Le polemiche sul prezzo di Steam Machine non si placano, ed emergono ulteriori dettagli della scelta di Valve di proporre un prezzo di partenza superiore ai 1000 euro per la sua console. In una recente intervista con Gamer Nexus, Valve ha ammesso di non avere alcun potere contrattuale nell’acquisto di memoria RAM dai pochi produttori che dominano il mercato su larga scala. L’azienda ha spiegato che qualsiasi alternativa al semplice accettare il prezzo imposto comporterebbe la rottura totale dei rapporti commerciali.
Un settore soffocato dalla domanda dell’AI
La crescita esplosiva dell’intelligenza artificiale ha generato una domanda vorace da parte delle aziende del settore, che stanno accaparrandosi gli stessi componenti di memoria necessari all’elettronica di consumo. Con la richiesta che supera l’offerta, i prezzi sono schizzati alle stelle.
Valve ha dichiarato di non aver stipulato contratti a lungo termine per l’approvvigionamento di chip di memoria. L’ingegnere Pierre-Loup Griffais ha spiegato: “Guarda, non c’è nessun contratto, non c’è nulla. Questi fornitori ci comunicano un prezzo ogni mese, dicendoci: ‘Puoi comprare questa quantità, rispondi sì o no.’ Se diciamo di no, non si fanno più sentire.”
Sono in molti che cominciano a pensare, tuttavia, che i produttori di memorie stiano giocando molto sporco, mantenendo un cartello dei prezzi che limita l’offerta, tenendo i prezzi alti, soprattutto nella distribuzione consumer. Del resto, il più grande cartello della storia nel settore informatica, riguarda proprio il mercato delle memorie e fu scoperto agli inizi del 2000.
Il gigantesco cartello per la fissazione dei prezzi delle DRAM ha operato tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, circa 25 anni fa. Tra il 1998 e il 2002, i produttori concorrenti di memorie — tra cui Samsung, Infineon, Hynix e Micron — hanno agito in collusione in modo illegale per limitare l’offerta e fissare artificialmente i prezzi dei chip di memoria per computer. Quando il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e la Commissione Europea hanno smantellato la cospirazione, ne sono scaturite alcune delle più ingenti multe antitrust mai inflitte, per un totale di oltre 730 milioni di dollari negli Stati Uniti e oltre 400 milioni di dollari in Europa.

L’Impatto sul prezzo della nuova Steam machine
Sebbene Valve non abbia fornito cifre precise, si stima che la nuova Steam Machine avesse un prezzo di partenza previsto intorno ai 750 dollari. L’impennata dei costi della RAM ha però reso questa ipotesi insostenibile, portando al prezzo finale di 1.049 dollari.
Il problema non riguarda solo Valve. Sony e Xbox continuano a esprimere preoccupazione per le enormi difficoltà legate al lancio di nuove console in un contesto di domanda senza precedenti per chip di memoria e storage. Apple ha recentemente ammesso che gli aumenti di prezzo per alcuni dei suoi prodotti sono ormai “inevitabili”.
Nonostante il prezzo pungente, che rimane “un po’ troppo alto per competere direttamente con PS5 o Xbox Series X”, le prime recensioni sottolineano come il dispositivo Valve rappresenti ancora un ottimo affare per chi vuole avvicinarsi al PC gaming: un soggiorno tecnologico accessibile che, a detta degli esperti, resta “quasi certamente il modo più semplice per entrare nel mondo del gaming su PC oggi.”
