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Annunciato ufficialmente Digimon Story: Cyber Sleuth – Hacker’s Memory

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Arriverà ad inizio 2018.

Dopo l’uscita dell’acclamato DIGIMON STORY: CYBER SLEUTH, BANDAI NAMCO Entertainment Europe, leader mondiale nello sviluppo di videogiochi tratti da anime, ha annunciato oggi il nuovissimo episodio della serie: DIGIMON STORY: CYBER SLEUTH – HACKER’S MEMORY.

Il gioco di ruolo giapponese sviluppato da Media Vision, sarà disponibile in Occidente agli inizi del 2018 per PlayStation 4 e PlayStation Vita con doppiaggio in giapponese e sottotitoli in inglese e tedesco. La produzione del gioco vedrà la partecipazione di 3 producer di alto profilo: Kazumasa Habu sarà infatti il Producer, mentre Suzuhito Yasuda si occuperà del Character Designer e Masafumi Takada comporrà le musiche.

Pensavi di sapere tutto sull’universo dei Digimon? È giunto il momento di svelare la verità scoprendo i segreti che si celano dietro i misteriosi ed inediti eventi di DIGIMON STORY: CYBER SLEUTH.

In DIGIMON STORY: CYBER SLEUTH – HACKER’S MEMORY vestirai i panni di Keisuke Amazawa, il protagonista principale accusato di un crimine che non ha commesso, che dovrà tuffarsi nel Mondo Digitale per indagare e provare la sua innocenza, anche se ciò comporterà unirsi a un gruppo di hacker per aiutarli a risolvere i misteri di questo universo.

In bilico fra mondo reale e digitale, risolvi i misteri che avvolgono il Mondo Digitale, accudisci e addestra oltre 300 Digimon diversi e scopri un’ampia serie di strategie di combattimento che sfruttano abilità, compatibilità e combo dei Digimon.

Annunciato ufficialmente Digimon Story: Cyber Sleuth – Hacker's Memory

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Arriverà ad inizio 2018.

Dopo l’uscita dell’acclamato DIGIMON STORY: CYBER SLEUTH, BANDAI NAMCO Entertainment Europe, leader mondiale nello sviluppo di videogiochi tratti da anime, ha annunciato oggi il nuovissimo episodio della serie: DIGIMON STORY: CYBER SLEUTH – HACKER’S MEMORY.

Il gioco di ruolo giapponese sviluppato da Media Vision, sarà disponibile in Occidente agli inizi del 2018 per PlayStation 4 e PlayStation Vita con doppiaggio in giapponese e sottotitoli in inglese e tedesco. La produzione del gioco vedrà la partecipazione di 3 producer di alto profilo: Kazumasa Habu sarà infatti il Producer, mentre Suzuhito Yasuda si occuperà del Character Designer e Masafumi Takada comporrà le musiche.

Pensavi di sapere tutto sull’universo dei Digimon? È giunto il momento di svelare la verità scoprendo i segreti che si celano dietro i misteriosi ed inediti eventi di DIGIMON STORY: CYBER SLEUTH.

In DIGIMON STORY: CYBER SLEUTH – HACKER’S MEMORY vestirai i panni di Keisuke Amazawa, il protagonista principale accusato di un crimine che non ha commesso, che dovrà tuffarsi nel Mondo Digitale per indagare e provare la sua innocenza, anche se ciò comporterà unirsi a un gruppo di hacker per aiutarli a risolvere i misteri di questo universo.

In bilico fra mondo reale e digitale, risolvi i misteri che avvolgono il Mondo Digitale, accudisci e addestra oltre 300 Digimon diversi e scopri un’ampia serie di strategie di combattimento che sfruttano abilità, compatibilità e combo dei Digimon.

Recensione Lego Worlds

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Minecraft (o quasi) in salsa LEGO.

Versione testata: PlayStation 4.

I videogiochi targati LEGO negli ultimi anni hanno letteralmente invaso al mercato, spaziando dai film ai fumetti e arrivando persino a sfiorare le serie televisive: l’ultimo prodotto a segnare un successo strepitoso in fatto di carisma e varietà di contenuti è stato il recente Lego Dimensions, che tra l’altro ha segnato anche l’approdo del brand nel settore Toys For Life. Tra trame lineari, nuove introduzioni open-world nel passaggio sulla current gen, multiplayer in locale mai noioso, l’unica cosa che davvero mancava nella serie è un prodotto dedicato proprio alla fantasia pura: creare, immaginare, realizzare qualsiasi cosa. Un bel controsenso, se vogliamo: proprio i LEGO che da bambini ci hanno insegnato ad immaginare, nei videogiochi ci hanno sempre e quasi soltanto spinto a distruggere tutti gli elementi ambientali dei livelli per raccogliere i gettoni (studs). Perchè non fare un gioco, invece, in cui più di distruggere si costruisce?

Naturalmente il paragone con Minecraft salta subito in mente. Come potrebbe essere altrimenti, dato che Minecraft ha segnato la anscita di un genere? Vediamo insieme cosa ha da rivendicara per sè, invece, Lego Worlds, e cosa è cambiato dalla nostra anteprima di un annetto e mezzo fa, quando il titolo era arrivato in early access su Steam.

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La novità di Lego Worlds…

Cosa poteva essere aggiunto al format Lego per renderlo più interessante e attirare persino quello che persone che hanno sempre visto nei mattoncini danesi niente più che un prodotto per bambini, sottovalutandone l’enorme potenziale? Poteva essere aggiunto l’elemento open world, innanzitutto, e Lego Worlds lo ha. Ma non era ancora abbastanza. In effetti, i giochi Lego si sono sempre presentati con quell’atmosfera di “prendo e ti spacco tutto”, ma la vera anima delle costruzioni (cioè appunto il costruire) è sempre rimasta in secondo piano, apparendo in pochi e limitati frangenti. Lego Worlds è il primo titolo della serie ad essere invece incentrato principalmente sul costruire. Si tratta di un sandobox a tutti gli effetti, chiaramente ispirato alle meccaniche ed esperienze ormai famose a livello mondiale offerte da Minecraft in tutte le salse e su tutte le console. Ma, a differenza del titolo Mohjang (poi passato a Microsoft) che doveva inventarsi personaggi, situazioni e tutto un mondo alle proprie spalle, Lego Worlds tutto questo lo ha già, perché può attingere a centinaia di universi diversi, che hanno ispirato negli ultimi 30 anni i vari Set Lego apprezzati da bambini (e adulti) di tutto il mondo. 

Nei due anni del suo early access Lego Worlds è riuscito a divertire facendo leva “solo” su due elementi: la varietà dei mondi di gioco e l’estrema personalizzazione di ogni meccanica presente. Sostanzialmente, si entrava in mondi generati casualmente, che potevano essere dunque di tutti i tipi, e si iniziava non solo a distruggere, ma soprattutto a costruire, a proprio piacimento. E in ogni dettaglio: dalla roccia in fondo alla strada agli alberi, alle stesse “zolle” che formano la superficie del suolo, e via dicendo fino a spostare i corsi dei fiumi, l’altezza e la collocazione delle montagne e tutto il resto. Lego Worlds significa appunto questo: i Mondi dei lego. Mondi completamente modellabili dal giocatore, senza alcun limite.

… ma forse era meglio la versione Early Access

Non c’era alcun limite nella versione early access. Nell’edizione completa del gioco, che trovate in vendita anche su Xbox Store e PSN Store a 29.90 euro, i limiti ci sono eccome. Tanto per cominciare, non è più possibile entrare a proprio piacimento in qualsiasi mondo vogliate e di qualsiasi dimensione esso sia. Adesso bisogna pagare una sorta di moneta di gioco, i ben conosciuti Mattoncini d’Oro, per liberare l’accesso verso mondi via via sempre più grandi. In mancanza di essi, il personaggio resterà confinato con la propria navicella nel primo (piccolo) universo disponibile. Un gran brutto affare per chi giocava già a Lego Worlds su PC e aveva sborsato la somma iniziale, che si vede ora limitate dall’oggi al domani gran parte delle modalità e delle meccaniche che aveva imparato ad apprezzare in due anni di gioco.

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Ma non finisce qui. In Lego Worlds è stata introdotta l’unica cosa di cui non c’era davvero alcun bisogno: una trama. Passi per Lego Avengers e Lego Batman, in cui un minimo evento narrativo deve giustificare la distruzione incondizionata e ironica dei mattoncini. Ma in un sandbox open-world incentrato sulla creatività, che necessità mai ha potuto spingere gli sviluppatori a frenare la fantasia? Sacrificandola, tra l’altro, non a un elemento nuovo, doveroso ma almeno necessario, quanto a un dettaglio del tutto accessorio e fuori posto. Sembra piuttosto che all’ultimo momento Warner Bros abbia avuto paura di spaventare i fan della serie presentando loro qualcosa di troppo innovativo: facendo un passo indietro, ha preferito ricorrere ancora una volta alla trama come elemento principale del gioco da cui tutto deve partire. Una scelta che ci sembra plausibile soltanto pensando al pubblico di bambini, che si sarebbe ritrovato altrimenti tra le mani un mondo di possibilità armati soltanto di tutorial, e non degli eventi narrativi da cui sono stati guidati in tutti gli altri gioco. Ma anche così dobbiamo storcere il naso.

Viva la varietà

Dal punto di vista della varietà e del comparto audio-visivo Lego Worlds è stato notevolmente migliorato, potenziato e perfezionato. La presenza di più di 20 biomi diversi rende quasi ogni partita un unicu, ed è possibile letteralmente perdersi all’interno dei mondi, ad osservare animali esotici, costruzioni, edifici e scenari divertenti quanto ben realizzati. Determinati animali possono essere presi dal loro habitat e utilizzati come veicolo: ad esempio un elefante nella savana, o un cavallo nella foresta. Non mancano neppure draghi, serpenti marini e creature ben più affascinanti e pericolose.

L’aggiornamento alla versione definitiva ha anche aggiunto tante nuove tracce audio che si adattano quasi perfettamente ai determinati ambienti in cui sono inserite, e il colpo d’occhio convince sia su PS4 che su XBOX ONE (le prestazioni migliori, come sempre, restano prerogativa del PC). Insomma, un’avventura che vale davvero la pena di vivere. E poi, se vi dicessimo che in qualsiasi momento potete invitare nel vostro mondo un amico online, o consegnare il secondo controller a vostro fratello facendolo aggiungere alla partita in corso? Avreste ancora qualche dubbio nello spendere questi 29.90 euro di divertimento a base di mattoncini? Secondo noi, no.

Commento finale

Lego Worlds sarà per alcuni il gioco LEGO atteso da sempre, in cui si può fare quasi tutto in qualsiasi momento e con chiunque (anche online). Rispetto agli altri capitoli monotematici (Lego Batman, Lego Avengers) si propone come qualcosa di nuovo, ma senza riuscire a scrollarsi di dosso determinati elementi che sembra gli sviluppatori abbiano voluto inserire a tutti i costi (la trama, ad esempio, o la necessità di sbloccare determinate aree prima di renderle giocabili). Per chi, poi, ha avuto la possibilità di provare per un anno e mezzo la versione Early Access, il nuovo aggiornamento è un vero e proprio tradimento. In quale categoria rientrate? Valutate l’acquisto in maniera ponderata. Ma per 30 euro (e aspettando uno sconticino) talvolta nella vita vale la pena rischiare, non trovate?

Pro Contro 
– Infinite possibilità
– Doppiaggio interessante
– Millemilla milioni di oggetti sbloccabili
– Alla lunga monotono
– Alcune caratteristiche limitano l’immaginazione
– La trama è un mero riempitivo (fuoriposto)
  Voto Globale: 80 
 
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The Legend of Zelda Ocarina of Time, presto un CD delle soundtrack

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Musiche ispiratrici.

La versione orchestrale di The Legend of Zelda Ocarina of Time sarà presto disponibile in CD e digital download. Questa, a cura del compositore Eric Buchholz, sarà intitolata Hero of Time e composta da ben 21 brani musicali.

Materia Collective ha annuncito oggi l’uscita della colonna sonora dando anche una precisa data d’acquisto. La suddetta colonna sonora sarà acquistabile a partire dal prossimo 27 marzo ed è disponibile anche su Spotify il medesimo giorno.

I brani contenuti nel CD sono i seguenti: Hero of Time, The Man with Evil Eyes, Fateful Morning, Hyrule Field, Castle Town Market, Princess Zelda, Lon Lon Ranch, Dungeon Dwellers, The Legendary Blade, Seven Years, Sheik, Memories of the Forest, Feast for the Fire Dragon, Dark Waters, Village of the Shadows, Spirit of the Valley, Courage Wisdom and Light, Ganon’s Tower, Great King of Evil, The Desecration of Power e Epilogue – End Credits.

Un’anteprima della colonna sonora sarà ascoltabile tramite il sito soundcloud ed in futuro sarà disponibile una versione in vinile.

Digimon Story: Cyber Sleuth Hacker’s Memory uscirà in Europa

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Tornano i data monster.

Nonostanza sia passato poco dall’ultimo gioco uscito sui Digital Monsters abbiamo già notizie sul prossimo titolo, ovvero, Digimon Story: Cyber Sleuth Hacker’s Memory.

Il nuovo titolo di Bandai Namco uscirà pure in Europa e possiamo esserne abbastanza certi perché la casa nipponica ha registrato un marchio il 20 marzo con il nome di “Hacker’s Memory”.

Quindi possiamo aspettarci di vedere dalle nostre parti il gioco sui Digimon annunciato nell’ultimo volume del V-Jump. Digimon Story: Cyber Sleuth Hacker’s Memory non ha ancora data d’uscita ufficiale, ma sarà disponibile su PS4 e PS Vita.

Termina Let’s Play, il primo Festival del videogioco d’Italia

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E’ soltanto un arrivederci.

Sono state ben 31.300 le presenze registrate a Let’s Play, il primo festival del videogioco d’Italia, che ieri ha chiuso le porte con un arrivederci a tutti coloro che hanno avuto modo di ripercorrere la storia del videogame: dal retrogaming fino alle anteprime videoludiche passando per panel di approfondimento, laboratori, workshop e agli incontri con gli YouTubers. Il successo di Let’s Play può essere sintetizzato con alcuni numeri: oltre 2.000 presenze di giovani aspiranti sviluppatori che hanno seguito i workshop dedicati alla programmazione e alle professioni del mondo videoludico coordinate con l’aiuto dell’Accademia Italiana Videogiochi; 11 panel di approfondimento tematico sul videogioco come medium culturale; 9 rappresentanti istituzionali che hanno preso parte a panel e dibattiti; 60 ragazzi che hanno partecipato ai 2 hackaton organizzati dalla Regione Lazio; oltre 200 giornalisti accreditati a copertura dell’evento; 12 publisher; 35 sviluppatori indipendenti per un totale di 100 addetti ai lavori; più di 350 macchine utilizzate per il gaming (tra console e pc); oltre 30 giochi tripla A disponibili; più di 25 titoli indipendenti; 20 YouTubers; 415 partecipanti ai tornei e circa 120 persone coinvolte, dall’Accademia Italiana Videogiochi; oltre 200 tra personale tecnico e di servizio hanno lavorato alla realizzazione del Festival. E in più l’appuntamento prestigioso del premio Drago d’Oro con l’aggiunta di ospiti internazionali.

I presupposti per questa grande riuscita c’erano tutti: Let’s Play è stato infatti un evento organizzato da Let’s Play Srl e da Q-Academy Impresa Sociale in collaborazione con AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) e realizzato con il sostegno di MiBACT, direzione Cinema, MIUR e Regione Lazio e con il patrocinio di Roma Capitale, CNI UNESCO, ANCI,“UNESCO – Rome City of film”, Centro Sperimentale di Cinematografia, SIAE, Federculture, Confindustria Cultura Italia, sponsor BNL Gruppo BNP Paribas, media partner RDS 100% Grandi Successi, Corriere dello Sport – Stadio, Multiplayer.it, Eurogamer.it, Everyeye.it e Vg247.it. Tanti nomi e collaborazioni che hanno permesso di organizzare una grande festa durata cinque giorni in grado di appassionare grandi e piccini con attività declinate ad hoc per ogni tipo di target.

Ma ecco più nel dettaglio i tantissimi aspetti di Let’s Play.

DRAGO D’ORO: UN PREMIO PER CELEBRARE LE ECCELLENZE DEL MONDO VIDEOLUDICO

Let’s Play, nella serata del 16 marzo, ha ospitato la quinta edizione del Drago d’Oro, il premio italiano promosso da AESVI che celebra le eccellenze del mondo videoludico e ne promuove il valore culturale e artistico. Ispirato ai più rinomati premi di settore – come gli statunitensi The Game Awards o i britannici BAFTA Video Games Award – il Drago d’Oro nasce per dare un riconoscimento ai migliori videogiochi pubblicati nel corso del precedente anno. Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti anche ospiti di calibro internazionale come Fumito Ueda, creatore di The Last Guardian che ha ritirato il Premio alla Carriera; Takeshi Furukawa e Tomonobu Kikuchi rispettivamente composer e music producer di The Last Guardian che hanno ritirato il premio per la Miglior Colonna Sonora; Marco Conti, Car Handling Designer di ForzaHorizon 3 premiato per Miglior Videogioco di Corse; e HajimeTabata, Director di Final Fantasy XV che ha ritirato la statuetta più ambita per il Videogioco dell’Anno.

UN LUOGO D’INCONTRO PER GLI SVILUPPATORI INDIPENDENTI

Let’s Play è stato anche il palcoscenico per gli sviluppatori indipendenti che operano nel nostro Paese. Sono state 35 le realtà che hanno mostrato le loro creazioni all’interno di due aree dedicate: lo stand della Regione Lazio e il padiglione Indie.24 gli sviluppatori all’interno dello stand della Regione Lazio che si sono alternati nelle cinque giornate: Interactive Project (Motor Sport gaming), Leaf Games (Leap of Champions), Indiegala (Die Young Now), Caracal Games (Downward), 101 % Megalomania (Fury Roads Survivor e Ping Pong VR), Cine Fantasy Productions (ha mostrato il suo videogioco Sci-Fi), Storm in A Teacup (Lantern), Evocentrica (Genomia), Eco. Viterbo (vip2zip), Invader Studios (Daymare: 1998), 68K Studios (Mazes of Karrdash 2), Gameotic (Gameotic), Giovambattista Vieri (ha presentato le mappe per videogiochi derivati da dati aerospace), Lorenzo Bellincampi (Wacky Spores: The Chase), Symmetrical (Gates of nowhere), Delta Star Pictures (Gamebook Goth-Amok), Gwave (Zero-G), Entropy Knowledge Network (Serious game), Radical Fiction (Tempi duri), Wisdom Games (Arcane Legacy), Justbit (che sviluppa soluzioni innovative digitali), IrdideSrl (con alcuni giochi per pc), Vianet (con progetti di comunicazione e tecnologie innovative) e Urban Factory (Tunnel vision).

Sono stati invece 11 i finalisti del Premio Drago D’Oro Italiano ospitati all’interno dell’area Indie: Elf Games Works con Little Briar Rose, 34BigThing con il premiato Redout, LKA che ha portato The Town of Light, Milestone con Valentino Rossi: The Game, RimlightStudios che ha portato Zheros, Storm in a Teacup con Lantern, Chubby Pixel e il suo WoodleTree 2: Worlds, The Fox Software con Active Soccer 2 DX, Alex Camilleri e Memoir En Code: Reissue, Yonder con RedRope: Don’t Fall Behind e infine Cyber coconut con The Way of Life Free Edition.

DUE HACKATON PER VALORIZZARE LE RISORSE CULTURALI DEL NOSTRO PAESE E PER SUPPORTARE GLI INSEGNANTI

Tra mercoledì 15 e giovedì 16 marzo sono stati invece in 60 i ragazzi che hanno partecipato ai due hackaton, ovvero eventidedicati a esperti di diversi settori dell’informatica tra cui sviluppatori di software, programmatori e grafici web. I due hackaton di Let’s Play sono stati organizzati della Regione Lazio in collaborazione con AIV – Accademia Italiana Videogiochi e Codemotion e hanno messo in palio due premi pari a € 1.000 in buoni Amazon. Nella giornata del 15 marzo, i ragazzi sono stati chiamati a realizzare un videogioco in grado di valorizzare i più bei borghi del Lazio dal nome Borghemon Go. Il giorno successivo invece bisognava sviluppare un videogioco per aiutare i docenti delle scuole ad utilizzare device innovativi e digitali per gestire lezioni, presenze, ecc, cheè stato chiamato Game of Profs.

UN PALCO DEDICATO AGLI YOUTUBERS

Oltre ai panel e laboratori, Let’s Play è stato anche tanto divertimento. Ad accogliere i 20 YouTuber più amati d’Italia una grande audience composta da fan giovanissimi ed entusiasti. La spettacolare arena è diventata il palcoscenico dove si sono esibiti i content creator che grazie alla direzione artistica curata da Web Stars Channel, la prima influencer media company italiana, hanno incontrato i presenti vivendo insieme momenti di gioco, foto e interviste. Tra i più amati Favij, i Mates e LaSabrigamer che hanno dedicato ai propri fan abbracci e autografi ai quali si sono aggiunti anche Sabaku No Maiku, Klaus, Federic, Grax, Sodin, Snitecs, J0k3r, Awed, Giosephthegamer, Jakidale, Herna, Sbuci, Masarone, Ros4lba, Sivi Show, i 2 bomber e Barone. I migliori content creator d’Italia per un’audience di più di 18 milioni di fan iscritti ai canali.

UN’AGENDA DI WORKSHOP E LABORATORI DIDATTICI

La dimostrazione che il videogioco sia diventato oggi uno strumento maturo in grado di coinvolgere tutta la famiglia è data dalla grande affluenza ai vari workshop di programmazione: sono stati infatti 1.100 i ragazzi che, in compagnia dei genitori, hanno deciso di seguire i laboratori progettati da Agnese Addone con il supporto di Marco Vigelini. In questi appuntamenti, i ragazzi hanno potuto mettere alla prova le proprie capacità di logica utili a superare una serie di ostacoli, imparando così un linguaggio unico: il coding.

Let’s Play è stato inoltre anche il Festival per i ragazzi che vogliono fare del videogioco una professione: in 600 si sono cimentati in alcune delle attività fondamentali dello sviluppo come la scultura, la modellazione e la programmazione, così come sono stati circa 400 gli studenti che hanno seguito i panel organizzati da AIV – Accademia Italiana Videogiochie dedicati proprio alle varie professionalità che ruotano intorno al game development. Ai laboratori, si sono poi aggiunti anche i vari workshop, ovvero quello dedicato allo storytelling e organizzato da We Are Muesli, quello sull’uso consapevole del videogioco e infine quello dedicato a come trasformare la propria passione in professione.

UN GRANDE TAVOLO CON LE ISTITUZIONI PER PARLARE DEL FUTURO DEL GAMING IN ITALIA

Let’s Play ha rappresentato anche un vero e proprio salotto per permettere a Istituzioni, esperti e Big del Settore di parlare del videogioco in Italia oggi e dei possibili scenari che potrebbero aprirsi per il futuro. Gli appuntamenti più interessanti hanno visto la partecipazione anche di esponenti del mondo istituzionale come: il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Valeria Fedeli, Enrico Morando, Viceministro MEF, Domenico Manzione, sottosegretario del Ministero dell’Interno, l’On. Flavia Piccoli Nardelli, della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ,Guido Fabiani, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, Lidia Rivera, Assessorato alla cultura e alle politiche della Regione Lazio, Gian Paolo Manzella, Consigliere della Regione Lazio e Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema del MiBACT.

11 PANEL DI APPROFONDIMENTO

Dal cinema alla musica, passando per la Realtà Virtuale, Let’s Play ha rappresentato anche l’occasione per parlare di come il videogioco sia influenzato e influenzi altri settori creativi nel nostro Paese. Sono stati ben 11 i panel di approfondimento organizzati durante il Festival e che hanno visto la presenza di numerosi ospiti stranieri come Shahneila Saeed, di Ukie, l’associazione dell’intrattenimento interattivo nel Regno Unito e Kristian Volsing del Victoria & Albert Museum di Londra oltre a numerosi esperti delle major di settore e dei developer indipendenti.

UN APPUNTAMENTO PER PARLARE DI COME LO SPORT REALE E VIRTUALE POSSANO CONVIVERE

Nel corso di Let’s Play si è parlato tanto anche di sport! Un vero e proprio percorso d’incontro quello che in queste cinque giornate ha portato lo sport reale a incontrare lo sport “virtuale”. A lanciare il tema un panel dedicato proprio agli eSport, ovvero gli sport elettronici, un fenomeno che oggi appassiona circa 323 milioni di persone in tutto il mondo. Al panel è seguita la partecipazione della squadra Eurobasket Roma che ha incontrato i fan e sfidato gli ospiti del Festival con il gioco NBA2K17. Al team reale di basket si è poi aggiunta una squadra di calcio virtuale, ovvero quella formata dai due campioni di eSport di Sampdoria e Roma.

TANTI TORNEI PER SFIDARE GLI AMICI

Da mercoledì 15 a domenica 19, l’area torneiè diventata una vera e propria “arena” per i 415 videogiocatori che si sono messi alla prova con gli ultimi titoli disponibili su PC e PlayStation 4. Gli amanti del mouse hanno potuto scegliere tra League of Legends ed Hearthstone, mentre chi non riesce proprio a staccare le dita dal pad ha avuto l’imbarazzo della scelta tra Fifa 17, Rainbow Six Siege, For Honor e Rocket League.

E ANCORA TANTI GIOCHI

Ma più di tutto Let’s Play è stata una vera e propria “casa del videogioco” grazie a oltre 350 console giocabili (dal retrogaming fino alle ultime novità) e a 101 pc, dei quali 91 utilizzati proprio per le ultime novità sul mercato e per i numerosi tornei organizzati. Sono stati oltre 30 i titoli giocabili che, tra 3 anteprime e 10 novità, hanno saputo far felice ogni tipo di videogiocatore. A titoli come Little Nightmares, Tekken 7, The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Gran Turismo Sport, si sono aggiunti anche i 25 titoli realizzati dagli sviluppatori indipendenti. Il tutto circondato da periferiche all’ultimo grido come i 13 visori per la realtà virtuale PlayStation VR disponibili all’interno dello stand PlayStation e oltre 37 visori per pc disponibili nelle diverse postazioni di gioco.

Termina Let's Play, il primo Festival del videogioco d'Italia

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E’ soltanto un arrivederci.

Sono state ben 31.300 le presenze registrate a Let’s Play, il primo festival del videogioco d’Italia, che ieri ha chiuso le porte con un arrivederci a tutti coloro che hanno avuto modo di ripercorrere la storia del videogame: dal retrogaming fino alle anteprime videoludiche passando per panel di approfondimento, laboratori, workshop e agli incontri con gli YouTubers. Il successo di Let’s Play può essere sintetizzato con alcuni numeri: oltre 2.000 presenze di giovani aspiranti sviluppatori che hanno seguito i workshop dedicati alla programmazione e alle professioni del mondo videoludico coordinate con l’aiuto dell’Accademia Italiana Videogiochi; 11 panel di approfondimento tematico sul videogioco come medium culturale; 9 rappresentanti istituzionali che hanno preso parte a panel e dibattiti; 60 ragazzi che hanno partecipato ai 2 hackaton organizzati dalla Regione Lazio; oltre 200 giornalisti accreditati a copertura dell’evento; 12 publisher; 35 sviluppatori indipendenti per un totale di 100 addetti ai lavori; più di 350 macchine utilizzate per il gaming (tra console e pc); oltre 30 giochi tripla A disponibili; più di 25 titoli indipendenti; 20 YouTubers; 415 partecipanti ai tornei e circa 120 persone coinvolte, dall’Accademia Italiana Videogiochi; oltre 200 tra personale tecnico e di servizio hanno lavorato alla realizzazione del Festival. E in più l’appuntamento prestigioso del premio Drago d’Oro con l’aggiunta di ospiti internazionali.

I presupposti per questa grande riuscita c’erano tutti: Let’s Play è stato infatti un evento organizzato da Let’s Play Srl e da Q-Academy Impresa Sociale in collaborazione con AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) e realizzato con il sostegno di MiBACT, direzione Cinema, MIUR e Regione Lazio e con il patrocinio di Roma Capitale, CNI UNESCO, ANCI,“UNESCO – Rome City of film”, Centro Sperimentale di Cinematografia, SIAE, Federculture, Confindustria Cultura Italia, sponsor BNL Gruppo BNP Paribas, media partner RDS 100% Grandi Successi, Corriere dello Sport – Stadio, Multiplayer.it, Eurogamer.it, Everyeye.it e Vg247.it. Tanti nomi e collaborazioni che hanno permesso di organizzare una grande festa durata cinque giorni in grado di appassionare grandi e piccini con attività declinate ad hoc per ogni tipo di target.

Ma ecco più nel dettaglio i tantissimi aspetti di Let’s Play.

DRAGO D’ORO: UN PREMIO PER CELEBRARE LE ECCELLENZE DEL MONDO VIDEOLUDICO

Let’s Play, nella serata del 16 marzo, ha ospitato la quinta edizione del Drago d’Oro, il premio italiano promosso da AESVI che celebra le eccellenze del mondo videoludico e ne promuove il valore culturale e artistico. Ispirato ai più rinomati premi di settore – come gli statunitensi The Game Awards o i britannici BAFTA Video Games Award – il Drago d’Oro nasce per dare un riconoscimento ai migliori videogiochi pubblicati nel corso del precedente anno. Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti anche ospiti di calibro internazionale come Fumito Ueda, creatore di The Last Guardian che ha ritirato il Premio alla Carriera; Takeshi Furukawa e Tomonobu Kikuchi rispettivamente composer e music producer di The Last Guardian che hanno ritirato il premio per la Miglior Colonna Sonora; Marco Conti, Car Handling Designer di ForzaHorizon 3 premiato per Miglior Videogioco di Corse; e HajimeTabata, Director di Final Fantasy XV che ha ritirato la statuetta più ambita per il Videogioco dell’Anno.

UN LUOGO D’INCONTRO PER GLI SVILUPPATORI INDIPENDENTI

Let’s Play è stato anche il palcoscenico per gli sviluppatori indipendenti che operano nel nostro Paese. Sono state 35 le realtà che hanno mostrato le loro creazioni all’interno di due aree dedicate: lo stand della Regione Lazio e il padiglione Indie.24 gli sviluppatori all’interno dello stand della Regione Lazio che si sono alternati nelle cinque giornate: Interactive Project (Motor Sport gaming), Leaf Games (Leap of Champions), Indiegala (Die Young Now), Caracal Games (Downward), 101 % Megalomania (Fury Roads Survivor e Ping Pong VR), Cine Fantasy Productions (ha mostrato il suo videogioco Sci-Fi), Storm in A Teacup (Lantern), Evocentrica (Genomia), Eco. Viterbo (vip2zip), Invader Studios (Daymare: 1998), 68K Studios (Mazes of Karrdash 2), Gameotic (Gameotic), Giovambattista Vieri (ha presentato le mappe per videogiochi derivati da dati aerospace), Lorenzo Bellincampi (Wacky Spores: The Chase), Symmetrical (Gates of nowhere), Delta Star Pictures (Gamebook Goth-Amok), Gwave (Zero-G), Entropy Knowledge Network (Serious game), Radical Fiction (Tempi duri), Wisdom Games (Arcane Legacy), Justbit (che sviluppa soluzioni innovative digitali), IrdideSrl (con alcuni giochi per pc), Vianet (con progetti di comunicazione e tecnologie innovative) e Urban Factory (Tunnel vision).

Sono stati invece 11 i finalisti del Premio Drago D’Oro Italiano ospitati all’interno dell’area Indie: Elf Games Works con Little Briar Rose, 34BigThing con il premiato Redout, LKA che ha portato The Town of Light, Milestone con Valentino Rossi: The Game, RimlightStudios che ha portato Zheros, Storm in a Teacup con Lantern, Chubby Pixel e il suo WoodleTree 2: Worlds, The Fox Software con Active Soccer 2 DX, Alex Camilleri e Memoir En Code: Reissue, Yonder con RedRope: Don’t Fall Behind e infine Cyber coconut con The Way of Life Free Edition.

DUE HACKATON PER VALORIZZARE LE RISORSE CULTURALI DEL NOSTRO PAESE E PER SUPPORTARE GLI INSEGNANTI

Tra mercoledì 15 e giovedì 16 marzo sono stati invece in 60 i ragazzi che hanno partecipato ai due hackaton, ovvero eventidedicati a esperti di diversi settori dell’informatica tra cui sviluppatori di software, programmatori e grafici web. I due hackaton di Let’s Play sono stati organizzati della Regione Lazio in collaborazione con AIV – Accademia Italiana Videogiochi e Codemotion e hanno messo in palio due premi pari a € 1.000 in buoni Amazon. Nella giornata del 15 marzo, i ragazzi sono stati chiamati a realizzare un videogioco in grado di valorizzare i più bei borghi del Lazio dal nome Borghemon Go. Il giorno successivo invece bisognava sviluppare un videogioco per aiutare i docenti delle scuole ad utilizzare device innovativi e digitali per gestire lezioni, presenze, ecc, cheè stato chiamato Game of Profs.

UN PALCO DEDICATO AGLI YOUTUBERS

Oltre ai panel e laboratori, Let’s Play è stato anche tanto divertimento. Ad accogliere i 20 YouTuber più amati d’Italia una grande audience composta da fan giovanissimi ed entusiasti. La spettacolare arena è diventata il palcoscenico dove si sono esibiti i content creator che grazie alla direzione artistica curata da Web Stars Channel, la prima influencer media company italiana, hanno incontrato i presenti vivendo insieme momenti di gioco, foto e interviste. Tra i più amati Favij, i Mates e LaSabrigamer che hanno dedicato ai propri fan abbracci e autografi ai quali si sono aggiunti anche Sabaku No Maiku, Klaus, Federic, Grax, Sodin, Snitecs, J0k3r, Awed, Giosephthegamer, Jakidale, Herna, Sbuci, Masarone, Ros4lba, Sivi Show, i 2 bomber e Barone. I migliori content creator d’Italia per un’audience di più di 18 milioni di fan iscritti ai canali.

UN’AGENDA DI WORKSHOP E LABORATORI DIDATTICI

La dimostrazione
che il videogioco sia diventato oggi uno strumento maturo in grado di coinvolgere tutta la famiglia è data dalla grande affluenza ai vari workshop di programmazione: sono stati infatti 1.100 i ragazzi che, in compagnia dei genitori, hanno deciso di seguire i laboratori progettati da Agnese Addone con il supporto di Marco Vigelini. In questi appuntamenti, i ragazzi hanno potuto mettere alla prova le proprie capacità di logica utili a superare una serie di ostacoli, imparando così un linguaggio unico: il coding.

Let’s Play è stato inoltre anche il Festival per i ragazzi che vogliono fare del videogioco una professione: in 600 si sono cimentati in alcune delle attività fondamentali dello sviluppo come la scultura, la modellazione e la programmazione, così come sono stati circa 400 gli studenti che hanno seguito i panel organizzati da AIV – Accademia Italiana Videogiochie dedicati proprio alle varie professionalità che ruotano intorno al game development. Ai laboratori, si sono poi aggiunti anche i vari workshop, ovvero quello dedicato allo storytelling e organizzato da We Are Muesli, quello sull’uso consapevole del videogioco e infine quello dedicato a come trasformare la propria passione in professione.

UN GRANDE TAVOLO CON LE ISTITUZIONI PER PARLARE DEL FUTURO DEL GAMING IN ITALIA

Let’s Play ha rappresentato anche un vero e proprio salotto per permettere a Istituzioni, esperti e Big del Settore di parlare del videogioco in Italia oggi e dei possibili scenari che potrebbero aprirsi per il futuro. Gli appuntamenti più interessanti hanno visto la partecipazione anche di esponenti del mondo istituzionale come: il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Valeria Fedeli, Enrico Morando, Viceministro MEF, Domenico Manzione, sottosegretario del Ministero dell’Interno, l’On. Flavia Piccoli Nardelli, della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ,Guido Fabiani, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, Lidia Rivera, Assessorato alla cultura e alle politiche della Regione Lazio, Gian Paolo Manzella, Consigliere della Regione Lazio e Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema del MiBACT.

11 PANEL DI APPROFONDIMENTO

Dal cinema alla musica, passando per la Realtà Virtuale, Let’s Play ha rappresentato anche l’occasione per parlare di come il videogioco sia influenzato e influenzi altri settori creativi nel nostro Paese. Sono stati ben 11 i panel di approfondimento organizzati durante il Festival e che hanno visto la presenza di numerosi ospiti stranieri come Shahneila Saeed, di Ukie, l’associazione dell’intrattenimento interattivo nel Regno Unito e Kristian Volsing del Victoria & Albert Museum di Londra oltre a numerosi esperti delle major di settore e dei developer indipendenti.

UN APPUNTAMENTO PER PARLARE DI COME LO SPORT REALE E VIRTUALE POSSANO CONVIVERE

Nel corso di Let’s Play si è parlato tanto anche di sport! Un vero e proprio percorso d’incontro quello che in queste cinque giornate ha portato lo sport reale a incontrare lo sport “virtuale”. A lanciare il tema un panel dedicato proprio agli eSport, ovvero gli sport elettronici, un fenomeno che oggi appassiona circa 323 milioni di persone in tutto il mondo. Al panel è seguita la partecipazione della squadra Eurobasket Roma che ha incontrato i fan e sfidato gli ospiti del Festival con il gioco NBA2K17. Al team reale di basket si è poi aggiunta una squadra di calcio virtuale, ovvero quella formata dai due campioni di eSport di Sampdoria e Roma.

TANTI TORNEI PER SFIDARE GLI AMICI

Da mercoledì 15 a domenica 19, l’area torneiè diventata una vera e propria “arena” per i 415 videogiocatori che si sono messi alla prova con gli ultimi titoli disponibili su PC e PlayStation 4. Gli amanti del mouse hanno potuto scegliere tra League of Legends ed Hearthstone, mentre chi non riesce proprio a staccare le dita dal pad ha avuto l’imbarazzo della scelta tra Fifa 17, Rainbow Six Siege, For Honor e Rocket League.

E ANCORA TANTI GIOCHI

Ma più di tutto Let’s Play è stata una vera e propria “casa del videogioco” grazie a oltre 350 console giocabili (dal retrogaming fino alle ultime novità) e a 101 pc, dei quali 91 utilizzati proprio per le ultime novità sul mercato e per i numerosi tornei organizzati. Sono stati oltre 30 i titoli giocabili che, tra 3 anteprime e 10 novità, hanno saputo far felice ogni tipo di videogiocatore. A titoli come Little Nightmares, Tekken 7, The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Gran Turismo Sport, si sono aggiunti anche i 25 titoli realizzati dagli sviluppatori indipendenti. Il tutto circondato da periferiche all’ultimo grido come i 13 visori per la realtà virtuale PlayStation VR disponibili all’interno dello stand PlayStation e oltre 37 visori per pc disponibili nelle diverse postazioni di gioco.

Ubisoft e ESL annunciano il secondo anno della Tom Clancy’s Rainbow Six Pro League

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Numeri positivi.

Ubisoft ed ESL, la più importante organizzazione internazionale di eSports, sono lieti di annunciare che le competizioni del secondo anno della Tom Clancy’s Rainbow Six Pro League inizieranno il 20 marzo in Nord America, il 23 marzo in Europa e il 26 marzo in Brasile.

Il primo anno di competizioni si è appena concluso con il Six Invitational di Montreal, dove le migliori squadre al mondo hanno gareggiato in un emozionante testa a testa. Una community in costante crescita di oltre 15 milioni di giocatori ha mostrato un grandissimo interesse nei confronti della competizione, che ha raggiunto ben 120.000 spettatori simultanei, per un totale di oltre 1.300.000 ore di competizioni visualizzate durante i tre giorni dell’evento. Questi numeri estremamente positivi riflettono l’ottima reputazione del gioco nel panorama degli eSports, oltre al grande impegno di Ubisoft nel continuare a sostenere il gioco a lungo termine grazie al supporto, ai feedback e all’entusiasmo della community.

Il secondo anno di competizioni della Tom Clancy’s Rainbow Six Pro League si svolgerà esclusivamente su Windows PC per garantire un migliore e maggiore sviluppo della competizione, mentre i giocatori console potranno partecipare alle Major Leagues.

Visualizzazione di R6S_Y2_Announcement_keyart1_PR_170309_6pm_CET_1489057579.jpg

“Passando interamente al formato PC, vogliamo garantire un maggior livello di impegno e intrattenimento alla competizione, promuovendo tutti i valori positivi che condividiamo: la dedizione che i nostri professionisti mettono nel gioco, la loro disciplina, il loro duro lavoro e i sacrifici che fanno”, ha dichiarato Alexandre Remy, Responsabile del brand.

Le competizioni di quest’anno includeranno tre stagioni della Pro League e una finalissima che incoronerà il Campione mondiale di Rainbow Six. Al termine di ciascuna stagione, le squadre meglio posizionate in Europa, Nord America e Brasile si sfideranno in una serie di emozionanti testa a testa nella finalissima per aggiudicarsi il montepremi di 100.000 dollari. La finale della Season One si terrà a Katowice, in Polonia, il 20 e 21 maggio.

Ubisoft e ESL annunciano il secondo anno della Tom Clancy's Rainbow Six Pro League

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Numeri positivi.

Ubisoft ed ESL, la più importante organizzazione internazionale di eSports, sono lieti di annunciare che le competizioni del secondo anno della Tom Clancy’s Rainbow Six Pro League inizieranno il 20 marzo in Nord America, il 23 marzo in Europa e il 26 marzo in Brasile.

Il primo anno di competizioni si è appena concluso con il Six Invitational di Montreal, dove le migliori squadre al mondo hanno gareggiato in un emozionante testa a testa. Una community in costante crescita di oltre 15 milioni di giocatori ha mostrato un grandissimo interesse nei confronti della competizione, che ha raggiunto ben 120.000 spettatori simultanei, per un totale di oltre 1.300.000 ore di competizioni visualizzate durante i tre giorni dell’evento. Questi numeri estremamente positivi riflettono l’ottima reputazione del gioco nel panorama degli eSports, oltre al grande impegno di Ubisoft nel continuare a sostenere il gioco a lungo termine grazie al supporto, ai feedback e all’entusiasmo della community.

Il secondo anno di competizioni della Tom Clancy’s Rainbow Six Pro League si svolgerà esclusivamente su Windows PC per garantire un migliore e maggiore sviluppo della competizione, mentre i giocatori console potranno partecipare alle Major Leagues.

Visualizzazione di R6S_Y2_Announcement_keyart1_PR_170309_6pm_CET_1489057579.jpg

“Passando interamente al formato PC, vogliamo garantire un maggior livello di impegno e intrattenimento alla competizione, promuovendo tutti i valori positivi che condividiamo: la dedizione che i nostri professionisti mettono nel gioco, la loro disciplina, il loro duro lavoro e i sacrifici che fanno”, ha dichiarato Alexandre Remy, Responsabile del brand.

Le competizioni di quest’anno includeranno tre stagioni della Pro League e una finalissima che incoronerà il Campione mondiale di Rainbow Six. Al termine di ciascuna stagione, le squadre meglio posizionate in Europa, Nord America e Brasile si sfideranno in una serie di emozionanti testa a testa nella finalissima per aggiudicarsi il montepremi di 100.000 dollari. La finale della Season One si terrà a Katowice, in Polonia, il 20 e 21 maggio.

Injustice 2, Cheetah si mostra nel nuovo trailer gameplay

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L’ultima rivelazione.

Nel nuovo trailer di Injustice 2 reso disponibile da Warner Bros. Interactive Entertainment e DC Entertainment è possibile ammirare l’ultima rivelazione: Cheetah.

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Injustice 2, è in fase di sviluppo presso i pluripremiati NetherRealm Studios, offre un’imponente selezione di supereroi e supercriminali DC e permette ai giocatori di costruire e potenziare la versione definitiva dei loro personaggi DC preferiti. Il gioco sarà disponibile per PlayStation® 4 e Xbox One dal 18 maggio 2017.

Assassin’s Creed Empire è in arrivo il prossimo Ottobre?

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PC, Xbox One, PS4.

Il rivenditore svizzero Alcom ha inserito in listino il non ancora annunciato Assassin’s Creed Empire, presunto nuovo episodio della serie Ubisoft in arrivo (secondo quanto riportato sulla pagina del prodotto) entro la fine dell’anno.

Nello specifico, il negozio online parla di un lancio previsto per ottobre 2017 su PC, Xbox One e PlayStation 4, mentre la tanto rumoreggiata versione per Switch non viene citata. Nel momento in cui scriviamo, Ubisoft non ha ancora annunciato il prossimo capitolo di Assassin’s Creed, ambientato (stando a numerosi rumor) in Egitto. Restiamo in attesa di eventuali conferme o smentite in merito.

assassin s creed 2017 notizia

Assassin's Creed Empire è in arrivo il prossimo Ottobre?

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PC, Xbox One, PS4.

Il rivenditore svizzero Alcom ha inserito in listino il non ancora annunciato Assassin’s Creed Empire, presunto nuovo episodio della serie Ubisoft in arrivo (secondo quanto riportato sulla pagina del prodotto) entro la fine dell’anno.

Nello specifico, il negozio online parla di un lancio previsto per ottobre 2017 su PC, Xbox One e PlayStation 4, mentre la tanto rumoreggiata versione per Switch non viene citata. Nel momento in cui scriviamo, Ubisoft non ha ancora annunciato il prossimo capitolo di Assassin’s Creed, ambientato (stando a numerosi rumor) in Egitto. Restiamo in attesa di eventuali conferme o smentite in merito.

assassin s creed 2017 notizia

Dead Rising 4, Capcom annuncia l’arrivo di due nuovi DLC

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Vediamo i dettagli.

Capcom ha annunciato l’arrivo di due DLC di Dead Rising 4, intitolati Frank Rising e Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf: entrambi i pacchetti saranno venduti a 9.99 dollari/euro l’uno, scaricabili gratuitamente dai possessori del Season Pass.

Frank Rising (disponibile dal 4 aprile) ci metterà nei panni di un Frank West infetto e intento a vagare per la città di Willamette con l’obiettivo di trovare un rimedio che possa farlo tornare nei consueti panni.

Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf invece vedrà Frank impegnato a uccidere gli zombie nei vari golf club sparsi per la città. Il minigioco supporterà anche il multiplayer online fino a quattro giocatori e la co-op a turno in locale. La data di uscita di questo DLC non è stata ancora resa nota.

Dead Rising 4, Capcom annuncia l'arrivo di due nuovi DLC

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Vediamo i dettagli.

Capcom ha annunciato l’arrivo di due DLC di Dead Rising 4, intitolati Frank Rising e Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf: entrambi i pacchetti saranno venduti a 9.99 dollari/euro l’uno, scaricabili gratuitamente dai possessori del Season Pass.

Frank Rising (disponibile dal 4 aprile) ci metterà nei panni di un Frank West infetto e intento a vagare per la città di Willamette con l’obiettivo di trovare un rimedio che possa farlo tornare nei consueti panni.

Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf invece vedrà Frank impegnato a uccidere gli zombie nei vari golf club sparsi per la città. Il minigioco supporterà anche il multiplayer online fino a quattro giocatori e la co-op a turno in locale. La data di uscita di questo DLC non è stata ancora resa nota.

Uncharted The Lost Legacy, nuovi dettagli sul DLC

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Drake sarà assente.

Tramite un post pubblicato da poco sul PlayStation Blog ufficiale, Sony ha diffuso in rete informazioni interessanti riguardo Uncharted The Lost Legacy, prima espansione di Uncharted 4.

Stando a quanto riportato, The Lost Legacy è ambientato nel Sud dell’India, circa un anno dopo le vicende di Uncharted 4, dove le protagoniste Chloe e Nadine dovranno cercare, per quanto improbabile possa sembrare, di collaborare per ottenere un antico tesoro chiamato “Zanna di Ganesh” e strapparlo dalle mani dell’antagonista, Asav. In questa espansione ci saranno aree molto vaste da attraversare ed esplorare, con meravigliosi panorami da ammirare.

Secondo il direttore creativo Shaun Escayg, è insolito vedere collaborare due personaggi come Nadine e Chloe, perché sono l’una l’opposto dell’altra: “Chloe è spontanea e impulsiva mentre Nadine è più stratega”, spiega, “ed entrambe si troveranno in una posizione insolita: Chloe prenderà le redini del gioco, mentre Nadine le farà da mercenaria”. Nella trama, infatti, Chloe avrà bisogno di qualcuno con esperienza militare, e Nadine sarà per lei la scelta migliore. Quest’ultima, in seguito agli eventi di Uncharted 4, si trova in una situazione disperata ed è in cerca di ingaggio.

Parlando di gameplay, esso non si discosterà da quanto visto in Uncharted 4 e in generale sarà in linea con la saga. Il team ha incluso nell’espansione territori ancora più vasti, superiori persino alla location del Madagascar dell’ultimo capitolo. Ci saranno inoltre nuove armi disponibili, ed una nuova feature, che permetterà al giocatore di forzare le serrature.

Infine, lo scrittore Josh Scherr ha confermato che Nathan Drake non farà alcuna apparizione in questa espansione. “Abbiamo preso in esame diverse idee, tra le quali quella di includere Nate come personaggio secondario” ha raccontato. “Ma qualsiasi cosa facessimo, risultava superflua, perché finivamo per collegare tutto ad Uncharted 4.”

Fonte.

Mass Effect Andromeda, BioWare consiglia caldamente di installare la Day One Patch

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Su PC è già disponibile.

Il producer di BioWare Fernando Melo ha pubblicato un breve Tweet nel quale raccomanda caldamentre l’installazione della day one patch di Mass Effect Andromeda su PC prima di iniziare a giocare. L’aggiornamento di lancio è già disponibile per il download (il gioco uscirà domani in Nord America) e risolve vari problemi e bug.

In particolare, senza quanto riportato da Melo, l’update del day one risolverà problematiche come il black screen, la sincronia del sonoro in multiplayer e il bug del tasto F che non sembra funzionare correttamente nelle modalità multigiocatore.

Ricordiamo che Mass Effect Andromeda uscirà il 23 marzo in Europa nei formati PlayStation 4, Xbox One e PC.

Fonte.

Splatoon 2, arrivano i Wet Floor

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La nuova band.

In attesa di poter mettere le mani sulla versione di prova di Splatoon 2, peraltro già scaricabile, con l’inizio del Global Testfire fissato per il 24 marzo, diamo una nuova occhiata a un aspetto secondario ma non meno importante del mondo di gioco.

Chi ha seguito la storia del primo capitolo saprà bene quanto gli elementi di contorno contribuiscano a definire una specifica identità al mondo di Splatoon, e tra questi un’importanza particolare era coperta da Callie e Marie, il duo di cantanti pop protagoniste della colonna sonora, che facevano anche da ospiti speciali e mascotte in diverse situazioni di gioco. A quanto pare, in Splatoon 2 farà il suo debutto una nuova band.

Si tratta dei Wet Floor, che vengono presentati da Nintendo sul tumblr ufficiale dedicato al gioco. Il loro stile musicale sembra più improntato al rock di tipo alternativo e indie, con musiche più strane e complesse delle melodie pop che caratterizzavano Marie e Callie, tra basso slappato, chitarre, sintetizzatore, cori e ritmi decisamente veloci. Sentiamo dunque un primo esempio delle musiche dei Wet Floor in calce alla notizia.

Per il resto, Splatoon 2 è atteso per questa estate su Switch, non se ne sa ancora molto ma dovrebbe andare a 60 frame al secondo e supportare l’HD Rumble.

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Fonte.

Recensione NieR: Automata

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Dualismi e prospettive.

Versione testata: PS4

Ci sono poche cose sicure nella vita: le tasse, la morte, la stupidità umana e il combat system di Platinum Games. Con questo statement a mente, ci accingiamo a raccontarvi quello che pensiamo di NieR: Automata, consapevoli che avremmo potuto saltare anche a piè pari la nostra analisi del combat system e sostituirla con un solo aggettivo: perfetto. NieR: Automata, però, è molto più di puro gameplay, riuscendo a coniugare una lore credibile e vasta a una narrazione che si fa ora finalmente coerente ed emozionante.

Il merito è naturalmente del creatore della serie, Yoko Taro, che, consapevole della bontà della trama originale di NieR, è riuscito a rimettere insieme proprio intorno a questa il team di sviluppo originale e a coinvolgere due membri essenziali: il founder di Platinum Games Atsushi Inaba e Square Enix per la produzione e il character design. Il risultato è un action RPG semi open world dalle tematiche adulte e con finali multipli che oltre a regalare combattimenti mozzafiato, saprà anche farci riflettere sul rapporto uomo-macchina, sulla perversa ed innata capacità dell’uomo di uccidere.

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Abbandonate ogni certezza o voi che entrate

Ambientato circa un migliaio di anni dopo la fine del primo NieR, o meglio del quarto finale di questo capitolo, NieR: Automata fa parte dell’immenso mondo della serie Drakengard di cui NieR costituisce uno spin off. Ciononostante, la saga si è guadagnata una vasta autonomia funzionale grazie al supporto di legioni di fan che a distanza di tempo hanno apprezzato la narrativa crudele e spietata di Taro. NieR, tuttavia, sebbene venga ricordato come un gioco cult, non ha riscosso il successo che probabilmente meritava, per questo motivo una precisazione è d’obbligo: sì, potete giocare NieR: Automata anche senza aver mai giocato il primo capitolo visto che i riferimenti, oltre ad una ambientazione dark e qualche sporadico richiamo ad alcuni personaggi, sono davvero pochi. Tuttavia, la conoscenza del primo episodio vi aprirà gli occhi su alcune scelte particolari del gioco altrimenti incomprensibili.

In un mondo desolato e squassato dalla guerra tra umani ed automi alieni, l’umanità ha trovato rifugio sulla Luna, lasciando il compito di combattere le residue forze di invasione ancora presenti sul pianeta Terra ad un gruppo di androidi denominati “YoRHa” controllati da una stazione spaziale orbitante chiamata Bunker. Gli YoRHa sono apparentemente privi di emozioni, sebbene abbiano sviluppato una primitiva ed embrionale forma di autocoscienza e, proprio su questa base, si svilupperanno alcuni dei momenti più memorabili del gioco. Senza spoilerarvi altro sul plot principale, sappiate che le cose inizieranno a farsi davvero interessanti sin da subito ma che potranno essere comprese a pieno probabilmente solo attraverso una seconda e forse una terza run completa, grazie alla possibilità, così come avvenuto nel precedente NieR, di vedere le cose da una prospettiva diversa in grado di unire insieme i punti di un plot davvero maestoso o portare ad esiti incredibilmente diversi (nel gioco sono previsti ben 5 finali alternativi). Come ogni buon RPG che si rispetti, non mancano numerosissime quest secondarie, alcune di assoluto livello e con una profondità tale da ricordarci quelle memorabili di The Witcher 3. La longevità, proprio per questo motivo, è decisamente variabile. Se una speed run che tralascia le quest secondarie vi permetterà di completare il gioco in appena 10 ore, facendovi anche perdere alcune dei momenti più significativi dell’opera di Taro, la scelta di perdersi nei meandri di questo open world così magistralmente narrato potrebbe consegnarvi anche una durata di circa 15/18 ore di gioco, che diventano una trentina con le altre due run che vi consigliamo.

Nier Screenshot 1 08 1481192484.11.2016Bayonetta affair

Il gioco inizialmente ci mette nei panni, molto succinti, di uno degli automi sopra menzionati che risponde al nome di “YoRHa No. 2 Model B”, “2B” per gli amici, scampata alla distruzione dell’intero team d’assalto proprio nei primi minuti di gioco. Durante il corso dell’avventura, verremo via via affiancati da altri personaggi, tra cui un altro androide di nome 9S di cui impareremo a conoscere personalità e debolezze. Il combat system in queste sessioni riprende alcuni degli elementi caratteristici di tanti altri titoli marcati Platinum Games – impossibile non ricordare Bayonetta e Vanquish – adattandoli alle caratteristiche del personaggio giocato. La schivata, fondamentale per evitare i centinaia colpi degli androidi avversari, a differenza di Bayonetta è qui attuata attraverso una scivolata, che seppure meno spettacolare delle capriole della bella maga di Nintendo, garantisce maggiore controllo e precisione. Tanti altri elementi, inoltre, richiameranno alla memoria la sexy strega della grande N, su tutte alcuni duelli aerei o l’uso delle armi bianche.

L’arma dalla distanza che in Bayonetta era rappresentata dai mitici tacconi-pistola è qui sostituita invece dai colpi sparati dal nostro fidato pod di supporto. Proprio il pod rappresenta una delle novità di gameplay che abbiamo maggiormente apprezzato. Grazie alla possibilità di acquistare degli upgrade, il nostro pod puo’ trasformarsi in un’arma letale e imprescindibile per far fuori un numero considerevole di nemici, ad esempio con una serie di bombardamenti aerei. Proseguendo nel gioco, il nostro personaggio acquisirà esperienza, aumentando la propria barra della salute, le skill di attacco e di difesa grazie ad un sistema di personalizzazione realizzato attraverso i “chip”, che è possibile acquistare oppure recuperare sul campo. Questi chip possono modificare anche radicalmente il tipo di approccio al combat system, ad esempio cancellando interamente l’HUD o mostrando la salute del vostro avversario o il quantitativo di danni che questi è in grado di attuare, spingendovi ad utilizzare, di volta in volta, approcci più aggressivi o difensivi. Il numero di chip che è possibile installare è limitato al numero di slot del personaggio giocato e gli stessi possono essere considerati, in quaclhe modo , la nostra memoria storica di combattimento. Quando si viene sconfitti, infatti, un nuovo androide viene inviato in respawn nel luogo in cui siamo deceduti; a questo punto avremo la possibilità di ottenere dal corpo esanime del nostro androide i precedenti chip installati, recuperando esperienza e oggetti persi, oppure si puo’ tentare di riparare l’androide sconfitto in modo che questi possa poi aiutarci in battaglia per un periodo di tempo limitato. Se l’operazione fallisce, l’androide diventerà un nemico.

NieR Automata Screenshot 201608 SS Desert 01 ONLINE 17 1471433567.08.2016Come la parte narrativa, che si sdoppia e si dirama per poi congiungersi solo dopo ore ed ore di gioco, anche il combat system segue un percorso non lineare che vi sarà impossibile non amare. Il titolo, infatti, già all’inizio ci fa capire che ci troviamo di fronte a qualcosa di davvero sperimentale, mettendoci a bordo di una astronave e facendoci affrontare un primo livello da shooter 2D a scorrimento verticale. Più avanti, il gioco si trasforma in una sorta di “Zone of the Enders”, mettendoci a bordo di un mech e facendoci affrontare boss di assoluta spettacolarità, forse non quanto quelli enormi e magnificenti di Bayonetta, ma decisamente più ostici.

La scelta di virare verso un open world anziché su un gioco story driven, inoltre, può sicuramente aver spiazzato qualche fan, ma questa scelta è stata giustificata dal team di sviluppo con la necessità di ricreare un mondo post apocalittico credibile fatto anche e soprattutto di luoghi che l’umanità ha dovuto e voluto abbandonare. Scordatevi quindi la densità degli scontri di altri action rpg e costringetevi ad un incedere più lento e riflessivo.

Meravigliosamente imperfetto

Dal punto di vista tecnico, c’è da fare una netta distinzione tra la versione PS4 e quella PC. Il gioco, pur offrendo visuali spettacolari e boss fight di eccezionale livello su entrambe le piattaforme, su PS4 soffre di qualche problema tecnico connesso ad una ottimizzazione non proprio impeccabile. Nella versione per console, infatti, in alcune circostanze è impossibile non notare qualche evidente calo di frame rate, e questo non tanto nei combattimenti più concitati, ma inspiegabilmente in zone apparentemente tranquille, dove un improvviso cambio di inquadratura farà precipitare gli fps. Le texture, inoltre, non sempre sono perfette, lasciando intendere una qualche forma di accelerazione finale subita dal gioco nelle fasi finali di ottimizzazione. La situazione diventa decisamente più gestibile su PC, che tuttavia abbiamo avuto modo di testare soltanto per poche ore, ma che già da questa prima analisi risulta sicuramente più ottimizzata rispetto alla controparte PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro. Anche qui però il frame rate, senza gli scatti di PlayStation, oscilla in maniera fastidiosa. Altri difetti, un bug che impedisce il rendering in Full HD in modalità full screen,  con il gioco che semplicemente upscala a 900p l’immagine nativa a 720p, oppure il frequente e fastidioso fenomeno di pop in.

La colonna sonora, a differenza del comparto grafico, risulta invece impeccabile sotto ogni punto di vista. Okaba, come già con il primo NieR, ci regala una di quelle OST che difficilmente dimenticherete nel corso negli anni a venire, a metà strada tra gli M83 del primo disco “Hurry Up We’re Dreaming” nei titoli di testa e le atmosfere gotiche del primo capitolo del gioco durante i combattimenti, in un sapiente mix che sicuramente appassionerà non solo gli amanti dei titoli nipponici.

Commento finale

NieR: Automata è uno di quei giochi che ricorderete a lungo. Se avrete la voglia e la pazienza di completarlo più di una volta saprà regalarvi un’esperienza eccezionale sia dal punto di vista ludico, sia narrativo che gli amanti di Asimov e del recente Westworld ameranno di sicuro. E’ un titolo complesso nel gameplay, che come altri grandi cult realizzati da Platinum Games richiederà uno studio e una certa maestria nel padroneggiare le tecniche di combattimento, e che proprio per questo risulta incredibilmente appagante. Sicuramente non stiamo parlando di un titolo perfetto, ma probabilmente proprio dai suoi “difetti” trarrà quegli elementi che lo faranno ricordare come un titolo di altissima qualità per gli amanti del genere.

Pro Contro
– Narrativa eccezionale
– Gameplay praticamente perfetto
– Longevità elevata grazie ai finali multipli praticamente obbligatori
– Colonna sonora di altissimo livello
– Tecnicamente solo discreto
– Qualche dispersione eccessiva tipica da open world
Voto Globale:  90
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Let’s Play è stato un grandissimo successo

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Ben 31.300 presenze registrate.

Per cinque giorni la città di Roma è diventata davvero la capitale del videogioco: sono state infatti 31.300 le presenze registrate nel corso di Let’s Play, il primo Festival del Videogioco d’Italia. La splendida cornice delle ex caserme novecentesche di Via Guido Reni ha saputo accogliere un pubblico fatto di appassionati, famiglie con bambini e giovanissimi che hanno avuto la possibilità di assistere a panel di approfondimento, laboratori, workshop, ma anche di incontrare i propri idoli di YouTube e di giocare con i titoli più attesi della stagione.

La dimostrazione che il videogioco sia diventato oggi uno strumento maturo in grado di coinvolgere tutta la famiglia è data dalla grande affluenza ai vari workshop di programmazione: sono stati infatti più di 1000 i ragazzi che, in compagnia dei genitori, hanno deciso di seguire i laboratori progettati da Agnese Addone con il supporto di Marco Vigelini. In questi appuntamenti a loro dedicati, i ragazzi hanno potuto mettere alla prova le proprie capacità di logica utili a superare una serie di ostacoli, imparando così un linguaggio unico: il coding.

Let’s Play è stato anche il Festival per i ragazzi che vogliono fare del videogioco una professione: in 600 si sono cimentati in alcune delle attività fondamentali dello sviluppo come la scultura, la modellazione e la programmazione, così come sono stati circa 400 gli studenti che hanno seguito i panel dedicati proprio alle varie professionalità che ruotano intorno al game development.

Sono state invece in 31 le aziende che ce l’hanno fatta e hanno mostrato il proprio videogame agli ospiti di Let’s Play. Dal videogioco in Realtà Virtuale a quello incredibilmente definito dal punto di vista grafico, è stato un vero e proprio intrattenimento per gli amanti delle ultime novità indipendenti.

E che dire dei giochi? Sono state più di 350 le console (a retrogaming e ultime novità) e 101 i pc sui quali è stato possibile giocare oltre 50 titoli, tra cui 3 anteprime e 10 novità.

E ancora, nella spettacolare arena a loro dedicata si sono alternati 23 YouTubers (da FaviJ ai Mates, a La Sabrigamer…) accolti da un grande pubblico di fan giovanissimi ed entusiasti.

Chiude la prima edizione, ma di Let’s Play si tornerà a parlare.

Let's Play è stato un grandissimo successo

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Ben 31.300 presenze registrate.

Per cinque giorni la città di Roma è diventata davvero la capitale del videogioco: sono state infatti 31.300 le presenze registrate nel corso di Let’s Play, il primo Festival del Videogioco d’Italia. La splendida cornice delle ex caserme novecentesche di Via Guido Reni ha saputo accogliere un pubblico fatto di appassionati, famiglie con bambini e giovanissimi che hanno avuto la possibilità di assistere a panel di approfondimento, laboratori, workshop, ma anche di incontrare i propri idoli di YouTube e di giocare con i titoli più attesi della stagione.

La dimostrazione che il videogioco sia diventato oggi uno strumento maturo in grado di coinvolgere tutta la famiglia è data dalla grande affluenza ai vari workshop di programmazione: sono stati infatti più di 1000 i ragazzi che, in compagnia dei genitori, hanno deciso di seguire i laboratori progettati da Agnese Addone con il supporto di Marco Vigelini. In questi appuntamenti a loro dedicati, i ragazzi hanno potuto mettere alla prova le proprie capacità di logica utili a superare una serie di ostacoli, imparando così un linguaggio unico: il coding.

Let’s Play è stato anche il Festival per i ragazzi che vogliono fare del videogioco una professione: in 600 si sono cimentati in alcune delle attività fondamentali dello sviluppo come la scultura, la modellazione e la programmazione, così come sono stati circa 400 gli studenti che hanno seguito i panel dedicati proprio alle varie professionalità che ruotano intorno al game development.

Sono state invece in 31 le aziende che ce l’hanno fatta e hanno mostrato il proprio videogame agli ospiti di Let’s Play. Dal videogioco in Realtà Virtuale a quello incredibilmente definito dal punto di vista grafico, è stato un vero e proprio intrattenimento per gli amanti delle ultime novità indipendenti.

E che dire dei giochi? Sono state più di 350 le console (a retrogaming e ultime novità) e 101 i pc sui quali è stato possibile giocare oltre 50 titoli, tra cui 3 anteprime e 10 novità.

E ancora, nella spettacolare arena a loro dedicata si sono alternati 23 YouTubers (da FaviJ ai Mates, a La Sabrigamer…) accolti da un grande pubblico di fan giovanissimi ed entusiasti.

Chiude la prima edizione, ma di Let’s Play si tornerà a parlare.