Wolfeye Studios, studio di sviluppo indipendente co-guidato dal presidente Raphael Colantonio, noto per aver fondato Arkane Studios ed aver partecipato alla creazione di Dishonored e Prey, sta attualmente sviluppando un gioco di ruolo d’azione in prima persona.
Il titolo, ad oggi senza nome, ha appena terminato la pre-produzione ed è ora in piena produzione. Le prime immagini mostrano un mondo retro sci-fi che sembra attingere, nelle ispirazioni da atmosfere simili a quelle di Fallout.
Si tratta di una “nuova IP ambiziosa costruita sul DNA dei precedenti giochi di Arkane” che “offrirà un mondo ricco e dettagliato, libertà di gioco e una profonda esperienza di gioco di ruolo”. Queste le parole del team di sviluppo, che rincara la dose affermando che il titolo farà la gioia dei fan di Dishonored e Prey.
Wolfeye Studios prevede di tenere un alpha test privato limitato nel 2025 ed incoraggia gli utenti a registrarsi tramite i contatti presenti sul sito ufficiale dello studio.
Lo studio è composto principalmente da dipendenti provenienti da Arkane Studios Lyon ed Austin, recentemente chiusi. Colantonio è affiancato dal CEO e produttore esecutivo Julien Roby, che è anche un ex dirigente di Arkane Studios che ha lavorato su Dishonored e altri giochi di Arkane Studios.
Il publisher Focus Entertainment ed il team di sviluppo Saber Interactive hanno rilasciato un nuovo trailer esteso per Warhammer 40,000: Space Marine 2, stavolta dedicato al multiplayer.
Ve lo proponiamo di seguito.
Incarna l’abilità e la brutalità sovrumana di uno Space Marine. Scatena armi devastanti e abilità letali per annientare gli implacabili sciami dei Tiranidi. Proteggi l’Imperium in questo spettacolare gioco d’azione in terza persona con modalità solo e multigiocatore.
Tieni a bada gli orrori della galassia in epiche battaglie su pianeti lontani usando armi devastanti e le tue abilità letali, e svela segreti oscuri per respingere la notte eterna e dimostrare la tua fedeltà verso l’umanità.
Goditi questo intenso, cruento e frenetico gioco d’azione in terza persona con centinaia di nemici sullo schermo, ed epura gli implacabili sciami dei Tiranidi in una nuova e spettacolare campagna. Gioca in solitaria oppure con uno o due amici nel co-op da 3 giocatori.
Salva l’Imperium nei panni di uno Space Marine in una campagna PvE infinitamente rigiocabile e brutale con 6 classi tra cui scegliere, sbloccando nuove abilità e oggetti cosmetici, oppure dichiara una Guerra eterna contro i tuoi nemici in feroci partite PvP 6v6 per aumentare la gloria della tua fazione!
Warhammer 40,000: Space Marine 2 arriverà per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam il 9 Settembre.
Si è tenuto nelle scorse ore il QuakeCon 2024, evento dedicato alle ultime novità di casa id Software sulle proprie IP: ecco quali sono stati i principali annunci.
La prima novità ha riguardato il lancio in tutto il mondo, da subito, della nuova e definitiva riedizione combinata di DOOM + DOOM 2, disponibile ora in tutto il mondo.
I due leggendari titoli sono stati migliorati e combinati in un unico prodotto: qui trovate tutti i dettagli delle nuove feature e contenuti inediti. Sviluppato da id Software con la collaborazione di Nightdive Studios, è ora disponibile su Xbox One, Xbox Series X|S, Xbox Game Pass, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch e PC.
Successivamente, id Software ha ha rilasciato una beta pubblica di idStudio, il set di strumenti ufficiale per la creazione di mod per DOOM Eternal, e un’anteprima di mod per PC opzionale per consentire ai giocatori di visualizzare e accedere facilmente alle mod.
Per tutti i collezionisti, è stata annunciata la DOOM Anthology, una nuova versione fisica che include DOOM (1993), DOOM 2, DOOM 64, DOOM 3, DOOM (2016) e DOOM Eternal Deluxe Edition. Contiene un’esclusiva custodia SteelBook del gioco e una replica di circa 13 cm del BFG completa di LED e supporto. DOOM Anthology sarà acquistabile a partire dal 22 ottobre 2024 per Xbox One, Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch e PC. È possibile effettuare il pre-ordine a questo link.
Sempre per i collezionisti, è stato altresì annunciato DOOM SNES di Limited Run Games. Conversione aggiornata della versione originale di DOOMSNES a 16 bit, che include sia una Standard Edition che una Collector’s Edition, questo gioiellino offrirà 14 nuovi livelli, schivate laterali e tanto altro quando uscirà nel 2025. Sarà disponibile in due versioni:
Standard Edition 99.99 $ contenente: Carrello SNES color canna di fucile con inchiostro metallico, Manuale, Poster, Scatola SNES
Deluxe Edition 199.99 $ contenente: Versione migliorata del carrello Standard Edition, con variante con schizzi di sangue ed etichette su piastra metallica per commemorare l’uscita, Manuale, Poster, Scatola CE Premium in rilievo, Certificato di autenticità numerato, Tiratura limitata a 666 copie
C’è stato infine spazio anche per un annucio legato a Skyrim, nello specifico la nuova creazione Bards College, realizzata dal talentuoso team di Kinggath Creations. Questa espansione porta i giocatori alla scuola dei bardi di Solitude come nuovi iniziati, dove potranno affinare le loro abilità linguistiche e avventurarsi alla scoperta di luoghi perduti e antiche conoscenze.
Durante la diretta streaming del QuakeCon, Marty Stratton e Hugo Martin di id Software sono saliti sul palco principale per annunciare la nuova e definitiva riedizione combinata di DOOM + DOOM 2, disponibile ora in tutto il mondo.
Di seguito potete ammirare il trailer della nuova versione dei due leggendari titoli, sviluppati insieme a Nightdive Studios.
Tra le novità dell’edizione definitiva dei classici immortali, troviamo:
Deathmatch online multipiattaforma e co-op fino a 16 giocatori;
Supporto mod per giocatore singolo pubblicate dalla community con un browser mod nel gioco
Rendering ottimizzato;
Opzioni di accessibilità;
Colonna sonora IDKFA opzionale di Andrew Hulshult, selezionabile insieme alle colonne sonore midi originali, compresa l’inedita versione IDKFA di DOOM 2;
Prestazioni migliorate con rendering in multithreading, con il supporto a una risoluzione fino a 4K e 120 FPS su Xbox Series X|S, PC e PlayStation 5;
Nuovo episodio “Legacy of Rust”, con nuove armi e demoni, realizzato in collaborazione da membri di id Software, Nightdive Studios e MachineGames
Chi attualmente possiede DOOM (1993) e/o DOOM 2 su una qualsiasi delle piattaforme citate riceve un aggiornamento gratuito al nuovo gioco combinato e può ancora accedere alle versioni precedentemente possedute.
La nuova definitiva versione di questi titoli è ora disponibile su Xbox One, Xbox Series X|S, Xbox Game Pass, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch e PC.
Game Science ha condiviso il trailer finale per l’atteso Black Myth: Wukong, action RPG in arrivo il prossimo 20 Agosto per PlayStation 5 e PC (via Steam ed Epic Games Store).
Il filmato, che vi proponiamo di seguito, mostra scene di gameplay mai viste prima, assieme ad uno sguardo alle cutscene, a nuovi livelli ed inediti personaggi.
Black Myth: Wukong è un GdR d’azione che affonda le radici nella mitologia cinese. La storia si basa su “Il viaggio in Occidente”, uno dei quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese. Vestendo i panni del Predestinato, partirai per un viaggio ricco di sfide e portenti per scoprire la verità che si cela dietro al velo di un’insigne leggenda del passato.
Esplora una terra di incomparabili meraviglie Entra in un regno avvincente in cui scoprirai le meraviglie dell’antica mitologia cinese! Nei panni del Predestinato, attraverserai innumerevoli paesaggi mozzafiato e unici nella cornice del grande classico “Il viaggio in Occidente” per tratteggiare un nuovo racconto epico di avventure mai visto prima d’ora.
Affronta potenti nemici nuovi e antichi Uno dei punti cardine de “Il viaggio in Occidente” è l’eterogeneità dei personaggi, ciascuno dei quali è caratterizzato da qualità speciali. Incontrerai nemici possenti e rivali meritevoli lungo il tuo viaggio di Predestinato. Affronta valorosamente battaglie epiche in cui la sconfitta non è una scelta vagliabile.
Affina la tua padronanza degli incantesimi Incantesimi, trasformazioni e cimeli magici che si rivelano un sostegno o un ostacolo sono elementi di combattimento ben noti nella mitologia cinese. Oltre a padroneggiare svariate tecniche di combattimento col bastone, in quanto Predestinato abbinerai diversi incantesimi, abilità, armi ed equipaggiamenti per trovare la strategia vincente che meglio si addice al tuo stile di lotta.
Scopri racconti commoventi che si celano oltre le apparenze La ferocia e la scaltrezza dei tuoi nemici celano una storia avvincente in cui si intrecciano la loro origine, personalità e i motivi che li muovono. In quanto Predestinato, scoprirai le storie degli innumerevoli personaggi che incontrerai, spingendoti oltre i vostri scontri: assaporerai l’amore e l’odio, l’avidità e la rabbia che provarono un tempo e che serbano ancora nel cuore.
Black Myth: Wukong arriverà inizialmente nel solo formato digitale per le piattaforme indicate, seguito poi da una release fisica ancora da annunciare nonché da una versione per Xbox Series.
Con molta tristezza apprendiamo che Meta ha chiuso lo studio di sviluppo Ready at Dawn.
Il team, recentemente alle prese con la serie Lone Echo, era stato fondato nel 2003 ed acquisito successivamente da Meta nel Giugno 2020 per incrementare l’offerta di titoli in realtà virtuale.
Al di là della citata serie, Ready at Dawn è diventata famosa per il lungo sodalizio con Sony Interactive Entertainment. Da questa collaborazione sono nati alcuni dei migliori titoli per la prima PlayStation Portable (ancora oggi apprezzati e stimati) quali Daxter, God of War: Chains of Olympus e God of War: Ghost of Sparta. L’ultima loro fatica su home console è stata lo sfortunato The Order: 1886 per PlayStation 4, ancora oggi ammirato per l’elevata caratura tecnica e splendore visivo.
Stando ad Android Central, Meta sta incoraggiando gli ex dipendenti dello studio di candidarsi ad un ruolo all’interno di Oculus Studios. La speranza, anche da parte della compagnia, è di riuscire così a riassorbire quanti più posti di lavoro possibile.
Da parte nostra esprimiamo solidarietà al team con grande rammarico, viste le indubbie potenzialità espresse negli anni anche a fronte di qualche sfortuna commerciale.
Il publisher Daedalic Entertainment ed il team di sviluppo DALOAR hanno annunciato The Occultist, horror psicologico narrativo in prima persona in arrivo nel 2025 per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam.
“Nella mia mente sono incise immagini che farebbero tremare di paura qualsiasi uomo… ma io non sono un uomo qualsiasi. Sono L’Occultista.” Accompagna Alan Rebels nella sua più terrificante indagine sull’occulto in questo avventuroso gioco horror d’azione da brivido.
In The Occultist, il detective del paranormale Alan Rebels si reca sulla misteriosa isola di GodStone per determinare la ragione dell’improvvisa scomparsa di suo padre. Sebbene gli avesse ripetutamente menzionato l’isola nel corso dei decenni, Alan sa solo che suo padre vi è nato e vi ha trascorso i suoi primi anni di vita.
Ma Alan non intraprende questa avventura da solo. Porta con sé il suo pendolo mistico, un oggetto di origine ignota che lo ha accompagnato in tutte le sue precedenti indagini paranormali. Mentre esplora le strade nebbiose e gli edifici sfibranti, che sembrano essere le uniche cose rimaste sulla misteriosa isola di GodStone, si rende conto di una cosa: questo caso sarà diverso da ogni altro.
Fino al 1950 GodStone ospitò una setta macabra che conduceva rituali crudeli ed esperimenti raccapriccianti. Da allora, nessuno ha più messo piede sull’isola… fino a oggi. Utilizzando i suoi talenti paranormali, Alan deve interagire con le anime sinistre che sembrano rimaste nelle strade funeste e negli edifici inquietanti di GodStone, oppure evitarle a tutti i costi quando sono in preda alla collera.
Data la sua professione, Alan Rebels è abituato a questo genere di cose, ma la misteriosa isola di GodStone e la ricerca di risposte in merito alla scomparsa di suo padre metteranno alla prova le sue capacità. Più di ogni altra indagine precedente, GodStone scuoterà le convinzioni di Alan sulle possibilità del mondo dell’occulto. Forse GodStone nasconde una maledizione che può essere spezzata… ma è giusto spezzarla?
Pendolo mistico: l’oggetto più importante di Alan. Attraverso di esso è in grado di interagire con l’ambiente e modificarlo utilizzando le sue cinque meccaniche uniche e originali.
Azione in prima persona: vivi il mondo inquietante di The Occultist attraverso gli occhi di Alan Rebels e usa il pendolo mistico per scoprire cosa è accaduto a GodStone.
Survival horror: in The Occultist sono presenti tutti gli elementi distintivi di questo genere, l’esplorazione in un’atmosfera ricca di tensione, e una narrazione ravvicinata e personale.
Grafica di nuova generazione: The Occultist ha un livello di dettaglio e una qualità grafica sorprendenti, per un’esperienza horror davvero coinvolgente.
Gioca a nascondino: Alan evita sempre il combattimento. Spostandosi in modo furtivo, deve procedere nella storia senza farsi cogliere di sorpresa.
Personaggi memorabili: GodStone è popolata di avversari che trasformeranno la tua indagine in un vero e proprio incubo.
Rompicapi: dagli enigmi più semplici a quelli che richiedono conoscenza e comprensione delle arti occulte.
Colonna sonora: The Occultist presenta una colonna sonora originale del celebre compositore Pepe Herrero.
Il team di Humble Bundle ha svelato i giochi disponibili per il mese d’agosto nell’abbonamentoHumble Choice!
Sifu – Un incredibile mix tra rouguelite e action game in terza persona, ci mette nei panni di un giovane discepolo dell’arte del Kung Fu in un infinita guerra contro i propri demoni.
High on Life – Dallo studio del creatore di Rick e Morty viviamo un’avventura spaziale fuori di testa, in questo irriverente e dissacrante FPS.
Gotham Knights– Ultimo capitolo dell’universo dei titoli Rocksteady dell’uomo pipistrello, torniamo a Gotham City, in una deriva co-op della formula che ha reso grande il franchise.
BlackTail – Entriamo nel mito slavo di Baba Yag e scopriamo come la donna sia divenuta leggenda, in un singolare action adventure in prima persona.
Astral Ascent – Hack and Slashrouguelite in 2D che ci mette nelle vesti di 4 eroi, intenzionati a scappare da una prigione astrale sorvegliata da 12 divinità zodiacali.
Diluvian Ultra – Ispirato dalle grottesche e colorate visual novels degli anni 80, aiutiamo un soldato di una razza aliena in questo FPS retrò dove l’ingegno e il controllo saranno i nostri veri strumenti per vincere.
Universe For Sale – Creiamo universi sul palmo della nostra mano, e vendiamoli al miglior offerente, in un adventure game interamente disegnato a mano e dai toni surreali.
This Means Warp – Prendiamo fino a 3 amici e buttiamoci nell’esplorazione di un cosmo creato proceduralmente, gestendo la nostra nave e sfidando ogni minaccia siderale.
In aggiunta avrete anche accesso all’Humble Games Collection -una selezione di titoli accessibili in maniera gratuita-, e fino al 20% di sconto addizionale per qualsiasi gioco acquistato sull’Humble Store. Questi 8 giochi per PC, e i relativi bonus, possono essere vostri sottoscrivendo all’abbonamento Humble Choice al prezzo di soli 9,99€ al mese, oppure a 109€ con il piano annuale, e riscattandoli prima delle 19:00 del 3 settembre 2024!
E se volete conoscere meglio i titoli all’interno dell’offerta dell’Humble Choice, seguite la nostra rubrica Humble Wheel in onda ogni lunedì dalle 18:30 sul canale Twitch di 4news.it!
La seconda stagione di House of the Dragon si è conclusa da pochi giorni (avete già letto il nostro speciale: la spiegazione del finale e cosa ci attenderà nella terza stagione?) e abbiamo deciso di “deliziarvi” con un breve articolo che va a spiegare quali sono le principali differenze fra il libro e la serie TV.
Partiamo da una doverosa premessa, il libro Fuoco & Sangue (Fire & Blood) dello scrittore americano George R.R. Martin, si discosta ampiamente dai canonici romanzi. Infatti, ha la forma di una sorta di trattato accademico sulla dinastia Targaryenscritto da uno storico del mondo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire), l’arcimaestro Gyldayn. Gyldayn cita una varietà di fonti primarie fittizie per gli eventi storici che descrive, i cui resoconti a volte sono in conflitto tra loro, seguendo quello che un tempo erano metodi medievali di storiografia e rendendo così lo stesso Gyldayn un narratore inaffidabile dal punto di vista del lettore.
Proprio perché si tratta di una sorta di resoconto storico, molti degli aspetti narrati, risultano incompleti. Ciò ha dato modo agli showrunner Ryan Condal e Miguel Sapochnik di “sbizzarrirsi” nel cercare – attraverso la serie HBO, House of the Dragon – di approfondire alcuni aspetti “poco chiari” del libro. La serie inizia circa 100 anni dopo che i Sette Regni sono stati unificati dai Targaryen, quasi 200 anni prima degli eventi di Game of Thrones e 172 anni prima della nascita di Daenerys Targaryen. Lo show mostra gli eventi che hanno portato al declino della Casa Targaryen, una devastante guerra di successione nota come “Danza dei Draghi“.
Qui di seguito tutte le principali differenze tra la serie TV House of the Dragon e il libro “Fuoco & Sangue” di George R.R. Martin:
1. Timeline
La serie TV accelera il ritmo degli eventi rispetto al libro. Ad esempio, nel libro, il matrimonio tra Rhaenyra e Laenor Velaryon dura diversi anni, mentre nella serie TV è breve e finisce (inevitabilmente) in tragedia.
2. Caratterizzazioni
I personaggi della serie TV sono stati sviluppati in modo diverso rispetto al libro. Ad esempio, Alicent Hightower è più complessa nella serie TV, mentre nel libro è rappresentata “semplicemente” come una donna ambiziosa e manipolatrice. Anche Rhaenyra e Daemon hanno caratterizzazioni diverse tra la serie e il libro. Uno dei cambiamenti più significativi (e anche più controversi) riguarda la rappresentazione di Casa Velaryon i cui membri nei libri sono caucasici mentre nella serie TV sono di colore.
Molti lettori hanno mal digerito questa scelta (e non per motivi razziali). Nello specifico la Casa Velaryon proveniva dalla stessa discendenza valyriana della Casa Targaryen e, come tale, di solito viene descritta/raffigurata con la stessa pelle pallida, gli stessi occhi viola e i capelli argentati. Le famiglie avevano anche una dilagante abitudine di sposarsi tra loro, al punto che al momento della Ribellione di Robert*, le famiglie erano sostanzialmente indistinguibili.
La ragione più probabile di questo cambiamento è stata quella di rendere netta la differenza visiva tra le due case. Tale scelta, altresì, rende anche la parentela dei figli di Rhaenyras molto più ovvia, non solo per il colore dei capelli, ma anche per il tono della pelle.
* Nota anche come “Guerra dell’Usurpatore”, è il nome con cui viene indicata la rivolta di Robert Baratheon, Eddard Stark e Jon Arryn contro la Casa Targaryen. Durò quasi un anno, portando alla fine dell”illustre dinastia Targaryen e al loro dominio sui Sette Regni e dando inizio al regno di Robert Baratheon.
3. Eventi e colpi di scena
La serie TV ha modificato alcuni eventi chiave rispetto al libro. Ad esempio, la morte di Lucerys Velaryon è stata cambiata nella serie TV rispetto al libro ma soprattutto uno dei cambiamenti più curiosi è l’imboscata di Aemond al nipote Lucarys. In Fire and BloodAemond uccide Luc e il suo drago, Arrax, di sua spontanea volontà. Fu il culmine del risentimento che Aemond nutriva segretamente nei confronti di Lucarys. Nella serie, invece, è rappresentato come una conseguenza (accidentale) dovuta alla spavalderia di Aemond.
4. Punto di vista
Il libro “Fuoco & Sangue” è scritto – come anticipato – in stile cronaca, con un narratore onnisciente che racconta la storia dei Targaryen. La serie TV House of the Dragon, invece, utilizza una narrazione più tradizionale, con una storia raccontata attraverso gli occhi dei personaggi.
5. Tono e atmosfera
La serie TV ha un tono più oscuro e drammatico rispetto al libro, che ha un tono più epico e storico.
6. Età dei personaggi
Nella serie TV, alcuni personaggi hanno un’età diversa rispetto a quella del libro. Ad esempio, nel libro di Martin, Rhaenyra ha 8 anni quando Re Viserys la nomina erede al Trono di Spade. Nello stesso periodo, quando Alicent sposa Re Viserys, ne ha 18. Nella serie, entrambe le ragazze hanno praticamente la stessa età (anche se Alicent sembra avere qualche anno in più), il che ha aiutato a fare in modo che diventassero (agevolmente), fino all’inevitabile rottura, migliori amiche.
Età dei personaggi nella stagione 1
Episodi
1 112 AC
2 112 AC
3 115 AC
4 116 AC
5 116 AC
6 126 AC
7 126 AC
8 132 AC
9 132 AC
10 132 AC
Rhaenyra Targaryen
14
15
17
19
19
29
29
35
/
35
Alicent Hightower
14
15
17
19
19
29
29
35
35
/
Laenor Velaryon
14
/
17
/
19
29
29
/
/
/
Laena Velaryon
12
12
/
/
16
26†
Daemon Targaryen
31
31
34
35
35
45
45
51
/
51
Aegon II Targaryen
2
3
/
13
13
19
19
/
Helaena Targaryen
1
1
11
11
17
17
/
Rhaena Targaryen
8
8
14
/
14
Joffrey Velaryon
0
/
6
/
6
Aegon III Targaryen
4
/
/
Lyman Beesbury
56
56
59
60
60
70
/
76
76†
Lucerys Velaryon
8
8
14
/
14†
Visenya Targaryen
0†
7. Relazioni
Le relazioni tra i personaggi sono state modificate nella serie TV rispetto al libro. Ad esempio, la relazione tra Rhaenyra e Daemon è più complessa e ambigua nella serie TV rispetto al libro. Ma quella che il libro non descrive è l’amore nascosto tra la guardia reale Sir Criston Cole e la principessa Rhaenyra. Nel libro, Rheanyra ci prova con Criston poco dopo la sua piccola avventura al bordello con Daemon, ma viene respinta. Consumata dal dolore e per puro istinto sessuale, si concede a Sir Harwin Strong. Nella serie, Sir Criston (sebbene riluttante) è andato a letto con Rhaenyra.
8. Roccia del drago e la storia dei Targaryen
La serie TV ha aggiunto nuove informazioni sulla storia dei Targaryen e su Roccia del drago, che non sono presenti nel libro.
Queste sono solo alcune delle principali differenze tra la serie TV House of the Dragon e il libro “Fuoco & Sangue”. Tuttavia, entrambi gli adattamenti sono stati creati per offrire una storia epica e avvincente sulla Case dei Targaryen.
Il publisher Headup Games ed il team di sviluppo Sunny Peak hanno annunciato che il platform 2D Symphonia arriverà per PlayStation 5, Xbox Series, PlayStation 4, Xbox One, Switch e PC via Steam entro la fine dell’anno.
Il titolo, in precedenza annunciato in arrivo nella prima metà del 2024, ottiene dunque una nuova finestra di lancio assieme alla conferma delle piattaforme di destinazione. Altresì è disponibile una demo direttamente su Steam.
Risveglia un vasto regno musicale in questo platform non violento e poetico. In Symphonia utilizzerai la potenza del tuo violino insieme alle tue abilità platform per riunire un’orchestra e riportare in vita la macchina musicale del mondo.
Nel regno di Symphonia, la musica agisce come fonte di vita ed energia. Ma da quando i fondatori e la loro orchestra sono scomparsi gli abitanti sono divisi, e il mondo pian piano cade nel silenzio. E se ci fosse un modo per riunire una nuova orchestra? Questa è la domanda a cui dovrà rispondere Filemone, il misterioso musicista di Symphonia.
Incarna un misterioso violinista, riportato in vita in un mondo in declino. Il tuo violino e il tuo arco sono sia il tuo strumento che un mezzo di trasporto. Catapultati attraverso il mondo e completa i livelli risolvendo emozionanti sfide platform e riattivando al tempo stesso il meccanismo che riporta vita ed energia in questo mondo.
Scopri un mondo musicale, basato sull’orchestra sinfonica e pieno di personaggi pittoreschi. Ogni area di Symphonia ha la sua atmosfera e i suoi personaggi distinti e ogni stanza è realizzata a mano. Incontra musicisti prodigiosi e cerca di convincerli a unirsi all’orchestra.
Una colonna sonora unica, basata sul periodo musicale romantico, realizzata dal compositore Olivier Esman. Godetevi l’esibizione della Scoring Orchestra Paris, registrata appositamente per Symphonia e scritta dal compositore Olivier Esman e dal suo team. Suona concerti avvincenti, ciascuno incentrato su una delle famiglie di strumenti: archi, ottoni e legni.
Nexon e Neople hanno annunciato, con un nuovo video gameplay esteso, che The First Berserker: Khazan arriverà su PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam nel corso del 2025.
Il generale Khazan e Ozma sono gli eroi che salvarono l’Impero Pell Los dal drago berserker Hismar e dalla Legione draconica. Tuttavia, il primo, falsamente accusato di tradimento, fu torturato con crudeltà e divenne un miserabile emarginato, condannato all’esilio oltre i confini dell’impero.
Sfuggi alla caccia spietata delle forze imperiali, sventa le congiure volte a uccidere Khazan e supera gli ambienti ostili che incontrerai.
Sei stato un grande eroe, come non se ne vedranno più nella storia di Arad. Ricorda le abilità di battaglia, dimenticate dopo orribili torture, e abbatti coloro che ti calunniano e ti sfidano.
Scova i tuoi potenziali nemici, riprenditi tutto ciò che ti è stato tolto e vendicati. Riconquista l’onore e la gloria che meriti.
The First Berserker: Khazan è un gioco ambientato nell’universo di DNF (un marchio di Nexon famoso in tutto il mondo) e racconta la storia di Ozma e Khazan. Il giocatore diventerà l’eroe “Khazan”, l’antenato di tutti gli sterminatori e colui che ha sconfitto il drago berserker Hismar, per scoprire la verità dietro la sua caduta nell’impero.
Le compagnie hanno altresì condiviso un inedito developer diary intitolato “Unveil the Universe” che fornisce uno sguardo alla storia del titolo.
ASUS ha recentemente lanciato il ROG Strix Impact III Wireless, evoluzione senza fili del precedente modello cablato. Posizionato nella fascia media del segmento con un prezzo indicativo di circa 80-90 euro, questo mouse si trova a competere con concorrenti piuttosto agguerriti come il Logitech G Pro X Superlight, lo SteelSeries Aerox 3 Wireless e soprattutto, uno dei nostri preferiti, il Turtle Beach Burst II Air. Ciascuno di questi modelli offre caratteristiche uniche, ma l’ASUS ROG Strix Impact III Wireless punta a distinguersi per un suo equilibrio tra prestazioni, ergonomia e autonomia.
Unboxing, design e caratteristiche tecniche
Il ROG Strix Impact III Wireless presenta un design simmetrico, pensato per adattarsi a diverse impugnature. Il peso è estremamente ridotto, anche se non è il più leggero della categoria con i suoi 57 grammi, a cui vanno aggiunti queli della batteria AA ( o AAA nel caso si volesse optare per una batteria con minore autonomia ma più legger): una scelta, quella della batteria esterna, che potrebbe far storcere un po’ il naso ma che, come vedremo più avanti, non è così campata in aria.
Nella confezione di vendita sono inclusi una batteria AA al litio (Airdeer Lithium FR6 1.5V), una seconda batteria di tipo AAA (Airdeer Lithium AAA FR03 1.5V) e un adattatore per poterla utilizzare, riducendo ulteriormente il peso.
Nonostante il maggior peso di altre soluzioni concorrenti, la soluzione di Asus è decisamente ben calibrata e il peso ben distribuito. La forma simmetrica e le dimensioni più compatte rispetto ai competitors (120 x 62 x 39 mm), accentuate anche da una gobba abbastanza pronunciata, lo rendono particolarmente adatto per grip di tipo claw e fingertip, anche se può essere utilizzato comodamente anche con una presa palm grip da utenti con mani più piccole.
I pulsanti secondari situati sulla sinistra hanno un buon feeling al tatto, così come i due pulsanti principali e la rotella, di cui parleremo più avanti. Per i mancini la forma simmetrica è sicuramente un vantaggio, ma la posizione dai tasti laterali potrebbe essere un problema essendo più difficile da raggiungere utilizzando l’anulare.
La scocca in plastica opaca (disponibile sia in nero che in bianco) offre una buona presa anche con le mani sudate, sebbene la texture superficiale non abbia particolari rilievi o i classici grip adesivi in gomma da aggiungere come accessorio.
A differenza del modello cablato, questa versione wireless rinuncia all’illuminazione RGB sul logo ROG limitando l’illuminazione esclusivamente alla rotellina. La funzionalità, in mouse di questo tipo, deve sempre prevalere sull’estetica e siamo sicuri che la rinuncia ai frizzi e lazzi delle lucine RGB abbia contribuito a mantenere il peso sotto controllo.
Nel complesso la qualità costruttiva ci ha piacevolmente impressionato, grazie ad una buona solidità e all’assenza di qualsiasi flessione o strano scricchiolio o rumore interno.
Switch, Sensore ottico e Skates.
Gli switch dei pulsanti principali sono i ROG meccanici da 70 milioni di clic, una scelta di qualità che promette durabilità e consistenza nel tempo. Questi switch offrono un feedback tattile netto e una risposta rapida, oltre ad un piacevolissimo feedback sonoro. La cosa interessante, inoltre, è che gli switch sono Hot Swappable, il che significa che possono essere facilmente sostituiti con altri a tre pin di terze parti in maniera molto semplice e senza dover effettuare alcuna saldatura. Una scelta di longevità e personalizzazione che tutti i produttori dovrebbero intraprendere.
Il sensore ottico è l’eccellente ROG AimPoint con risoluzione fino a 36.000 DPI. Questo sensore di fascia alta, equipaggiato su tutti i dispositivi top di gamma di Asus (come il Gladius III e il Keris) rappresenta uno dei punti di forza del mouse, garantendo prestazioni al top in termini di precisione e reattività. I piedini in PTFE al 100% garantiscono uno scorrimento fluido su diverse superfici che si tratti di un tappetino da gaming dedicato, il pad in vetro come il Moonstone Ace L di Asus di cui parleremo in un apposito paragrafo più avanti o la superficie in legno della scrivania.
Specifiche tecniche
ASUS ROG STRIX IMPACT III WIRELESS
Sensore
ROG AimPoint ottico
DPI
100-36.000
Accelerazione massima
50G
Velocità massima
650 IPS
Polling rate
1000 Hz
Switch principali
ROG meccanici 70M
Pulsanti programmabili
5 + 1 DPI
Peso
57g (senza batteria)
Connettività
2.4GHz / Bluetooth 5.1
Batteria
AA/AAA
Autonomia
Fino a 450 ore
Software
Armoury Crate
Prova sul campo
Impugnando il ROG Strix Impact III Wireless si apprezza immediatamente la leggerezza e la maneggevolezza. I pulsanti principali offrono un feedback tattile netto e reattivo, con un’ottima consistenza tra clic sinistro e destro. La corsa è ben calibrata, né troppo lunga né troppo corta, permettendo clic rapidi senza sacrificare la precisione. Gli switch ROG meccanici da 70 milioni di clic si fanno sentire in termini di qualità percepita, con un suono secco ma non eccessivamente rumoroso.
La rotellina di scorrimento ha una rotazione fluida e precisa, con tacche ben definite. Il feedback tattile durante lo scrolling è ben calibrato, permettendo sia scorrimenti rapidi che movimenti di precisione. Il clic della rotellina richiede una pressione leggermente superiore rispetto ai pulsanti principali, un dettaglio che può prevenire attivazioni accidentali durante l’uso intenso.
I pulsanti laterali per i destrorsi sono facilmente raggiungibili con il pollice e hanno una corsa ridotta che ne facilita l’azionamento rapido. La loro posizione è stata studiata per essere accessibile senza richiedere movimenti innaturali della mano, un aspetto importante durante le sessioni di gioco prolungate, ma come abbiamo detto, lo stesso non vale per i mancini che potrebbero avere qualche problema a raggiungerli.
Nonostante l’assenza di grip in gomma, la finitura opaca della scocca offre una presa sicura anche nelle sessioni di gioco più intense. La texture superficiale bilancia bene la necessità di aderenza con la facilità di movimento, permettendo micro-aggiustamenti precisi senza “incollare” eccessivamente il mouse alla mano.
L’ergonomia generale è ben studiata e permette di mantenere il controllo del mouse senza affaticamento anche dopo diverse ore di utilizzo. La distribuzione del peso, anche con la batteria inserita, risulta bilanciata, non favorendo eccessivamente nessuna parte del mouse durante i movimenti rapidi.
Un aspetto da considerare è la mancanza di personalizzazione fisica del mouse. A differenza di alcuni concorrenti che offrono grip laterali intercambiabili o pesi regolabili, il ROG Strix Impact III Wireless punta su una configurazione fissa. Questa scelta può essere vista come un limite per chi ama personalizzare al massimo il proprio dispositivo, ma al contempo garantisce una maggiore robustezza strutturale. Tuttavia, un minimo di personalizzazione del peso può essere raggiunta sostituendo la pila AA con una AAA, optando quindi per un peso ancora più leggero, ma rinunciando a qualcosina in termini di autonomia.
Rispetto alla soluzione di Turtle Beach Burst II Air, questo Asus ci ha convinto soprattutto per quanto riguarda il click, molto più veloce e preciso, mentre in quanto a scorrevolezza e velocità il Turtle Beach è un gradino sopra.
Sensore e prestazioni
Il cuore pulsante del ROG Strix Impact III Wireless è, come abbiamo detto, l’eccellente sensore ottico ROG AimPoint. Con una risoluzione massima di 36.000 DPI, un’accelerazione di 50G e una velocità di tracciamento di 650 IPS (pollici al secondo), questo sensore si colloca ai vertici della categoria in termini di prestazioni pure.
Il DPI (Dots Per Inch) indica la sensibilità del sensore, ovvero quanti pixel il cursore si sposta sullo schermo per ogni pollice di movimento del mouse. Un valore più alto permette movimenti più ampi con spostamenti minimi del mouse, ideale per schermi ad alta risoluzione o per chi predilige sensibilità elevate.
L’accelerazione di 50G indica la capacità del sensore di mantenere un tracciamento accurato anche durante movimenti molto rapidi e improvvisi. Questo si traduce in una maggiore precisione nei flick shot e nei movimenti veloci tipici degli FPS competitivi. In pratica, anche durante le manovre più rapide e intense, il cursore segue fedelmente il movimento della mano senza perdere precisione.
La velocità di tracciamento di 650 IPS rappresenta la velocità massima a cui il sensore riesce a mantenere un tracciamento accurato. Anche in questo caso, un valore così elevato garantisce prestazioni al top anche nelle situazioni di gioco più frenetiche. Questa caratteristica è particolarmente apprezzata nei giochi che richiedono movimenti ampi e veloci, come gli sparatutto arena o i MOBA.
La possibilità di regolare il DPI da 100 a 36.000 offre un’ampia gamma di personalizzazione, adattandosi a qualsiasi preferenza o scenario di utilizzo, tuttavia, la presenza del selettore DPI sulla parte bassa del mouse impedisce di utilizzare il pulsante fisico per aggiustamenti in game (cosa che resta comunque possibile personlizzando una combinazione di tasti tramite il software Armoury Crate).
Nella pratica, il sensore si dimostra estremamente preciso e reattivo, senza alcun fenomeno di jitter, accelerazione o angle snapping. Il jitter, ovvero micro-movimenti indesiderati del cursore, è praticamente assente, garantendo una mira stabile anche alle sensibilità più elevate. L’assenza di accelerazione assicura che i movimenti del mouse si traducano in modo lineare sullo schermo, senza variazioni indesiderate della velocità del cursore. L’angle snapping, una funzione che “raddrizza” artificialmente i movimenti del mouse, è disattivata, permettendo tracciamenti naturali e precisi.
Il polling rate di 1000 Hz assicura una latenza minima e una fluidità ottimale del cursore anche se alcuni concorrenti fanno ancora meglio sotto questo aspetto.
In termini di prestazioni di gioco, il ROG Strix Impact III Wireless si comporta egregiamente in una varietà di generi. Negli FPS, la precisione del sensore e la leggerezza del mouse permettono mire rapide e accurate. Nei MOBA e negli RTS, la reattività dei pulsanti e la fluidità di movimento agevolano il micro-management e le azioni rapide. Anche in giochi meno frenetici, come gli RPG o i giochi di strategia, il comfort d’uso e la personalizzazione dei pulsanti si rivelano vantaggiosi
Il software tuttofare: Armoury Crate
Come abbiamo detto più volte recensendo altri prodotti Asus, il software Armoury Crate offre una suite completa di strumenti per personalizzare diversi aspetti dei devices ROG. In questo caso, il software permette di personalizzare i livelli di DPI, la frequenza di polling e mappare i pulsanti secondo le proprie preferenze. È poi possibile salvare fino a 5 profili nella memoria onboard del mouse, una caratteristica utile per chi utilizza il dispositivo su più sistemi o per adattarsi rapidamente a diversi giochi.
La calibrazione della superficie, anch’essa gestibile tramite software, permette di ottimizzare le prestazioni del sensore in base al tappetino o alla superficie utilizzata. Questa funzione può fare la differenza in termini di precisione, soprattutto quando si utilizza il mouse su superfici non convenzionali.
Connettività e Autonomia
Il ROG Strix Impact III Wireless offre due opzioni di connettività wireless: la tecnologia proprietaria a 2.4 GHz tramite dongle USB “Rog Omnireceiver” e Bluetooth 5.1. Questa doppia opzione rappresenta un vantaggio significativo in termini di versatilità e compatibilità con diversi dispositivi.
La modalità a 2.4 GHz Rog tramite Omnireceiver (che ricordiamo permette di collegare più dispositivi ROG compatibili utilizzando un singolo dongle USB) è sicuramente la forma di collegamento consigliabile: la portata wireless è eccellente, la connessione stabile e soprattutto garantisce le prestazioni migliori in termini di latenza, un aspetto essenziale per il gaming competitivo. In questa modalità, la latenza è praticamente impercettibile, rendendo l’esperienza paragonabile a quella di un mouse cablato. La stabilità della connessione è eccellente, senza interruzioni o lag anche in ambienti con molte interferenze wireless.
La connessione Bluetooth risulta invece utile per l’uso quotidiano o per collegare il mouse a dispositivi privi di porte USB libere. Sebbene la latenza sia leggermente superiore rispetto alla modalità 2.4 GHz, rimane più che accettabile per l’uso generale e il gaming casual. La compatibilità Bluetooth 5.1 assicura una connessione stabile e un basso consumo energetico.
Il mouse è alimentato da una singola batteria AA o AAA, con un adattatore incluso per utilizzare le più compatte AAA. Questa scelta offre flessibilità all’utente, permettendo di optare per batterie più pesanti e durature (AA) o più leggere (AAA) in base alle proprie preferenze. L’autonomia dichiarata è di circa 450 ore con il Bluetooth e leggermente inferiore utilizzando la connessione a 2.4 GHz.
Nella pratica, con un utilizzo misto di circa 8 ore al giorno, si raggiungono facilmente le 3-4 settimane di autonomia prima di dover sostituire la batteria. Questo risultato è notevole, soprattutto considerando le prestazioni elevate del sensore e la leggerezza del mouse ed è possibile anche grazie all’assenza di illuminazione RGB.
L’assenza di una batteria ricaricabile integrata o di una modalità cablata sono due aspetti che sinceramente ci hanno fatto un po’ storcere il naso. Non sempre si hanno a disposizione batterie di ricambio e doversi fermare durante le sessioni di gioco più frenetiche per l’esaurimento di batteria, senza nemmeno la possibilità di un backup tramite cavo USB, è a nostro avviso l’aspetto più problematico di questo mouse.
Asus ROG Moonstone ACE L
Insieme al mouse abbiamo avuto modo di provare anche il mousepad in vetro temperato Asus ROG Moonstone ACE L, il perfetto complemento per un mouse ultra leggero e veloce come l’Impact III wireless in prova.
Il mousepad, infatti, offre una superficie in vetro temperato infrangibile con livello di durezza 9H di altissima qualità in grado di offrire un bassissimo attrito con skates in ptfe grazie ad uno speciale trattamento superficiale che riduce il rumore dei movimenti e allo stesso tempo garantisce una perfetta tracciabilità. In questo modo è possibile abbassare le impostazioni DPI del mouse e mantenere comunque una velocità apprezzabile utile negli shooter competitivi
Le dimensioni del mousepad sono abbondanti 400x500mm per 4mm di spessore, ed è possibile scegliere tra due diverse colorazioni, bianco e nero, come quello da noi provato. La presa sulla scrivania è saldissima, grazie al fondo con una bellissima trama gommata antiscivolo interamente serigrafata con il logo “Republic of Gamers For Those who dare”, lettering ripreso anche sulla fronte nella parte laterale del mousepad.
Le prestazioni con il mouse Asus ROG Strix Impact III Wireless sono eccellenti soprattutto negli shooter, anche se il prezzo di 120 euro a listino è sicuramente un rospo duro da mandar giù
Commento finale
Il ROG Strix Impact III Wireless si rivela un mouse gaming wireless estremamente valido, in grado di competere ad armi pari con tutti i suoi principali competitor. Pur non essendo il più leggero o il più economico offre una sensibilità e un controllo davvero impressionanti per la fascia di prezzo in cui si va a piazzare, grazie a componenti high end come il sensore da 36000 DPI Asus AimPoint. La possibilità di sostituire gli Switch con quelli di nostra scelta senza necessità di effettuare saldature, poi, è un plus che vorremmo vedere in tutti i mouse di una certa categoria. D’altro canto, la scelta di optare per una batteria esterna, e l’impossibilità di funzionamento via USB, sono due problemi con cui è necessario fare i conti e che potrebbero farvi optare per soluzioni alternative. In ogni caso, se la necessità di dotarvi di batterie ricaricabili non vi spaventa, il mouse Asus ROG Strix Impact III Wireless è sicuramente una scelta che ci sentiamo di raccomandarvi senza riserve.
Per tutti i dettagli, vi invitiamo a dare uno sguardo al video qui di seguito:
Vricordiamo che EA SPORTS FC 25 sarà disponibile il 27 Settembre 2024 e con early access attraverso la Ultimate Edition a partire dal 20 Settembre 2024. I Pre-orders sono ora disponibili per il titolo che sarà accessibile da PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, e Nintendo Switch.
Nel corso degli ultimi dieci anni, il sottogenere dei soulslike si è arricchito di prodotti molto più intraprendenti. Prodotti che hanno cercato di ritagliarsi un posticino nel cuore di noi appassionati con elementi identitari sempre più marcati. Basti pensare al reboot di Lords of the Fallen, o al più recente Bleak Faith: Forsaken. Anche Deathbound cerca di entrare a far parte di questo sempre più consistente gruppo di produzioni.
Il piccolo team brasiliano di Trialforge Studio sarà riuscito a regalarci un prodotto con qualcosa di originale, ma soprattutto valido? Non vi resta che continuare la lettura per scoprirlo.
Deathbound, edito da Tate Multimedia, sarà disponibile da domani 8 agosto 2024 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.
Versione testata: PlayStation 5
Fede e scienza
In Deathbound vestiremo i panni di un crociato in un mondo basato su credenze medievali che tuttavia si erge sulle ceneri di una tecnologia ancora più avanzata della nostra. In un connubio fantasy davvero particolare in cui fede e scienza collidono all’ombra di una società al collasso.
A seguito di una serie di fortuiti eventi, il nostro protagonista, nella morte, riceverà il potere di assorbire le essenze di altri personaggi.
A differenza della maggior parte degli esponenti del sottogenere, in Deathbound la storia è molto presente e risulta avvincente fino alla fine, nonostante l’incipit richiami l’abusatissimo cliché di fede contro magia. Interessantissimo anche il world building che prende forma oltre che attraverso le note ambientali, tramite i ricordi dei protagonisti e i dialoghi tra gli stessi, spesso molto eccentrici perché di fatto condividono un unico corpo.
Legami
Proprio questo espediente narrativo è altresì il fulcro ludico della produzione. L’elemento distintivo a cui facevamo riferimento nell’introduzione, che dona identità all’opera.
A metà di un combattimento, o persino durante una schivata o con una “finisher”, potremo trasformarci in un altro “archetipo”. Passando così dal classico guerriero, alla ladra, al mago, e così via.
Gli sviluppatori, per questo motivo, hanno sempre parlato di soulslike party-based, ma ci teniamo a precisarlo, potremo controllare sempre un personaggio alla volta. Vedetelo più come un soulslike in cui cambiare build in maniera repentina e che quindi incoraggia la sperimentazione. Anche perché avremo una sola vita, di base, dato che pur potendo utilizzare quattro essenze alla volta, alla morte di un personaggio è già game over.
Tra l’altro, questa, è una schermata che vedremo molto spesso, per via di una serie di criticità, più o meno gravi. Se per il bilanciamento possiamo chiudere un occhio, pur dovendo fare i conti con un posizionamento dei nemici non sempre ottimale, trappole praticamente invisibili, sistema di cure davvero poco utile, per i problemi di hitbox e di input lag la situazione diventa più spinosa.
I colpi del guerriero/crociato finiranno quasi sempre su qualche elemento dello scenario, mura comprese
Per quanto riguarda le prime, gli sviluppatori hanno dato consistenza a tutti gli elementi dello scenario. Attaccando con il guerriero o con il tank, che hanno fendenti “più aperti”, questi finiranno il 50% delle volte su una parete, su una palafitta, su un palo. Per quanto riguarda l’input lag, invece, a causa di qualche singhiozzo tecnico molto spesso i nostri colpi o le nostre manovre difensive ritarderanno di quell’istante necessario a fare la differenza tra il piacere e la frustrazione.
Ma il problema più grave dell’impianto ludico di Deathbound è una scelta di design alla base del combat system. Praticamente ogni azione, offensiva o difensiva che sia, ha recovery lunghissime e non può essere cancellata. E in un gioco che praticamente ti spinge a giocare con le metamorfosi mid-combo o durante le manovre evasive, che ti spinge a trovare le giuste sinergie tra i personaggi in modo da poter concatenare i loro poteri durante i combattimenti, la scelta è tutt’altro che azzeccata.
Questo conflitto tra l’idea alla base del combat system e una sua componente ludica così fondamentale, ma altresì così incompatibile con l’idea di base, è senza dubbio il più grosso difetto della produzione. Sarebbe bastato inserire una meccanica di cancel e staremmo parlando di un sistema di combattimento, oltre che originale, anche molto riuscito. Peccato.
Dritto per dritto
Oltre al sistema di combattimento, l’altro elemento fondamentale dei soulslike è il level design. Per quanto le mappe siano comunque riuscite, in Deathbound non ci siamo mai sentiti parte di un mondo “alla Souls”. Parliamo, alla fin fine, di una serie di livelli lineari, consequenziali, con qualche shortcut circoscritta al livello stesso.
Fortunatamente il contrasto visivo tra elementi medievaleggianti, come ad esempio le armature dei protagonisti, e il contesto “high magic fantasy”, con un pizzo di desolazione post-apocalittica, riesce ad appagare l’occhio. Peccato per alcune animazioni, veramente bruttine.
Commento finale
Deathbound è un prodotto con alla base un’idea originale che ha una funzione bivalente. Da un lato caratterizza la narrativa in maniera piuttosto efficace. Dall’altra permette di godere di un sistema di combattimento originale. Peccato però che tra l’idea e la realizzazione meramente ludica non si è trovata la giusta sinergia.
Il finale della seconda stagione di House of the Dragon ha offerto agli spettatori un intenso epilogo (vi avevamo detto la nostra su quello che sarebbe potuto accadere) ricco di colpi di scena e ha gettato le basi per una terza stagione che si preannuncia ancora più epica e avvincente. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio gli eventi cruciali accaduti nell’ultimo episodio (La regina che non fu) e proveremo a delineare cosa ci aspetta nel prosieguo della saga dei Targaryen.
La conversazione tra Rhaenyra e Alicent: un punto di svolta
Il cuore pulsante del finale di stagione è senza dubbio il confronto tra le due protagoniste femminili, Rhaenyra Targaryen e Alicent Hightower. In una sorprendente inversione dei ruoli rispetto al loro precedente incontro, questa volta è Alicent a recarsi da Rhaenyra nella speranza di trovare una soluzione pacifica per evitare lo spargimento di sangue. Tuttavia, Rhaenyra si mostra irremovibile, affermando che ormai è “troppo tardi” per evitare il conflitto.
La scena è carica di emozioni e dimostra ancora una volta perché queste due donne rappresentino il vero fulcro narrativo della serie. Il loro dialogo ha enormi implicazioni per gli sviluppi futuri della trama.
Alicent acconsente all’uccisione di Aegon: una scelta disperata
Uno dei momenti più scioccanti è quando Alicent, seppur con riluttanza, accetta che Rhaenyra possa uccidere suo figlio Aegon per assicurarsi il trono. È una decisione estrema che mostra quanto sia caduta in basso Alicent: pur di salvare la figlia Helaena e potenzialmente anche Daeron, è disposta a sacrificare Aegon.
Questa scelta rappresenta un completo ribaltamento delle motivazioni iniziali di Alicent. Se all’inizio della guerra aveva lottato strenuamente per mettere suo figlio sul Trono di Spade, ora è costretta ad accettarne la morte come male minore. È un segno di quanto la situazione sia ormai sfuggita di mano.
Alicent cerca di convincere Rhaenyra a fuggire insieme
In un altro colpo di scena, Alicent chiede a Rhaenyra di fuggire via con lei, invertendo completamente i ruoli che avevano durante la fanciullezza. Ora è Alicent a desiderare la libertà che ha sempre negato a se stessa, mentre Rhaenyra sente di dover rimanere fedele al suo destino di diventare regina e protettore dei Sette Regni.
Questa proposta richiama la primissima puntata della serie, quando era Rhaenyra a sognare di andare via con l’amica/matrigna Alicent. La regia sottolinea magistralmente questo parallelismo, mostrando le due donne come immagini speculari: Alicent che guarda verso il mare aperto, simbolo di libertà, e Rhaenyra inquadrata come se fosse in gabbia, ormai prigioniera del suo ruolo.
Il destino di Re Aegon II
Nonostante Alicent abbia accettato la morte di Aegon, il re riesce a fuggire da Approdo del Re grazie all’aiuto di Larys Strong. Nei libri, Aegon si rifugia a Roccia del Drago dove riesce a prendere il controllo dell’isola sconfiggendo in una battaglia tra draghi Baela Targaryen. Tuttavia, riporta gravi ferite saltando dal suo drago Sole di Fuoco.
È interessante notare come questo destino fosse stato profetizzato da Helaena nella prima stagione, quando aveva detto che “l’ultimo anello non ha gambe“. Sembra dunque che la serie stia seguendo fedelmente la trama dei libri per quanto riguarda Aegon.
Le visioni di Daemon Targaryen
Una delle sequenze più sorprendenti e ricche di significato nel finale di stagione è relativa alle visioni di Daemon Targaryen presso l’albero-diga di Harrenhal. Toccando l’albero su invito di Alys Rivers, Daemon ha una serie di visioni che mostrano il futuro della Casa Targaryen.
Brynden Rivers e il Corvo con Tre Occhi
La prima figura che appare è un uomo dall’aspetto inconfondibile dei Targaryen con una voglia sul volto, seguito da un corvo. Si tratta quasi certamente di Brynden Rivers, noto come Bloodraven, un personaggio chiave della storia Targaryen che diventerà il misterioso Corvo con Tre Occhi.
Questa rivelazione conferma finalmente l’identità del Corvo con Tre Occhi visto in Game of Thrones, un aspetto mai chiarito completamente nella serie originale. È un importante collegamento tra le due saghe che potrebbe sicuramente avere implicazioni future.
I WhiteWalkers (gli estranei) e la profezia di Aegon
La visione mostra poi l’esercito dei morti guidato da quello che sembra essere un Estraneo, probabilmente il Re della Notte. Questa immagine ricorda a Daemon la profezia del “Canto del Ghiaccio e del Fuoco” di Aegon il Conquistatore, confermandone la veridicità.
È interessante notare come l’Estraneo abbia capelli simili a quelli dei Targaryen. Potrebbe essere un modo per sottolineare come le azioni della Casa del Drago porteranno involontariamente alla propria rovina e alla minaccia dei Camminatori Bianchi.
Daenerys Targaryen: la salvezza finale?
La visione si conclude con un’immagine di Daenerys Targaryen, ripresa di spalle mentre siede tra le ceneri della pira funebre di Khal Drogo con i suoi tre draghi appena nati. È un chiaro riferimento al finale della prima stagione di Game of Thrones.
Questa apparizione suggerisce che Daenerys sarà in qualche modo la salvezza finale dei Sette Regni, portando a compimento la profezia di Aegon. Le uova di drago che vediamo sono probabilmente le stesse inviate da Rhaenyra nella Valle, collegando così direttamente gli eventi di House of the Dragon al destino di Daenerys.
Cosa aspettarci dalla terza stagione
Alla luce di questi eventi, possiamo fare alcune previsioni su cosa ci riserverà la terza stagione di House of the Dragon:
La presa di Approdo del Re
È molto probabile che vedremo Rhaenyra e il suo esercito conquistare la capitale. Nei libri c’è una breve ma sanguinosa battaglia prima che Rhaenyra, Daemon e Addam – con l’aiuto dei loro mastodontici draghi – costringano la città alla resa definitiva.
Il destino di Alicent e Helaena
Nei libri, dopo la caduta di Approdo del Re, Alicent e Helaena vengono fatte prigioniere. Dato che nella serie Alicent sembra più disposta a cedere la città, resta da vedere se il suo destino sarà il medesima.
Attenzione SPOILER: La tragica fine di Helaena, che si toglie la vita, potrebbe essere uno dei momenti più drammatici della prossima stagione.
Il ritorno di Aegon
Possiamo aspettarci di vedere Aegon II rifugiarsi a Essos e poi tornare per riconquistare Roccia del Drago. La sua battaglia con Baela Targaryen e le conseguenti gravi ferite saranno probabilmente un altro momento chiave della stagione.
L’ascesa e la caduta di Rhaenyra
Vedremo quasi certamente Rhaenyra salire al Trono di Spade, ma il suo regno sarà breve e turbolento. La sua crescente paranoia e le decisioni discutibili porteranno al malcontento popolare, preparando il terreno per la sua inevitabile caduta.
Il ruolo di Daemon
Dopo aver rinnovato la sua fedeltà a Rhaenyra, Daemon avrà – ancora una volta – un ruolo cruciale nelle battaglie a venire. Il suo carattere imprevedibile e la sua ineguagliabile ferocia in combattimento saranno elementi chiave della trama.
Le conseguenze delle visioni
Le visioni di Daemon potrebbero influenzare le sue azioni future, forse spingendolo a cercare di preservare la dinastia Targaryen in vista della minaccia futura dei Camminatori Bianchi.
Nuove alleanze e tradimenti
Con l’intensificarsi della guerra, vedremo probabilmente nuove alleanze formarsi e vecchie infrangersi. Personaggi come Corlys Velaryone Criston Cole avranno ancora molto da dire.
Battaglie epiche fra draghi
La terza stagione promette di offrire alcune delle battaglie tra draghi più spettacolari mai viste sullo schermo, con scontri leggendari come Caduta di Roccia del Drago e la Danza su Harrenhal. Nella prima, vi prendono parte Aegon II e Baela Targaryen in sella rispettivamente a Sunfyre (Sole di Fuoco) e Danzatore di Luna. Nella seconda, invece, si affrontano due fra i draghi più forti dei Targaryen, Vhagar e Caraxes, montati rispettivamente dal principe Aemond Targaryen e dal principe Daemon Targaryen.
In conclusione
Il finale della seconda stagione di House of the Dragon ha posto le fondamenta per una terza stagione che si preannuncia ricca di azione, intrighi e momenti drammatici. La Guerra dei Draghi entrerà nel vivo, portando morte e distruzione in tutto Westeros.
Le visioni di Daemon hanno altresì creato un solido collegamento con gli eventi di Game of Thrones, suggerendo che tutto ciò che sta accadendo è parte di un disegno più grande che culminerà con l’ascesa di Daenerys Targaryen secoli dopo.
Gli spettatori possono quindi aspettarsi una stagione carica di emozioni, con i personaggi più amati che affronteranno destini tragici e colpi di scena che cambieranno per sempre gli equilibri di potere dei Sette Regni. La Casa del Drago continuerà a bruciare luminosa, ma le fiamme della guerra minacciano di consumarla dall’interno.
Con la sua miscela unica di drama politico, spettacolari scene di battaglia e profonda esplorazione dei personaggi, House of the Dragon si conferma un degno successore di Game of Thrones, portando avanti la tradizione di George R.R. Martin di raccontare storie epiche e senza compromessi nel mondo del Ghiaccio e del Fuoco.
Activision, Treyarch e Raven Software hanno condiviso un nuovo trailer e le prime informazioni per la modalità Zombie di Call of Duty: Black Ops 6, introducendone la narrativa a sostegno che continuerà la storyline dell’Etere Oscuro nonché il Team Terminus.
Dopo due anni di lotta contro epidemie di non morti in tutto il mondo durante la timeline della Guerra Fredda di Call of Duty: Black Ops, il team Requiem guidato dalla CIA è finalmente riuscito a chiudere l’ultimo portale dimensionale rimasto, bandendo i suoi abitanti nell’incubo infernale noto come Etere Oscuro.Tuttavia, il successo della squadra è arrivato a caro prezzo. L’agente Samantha Maxis si è sacrificata essenzialmente per sigillare questa dimensione contorta dall’interno. Il peggio doveva accadere, poiché i membri più anziani dello staff di Requiem furono arrestati senza tante cerimonie su ordine del Direttore del progetto, che alla fine si rivelò essere nientemeno che Edward Richtofen.
Ambientato più di mezzo decennio dopo, Call of Duty: Black Ops 6 Zombies continua la trama dell’Etere Oscuro, esplorando le fortune dei personaggi chiave e approfondendo al tempo stesso le motivazioni e gli obiettivi di Richtofen.Negli anni successivi, gli ex membri dello staff del Requiem – Grigori Weaver, Mackenzie “Mac” Carver, Elizabeth Grey, Oskar Strauss e Stoney Maddox (meglio conosciuto con il suo nominativo, Raptor One) – sono stati incarcerati in un avamposto noto come Terminus, un misterioso guarnigione situata nel Mar delle Filippine.Dopo essere stati imprigionati per oltre cinque anni, questi personaggi hanno subito notevoli cambiamenti mentali e fisici.
In qualità di veterano di lunga data della trama più ampia di Call of Duty: Black Ops, Grigori Weaver non è estraneo alla natura in continua evoluzione della guerra e dei conflitti e all’area grigia in cui spesso abitano. Nonostante il senso di colpa che prova per il suo percepito “fallimento” come comandante della squadra, è più che determinato ad affrontare ed esporre la doppiezza e i programmi del suo ex direttore, qualunque essi siano. Ha smesso di fare politica ed è disposto a bruciare l’intera casa per denunciare la corruzione che li ha portati alla situazione attuale.
Elizabeth Gray non è più la scienziata mite e un po’ ingenua che era così entusiasta di essere invitata a lavorare con Requiem da essere un po’ cieca di fronte alla realtà della minaccia dell’Etere Oscuro… e alla dubbia etica di coloro che cercavano di controllarne il potere. Queste qualità erano già cambiate con la perdita di Samatha Maxis, ma l’ingiustizia della sua prigionia ha fatto emergere un lato più duro che non sapeva nemmeno esistesse dentro di lei. Grazie al tutoraggio e alla formazione di Carver, la sua trasformazione l’ha resa più che capace di affrontare qualsiasi minaccia a testa alta.
Per Carver, la fede nell’esercito, per non parlare della sua illustre carriera, è andata in frantumi. È comprensibilmente addolorato, ma non amareggiato. In superficie, può sembrare che “abbia esaurito le scorte”, ma invece è più dedito che mai ai suoi amici e colleghi e crede che con determinazione risolveranno questa terribile ingiustizia.
Per quanto riguarda Strauss, non solo non se la è cavata bene sotto la tensione della carcerazione e degli intensi interrogatori, ma la sua età e la sua personalità sempre più eccentrica fanno sì che dipenda profondamente dai suoi colleghi, non solo per il suo benessere fisico, ma anche per la sua sanità mentale.
Gli eventi prendono una svolta esplosiva quando Maya Aguinaldo, una giovane contrabbandiera filippina, arriva sull’isola per perseguire il suo (e molto personale) programma legato alla scomparsa di suo fratello. Ma ciò che è più significativo per il nostro team è che è accompagnata da un volto familiare, ma tutt’altro che gradito…
Ci sono molte parolacce che potrebbero essere usate per descrivere il dottor William Peck, ma anche quelle più offensive non riuscirebbero a rendere adeguatamente giustizia a quanto sia detestabile agli occhi dei nostri eroi.
Anche se Aguinaldo e Peck sono qui principalmente per liberare i nostri eroi, il loro arrivo coincide con il fatto che l’Isola Terminus diventa improvvisamente l’epicentro di un’altra epidemia. Di conseguenza, i sospetti sono alti. Non solo, ma diventa presto chiaro che il caos su Terminus non è l’unica incursione dell’Etere Oscuro. Dall’altra parte del globo, anche la città di Liberty Falls, nel West Virginia, sta affrontando l’assalto degli zombi. Sospetti e lamentele personali a parte, le loro terribili circostanze fanno sì che questo gruppo eterogeneo di eroi temprati dalla battaglia non abbia altra scelta se non quella di combattere insieme se vogliono avere qualche possibilità di sopravvivenza…
Call of Duty: Black Ops 6 arriverà per PlayStation 5, Xbox Series, PlayStation 4, Xbox One, e PC via Steam ed Microsoft Store il prossimo 25 Ottobre. Sarà inoltre incluso nell’abbonamento Premium dell’Xbox Game Pass.
Electronic Arts e Respawn Entertainment hanno annunciato che le versioni PlayStation 4 ed Xbox One di Star Wars Jedi: Survivor arriveranno il prossimo 17 Settembre.
L’annuncio è arrivato contestualmente all’apertura dei pre-order digitali, fissati per € 49,99.
Star Wars Jedi: Survivor ha esordito lo scorso 28 Aprile per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam, Epic Games Store e EA App.
Nella nostra recensione di Star Wars Jedi: Survivor, avevamo evidenziato tutte le qualità eccellenti del titolo, un vero “parco giochi con tantissime attrazioni e set-pieces, enorme, in termini qualitativi e quantitativi, che ci ha fatto capire che finalmente qualcuno ha iniziato a sfruttare queste nuove console” al netto di qualche difficoltà tecnica di ottimizzazione.
Proprio questo sarà il vero banco di prova delle versioni PlayStation 4 ed Xbox One, che vanteranno un massiccio lavoro di bilanciamento per massimizzare le capacità hardware delle vecchie console.
Contestualmente, anche la versione PC riceverà un update nelle prossime settimane, che minterà a migliorare le performance tecniche ed i controlli, oltre ad introdurre una serie di migliorie quality-of-life.
Il titolo calcistico free-to-play UFL arriverà ufficialmente per PlayStation 5 ed Xbox Series il prossimo 12 Settembre.
Ad annunciarlo il team di sviluppo Strickerz Inc. che ha altresì confermato il supporto al cross-play nonché la possibilità di accedere a pre-order a pagamento che daranno accesso a personalizzazioni esclusive e sette giorni di accesso anticipato.
Il lancio del gioco fa seguito a due weekend di open beta (a giugno e ad agosto), che hanno visto la creazione di oltre 1,5 milioni di club in più di 100 paesi. Il fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo è stato annunciato come co-investitore e ambasciatore chiave del marchio alla fine del 2023, unendosi come parte di un gruppo di investitori impegnati a raccogliere 40 milioni di dollari per lo sviluppo del gioco.
“Siamo entusiasti di lanciare UFL il 12 Settembre“, ha affermato Eugene Nashilov, CEO di Strikerz Inc., in un comunicato stampa. “Non vediamo l’ora che i giocatori di tutto il mondo possano divertirsi e li ringraziamo per il prezioso feedback che ci hanno fornito durante le due fasi di beta testing. Il lancio di UFL è un momento fondamentale nel nostro viaggio, tuttavia, ci rendiamo ugualmente conto che questo è solo l’inizio. Aggiorneremo costantemente e regolarmente l’esperienza di gioco della UFL per tutti i fan di tutto il mondo.”
Riuscirà la nuova proposta calcistica a ritagliarsi uno spazio nei confronti di EA SPORTS FC 25 (che proprio nelle ultime ore ha condiviso un nuovo Deep Dive) o di eFootball?
Dopo quello dedicato alla modalità cardineUltimate Team, quest’oggi EA Sports ha condiviso un nuovo video di approfondimento, come parte della serie denominata “Deep Dive” (il quinto per l’esattezza) dedicato a HIGHLIGHTER di EA SPORTS FC 25.
EA Sports Highlighter Replay è un set di strumenti per modificare e condividere sui social media i momenti salienti delle partite su Xbox Series X|S e PS5. Una nuova interfaccia utente combina replay istantanei, momenti salienti delle partite e riepiloghi delle partite, e offre una serie di preset e maggiore libertà di azione per i giocatori che desiderano personalizzare le proprie clip prima di caricarle. Highlighter Replay viene presentato con un elemento specifico nel menu di pausa. I replay stessi sono stati leggermente modificati. In FC 25 sarà possibile cambiare telecamera sulla sinistra dello schermo, usando direttamente il D-pad. Inoltre, l’utente potrà aggiungere effetti AR HyperMotion a tutte le clip e infine scegliere tra le funzionalità: Riavvolgi, riproduzione classica e Crea premendo L1/R1.
Per la prima volta, EA Sports FC 25 presenta anche una modalità foto nativa. Si tratta di una modalità foto a tutti gli effetti, il che sta a significare che potrete scegliere tra vari strumenti, filtri, slow motion e modificare la timeline a tuo piacimento. Concludendo la presentazione, il team di sviluppo ha sottolineato che si tratta di una “iniziativa EA Sports”, quindi non è un’esclusiva FC. La tecnologia Highlighter Replay, infatti, verrà gradualmente implementata anche in altri giochi EA Sports.
Vi lasciamo al video di approfondimento:
Vi ricordiamo che EA SPORTS FC 25 sarà disponibile il 27 Settembre 2024 e con early access attraverso la Ultimate Edition a partire dal 20 Settembre 2024. I Pre-orders sono ora disponibili per il titolo che sarà accessibile da PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, e Nintendo Switch.
Skate Story è un progetto che da quasi 5 anni dai suoi primi sneak peek sui socials da parte del suo ideatore – il developer con sede a New York conosciuto come Sam Eng – non ha fatto altro che far immaginare ai suoi fan cosa potrebbe celarsi dietro un essere antropomorfo, interamente fatto di vetro, con ai piedi una tavola da skateboarding.
Devolver Digital, pubblisher del titolo, grazie a una demo ci ha concesso di spiare oltre la serratura della porta per l’inferno, incontrare il fragile demone sulla tavola, e fare visita all’oscuro e bizzarro mondo, a metà tra l’omaggio e l’introspezione, di un genere videoludico che non vede l’ora di tornare alla ribalta.
Divora la luna
La demo che abbiamo avuto modo di provare ci ha offerto circa 1 ora di giocato nel mondo di Skate Story. Nelle vesti di un demone insonne, perennemente tenuto sveglio dal chiarore della luna – che agisce come un faro per sorvegliare e punire tutte le anime perdute nell’inferno – decidiamo di dire basta a questo sopruso.
Dopo un rituale che ci vede firmare 4 contratti, leghiamo la nostra fragile anima ad altrettante ruote e una tavola di legno, divenendo così un demone interamente fatto di Sofferenza e Vetro con l’unico obbiettivo di navigare l’oltretomba e divorare ciò che ci affligge. In questo caso: La Luna!
La narrativa del titolo sembra voler mescolare temi comuni agli skaters, sfruttando figure allegoriche come degli occhi sempre vigili, continuamente in disdegno delle nostre azioni e critici di qualsiasi cosa facciamo, un coniglio che ci aiuterà a trovare la strada per raggiungere la luna – a replicare l’istinto animale della fantasia, e intuito, che porta lo skater a trovare la linea ottimale per eseguire i suoi trick – e il Filosofo, una figura onnipotente che giudica con logica e introspezione il nostro operato, e motivazioni, che portiamo avanti con il nostro skate. Nella breve demo abbiamo potuto intravedere anche altre figure bizzarre, come un cubo-statua senziente, busti del filosofo con differenti personalità, e altri esseri a metà tra l’onirico, il comico, e il fantastico.
Tra Skate e Tony Hawk
Compreso quindi il motivo che ci porta a compiere le nostre azioni, e carpendo un minimo l’universo infernale nel quale andremo a muoverci, pad alla mano – la demo pur avendo la possibilità di usare solo tastiera e mouse non presenta ancora il binding visivo dei tasti a schermo – si rimane spiazzati dalla familiarità che Skate Story porta con se nel suo design.
Come raccontato dal suo ideatore Sam Eng in un intervista per Chanel – di cui il titolo è stato vincitore del premio Next Prize -, a differenza con altri titoli indipendenti che hanno cercato di riportare il gameplay della serie Tony Hawk’s Pro Skater della defunta Neversoft, o l’acclamata serie semi-simulativa Skate di Electronic Arts, l’obbiettivo del developer è sempre stato quello d’unire una forte narrativa con fasi di giocato capaci di traslare in maniera giocosa il feelingche si prova surfando sull’asfalto con le ruote di uno skateboard, e la fragilità del nostro corpo in costante pericolo di cadute anche per via del più piccolo dei dislivelli, o il più grande dei salti – o ollie, nel gergo – falliti.
Si capisce quindi anche il motivo delle sezioni skating presenti in Skate Story. Passeremo per livelli semi-aperti, e di grandezza variabile, dove l’esplorazione sarà cardine per trovare e compiere con svariati obbiettivi. Correremo lungo velocissime discese ricche di ostacoli – conosciute come Downhill – o in perigliosi rettilinei dove lo stile artistico minimale e le incredibili musiche dei Blood Cultures ci guideranno attraverso emozioni mai sentite sopra uno skate. E finiremo per sfidare pianeti – in questo caso la Luna – performando acrobazie con un innovativo sistema basato sul tempismo e la percezione delle distanze tra gli ostacoli.
Nella breve demo introduttiva il gioco ci porta a scoprire il potere del push, degli ollie, delle powerslide, dei kickflip; e sperimentando con il sistema di comandi – che prevede il mantenimento di un tasto dorsale e la pressione di uno dei 4 pulsanti frontali – cercare d’imparare altri trick tra gli oltre 70 che saranno presenti nella versione finale. Dal canto nostro, abbiamo scoperto i manual, e cercato di capire il funzionamento dei grind, ma siamo certi, come abbiamo avuto modo di vedere nel giocato, che durante la storia scopriremo, e ci verranno spiegati, altri comandi importanti e alla base dello skating da usare durante la nostra avventura infernale attraverso 9 capitoli.
Oltre lo specchio
Come avrete avuto modo di capire dalle immagini a corredo di questa preview, l’aspetto visivo di Skate Story è non solo singolare, e certamente dovuto dallo sviluppo portato avanti da una sola persona, ma è anche uno studio artistico della miglior rappresentazione visiva per i concetti che Sam Eng ha voluto traslare nel giocato.
La semplicità dei poligoni, così anche come alcune texture, si sposano in maniera quasi aliena con gli incredibili scenari ed effetti di particelle presenti in questa breve versione di prova. Il senso generale dell’esperienza è stato quello di trovarsi all’interno di un museo interdimensionale, ricco di stranezze e bizzarie, completamente esplorabile ad altissime velocità, compiendo una grande serie d’acrobazie, o anche con calma scendendo dallo skate e ammirando le folli sculture senzienti. Non manca anche la possibilità di comprare – in maniera virtuale – parti di queste “opere museali” per personalizzare la nostra tavola, o acquistare qualche bizzarro gadget.
L’aspetto mistico e introspettivo di Skate Story, che sembra voler indagare a tutto tondo sulla cultura degli skaters e su questa categoria di giochi che ancora fatica a ritornare in auge, si fonde quindi nella sua estesi – e nella narrativa – per darci anche un assaggio della mente del suo creatore, che in un devblog personale, a più riprese ha saputo raccontare la sua passione per i videogiochi e il mondo dello skateboarding in maniera autoriale.
Il grande salto
Come detto in apertura, Skate Story è un progetto in lavorazione da diversi anni; un lavoro complesso per Sam Eng, che è passato dall’essere una simulazione quasi realistica dello skateboarding – con tanto di gameplay iniziale basato sul peso del proprio corpo sulla tavola, con un complesso sistema di comandi – a una rappresentazione, non solo visiva e narrativa, ma anche di gameplay, che pare potrebbe fondere il meglio che il genere ha da offrire in un pacchetto assolutamente di prim’ordine, con forse l’unico dubbio la durata dell’intera produzione e la sua rigiocabilità.
Personalmente ritengo Skate Story un titolo dal grande potenziale, che potrebbe essere equiparato come impatto ludico da quanto fatto da Funselektor con Art of Rally, dove la semplificazione dell’aspetto visivo e del gameplay, ha comportato un tipo di gioco più emergente, in cui l’apparente semplicità del giocato porta con se il feeling di ciò che vuole rappresentare, nella maniera più giocosa e divertente possibile.
Con un primo tentativo di rilascio nel 2023, finalmente Devolver Digital sembra intenzionata a rilasciare Skate Story nel corso del 2024, per ora solo su PC, ma con l’obbiettivo di raggiungere anche altre console, e persino l’immortale Nintendo Switch. Noi di 4news.it non vediamo l’ora di vivere l’incredibile avventura nelle viscere dell’inferno dello skater fatto di vetro e sofferenza!