere rimescolati con personaggi in panchina in ogni momento), è possibile utilizzare le debolezze nemiche a proprio vantaggio. In quest’ottica entrano in considerazione i Link Attack e gli Unison Raid. I primi si effettuano quando l’indicatore della resistenza nemica viene azzerato. Viceversa i secondi sono offensive combinate di elevato potere distruttivo, capace di piegare ogni difesa avversaria.

Il sistema di combattimento è intuitivo e divertente.

Il combat system viene poi esaltato da un pratico sistema di progressione. Tramite esso e le ramificazioni presenti per le abilità di ciascun eroe, le opzioni di personalizzazioni non sono mai banali e saranno sicuramente gradite ai fan della serie.

Un passo avanti rispetto alla eccessivamente classica proposta del capitolo del 2020, ma il risultato appare ancora piuttosto acerbo. Sebbene gli scontri appaiono movimentanti con combattimenti divertenti e coinvolgenti, è altresì vero che alcune scelte di game design ne compromettono il godimento sulla distanza. L’eccessiva semplicità della curva di difficoltà, la tendenza dei boss ad essere delle semplice “spugne assorbi colpi” nonché una sostanziale ripetitività rendono l’esperienza non priva di difetti. Parte della “colpa” è legata anche all’esito già scritto di alcuni scontri per motivi di sceneggiatura, che creano non pochi paradossi.

Gli Unison Raid sono attacchi portentosi.

Commento finale

FAIRY TAIL 2 è una piccola delusione. Dopo l’intrigante ma acerbo esordio del 2020, Gust riprende la celebre IP per raccontare un nuovo capitolo delle avventure di Natsu Dragneel immaginate da Hiro Mashima. Tuttavia, il prodotto finale non riesce ad elevare le potenzialità del predecessore, finendo per essere un RPG fin troppo apatico nonostante il ripensamento del sistema di combattimento. Un prodotto che finisce con il rivolgersi esclusivamente ai fan dell’opera originaria, che ne sapranno apprezzare le qualità e le sfumature anche al netto delle mancanze e di un comparto tecnico non eccelso.

Minigiochi e videogiochi: il rapporto tra ambientazione, storia e gameplay

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Non è un mistero: in molti videogiochi è offerta la possibilità di affrontare minigiochi, rappresentati spesso come simpatici svaghi dal gameplay prefissato dall’opera stessa.

Talvolta sono semplici divertissement che nulla aggiungono o tolgono al valore della produzione, presentandosi come mere appendici di colore. Talune volte sono invece così legate a motivi di setting e di narrativa da fondersi con la più generale esperienza ludica. In alcune produzioni, questo ruolo viene spesso incarnato dalle bische clandestine se non da veri e propri casinò.

A volte sono rielaborazioni esclusivamente visive (come nel caso del recente Call of Duty: Black Ops 6, del quale trovate qui la nostra recensione), mentre in altri casi assistiamo a vere e proprie riproduzioni di luoghi ricchi di minigiochi, valorizzati dal DNA del titolo stesso.

Ovviamente si tratta di ambientazioni che permettono di divertirsi senza incorrere nei rischi degli eccessi del mondo delle scommesse. Per coloro che vogliono affrontare il mondo del gioco d’azzardo, esistono piattaforme tutelate attraverso portali autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) in osservanza della normativa vigente. Al loro interno, è spesso possibile accedere al relativo catalogo di giochi di un casinò online.

Ma quali sono i giochi più famosi che contengono al loro interno dei casinò ricchi di minigiochi? Scopriamolo.

Fallout: New Vegas

Non si può non partire dal classico di casa Bethesda.

New Vegas è uno spin-off amato dai fan, cronologicamente collocato tra gli eventi di Fallout 3 e Fallout 4. Anche a causa della sua particolare ambientazione (una versione postapocalittica di Las Vegas), ci sono moltissimi minigiochi nel mondo del gambling. Slot, roulette, blackjack e molto altro. Un ruolo di primo piano nell’economia ludica per uno degli RPG più famosi della storia. Praticamente impossibile immaginare un giro a New Vegas senza passare per i suoi tavoli verdi.

Grand Thef Auto Online

Grazie anche all’update The Diamond Casino & Resort, Grand Thef Auto Online ha al proprio interno un vero e proprio casinò da poter visitare.

Si tratta di una location estesa con diverse possibilità, dalle scommesse sulle corse alla roulette, dal poker a tre carte al blackjack, passando per la slot machine alla ruota della fortuna.

La possibilità di accesso è vincolata all’acquisto di particolari membership, sfruttando la valuta ingame. Un’introduzione che ha permesso a molti giocatori di arricchirsi ed ottenere macchine speciali, per vivacizzare ancor di più l’esperienza ultra decennale del titolo. Poi se vi stancate, si può sempre passare alle rapine… ma questo è un altro discorso.

Like a Dragon (Serie)

Nel corso della lunga serie dedicata ad Yakuza / Like a Dragon, la presenza di bische clandestine e veri e propri casinò notturni è abbastanza acclarata.

A seconda del capitolo preso in esame, sono presenti diverse tipologie di gioco. Dai più classici e tradizionali del panorama internazionale (come blackjack e poker), a particolari giochi orientali meno noti al grande pubblico occidentale (koi-koi e oicho-kabu). Ottenere abbastanza chip permette di accedere a particolari premi tra materiali, armi ed accessori.

Impossibile scindere il successo della serie (conquistato faticosamente negli anni) dalla caratteristica presenza anche di minigiochi più strutturati. Lungo la saga abbiamo amministrato dei club notturni, partecipato a gare di go kart, cantato nei karaoke, giocato a classici coin-op SEGA e mille altre attività.

Red Dead Redemption 2

E quando passatempi nel senso moderno non c’erano? Un esempio concreto lo abbiamo in un altro titolo di casa Rockstar.

Red Dead Redemption 2 non offre un vero e proprio luogo assimilabile a casinò o case da gioco. Tuttavia è possibile approcciare alcuni giocatori ed affrontare le scommesse legate a giochi tradizionali come poker e blackjack. Non mancano poi alcune trovate caratteristiche di altri contesti storici.

Si tratta del caso del five finger fillet o gioco del coltello. Si tratta di un gioco che si svolge utilizzando un coltello a punta che va infilzato in rapida successione tra le dita aperte di una mano poggiata su di un tavolo. Qualcosa di improponibile nella sale dei casinò di oggi, sicuramente. Tuttavia un piacevole affresco di un differente periodo storico.

EXODUS, il nuovo trailer mostra il gameplay dell’action RPG sci-fi

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Archetype Entertainment ha condiviso un nuovo trailer di gameplay dedicato all’action adventure RPG in salsa sci-fi EXODUS, intitolato “The Traveler’s Creed”.

Ve lo proponiamo di seguito, grazie all’account ufficiale YouTube della software house.

EXODUS è un nuovo epico franchise di giochi di ruolo (RPG) d’azione e avventura di fantascienza. L’IP è sviluppata da Archetype Entertainment, uno studio di Austin nato come divisione dello sviluppatore ed editore di giochi Wizards of the Coast. Lo studio è guidato da sviluppatori AAA veterani di BioWare, Naughty Dog, 343 Industries e altri.

Ambientato in un nuovissimo universo fantascientifico creato in collaborazione con i migliori autori di fantascienza, EXODUS offre un’esperienza narrativa di nuova generazione che coniuga la narrazione cinematografica e l’ampio margine di manovra del giocatore con un moderno gameplay AAA. La storia è progettata per stratificare l’azione con un profondo impatto emotivo, mentre i giocatori affrontano le conseguenze della Dilatazione temporale sulle loro scelte, creando esiti imprevedibili che influenzano i loro cari, la loro eredità e la loro intera civiltà per generazioni.

EXODUS è in sviluppo per PlayStation 5, Xbox Series e PC.

Karate Kid: Legends, ecco il primo trailer italiano

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Sony Pictures ha condiviso il primo trailer italiano per Karate Kid: Legends, nuovo capitolo cinematografico della saga cult nata nel 1984.

Diretto da Jonathan Entwistle (The End of the F***ing World) con una sceneggiatura di Rob Lieber (Peter Rabbit), nella pellicola figureranno Jackie Chan e Ralph Macchio che porteranno sul grande schermo i loro personaggi Mr. Han e Daniel LaRusso. Nel cast anche Ben Wang (American Born Chinese), Joshua Jackson (Dawson’s Creek, Doctor Odyssey), Sadie Stanley (Kim Possible) e Ming-Na Wen (Mulan, Agents of S.H.I.E.L.D., The Mandalorian).

Di seguito il trailer condiviso dall’account ufficiale YouTube di Sony Pictures Italia.

Dopo una tragedia familiare, il ragazzo prodigio del kung fu, Li Fong (Ben Wang), è costretto a lasciare la sua casa di Pechino e a trasferirsi a New York con la madre. Li Fong cerca di liberarsi del suo passato e integrarsi con i suoi nuovi compagni di classe. Malgrado non voglia combattere, i guai sembrano raggiungerlo ovunque: infatti, per aiutare un suo nuovo amico in difficoltà, è costretto a partecipare a una gara di karate. Tuttavia, le sue abilità non bastano. A questo punto, l’insegnante di kung fu di Li Fong, Mr. Han (Jackie Chan), chiede aiuto al primo “Karate Kid”, Daniel LaRusso (Ralph Macchio). Il ragazzo imparerà un nuovo modo di combattere fondendo gli stili dei due maestri in uno solo per la resa dei conti nelle arti marziali.

Il film, stando alle notizie confermate finora, sarà in continuità con gli eventi visti nella serie Cobra Kai, la cui parte conclusiva andrà in onda il prossimo 13 Febbraio su Netflix.

Karate Kid: Legends sarà al cinema dal 29 Maggio 2025 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Cranio Creations, ecco i giochi da tavolo con i quali animare il Natale

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In vista delle oramai prossime festività natalizie, l’italiana Cranio Creations propone sei giochi da tavolo per tutta la famiglia e per gli amici.

La casa editrice milanese specializzata in questo settore (altresì distributrice italiana del successo globale Nome in Codice, del quale potete leggere qui la nostra recensione) suggerisce infatti l’intrattenimento perfetto per i pomeriggi invernali per momenti di felicità e condivisione.

I sei titoli sono: My Shelfie – The Dice Game, Point Art, Gigantosaurus, Luminus, Maialini tenerini ed Animali in fuga. Di seguito trovate la loro breve presentazione come da comunicato ufficiale.

Le feste sono dietro l’angolo e presto ci sarà modo di godersi qualche giornata all’insegna della spensieratezza. I giochi da tavolo sono l’intrattenimento perfetto per i pomeriggi invernali e, grazie alla loro capacità di rafforzare i legami sociali, incarnano l’essenza stessa del Natale, momento di gioia e condivisione per eccellenza. Per l’occasione, Cranio Creations, casa editrice specializzata proprio in questo settore, ne propone sei, da giocare con tutta la famiglia o con gli amici. 

Per calarsi nell’atmosfera non c’è niente di meglio di un gioco confortevole come My Shelfie – The Dice Game, una variazione sul tema dell’amatissimo My Shelfie. Se in quest’ultimo i giocatori dovevano scervellarsi per capire come sistemare gli oggetti nella loro nuova libreria, qui invece sono chiamati a svuotarne i ripiani, affidandosi al proprio ingegno e alla fortuna. Cranio Creations lo ha ristampato apposta per questa occasione, e sarà quindi di nuovo disponibile dal 13 dicembre. 

Mentre i biscotti si stanno dorando nel forno e un delizioso profumo si diffonde per tutta la casa, quale modo migliore di ingannare l’attesa se non Point Art? In questo gioco che stimola la creatività, realizzato in collaborazione con la storica azienda Quercetti, i partecipanti possono dare sfogo alla loro vena artistica ricreando un’immagine attraverso dei chiodini colorati, in modo tale che i compagni indovinino al volo di quale si tratta. Rimanendo nel tepore delle mura domestiche, nulla impedisce di partire per avventure emozionanti. Per esempio quelle narrate in Gigantosaurus, gioco-avventura in cui ogni giocatore veste i panni di un dino-amico e si mette in viaggio per ricomporre i pezzi della Gigantopedia, il libro in cui sono raccontate le avventure che ha vissuto insieme ai suoi compagni.

Elfi, renne volanti e signori in completo rosso che sbucano dal camino: il Natale è davvero una festa intrisa di magia. Chi ama perdersi in mondi fiabeschi impazzirà per Luminus, suggestivo boardgame popolato da unicorni rosa, maghi, geni della lampada e altre creature bizzarre – su cui i partecipanti devono letteralmente fare luce con la propria torcia prima che fuggano al sorgere del sole. Come scrisse Charles Dickens, “è bello tornare bambini qualche volta, e non c’è momento migliore del Natale”: ecco, Maialini salterini farà divertire non solo i bambini, ma anche i genitori. Tutta la famiglia potrà dare prova della propria destrezza facendo saltare dei buffi maialini in modo che atterrino nella pozza di fango al centro del porcile. Per accontentare tutti, Cranio ha anche ideato due modalità alternative – “Per i giocatori più giovani” e “Se adulti e bambini giocano insieme” – così che chiunque possa aspirare a diventare il maialino più fangoso.

Che sia Natale, la Vigilia oppure il primo dell’anno, dopo un’abbuffata e una pennichella l’idea migliore è trascorrere il resto della giornata giocando. Per esempio, ad Animali in fuga, boardgame elettrizzante in cui l’obiettivo di ogni giocatore è far rientrare tutti gli animali della fattoria nel proprio recinto, pianificando attentamente quali recinzioni spostare prima che faccia giorno.

Oltre a queste, il catalogo di Cranio Creations è ricco di proposte da scoprire, che sapranno allietare le prossime feste natalizie!

Recensione gioco da tavolo Nome in Codice, spionaggio ed ingegno nel best seller Cranio Creations

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Con un successo travolgente da più di dieci milioni di copie vendute in oltre quaranta lingue, non è strano capire perché Nome in Codice sia divenuto uno dei titoli di maggior successo di Vladimír Chvátil. L’autore ceco, attivo nel settore da quasi trent’anni, è un nome celebre dell’industria dei board game al punto da aver meritato un posto nella Hall of Fame agli Origins Awards nel 2019. Il successo di Nome in Codice, in particolare, ha fatto il giro del mondo entusiasmando gli appassionati e coinvolgendo addirittura collaborazioni con Warner Bros, Fox, Disney e Blizzard Entertainment.

Premiato nel 2016 con il prestigioso premio Spiel des Jahres, Nome in Codice viene distribuito in Italia esclusivamente da Cranio Creations, che ne rappresenta uno degli evergreen più famosi. Si tratta di un gioco di deduzione e investigazione al contempo competitivo e cooperativo. Dovrete utilizzare gli indizi forniti dal vostro caposquadra per rintracciare tutte le spie della vostra squadra prima che ci riescano gli avversari.

In vista delle festività natalizie, quale occasione migliore per sedersi intorno ad un tavolo? Servizi segreti a raccolta, vi raccontiamo perché il titolo di Vladimír Chvátil è un must buy sia per gli appassionati del genere, sia per i giocatori occasionali. Attualmente disponibile su Amazon al prezzo scontato di 17,81 €, di seguito vi illustriamo tutti i dettagli della produzione.

Confezione di vendita

Nome in Codice può vantare un packaging convincente, che punta ad un buon compromesso con le esigenze di tascabilità per questa tipologia di giochi.

Le dimensioni della confezione, realizzata in cartoncino robusto, risultano infatti pienamente ragionevoli. Con un’altezza di 23 cm, una lunghezza di 16 cm ed una profondità di 5,2 cm, il pacchetto punta alla concretezza. Misure che finiscono con l’essere più modeste di titoli concettualmente simili come l’edizione classica di Taboo (il classico Hasbro che quasi ogni amante dei board game vanterà in libreria).

Al suo interno, l’unboxing rileva le immancabili fustelle dalle quali ricavare le venticinque Carte Agente del titolo, oltre a quaranta Carte Chiave (con relativo supporto in plastica), una clessidra e due mazzi da cento carte cadauno (relativi ai nome in codice). Particolarmente apprezzata è la presenza di diversi sacchetti PolyZip. Vista infatti la generosa presenza di carte e tessere, Cranio Creations ha ben pensato di prevedere la necessità di proteggerle nel corso degli spostamenti, onde evitare che potessero mescolarsi (ed inevitabilmente, rovinarsi) in modo fortuito. Un’idea senz’altro pragmatica che evita il ricorso a supporti interni rigidi. Peccato per la tradizionale abbonandanza di carta e cartone, che espone il gioco ad un potenziale deterioramento. Fortunatamente non parliamo di un titolo in cui le carte sono granché sollecitate nel corso della partita.

Completa la dotazione introduttiva il fondamentale manuale da gioco. Questo, pur se non particolarmente corposo, ha il merito di dettagliare accuratamente le regole di Nome in Codice e lo svolgimento regolare delle partite. Particolare merito risiede poi nella presenza di importanti chiarimenti sui criteri di validità degli indizi, con lungimiranti riflessioni sulla flessibilità delle regole (o loro inasprimento, laddove i giocatori preferiscano regole più rigide).

Regole della partita

In Nome in Codice, tra quattro ed otto giocatori si affrontano inscenando uno scontro tra opposte agenzie di spionaggio.

Divisi equamente in due squadre, ciascuna di esse sceglie un giocatore che fungerà da Capo dell’Agenzia mentre i restanti saranno i relativi Operativi. La fase di preparazione della partita prevede la disposizione di venticinque Carte Nome in Codice (seguendo uno schema 5×5) e l’estrazione casuale di una Carta Chiave (che sarà nota solo ai Capi). Proprio quest’ultima rivelerà a quali Carte Nome in Codice sono assegnati gli Agenti delle opposte Agenzie, ma anche la presenza di caselle vuote (gli Ignari Passanti) ed il letale Assassino.

L’obiettivo finale del gioco è identificare gli otto Agenti in incognito prima della squadra avversaria. Per farlo, il Capo dell’Agenzia dovrà fornire indizi che porteranno gli Operativi a dover indovinare dietro quale Carta Nome in Codice si nascondono gli Agenti. Ogni errore può portare a gravi conseguenze, come l’assegnazione di punti agli avversari o, peggio ancora, alla fine prematura della partita in caso di incontro con l’Assassino.

Proprio la scelta dell’indizio riveste il centro focale dell’esperienza, che deve osservare alcuni parametri fondamentali. Anzitutto, si deve trattare di una parola singola, senza nessuna ulteriore possibilità di aiuti. Il vocabolo scelto deve poi essere adeguatamente vago, in modo da suggerire la risposta giusta senza esplicitarla. Possibile altresì fornire un indizio polivalente, che possa addirittura portare ad indovinare più di un Nome in Codice. Ovviamente, sempre tenendo in debita considerazione i rischi di una scelta avventata che potrebbe mettere fuori strada la propria squadra.

L’esperienza di gioco

Il punto di forza più evidente di Nome in Codice è nella sua peculiare formula che mescola con sagacia elementi presi dal già citato Taboo e da Indovina Chi?, oltre che dalla più classica battaglia navale nell’ottica di un titolo tanto competitivo quanto cooperativo.

I giocatori incaricati di rivestire il ruolo di Capi dell’Agenzia avranno il compito di essere abili strateghi, destreggiandosi tra le insidie del tabellone del gioco per far capire ai propri compagni l’identità degli Agenti. In queste vesti, abbiamo apprezzato il compito mai banale di fornire gli indizi migliori evitando di fornire un vantaggio (diretto o indiretto) agli avversari e soprattutto la sconfitta istantanea legata all’Assassino (che ha una funzione molto simile al gatto esplosivo di Exploding Kittens).

Allo stesso modo, in qualità di Operativi dovremo ragionare sugli indizi del Capo dell’Agenzia, desumendo la corretta associazione di idee. Ogni errore può costare carissimo, pertanto il ragionamento e lo scambio di opinioni con i propri compagni apre le porte a scenari esilaranti, fatti di inevitabili e comiche divergenze.

L’unica pecca di questa formula ludica affascinante è, a nostro avviso, nelle varianti dedicate a due o tre giocatori. All’interno del manuale è infatti presente l’indicazione per divertirsi con Nome in Codice laddove i partecipanti siano in numero inferiore rispetto al minimo consigliato (quattro). Il gioco, in questi frangenti, riesce comunque a divertire e risultare godibile. Tuttavia l’esperienza che ne deriva non è al pari di quella con un maggior numero di giocatori. Vengono infatti a mancare taluni aspetti competivi che tanto galvanizzano ed intrigano nel porre, l’una contro l’altra, due nutrite squadre di spie.

Commento finale

Tanto intrigante quanto appassionante, Nome in Codice legittima il proprio status di best seller di casa Cranio Creations grazie alla solidità ed alla freschezza della propria esperienza ludica. A metà tra Taboo ed Indovina Chi?, con un tocco da classica battaglia navale, il gioco da tavolo ideato da Vlaada Chvátil è un vero e proprio classico moderno che non può mancare nella collezione di ogni appassionato. Pronti a vestire i panni di argutissime spie?

Si ringrazia Cranio Creations srl per il gioco

A Natale regalate un libro, anzi un eBook reader con PocketBook

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Donare il regalo perfetto a Natale è un’utopia, una di quelle cose di cui qualche volta abbiamo sentito parlare, o che forse ricordiamo dall’infanzia. La solita sciarpa, il solito cappello, o il libro sbagliato. E se invece vi dicessimo che il regalo perfetto esiste? Esatto, stiamo parlando degli eBook reader, il gadget che una volta tra la vostre mani vi farà tornare la voglia di leggere e di perdervi tra le pagine (elettroniche) di un buon libro, magari riducendo e di molto lo screen time sui social.

PocketBook una giovane compagnia Svizzera, ha da poco rinnovato la sua intera gamma di ebook reader, introducendo tantissime interessanti novità capaci di rendere i suoi ebook reader, non soltanto degli ottimi strumenti di lettura, ma gadget tutto fare, ottimi per prendere appunti, ascoltare audiolibri, leggere fumetti.

Nel comunicato che trovate qui sotto, PocketBook ci presenta la sua intera gamma di prodotti che spaziano dall’Inkpad 4 con il suo incredibile schermo E Ink Carta™ 1200 di ultima generazione con risoluzione 300 dpi, che aumenta il contrasto del 15% con un risultato vicino a quello di un libro cartaceo, passando per InkPad Color 3, un interessante reader con schermo E Ink Kaleido a colori da 7,8″ perfetto per leggere i fumetti; fino ad arrivare al top di gamma Color Note che grazie allo schermo E Ink Kaleido 3 da 10,3″, processore quad-core, altoparlante incorporato, racchiude tutte le tecnologie più avanzate in ambito ebook reader.

Insomma nel vasto catalogo di PocketBook c’è sicuramente il vostro prossimo regalo perfetto.

NATALE HI-TECH: UN E-READER POCKETBOOK DA METTERE SOTTO L’ALBERO

Il regalo perfetto per lettori di ogni età

Leggere libri e riviste, ascoltare audiolibri, portare sempre con sé le storie più appassionanti e scoprirne continuamente di nuove: gli e-reader si confermano la strenna natalizia più apprezzata dagli amanti della lettura.
In Italia la percentuale di lettori di ebook è aumentata al 30% nel 2024, rispetto al 25% nel 2019, confermando la crescita di interesse per i libri digitali (fonte: AIE).

Lo strumento ha saputo evolversi nel tempo, aggiungendo sempre nuove caratteristiche, come la funzione Text-to-Speech di PocketBook, che trasforma in audio ogni testo presente sul dispositivo rendendolo anche un perfetto strumento di apprendimento. Una soluzione per “leggere con le orecchie” che aiuta, ad esempio, le persone con dislessia.
Molte i modelli del catalogo PocketBook, tra classici ereader con schermo in bianco e nero, nuovi modelli con display a colori e le ultime novità che consentono anche di prendere appunti e condividerli via email.

InkPad 4: un campione di versatilità

Schermo antigraffio da 7,8 pollici, impermeabilità di grado IPX8, altoparlante incorporato e modulo Bluetooth®. Tutto quanto serve per leggere e ascoltare anche alla SPA o a bordo piscina in estate. Al benessere degli occhi pensa lo schermo E Ink Carta™ 1200 di ultima generazione con risoluzione 300 dpi, che aumenta il contrasto del 15% con un risultato vicino a quello di un libro cartaceo. La funzione SMARTlight permette di regolare la luminosità dello schermo e la temperatura della scala di grigi per non affaticare la vista in diverse condizioni di visibilità, in spiaggia o al buio. Supporta 21 formati libro, 6 audio e quattro formati grafici senza conversione. Scheda tecnica

InkPad Color 3: per leggere a colori

Libri, fumetti e riviste prendono vita con colori saturi e dettagli definiti su uno schermo E Ink Kaleido 3 da 7,8 pollici, che raggiunge 150 DPI sulle pagine a colori, che diventano 300 nella scala di grigi. Ergonomico e leggero, nonostante lo schermo di grandi dimensioni l’e-reader di PocketBook è progettato per essere utilizzato con una sola mano, grazie ai pulsanti di controllo meccanici, allo schermo tattile e all’accelerometro, che ruota il testo in automatico in base all’orientamento del device. È dotato di speaker incorporato e connettività Bluetooth® 5.0, per connettersi a cuffie e casse wireless. Supporta 25 formati per libri e grafica senza conversione – compresi CBR e CBZ e per fumetti e manga – e 6 per l’audio. Scheda tecnica

Color Note: ereader e taccuino digitale

Schermo a colori E Ink Kaleido 3 da 10,3″, processore quad-core, altoparlante incorporato e la nuova tecnologia E Ink ComfortGaze™, che riduce del 60% l’esposizione alla dannosa luce blu e rende la lettura tre volte meno stressante per gli occhi rispetto agli schermi LCD: è il biglietto da visita di Color Note. Oltre alla lettura di ebook consente di disegnare e prendere appunti evoluti con il pennino in dotazione, utilizzando penne, pennelli, evidenziatori, matite e altri strumenti di scrittura personalizzabili. È inoltre possibile inserire caselle di testo, forme e immagini. Ogni nota può essere condivisa via mail con un tocco a uno o più indirizzi. Supporta 24 formati per libri e grafica, compresi i CBR e CBZ per i fumetti e 6 audio.
Scheda tecnica

PocketBook

Fra le prime aziende al mondo a utilizzare la tecnologia E-Ink -oggi uno standard negli e-reader- nonché a lanciare un e-book reader waterproof nel 2014, PocketBook nasce in Svizzera nel 2007 ed è oggi il 4° produttore al mondo di lettori elettronici. PocketBook supporta tutti i formati di ebook disponibili in commercio su qualsiasi piattaforma.

The Blood of Dawnwalker, ecco quando verrà mostrato il nuovo RPG dagli autori di The Witcher 3

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La conferma è arrivata ufficialmente da Bandai Namco: The Blood of Dawnwalker, il primo capitolo della nuova saga RPG di Rebel Wolves, verrà rivelato il prossimo 13 Gennaio.

Il titolo, un action RPG dark fantasy ambientato in un mondo sandbox, è sviluppato da un team di veterani composto, tra gli altri, di ex dipendenti CD Projekt RED che hanno lavorato a The Witcher 3.

Vi proponiamo di seguito il comunicato ufficiale.

Unisciti al Branco e ottieni le prime informazioni sul prossimo gioco sandbox Action-RPG dark fantasy. The Blood of Dawnwalker è il primo capitolo della nuova saga RPG di Rebel Wolves, ha una forte attenzione alla storia e alla narrazione ed è sviluppato con Unreal Engine 5 per PC, PlayStation e Xbox.

Sintonizzati il 13 gennaio, sotto la Luna Piena del Lupo, per il Reveal Event del gioco che sarà trasmesso dagli studios di Rebel Wolves sul canale Twitch.tv/DawnwalkerGame alle 22:00 CET.

Radunatevi e scoprite come l’Europa medievale del XIV secolo affronta le leggende attraverso gli occhi del Dawnwalker. Ascolta di Vale Sangora – della sua turbolenta storia, dei suoi paesaggi e degli abitanti segreti. Assisti alla premiere del trailer in CGI che serve da apertura del gioco, scopri i pilastri e i concetti principali, tra cui origini, mondo, tradizioni e lore, storia, narrativa e arte, e dai un’occhiata al suo gameplay.

L’evento durerà circa 45 minuti.

2025 videoludico, ecco le nostre intuizioni sull’anno che verrà

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Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, oltre ai buoni propositi per il futuro, vogliamo fantasticare assieme su cosa ci riserverà il mondo videoludico nel 2025.

Il 2025 si prospetta un anno decisamente intrigante per il mondo del gaming, ricco di prospettive interessanti sia dal lato software, sia dal lato hardware. Grandissime produzioni e colossi dell’industria si apprestano a contendersi i sudati risparmi dei giocatori di tutto il mondo. Tuttavia, non sempre le cose vanno come ce le immaginiamo. Talvolta possono anche essere migliori, mentre altre drasticamente peggiori.

Visto che il periodo natalizio non può che rievocare le tradizioni dei giochi più popolari che segnano le serate in famiglia, abbiamo pensato di proporvi questa riflessione sfruttando le regole del bingo. Tutti le conosciamo: data una serie di numeri all’interno di una griglia, vince chi riesce a completare la propria tessera. Presto fatto: scegliamo nove eventi più o meno probabili nel mondo del gaming e li inseriamo nella nostra cartella 3×3. L’appuntamento è tra un anno per vedere quanto saremo stati lungimiranti (o illusi, chissà).

Ovviamente non andremo ad inserire eventi praticamente certi e dietro l’angolo (come release di titoli in arrivo a Gennaio), ma anche e soprattutto prospettive più o meno ardite. Che si dia il via al bingo del 2025 videoludico!

Si terrà un nuovo PlayStation Showcase

Partiamo già con le speranze. Purtroppo Sony negli ultimi anni ha tenuto a stecchetto i fan di questo format, limitandosi a condividere le novità della propria line up software ed hardware tramite State of Play ed annunci isolati. La nostra aspettativa, vista anche la generale situazione di calma per il 2025 firmato PlayStation (salvo l’annunciato Ghost of Yotei), è quella del ritorno del PlayStation Showcase. Pensiamo possa essere una carta importante da giocare anche in vista dell’arrivo della nuova console Nintendo e della ricca offerta 2025 firmata Xbox.

Assisteremo al ritorno di StarFox

Tra le nostre idee bislacche, c’è la sensazione che il ritorno di StarFox possa essere davvero imminente. Per accompagnare (in qualche misura) Nintendo Switch 2, perché non rispolverare questa IP? Magari anche con un twist inedito? Ci piacerebbe ad esempio assistere ad una nuova lettura della struttura vista in Star Fox Adventures, un’avventura in terza persona con elementi platform. Sarebbe davvero un bel modo per inaugurare il cammino della nuova console giapponese.

Verrà annunciato Uncharted 5

Un annuncio che si lega strettamente alle speranze legate a Sony. Nella fattispecie, crediamo che i tempi siano maturi per assistere al ritorno di una delle saghe più famose di Naughty Dog. Magari non sarà neanche sviluppata da loro ma da un altro team, potrebbe essere uno spin-off o addirittura essere un seguito del quarto capitolo con un Nathan Drake attempato. La nostra voglia di avventura cresce.

Grand Theft Auto 6 non uscirà entro l’anno

Ouch. Purtroppo non siamo molto possibilisti sulla prospettiva di mettere le mani sul nuovo capitolo della serie Rockstar entro la fine del 2025. Il silenzio sul progetto non è granché preoccupante visti i precedenti, tuttavia non crediamo che il titolo possa farcela serenamente a rispettare le proiezioni di calendario già note. Stiamo a vedere, saremo felici di essere smentiti.

Hollow Knight: Silksong avrà una data di uscita

Sarebbe anche ora, no? L’epico sequel del premiato Hollow Knight (qui trovate la nostra imperdibile guida) è ancora disperso, senza nuovi annunci da molto tempo sebbene lo sviluppo proceda senza sosta. Inseriamo dunque questa prospettiva per esorcizzare il timore. Sarà la volta buona, ce lo sentiamo.

Ci saranno nuove acquisizioni societarie

Qualcosa già bolle in pentola, ma non vogliamo esagerare nei proclami. Ci sentiamo abbastanza sicuri che ci saranno nuove acquisizioni nel panorama videoludico, che potrebbero interessare grandi protagonisti o realtà più modeste. Se sarà positivo o no, lo scopriremo solo vivendo.

e nuovi licenziamenti di massa

Sfortunatamente, si tratta di un copione già letto. Le acquisizioni (ma non solo loro) porteranno con sé anche nuovi licenziamenti all’interno dell’industria. Il periodo è difficile e non crediamo che la situazione sia in miglioramento nel breve periodo. Speriamo vivamente di sbagliarci.

Assassin’s Creed Shadows deluderà le aspettative

Altro evento nefasto, ma facile da supporre allo stato attuale. Dopo il rinvio che ha fatto mancare la release entro fine 2024, Shadows si proietta in un Febbraio saturo di release con mille dubbi sul suo stato di forma. La sfiducia verso il progetto sembra crescente e chissà che l’ambientazione a lungo attesa dai fan della serie possa rivelarsi un passo falso? In qualche misura, crediamo sarà un titolo che dividerà il pubblico e forse anche la critica.

Assassin's Creed Shadows

DOOM: The Dark Ages sarà uno dei migliori titoli dell’anno

Visto il nostro amore per DOOM, ci sbilanciamo un po’. Non solo il titolo riuscirà ad arrivare entro l’anno (e renderà ancora più solida l’offerta dell’Xbox Game Pass), ma la sua qualità sarà tale da ritagliarsi un posto al sole tra i migliori titoli dell’anno. Non vediamo l’ora di tornare nei panni del Doom Slayer.

Nintendo Switch 2, rivelati nuovi dettagli su misure, Joy-Con e altro ancora

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A grandi passi ci stiamo avvicinando sempre più alla fatidica presentazione dell’attesa nuova console targata Nintendo, la quale dovrebbe avvenire prima di aprile 2025. Ma nuove indiscrezioni da un noto produttore di case (Dbrand) sembrano svelare esattamente come potrebbe apparire la prossima console Nintendo e quali saranno le novità rispetto alla console Switch lanciata nel 2017.

Siamo stati ispirati a scrivere questo articolo in primo luogo dal case “Killswitch 2” appena annunciato da Dbrand. Il sito Web del prodotto mostra un rendering in movimento del case e, all’interno, un mockup dell’hardware che presenta alcune differenze chiave rispetto a Switch e Switch OLED: la nuova console sembra essere più grande e ha un misterioso nuovo secondo pulsante sul Joy-Con destro sotto il pulsante Home. Le fughe di notizie sugli accessori degli ultimi giorni hanno mostrato un potenziale design simile per l’hardware.

Come riportato da The Verge, che ha chiesto direttamente conferme al CEO Adam Ijaz, Dbrand effettivamente conosce le dimensioni reali di Switch 2. In base alle misurazioni di Dbrand, la prossima Nintendo Switch sarà sia più grande che più alta di Switch OLED, ma avrà più o meno lo stesso spessore. La scheda tecnica di Nintendo indica che Switch OLED è larga 242 mm, alta 102 mm e spessa 13,9 mm, mentre Ijaz afferma che Switch 2 dovrebbe misurare 270 mm di larghezza, 116 mm di altezza e 14 mm di spessore, con la console che occuperà 200 mm di quella larghezza.

Stando alle parole di Ijaz lo stand misurerà circa la metà dell’altezza della console, ovvero circa 55 mm; la misura diagonale del vetro di copertura confermerebbe invece le voci precedenti secondo cui Switch 2 avrà uno schermo da ben 8 pollici.

Ijaz aggiunge che, secondo lui, i Joy-Con potranno essere “agganciati magneticamente” tramite un “pulsante dedicato” che si trova sul retro dei Joy-Con, vicino alla parte superiore, e il suo nuovo case ha tenuto conto di questa particolarità relativa ai controller sganciabili; la copertura del case dedicata ai controller potrà essere rimossa con i controller all’interno.

Non sa purtroppo dare informazioni su cosa sia il secondo pulsante quadrato sotto il pulsante Home, sul quale sembrerebbe esserci stampata una “C”. Il Joy-Con sinistro nel mockup di Dbrand ha ancora un pulsante sul Joy-Con sinistro, che è dove si trova attualmente il pulsante di cattura su Switch, quindi non è chiaro se questo pulsante “C” permetterà la cattura di immagini/video o se funzionerà in modo diverso. (Nintendo ha originariamente introdotto i pulsanti C sul controller del Nintendo 64 nel 1996 per permettere il controllo e la gestione della telecamera nel gioco, prima che i gamepad introducessero un secondo stick analogico per consentire di cambiare prospettiva).

Ijaz – inoltre – ha dichiarato che i joystick sono alti 6,27 mm e che il D-pad e i pulsanti ABXY sporgono di 1,57 mm, con un cavalletto largo 180 mm e grilletti posteriori che si estendono di 9,1 mm.

Mentre Dbrand sembra sapere molto della console in termini estetici, Ijaz è “incerto” sulla sua potenziale data di rilascio. Dice che Dbrand sta lavorando per lanciare il suo case a fine marzo.

Sebbene sia altamente insolito che un produttore di accessori riveli pubblicamente così tanto su un prodotto di punta di un colloso come Nintendo, non sorprende che Dbrand sia quella che si sia fatta avanti. Avere “problemi” con i produttori di console è una parte intenzionale (e spesso divertente!) della sua strategia di marketing e Nintendo è un bersaglio frequente.

Molto di ciò che Dbrand sta mostrando e ciò che Ijaz ha dichiarato si allinea con un video di SwitchUp che mostra quello che chiama un mockup di Switch 2 inviato loro da un produttore di case. Quel mockup è chiaramente più grande dell’attuale Switch OLED e i nuovi Joy-Con sono chiaramente più grandi dei vecchi Joy-Con. Si può anche vedere il secondo pulsante quadrato sotto il pulsante home, il pulsante più grande sotto i grilletti che permette di sganciarli dalla console e un ampio stand simile a quello di Switch OLED.

Un’altra bella aggiunta? Una seconda porta USB-C sulla parte superiore del mockup, che teoricamente starebbe ad indicare che sarà possibile collegare un cavo di ricarica mentre la console è appoggiata su una superfice; nell’attuale Switch, la porta di ricarica risulta inutilizzabile quando è appoggiata su un tavolo.

Mentre aspettiamo che Nintendo annunci dettagli concreti su Switch 2, l’azienda ha comunicato che la console sarà in grado di riprodurre gli attuali titoli Switch e – naturalmente – supporterà il servizio Nintendo Switch Online.

Lenovo Legion Go S non sarà l’unica console handheld di Lenovo? Sarà accompagnata da una più grande e con schermo OLED!

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Nella giornata di ieri, il leaker Evan Blass aveva condiviso un post (prontamente rimosso) su X, dove anticipava l’esistenza di Lenovo Legion Go S, la nuova handheld di Lenovo che – sebbene sarà meno performante dell’attuale Legion Go (e non avrà i controller staccabili) – includerà una novità estremamente intrigante: un pulsante Steam (collocato in prossimità dell’analogico sinistro) che andrebbe a suggerire che potrebbe trattarsi della prima “console” portatile SteamOS di terze parti e, quindi, del primo vero concorrente di Steam Deck. La lettera “S” starebbe proprio per “Powered by Steam”, rispecchiando le nuove linee guida di Valve per il branding dei dispositivi “Powered by SteamOS”.

A quanto pare, però, la “piccina” Legion Go S non sarà da sola ma bensì sarà accompagnata da un’altra handheld, dalle dimensioni decisamente più generose.

Nel dettaglio, come potete vedere dall’immagine qui sopra, la nuova Legion Go manterrà i gamepad staccabili tipo Joy-Con, una delle caratteristiche più distintive dell’originale, e dovrebbe includere, ancora una volta, la “modalità FPS” in cui è possibile utilizzare uno dei controller come un mouse verticale.

Ma il nuovo modello potrebbe anche sostituire lo schermo LCD IPS da 8,8 pollici con un pannello OLED delle stesse dimensioni. Ciò garantirà colori migliori e neri più profondi, e potenzialmente frequenze di aggiornamento più rapide. In termini prestazionali, sappiamo che è in arrivo un chip AMD Z2 Extreme che potrebbe probabilmente essere il cuore pulsante di questo Lenovo Legion Go e che pertanto andrebbe a sostituire il processore Z1 Extreme.

Al momento questo è quanto; non ci resta che attendere informazioni ufficiali direttamente da Valve!

Recensione Symphonia, musica maestro!

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Symphonia

Symphonia, l’ultima opera di Sunny Peak, ci trasporta in un mondo affascinante in cui la musica e il gameplay si intrecciano in una danza perfetta. Il titolo promette di offrire un’esperienza sinestetica e coinvolgente, capace di catturare sia gli appassionati del sotto-genere che chi cerca un’esperienza audiovisiva immersiva. Gli sviluppatori saranno riusciti a mantenere queste promesse? Scopriamolo insieme!

Symphonia, edito da Head Up, è disponibile dallo scorso 5 dicembre su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC.


Versione testata: PlayStation 5


La musica è la mia salvezza!

In Symphonia vestiremo i panni di un misterioso violinista e dovremo intraprendere un viaggio per ripristinare l’armonia in un mondo distrutto dal caos. Sebbene la narrazione non sia complessa, riesce a comunicare efficacemente temi universali come la speranza, la lotta contro l’oppressione e la potenza della creatività.

I dialoghi sono minimali ma ben scritti, anche se purtroppo manca la localizzazione in italiano. Le scene animate, pur non essendo la narrativa il fulcro del gioco, sono ben realizzate e riescono a esprimere con eleganza i pensieri dei personaggi. Non aspettatevi, comunque, qualcosa di più profondo del semplice “contesto”. Nonostante ciò, la storia di Symphonia si adatta bene al mood musicale dell’opera, risultando funzionale senza essere mai invadente, lasciando spazio al vero protagonista della produzione, il frizzante gameplay.

Tieni il tempo

Il gameplay di Symphonia è un mix ben riuscito di platforming e meccaniche ritmiche. Ogni azione è intimamente legata al ritmo. I salti devono essere eseguiti con un tempismo preciso, soprattutto durante le sequenze più frenetiche, dove vi ritroverete a muovervi come se stesse seguendo una coreografia, sulla base del momentum. Il flow che ne deriva scatena una scarica di dopamina che caratterizzerà le vostre sessioni con la più classica frase “un’altra stanza e chiudo”. Avrete capito che Symphonia si declina fin da subito nel sotto-genere del precision platformer. Ogni errore può significare morte, ma la ripetizione delle sezioni permette di imparare rapidamente la sequenza giusta per procedere. Il gameplay, dunque, è dinamico e coinvolgente, ma allo stesso tempo impegnativo, soprattutto per chi non è abituato a giochi “ritmici”.

Symphonia
Symphonia, per sua natura, è un titolo molto catching

Fortunatamente, Symphonia offre un sistema di difficoltà scalabile e checkpoint ben distribuiti che consentono di adattarsi alla sfida senza essere sopraffatti dalla frustrazione. La progressione interna è pensata per premiare il videogiocatore, permettendogli di sbloccare potenziamenti che fungono da aiuti opzionali che assurgono alla funzione di meccanica integrata. Questi non riducono la difficoltà, ma rendono il gameplay più smussato e “dolce”, senza svilirlo. Ad esempio, alcuni potenziamenti permettono di eseguire il doppio salto, o diminuire la velocità di movimento, ma non tolgono mai la sensazione di dover imparare a giocare per progredire. Noi, in tutta verità, abbiamo finito la prima run senza nessuna di queste variabili, ma la loro introduzione, legata allo sblocco in-game tramite completamento di stanze opzionali è a dir poco geniale.

Anche così tuttavia, Symphonia resta un titolo più impegnativo della media, soprattutto se vorrete completarlo al 100%. Se da un lato completare le stanze, a maggior ragione con il sistema premiale di cui sopra, è un traguardo raggiungibile dalla maggior parte dell’utenza, le varie sfide opzionali restano appannaggio dei videogiocatori più smaliziati. È altresì vero che tale natura riesce a mitigare la sensazione di carenza di contenuti (la prima run, da purista, con gran parte dei collezionabili sbloccati, ci è durata 3 ore).

Una sinfonia perfetta

Il cuore pulsante di Symphonia è il suo universo musicale e visivo, che si distingue per la sua atmosfera ricca e vibrante. Ogni elemento del mondo di gioco, dagli ambienti ai personaggi, sembra essere ispirato direttamente dalla musica. Ogni livello è come una partitura visiva, che prende vita attraverso le azioni del videogiocatore. Le ambientazioni, dai paesaggi onirici alle strutture più complesse, sono costruite per riflettere il tono e il ritmo della colonna sonora, con un design che mescola elementi naturali e fantastici. Le luci e le ombre, così come i colori vivaci, ci accompagneranno per tutta l’avventura, immergendoci in un contesto che sembra vivere e danzare al ritmo della musica.

Symphonia
La direzione artistica è di alto livello

La colonna sonora, poi, è senza dubbio uno degli aspetti più riusciti. Le composizioni, che vanno dalle orchestrazioni epiche ai ritmi più moderni, accompagnano ogni momento del gioco con un’intensità travolgente. La musica non è solo un sottofondo, ma un elemento che guida l’azione, facendo sentire il videogiocatore come parte integrante di un concerto interattivo.

Commento finale

Symphonia è un’esperienza unica che unisce gameplay, musica e narrazione in un modo che pochi videogiochi riescono a fare. La varietà del platforming, unita alla necessità di imparare i tempismi di gran parte delle azioni, riesce a rendere Symphonia un vero piacere pad alla mano. Il sistema di potenziamenti opzionali lo rende, inoltre, un perfetto entry point per chi non ha mai provato esponenti di quello che, diciamocelo, è un sottogenere veramente di nicchia. Ad ogni modo, per chi cerca un gioco che combina bellezza visiva, gameplay preciso e una colonna sonora straordinaria, Symphonia è un titolo imperdibile. Un’esperienza che suona quasi come una melodia perfetta, al netto di qualche lieve stonatura.

eSport, il crescente interesse del pubblico italiano nel panorama attuale

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Con la sempre maggiore rilevanza del fenomeno eSport (sport elettronici) in termini di crescita del giro da affari, oggi affrontiamo il delicato argomento delle relative scommesse.

Negli ultimi anni, il mondo del betting sugli eSports ha registrato un elevato incremento di popolarità. Molteplici i fattori che hanno influito sull’innalzamento dei numeri anche in Italia. La diffusione di eventi in streaming ha permesso agli eSports di diventare sempre più accessibili per il grande pubblico. Questo ha generato a sua volta un effetto a cascata sui maggiori titoli interessati dal fenomeno, che si sono alimentati non solo in fase competitiva, ma anche stimolando gli scommettitori.

Le scommesse eSports offrono opportunità di vincita legate strettamente alla specificità degli sport elettronici. Si ponderano non solo le caratteristiche dei giochi, dei componenti delle squadre e delle abilità individuali. Elementi che rendono avvincente questo panorama, anche per approfondire le dinamiche legate al come funzionano le quote scommesse. A seconda del titolo poi è possibile anche scommettere su circostanze particolari legate a ciascun gioco, fattore che incrementa ancora di più la stratificazione legata al fenomeno.

eSporsts più popolari

Gli eSport si dividono sostanzialmente in diverse tipologie: oltre ai MOBA (Multiplayer online battle arena) nei quali si gioca in gruppo nell’ambito del raggiungimento di obiettivi tattici, ci sono gli FPS (First person shooter), ma anche sportivi di vario genere.

Tra i più popolari nel panorama italiano, impossibile non citare:

  • Battlefield
  • Call of Duty
  • Counter-Strike Global Offensive
  • Dota 2
  • EA Sports FC
  • Hearthstone: Heroes of Warcraft
  • Heroes of the Storm
  • League of Legends
  • Smite
  • Overwatch

La più gettonata dal punto di vista del betting è quella legata al calcio EA, del quale potete leggere la nostra recensione della nuova iterazione.

Come scommettere sugli eSport

Scommettere sugli eSport è, da un punto di vista pratico, molto simile al procedimento delle scommesse sportive tradizionali.

Una volta registrato su uno dei portali autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) in osservanza della normativa vigente, sarà infatti possibile accedere alle specifiche sezioni dedicate agli eSport e da lì gestire responsabilmente le proprie scommesse.

Maggiori eventi di eSports in Italia ed a livello internazionale

Da questo punto di vista, il panorama offre sempre crescenti stimoli grazie ala diffusione degli sport elettronici.

Impossibile non citare due dei maggiori appuntamenti internazionali: il League of Legends World Championship ed il Blast Premier (che riguarda Counter-Strike: Global Offensive). Oltere a loro, altrettanto rilevanti appaiono il The International per Dota 2 (con uno dei montepremi più alti al mondo) ed il Valorant Champions Tour, che mette in campo i migliori team del mondo.

Anche in Italia la situazione sta crescendo. Accanto a tornei come l’Italian eSports Open, anche nella cornice della Milano Games Week vengono inclusi eventi sportivi ai quali viene concessa una copertura mediatica importante.