2K Games ha rilasciato un nuovo video per NBA 2K16, titolo che arriverà su PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One e PC il prossimo 29 Settembre. Il trailer, intitolato “Winning”, mostra alcune fasi di gioco dove si può sempre notare la grafica ai limiti del fotorealismo.
Da questo mese un titolo è stato scelto dai giocatori.
Sony ha pubblicato il trailer che mostra i titoli gratuiti che faranno parte della Instant Game Collection di Settembre. Ricordiamo che già da questo mese è stato avviato il programma “Vota e Gioca”, dove i giocatori scelgono un titolo che vorrebbero fra quelli proposti. Questo mese, il gioco scelto è Grow Home, platform rilasciato lo scorso Febbraio.
I giochi gratuiti di Settembre saranno i seguenti:
In qualità di amante del genere horror, devo purtroppo cominciare parlando di un dato di fatto che forse tanti di voi condivideranno con me: dare ai film odierni l’appellativo di “horror” è una parola grossa, davvero. “Non ci sono più i capolavori cinematografici di un tempo”, direbbero quelli più attempati. Quel filone della cinematografia integralmente votato ad incutere terrore ed ansia nello spettatore è scomparso, ha ceduto il passo alle solite storie di presenze, fantasmi e possessioni demoniache, ognuna scopiazzata dall’altra e rigirata in tutti i modi possibili e che, inevitabilmente, si traducono in film che il più delle volte scadono nel ridicolo.
Questione di gusti direte, e forse è così, ma siamo sinceri: davvero possiamo paragonare capolavori horror del calibro di Halloween di John Carpenter, Psycho del grande Alfred Hitchcock, Non Aprite Quella Porta, Shining e compagnia bella con quello che passa in giro da oramai 10 anni a questa parte? Certo, il plot, in fin dei conti, è sempre lo stesso: uno spietato serial killer vi entra in casa, in piena notte, e voi siete soli… ok, ho già i brividi. Quello che voglio dire, però, è che l’idea del male rappresentato da una entità in carne ed ossa, almeno nel mio caso, è decisamente più spaventosa di un fantasma incazzato per non si sa quale motivo.
Passiamo al medium videoludico. Il filone, nel campo dei videogames, dopo un periodo piuttosto piatto sta conoscendo una nuova età dell’oro, sebbene l’etichetta survival horror/horror molto spesso sia attaccata anche a titoli che di terrificante hanno ben poco. Negli ultimi tempi sono stati davvero pochi i giochi in grado di trasmettermi ansia, tensione e almeno un minimo di terrore. Ci era riuscito un po’ Daylight, anche se puntava principalmente sui jump scares e si basava sempre su presenze oscure e non su serial killer in carne ed ossa, ma per il resto, il nulla. Ammetto quindi che mi sono avvicinato a questo Until Dawn con molto scetticismo. Ben presto ho dovuto ricredermi: sin dai primi minuti, l’esclusiva PS4 sviluppata dai ragazzi di Supermassive Games mi ha lasciato intravedere un barlume di speranza per un videogioco horror come lo intendo io.
Era una notte buia e la bufera faceva da padrona…
Otto amici decidono di organizzare un weekend in uno chalet di montagna in pieno inverno per commemorare la scomparsa di due amiche accaduta l’anno precedente. Quella che però doveva essere una tranquilla serata di racconti e “pomiciate” si trasformerà in un incubo. In quel luogo che credevano abbandonato è in realtà in agguato un pericoloso serial killer. La storia, detta così, ricalca perfettamente tutti i cliché dei vecchi film horror visti e rivisti almeno una volta nella vita. Eppure, il gioco offre qualcosa in più, qualcosa che nei videogiochi non si vede da tempo: sarà veramente all’altezza dell’appellativo “horror game” spiattellato dal publisher in tutte le salse?
Benvenuti a Blackwood Pines.
Come ogni buon fan degli horror, ho atteso la notte per cominciare Until Dawn in modo da essere immerso nell’atmosfera adatta, accompagnata dal silenzio, da una lieve sensazione di paura e di tensione. Emozionato come non mai, finalmente avvio il gioco e non appena mi ritrovo nel menu principale, sono già bloccato. No, non a causa di freeze o crash, ma per godimento personale (che sarà anche vostro, fidatevi): il benvenuto dato dal viso della splendida Hayden Panettiere, che interpreta Sam, mi fa quasi fatto l’effetto dello sguardo di Medusa. Oltretutto, ho la possibilità di far muovere testa ed occhi con la levetta analogica destra così come sarà possibile all’interno del gioco con qualsiasi altro personaggio semplicemente restando fermi per un po’. Mi è bastato questo piacevole approccio per comprendere come Supermassive Games abbia lavorato duramente alle animazioni facciali, che definirei impeccabili e davvero realistiche.
Per deformazione professionale spulcio sempre il menu principale dei videogiochi che provo, per piacere o per lavoro, pronto a scovare qualcosa di particolare di cui non mi ero accorto. Con Until Dawn ho avuto una “doppia sorpresa”, potrei dire. Quasi in risposta al mio pensiero sulle animazioni, il team ha inserito dei contenuti bonus sbloccabili proseguendo nel gioco che mostrano diverse fasi dello sviluppo e che meritano di essere viste per rendersi conto della cura riposta nella realizzazione di Until Dawn e di come sia importante l’effetto ansia/paura in un horror. Ma l’elemento più apprezzabile è sicuramente la possibilità di scegliere il doppiaggio in lingua originale nelle impostazioni, così da soddisfare anche coloro che preferiscono non perdersi nulla dell’interpretazione attoriale originale, sebbene il doppiaggio in italiano di Until Dawn sia ottimo e ogni persona che ci ha lavorato dietro si è perfettamente calata nella parte, riuscendo a trasmettere brillantemente le sensazioni dei protagonisti.
Detto ciò, dopo aver passato parte della mia esistenza a consumare il viso di Sam, inizio l’avventura e vengo catapultato subito in una scena abbastanza confusa, che sfocia poi nel gameplay vero e proprio ed elimina la confusione iniziale. Arrivato allo chalet, fra una folata di vento gelido ed un brivido, nel giro di poco tempo faccio la conoscenza degli otto personaggi giocabili: Ashley, Sam, Chris, Josh, Mike, Jessica, Matt ed Emily, tutti adolescenti con la sola voglia di passare un weekend di divertimento (e anche di sesso, diciamocelo) senza pensieri per la testa. Presto conosco anche l’analista, personaggio che inizialmente mi spiazza, non capendo cosa voglia e che mi fa alcune domande riguardanti le mie paure o altri argomenti, proprio come se stesse parlando con me dal vivo e volesse comprendere la mia psiche.
Il cast d’eccezione che vanta Until Dawn mi rende ancora più sicuro sul fatto di vivere un’esperienza di alto livello, grazie alla presenza fisica di attori reali più o meno famosi che mettono in campo le loro doti recitative:
Entrato da una finestra dello scantinato della baita a causa del pomello della porta principale congelato dal freddo pungente, mi faccio strada fino all’ingresso per aprire ai miei amici. Durante il tragitto, però, sento correre dei brividi lungo la schiena, ho la sensazione di non essere solo. O forse sono solo i rumori e l’oscurità che, insieme, giocano brutti scherzi. Arrivato nell’ampio salone, finalmente tiro un sospiro di sollievo e apro la porta per la gioia di tutti quanti, che entrano frettolosamente per trovare riparo da quel freddo glaciale.
Scopro poi che ciò che caratterizza i singoli protagonisti è che ognuno ha una personalità differente,come è giusto che sia, con tratti ben definiti e relazioni più o meno affiatate con gli altri membri. Questo mi fa anche apprezzare più o meno i loro atteggiamenti e modi di parlare differenti, chi più serio, chi più ironico e via discorrendo, lasciando trasparire la mia stessa personalità quasi come se stessi trattando con persone reali. Diverse volte alcune frasi dei dialoghi, sempre ben scritti, mi strappano un sorriso, mentre altre le trovo particolarmente odiose e cariche di un’ironia esagerata, fattore che invece può essere recepito diversamente da altri giocatori.
Da grandi scelte derivano grandi cambiamenti.
I tratti, le relazioni e la sopravvivenza dei protagonisti, comunque, dipendono tutti dalle scelte che vengono prese durante la partita, che hanno anche una conseguenza su ciò che accadrà in seguito. Devo dire che diverse scelte dinanzi alle quali vengo messo di fronte mi mettono davvero in difficoltà, facendomi immedesimare totalmente e pensare a cosa farei se mi trovassi in quella specifica situazione – anche se spero vivamente di non ritrovarmici mai. E’ un’esperienza che, in un modo o nell’altro, proverete tutti almeno una volta giocandolo. Tutte le decisioni prese vengono riportate negli Effetti farfalla (che mostrano per ogni azione la conseguente reazione) e quando ne compare il simbolo sullo schermo in alto a sinistra, significa che il susseguirsi degli eventi è effettivamente cambiato.
Dal momento che tutti si sono più o meno sistemati, o almeno hanno un compito da svolgere prima di iniziare il vero weekend, comincio ad esplorare l’enorme chalet e a raccogliere diversi oggetti, che si rivelano presto essere indizi da trovare sparsi per tutto il gioco per far luce su tre diverse faccende, che per correttezza non riporto o rovinerei una parte della trama, pena il linciaggio. Il gioco è lineare ma offre un minimo di libertà nei vari ambienti senza sentirsi strettamente vincolati. Proseguendo, mi imbatto nei totem premonitori, che mi mostrano brevi scene non chiarissime su ciò che potrebbe accadere di lì a poco. Scopro che ad ogni colore corrispondono significati diversi:
Bianco: profezia di fortuna
Rosso: minaccia di futuro pericolo
Marrone: perdita potenziale di un amico
Giallo: guida su una scelta da fare
Nero: possibile morte di chi lo ha trovato
Ogni qualvolta ne trovo uno, inoltre, riesco a ricostruire una piccola parte degli eventi del passato su quanto è accaduto in quest’area. I brividi fanno di nuovo capolino. Un altro elemento che apprezzo è l’introduzione di diversi QTE (Quick Time Events), soprattutto se anch’essi hanno dei risvolti differenti sulla trama se sono in grado di eseguirli correttamente o meno. E capisco sin da subito che devo restare concentrato anche nelle scene d’intermezzo, perché da un momento all’altro potrebbe uscire un tasto da premere e mancarlo potrebbe addirittura portare alla morte di un personaggio, cosa che non voglio assolutamente. Continuando la storia, ad un certo punto capisco che l’essenza horror verte su qualcosa di pseudo paranormale, che forse allontana un po’ l’idea di horror inteso come ho scritto inizialmente, ma non posso dire null’altro se non… giocatelo.
Devo dire che certe volte, in determinate situazioni, mi sono sentito più un Nathan Drake o una Lara Croft della situazione che una normale persona impaurita intenta a fuggire da un serial killer: arrampicarmi su pareti rocciose, saltare ostacoli, esplorare miniere munito di torcia… Nulla che rovini l’esperienza horror, per carità, però è una sensazione che, in quel momento, mi ha fatto esclamare: “Ehi, ma sto giocando ad Until Dawn?”.
L’evolversi della storia, quindi, è molto dinamico e si basa tutto sulle mie decisioni, che certe volte posso prendere con calma e altre dove mi sento parecchia pressione addosso. Questo dà vita ad inevitabili finali multipli, donando ad Until Dawn una elevata rigiocabilità perché chiunque sarà curioso di sapere cosa sarebbe successo in circostanze differenti. Senza andare di fretta, in ogni caso, ho impiegato una decina di ore per portarlo a termine, a mio avviso più che sufficienti, dato che tirarlo per le lunghe lo avrebbe reso “forzato” e, magari, ripetitivo. Senza contare che, come già accennato, almeno una seconda run è quasi obbligatoria.
Per un’esperienza horror coi fiocchi, solo il meglio.
L’ambientazione dove vengo immediatamente “abbandonato” è tipicamente horror, o almeno è una delle prime che vengono in mente pensando al genere: una fredda notte di inverno dove fanno da padroni uno scenario innevato ed un’enorme baita rigorosamente piazzata in cima ad un monte ed in mezzo ad un bosco tetro. Chapeau per l’Umbra 3, il motore grafico già utilizzato per Killzone: Shadow Fall ma migliorato, che mi ha dato non poche soddisfazioni e diverse volte mi sono soffermato su alcune scene particolarmente realistiche per ammirarle, merito anche, come detto, delle animazioni facciali. In diverse occasioni, però, ho notato dei lievi e brevi cali di frame rate, che non minano sicuramente l’esperienza di gioco ma che sono abbastanza evidenti, specie se il titolo è bloccato a 30 fps per garantire un effetto molto più cinematografico.
Tutto questo è poi condito da un comparto sonoro realizzato con una cura maniacale, dallo scricchiolio della neve sotto i passi ad ogni minimo rumore che collabora a ricreare l’atmosfera ideale in un horror. E non mi capita sempre di essere soddisfatto, magari, da un cambiamento preciso del rumore dei passi a seconda del materiale su cui mi ritrovo a camminare. La colonna sonora, inoltre, svolge un ruolo fondamentale in ogni produzione che si rispetti, tanto più in questo genere dove deve trasmettere una continua tensione nel giocatore. Posso ringraziare Supermassive Games per aver dato l’incarico di comporla a Jason Graves, uno dei compositori più in voga degli ultimi tempi già autore di quella di The Order: 1886, per citarne uno.
Il mix di tutti questi elementi rende Until Dawn una sorta di “film interattivo” e spesso ho potuto notare la marcata piega cinematografica che lo sviluppatore ha voluto dare, di modo da far immedesimare al meglio il giocatore quasi come se stesse guardando un film vero e proprio, dove le emozioni traspaiono maggiormente di quanto lo facciano con un “semplice” videogioco.
Commento finale
Until Dawn si merita a tutti gli effetti l’etichetta di videogioco horror nella sua accezione più pura. L’atmosfera ricreata è perfetta sotto ogni aspetto, dall’ambientazione alla colonna sonora e la caratterizzazione impeccabile degli otto protagonisti ci offre una esperienza quasi cinematografica. Le molteplici scelte dinanzi alle quali si viene messi di fronte durante tutta la durata del gioco, inoltre, portano ad un evolversi differente della storia, che di conseguenza si traduce in una elevata rigiocabilità. L’unica, vera pecca, probabilmente, è che la trama principale appare già scontata a metà gioco, per coloro che hanno un minimo di familiarità con produzioni cinematografiche simili. Il gioco resta tuttavia godibilissimi sia per gli amanti del genere che i più “paurosi”, che potrebbero apprezzarlo per la buona scarica di tensione e paura oramai assente da tempo nel mondo videoludico.
Tramite un comunicato stampa ufficiale distribuito pochi minuti fa, Nintendo ha reso nota l’intera line-up di titoli e hardware in arrivo nel corso degli ultimi mesi di quest’anno. Spiccano Super Mario Maker, Xenoblade ChroniclesX, Star Fox Zero e Project Maiden sulla home console del colosso nipponico, mentre sulla portatile potremo gustarci titoli del calibro di Animal Crossing: Happy Home Designer, The Legend of Zelda: Tri-Force Heroes e Chibi-Robo! Zip Lash.
A seguire l’intera release list:
Wii U – Hardware
Super Mario Maker Wii U Premium Pack – 11 SettembreTelecomando Wii Plus Toad – 20 Novembre Telecomando Wii Plus Bowser – 20 Novembre Xenoblade Chronicles X Wii U Premium Pack – 4 Dicembre
Wii U – Software
Disney Infinity 3.0: Play Without Limits – 27 Agosto Devil’s Third – 28 Agosto Super Mario Maker Edizione Standard – 11 Settembre Super Mario Maker Edizione Limitata – 11 Settembre Skylanders SuperChargers Starter Pack – 25 Settembre LEGO Dimensions Starter Pack – 29 Settembre Just Dance 2016 – 22 Ottobre Guitar Hero Live – 23 Ottobre Project Zero: Maiden of Black Water – 30 Ottobre Project Zero: Maiden of Black Water Limited Edition – 30 Ottobre Mario Tennis: Ultra Smash – 20 Novembre Star Fox Zero – 20 Novembre Xenoblade Chronicles X – 4 Dicembre Xenoblade Chronicles X Limited Edition – 4 Dicembre Animal Crossing: Amiibo Festival – 2015
Nintendo 3DS – Hardware
New Nintendo 3DS + Animal Crossing: Happy Home Designer Pack – 2 Ottobre New Nintendo 3DS XL Animal Crossing: Happy Home Designer Edition – 2 Ottobre Accessorio Nintendo 3DS NFC – 2 Ottobre Cover New Nintendo 3DS – Animal Crossing (5, 6, 27) – 2 Ottobre New Nintendo 3DS + Dragon Ball Z: Extreme Butoden Pack – 16 Ottobre Nintendo presenta: New Style Boutique 2 – Sempre più Fashion! Pack – 20 Novembre Cover New Nintendo 3DS Hello Kitty – 27 Novembre Cover New Nintendo 3DS Yoshi (27) – 28 Novembre
Nintendo 3DS – Software
Little Battlers eXperience – 4 Settembre Skylanders SuperChargers Racing – 25 Settembre Animal Crossing: Happy Home Designer – 2 Ottobre Animal Crossing: Happy Home Designer + Accessorio NFC Pack – 2 Ottobre The Legend of Zelda: Tri-Force Heroes – 23 Ottobre Pokémon Rubino Omega Starter Box – 30 Ottobre Pokémon Zaffiro Alpha Starter Box – 30 Ottobre Chibi-Robo! Zip Lash – 6 Novembre Chibi-Robo! Zip Lash + Chibi-Robo amiibo pack – 6 Novembre Nintendo presenta: New Style Boutique 2 – Sempre più Fashion! – 20 Novembre
Amiibo
Amiibo Colori Classici – 11 Settembre
Mario
Amiibo della Super Smash Bros. Collection – 25 Settembre
Mii Brawler Mii Sword Fighter Mii Gunner Duck Hunt Duo R.O.B. Mr. Game & Watch
Pack di carte amiibo Animal Crossing Serie 1 – 2 Ottobre
Album da collezione carte amiibo Animal Crossing + 3 Pack di carte Serie 1 – 2 Ottobre
Amiibo Colori Moderni – 23 Ottobre
Mario
Amiibo della Super Smash Bros. Collection – 23 Ottobre
Mewtwo
Amiibo della Chibi-Robo Collection – 6 Novembre
Chibi-Robo
Amiibo della Super Smash Bros. Collection – 20 Novembre
Sono ormai passati un paio di anni dall’uscita dell’originalissimo Evoland nel 2013, e fù allora che già le idee alla base del titolo catturarono la nostra attenzione, non passando di certo inosservato tra le scrivanie della nostra redazione. Shiro Games è pronta a provarci di nuovo e ci propone una nuovissima avventura targata Evoland, che giunge dunque al secondo capitolo, con un sottotitolo un po’ particolare: A Slight Case of Spacetime Continuum Disorder o, italianizzato, Un Piccolo Caso di Disordine nel Continuum Spazio-Temporale. La scelta del sottotitolo non è casuale, e scoprirete il perchè leggendo il prossimo paragrafo della nostra recensione.
Sono ormai passati 50 anni dalla fine della lotta tra Demoni e Umani, ove quest’ultimi sono usciti vittoriosi; eppure c’è qualcosa che non va. Dopo un brevissimo tutorial in grado di spiegarci le funzioni base del titolo ci ritroveremo catapultati all’interno di un’abitazione in un piccolo villaggio. Siamo arrivati lì per merito di una giovane ragazza – la figlia del capo del villaggio – che ci ha trovati svenuti nel bosco, eppure non ricordiamo nè il nostro nome, nè il perchè ci trovassimo lì.
Una trama piuttosto classica e banale, che ci introduce fin da subito al mondo di gioco. Passano pochi attimi divertenti prima di poter prendere il pieno controllo del nostro personaggio e, finalmente, dirigerci fuori dall’abitazione per iniziare a darci da fare e scoprire perchè ci trovassimo nella foresta.
Intraprendenti e ben motivati, dunque, cominceremo col cercare un’arma all’interno del villaggio e non mancheranno riferimenti a vasi rotti e tuniche verdi, tra i tanti tributi che Evoland dedica alle più grandi produzioni dell’industria videoludica.
Evoland 2, così come il precedente capitolo della serie, basa la sua struttura di gioco sul continuo mutare delle condizioni di gioco in cui ci troviamo, spaziando da un action-game bidimensionale con vista dall’alto ad un classico picchiaduro a scorrimento orizzontale, fino ad arrivare ad un vero e proprio titolo tridimensionale ed infine ad uno shoot ‘em up da sala giochi.
La scelta di Shiro Games è, a nostro avviso, quanto mai azzeccata e riesce a divertire in ogni caso, abbinando più tipologie di videogioco all’interno di un unico, indimenticabile pacchetto, condito da un sapiente evolversi della trama ed un cast di personaggi divertente ed unico.
Questo stesso pregio, tuttavia, diventa facilmente un difetto nel momento in cui un videogiocatore più giovane preferirebbe giocare ad una sola tipologia di gioco, piuttosto che vederne una manciata messe alla rinfusa all’interno del titolo.
Evoluzioni e Devoluzioni
Se da prima giocheremo ad Evoland 2 con una grafica in stile 16-bit passeranno pochi minuti di gioco prima di trovare il primo obelisco e venire catapultati nel passato, ove non solo gli avvenimenti del futuro devono ancora accadere, ma anche dove le scoperte tecnologiche devono avvenire; verremo dunque retrocessi ad una grafica ad 8-bit, per poi venire ricatapultati nel presente o nel futuro e vederla tornare di nuovo a 16-bit oppure evolversi ulteriormente raggiungendo lo stato tridimensionale dei titoli più recenti.
In qualsiasi di queste situazioni Evoland 2 riesce a difendersi benino, presentando prima degli sprite degni dell’era del Super Nintendo e dopo un pacchetto di texture di buona qualità; la mancanza di qualche dettaglio in più è evidente, e lo sarà ancora di più nei mondi tridimensionali che andremo ad esplorare. Anche dal punto di vista sonoro il titolo riesce a farsi apprezzare, non presentando però tracce memorabili od effetti sonori eccezionali.
Commento finale
Evoland 2: A Slight Case of Spacetime Continuum Disorder può e non può piacere per via della sua particolare struttura di gioco in continua mutazione e per via delle scelte, a nostro avviso comunque azzeccatissime, per ciò che concerne l’aspetto tecnico del titolo, anch’esso in continua mutazione. Divertimento ed ironia non mancano all’interno del pacchetto proposto da Shiro Games, che con una trama d’eccezione ed un cast di personaggi unici è riuscito a catturare la nostra attenzione per una buona manciata di ore.
Pro
Contro
– Costo quasi irrisorio
– Divertente ed unico per via delle condizioni di gioco in continua mutazione
– Cast di personaggi indimenticabile
– Non adatto a tutte le tipologie di videogiocatore
La divisione francese di Amazon ha inserito in listino la misteriosa “Quantic Dream Collection” per PlayStation 4, raccolta che dovrebbe includere le versioni rimasterizzate di Beyond Due Anime e Heavy Rain. Non si tratta di una novità assoluta in quanto la collection era già stata annunciata la scorsa primavera, fino ad oggi però non abbiamo alcun dettaglio riguardo i contenuti del pacchetto. Amazon segnala come data di lancio il 31 gennaio 2016 ma è probabile che si tratti di un semplice placeholder in attesa di maggiori dettagli che potrebbero arrivare durante la Games Week di Parigi.
Analizzando gli ultimi dati diffusi da Media Create, scopriamo che Wii U ha raggiunto quota 2,508,312 unità vendute in Giappone, risultato raggiunto in due anni e otto mesi di presenza sul mercato. Da novembre a oggi, Wii U ha venduto circa 500.000 pezzi in Giappone, grazie anche al grande successo di Splatoon che ha spinto verso l’alto le vendite della piattaforma. Di contro segnaliamo che PlayStation 4 ha raggiunto 1.6 milioni di unità distribuite nel paese del Sol Levante in soli 15 mesi mentre Microsoft ha piazzato 60.000 console Xbox One dallo scorso settembre.
Tramite le pagine del PlayStation Blog è stato annunciato che il 26 agosto sarà pubblicata una demo giocabile di Dying Light per PlayStation 4. Attualmente i contenuti della versione dimostrativa non sono noti, restiamo quindi in attesa di maggiori dettagli in merito. Dying Light è uscito lo scorso mese di gennaio e ad ha riscosso un incredibile successo di critica e pubblico, con oltre cinque milioni di copie vendute su tutte le piattaforme. Alla Gamescom di Colonia, il team polacco ha annunciato la prima espansione del gioco, intitolata The Following e ancora priva di una data di uscita.
Un nuovo possibile titolo della serie Hatsune Miku.
Disponibile al seguente indirizzo (CLICCA QUI), il nuovo teaser-site di SEGA che prende il nome di “neXt39”; al suo interno è possibile ammirare una pagina con 6 linee colorate, e la scritta “3939.00 / 3939”. Stando alle indiscrezioni dell’industria videoludica, potrebbe trattarsi di un nuovo capitolo della serie “Hatsune Miku”, a provare questa tesi i numeri tre e nove, che in lingua giapponese possono essere letti come “Miku”.
Dressrosa in tutto il suo splendore; Contenuti Aggiuntivi e Missioni Extra disponibili da subito!
La data d’uscita di One Piece Pirate Warriors 3, per PlayStation3 e PlayStation4, si avvicina sempre di più e Bandai Namco è pronta più che mai al suo lancio sul mercato, che si prospetta essere mastodontico. Nell’attesa che ciò avvenga, il 27 Agosto di quest’anno, la compagnia ha deciso di rilasciare nuovi screenshot che permetteranno ai fan della serie di ammirare Dressrosa in tutta la sua magnificenza; a seguire, inoltre, dettagli su 2 dei DLC che saranno disponibili poco dopo l’uscita del titolo.
DLC Pack 1 – Disponibile dall’8 settembre 4 Costumi esclusivi 4 Missioni extra Ace of Coliseum East Blue, All serene We are the World Government Whitebeard vs New Fishman Pirates 5 Costumi di ONE PIECE PIRATE WARRIORS 2
DLC Pack 2 – Disponibile dal 22 settembre 4 Costumi esclusivi 4 Missioni extra Counter Pirates Warfare Surgeon of Death Counter World Government Warfare The Treasure Survival in the Sky Islands 5 Costumi di ONE PIECE PIRATE WARRIORS 2
Bandai Namco soddisfatta anche del successo di RE: Hollow Fragment su PS4.
Bandai Namco Entertainment Europe con una mail inviata pochi minuti fa, conferma ufficialmente la data di uscita di Sword Art Online: Lost Song in Italia: 22 Novembre 2015 su PlayStation4 e PlayStationVita. La compagnia ne approfitta inoltre per annunciare di essere soddisfatta del successo di Sword Art Online RE: Hollow Fragment, porting su PlayStation 4 dell’originale titolo lanciato su PlayStation Vita, che ha riscontrato un discreto successo sulla console di nuova generazione di casa Sony, nonostante la natura digital-only del titolo.
Cypronia Games è pronta ad aggiornare il suo clone di Minecraft su Wii U.
Con turni strazianti e tanto lavoro, Cypronia Games annuncia di essere pronta a rilasciare il nuovo aggiornamento per Cube Life: Island Survival per WiiU nell’arco dei 30 giorni del prossimo mese; tanti i miglioramenti e le nuove funzioni introdotte per merito del duro lavoro dello sviluppatore, che annuncia i seguenti cambiamenti:
Funzionalità – Multiplayer Locale (GamePad vs Wii U Pro controller + TV) – 3 modalità per il multiplayer (deathmatch, tower defense, coop) – Support per Wii U Pro Controller – Animali Domestici – 100 nuovi oggetti come spade, porte, mobili, ecc. – Visuale in 1^ person / 3^ person / Selfie – Più animali e nemici – 56 nuove mappe per la modalità sopravvivenza – Aggiunta la pioggia – Tempi di caricamento 20% più brevi – Engine più veloce con un guadagno medio di 10 Fps
Problemi risolti: – Aggiunto il tasto inverti asse Y – Le freccie non superano più i muri – Sistemato il crash Bale of Hay – Aggiunto il tasto HDR effect ON/OFF – Sistemato l’annegamento su terra ferma – Maggiore durabilità per gli utensili (asce, armature…) – Fame e sete scendono più lentamente – Sistemato il flood dopo il caricamento – Gli animali rilasciano oggetti più di frequente – Aumentata la gravità in caduta – Cannibaili meno aggressivi all’inizio del gioco
Problemi Risoldi in Modalità Creativa: – Le icone non cambiano posizione – Aggiunti gli esplosivi – Aggiunte le scale – Aggiunta la funzionalità terra piatta – Aggiunto il tasto Acqua on/off - Più blocchi colorati
Ritorna ancora una volta la rubrica settimanale del magazine giapponese.
Curiosi di sapere le tendenze attuali del mercato giapponese? Famitsu esiste anche per questo, con i suoi sondaggi mirati ad acquisire informazioni in merito ai gusti dei videogiocatori; settimanalmente, infatti, il magazine chiede ad una cerchia ristretta di suoi lettori un voto riguardo al titolo più atteso, ed è così che questa settimana il Giappone ha risposto:
1. [3DS] Dragon Quest VIII – 1,072 voti 2. [3DS] Monster Hunter X – 723 voti 3. [PS4] Final Fantasy XV – 640 voti 4. [PS4] Persona 5 – 541 voti 5. [PS4] Final Fantasy VII – 463 voti 6. [PSV] Tokyo Xanadu – 450 voti 7. [PS4] Metal Gear Solid V: The Phantom Pain – 367 voti 8. [PS4] Kingdom Hearts III – 331 voti 9. [PSV] Kan Colle Kai – 276 voti 10. [3DS] 7th Dragon III Code: VFD – 269 voti 11. [PS4] Street Fighter V – 261 voti 12. [PS3] Persona 5 – 228 voti 13. [PS4] Yoru no Nai Kuni – 222 voti 14. [PS4] Dragon Quest VI – 212 voti 15. [PS4] Dragon Quest Heroes II – 210 voti 16. [PS4] The Last Guardian – 187 voti 17. [WIU] The Legend of Zelda – 183 voti 18. [3DS] Yo-Kai Watch 3 – 180 voti 19. [PS4] Star Ocean V: Integrity and Faithlessness – 178 voti 20. [PSV] Yoru no Nai Kuni – 158 voti 21. [PS4] Mad Max – 156 voti 22. [PS3] Star Ocean V: Integrity and Faithlessness – 143 voti 23. [3DS] Dragon Quest Monsters: Joker 3 – 142 voti 24. [PSV] Dragon Quest Builders – 139 voti 25. [PS4] Tales of Berseria – 135 voti 26. [3DS] Project X Zone 2 – 134 voti 27. [3DS] Pro Yakyuu Famista Returns – 133 voti 28. [3DS] Dragon Quest XI – 127 voti 29. [3DS] Monster Hunter Diary: Poka Poka Airou Village DX – 125 voti 30. [PS4] Dragon Quest Builders – 122 voti
In occasione della Pokemon World Championships 2015, è stato mostrato un lungo video gameplay per Pokken Tournament, picchiaduro che vede i celebri Pokemon scontrarsi tra loro con le meccaniche della storica serie Tekken. Potete trovare il filmato in calce alla notizia, ricordiamo che Pokken Tournament, finora disponibile solo nelle sale giochi giapponesi e riservato esclusivamente ai sistemi arcade, è stato di recente annunciato per la console casalinga Nintendo Wii U, e l’uscita è prevista entro il 2016 in tutto il mondo. Non è ancora noto quali differenze ci saranno tra le due versioni.
Sony Computer Entertainment ha recentemente presentato una serie di dispositivi multimediali dedicati a Metal Gear Solid V The Phantom Pain. Oltre allo smartphone Sony Xperia J1 Compact: The Phantom Pain edition, ed alla PlayStation 4 decorata in onore al gioco, il colosso dell’elettronica pubblicherà solo in Giappone diversi prodotti dedicati all’ultima fatica di Hideo Kojima, tra il quali il più costoso è un lettore MP3 (7NW-ZX2 Walkman) proposto al pubblico al modico prezzo di 1.005 Euro. Il Walkman (ugualmente costoso anche nell’edizione standard) offre 128 GB di memoria, un logo ed un’astuccio di pelle decorati con il simbolo di Outer Heaven, dieci canzoni tratte dalla colonna sonora di MGS 5, quattro sfondi e l’effetto sonoro che sentiamo nel titolo quando veniamo scoperti.
Per l’occasione Sony ha personalizzato anche altri prodotti, in vendita dal 2 settembre, con i loghi di Metal Gear Solid V The Phantom Pain, come un ulteriore Walkman (NW-A16 da 200 Euro circa) ed i tablet Z3 (420 Euro) e Z4 (quasi 600 Euro).
Fool’s Theory e IMGN.PRO hanno annunciato di essere al lavoro su Seven, RPG isometrico ispirato a Thief che ridefinirà il gameplay tradizionale proponendo un sistema di arrampicata in stile parkour che permetterà ai giocatori di superare gli ostacoli liberamente.
Stando ai primi, pochi dettagli disponibili sul sito ufficiale, il titolo è realizzato da ex sviluppatori di CD Projekt RED che hanno lavorato a The Witcher III: Wild Hunt, pertanto dovremo aspettarci delle scelte da prendere che avranno diverse conseguenze morali nel gioco. L’ambientazione non sarà post-apocalittica, bensì oltre tale fase, quando la natura sta già tentando di ricrescere per “porre rimedio” a quanto distrutto dall’umanità, ma ci sono ancora persone che intendono sfruttare la Terra fino alla sua totale distruzione. Pare, infine, che il luogo dove vivremo la nostra avventura sia denominato Peh.
All’inizio di quest’anno, precisamente a Febbraio, Nintendo ha depositato un nuovo brevetto che è chiaramente una console casalinga, ma con una particolarità: la totale assenza del lettore CD, che pare invece essere stato sostituito da un lettore di schede (probabilmente SD). Ovviamente, la compagnia non si è ancora espressa in merito, ma molti sostengono che si possa trattare proprio di Project NX, console attesa per il 2016.
In attesa di delucidazioni, che probabilmente arriveranno nel corso dei prossimi mesi, lasciamo l’immagine che mostra lo schema di questa console senza lettore CD:
A quanto pare dopo Metal Gear Solid V: The Phantom Pain (che girerà a 900p), Konami ha dichiarato che anche il prossimo capitolo di Pro Evolution Soccer 2016 non girerà a 1080p su XBOX One. Purtroppo nonostante siano state apportate diverse migliorie al kit di sviluppo della console targata Microsoft, PES 2016 girerà sotto la tanto agognata risoluzione Full HD, mantenendo comunque i 1080p per quanto riguarda le linee verticali ma perdendone in orizzontale in quanto la risoluzione sarà di 1360.
Konami comunque rassicura i possessori di XBOX One, in quanto le differenze rispetto alla versione PlayStation 4 dovrebbero essere impercettibili.
Cosa succede quando Spongebob diventa un supereroe?
Versione testata PlayStation Vita.
Creare un videogioco basato su un film attualmente in uscita nelle sale cinematografiche in linea di principio non è una cattiva idea. Rende felici i giocatori che hanno apprezzato la pellicola e nello stesso tempo frutta una cifra solitamente proporzionale al successo. Quella che è invece una cattiva idea è fare leva sulla popolarità di un marchio, un personaggio o una serie solo per propinare al pubblico una vera e propria schifezza. Della popolarità della spugna gialla di Nickelodeon e dei suoi compagni non è il caso di dubitare: qualsiasi persona fuori di testa semplicemente li ama senza farsi troppe domande sull’inverosimilità di fuochi accesi in fondo al mare, spugne parlanti e scoiattoli acquatici. Sulla capacità di Behaviour Interactive di trarci un videogioco degno di essere chiamato tale, invece, si può dubitare. Eccome.
Spongebob Heropants comincia dove il film finisce: il nostro eroe e i suoi amici hanno salvato il mondo dalla minaccia di Barbaburger e recuperato il libro magico, che è magico perchè qualsiasi cosa che vi viene scritta sopra si avvera. Ma non appena Bikini Bottom torna alla normalità, ecco che un nuovo problema sorge dal nulla: al libro mancano delle pagine, che sono misteriosamente sparite. Ciò sta provocando dei singolari fenomeni, quali l’anarchia totale dei robot di Plankton verso il proprio creatore, hamburgers che prendono vita e attaccano gli abitanti, uno Squiddosauro a spasso nel parco e altro ancora che non vogliamo rovinarvi (si fa per dire, dato che nulla di per sè funziona). Cosa si fa allora?
Bubbles, il delfino parlante che regge per qualche strano motivo l’ordine cosmologico, compare dal nulla uscendo da un triangolo spaziale e chiede a Spongebob e compagni di trovare la causa dei problemi, se possibile recuperando anche le pagine mancanti del libro. Per aiutarli concede loro il privilegio di ritrasformarsi nelle versioni SUPER dei personaggi già viste nel film: ovvero Invincibolla per Spongebob, Patrick Gelataio (non ha un nome ufficiale e noi non abbiamo più molta fantasia), Stonatore per Quiddy, Iron Crab per Mister Crab (anche questo l’abbiamo inventato noi, ed è azzeccato dato che è palesemente una rivisitazione crostacea di Iron Man), Scoiattolo per Sandy, Planthulk per Plancton.
A questo punto, dopo il prologo, termina anche l’interessa del giocatore. Passi per la trama con un’originalità ai minimi storici, tanto che era quasi meglio riproporre le vicende della pellicola animata, ovvero Spongebob Out of The Water, passi anche un’incapacità narrativa capace di costruire qualsiasi cosa di interessante nel proseguo delle vicende (gli altri tre intermezzi animati si limiteranno a un “bene, abbiamo fatto questo, passiamo a questo, finiamo con questo, ciao a tutti”), il videogioco si concretizza in qualcosa di informe che non sa nè di carne nè (peculiare caso per un’ avventura in fondo al mare) di pesce.
Chiamatemi Invincibolla!
Il gioco è costituito da 15 livelli, 5 ambientati a Bikini Bottom, 5 nella preistoria (che è solo Bikini Bottom più scura), 5 nella mente di Spongebob alias il paese dello zucchero filato. Fine. L’avventura dura tre ore se siete veramente imbranati e vi piace gettarvi nel vuoto o camminare da fermi verso le pareti, dal momento che la difficoltà è completamente assente. Terminata la trama, non c’è nient’altro da fare, se non raccogliere 15 collezionabili che vi vengono praticamente messi in mezzo al cammino e che solo un cieco sarebbe capace di non riuscire a trovare, e le varie pagine del libro, solo un paio delle quali propriamente “nascoste”. Per raccoglierle tutte sarà necessario rigiocare completamente i vari livelli con altri personaggi, perchè le porte che le custodiscono si aprono solo in presenza di questo o quello.
I personaggi giocabili sono sei, e li abbiamo elencati a proposito delle trasformazioni: Spongebob e compagnia. Le loro versioni super sono appena divertenti da utilizzare, saltano più un alto e picchiano più forte, ma si potrebbe tranquillamente completare il gioco senza utilizzarle neppure una volta. Sono, in effetti, l’unico elemento degno di nota e su quale la produzione vorrebbe concentrarsi: ma non ci riesce, non offre alcuna sfida degna di renderle fondamentali e le inserisce giusto per richiamare il film della spugna gialla. La meccanica è quella di un gioco action con piattaforme, ma definirlo platform sarebbe propriamente un insulto ai platform, dunque ce ne asteniamo: livelli discretamente lunghi, pedane qua e là, nemici in ogni dove, strada dritta che porta dall’inizio del livello alla sua fine senza un minimo di incertezza.
Per i livelli sono sparse delle monete che fanno un suono odioso quando le si raccoglie, ma l’audio riceverà la sua giusta dose di odio nel prossimo capitolo. Ciò che preme qui sottolineare è l’importanza delle monete: ovvero nessuna. Teoricamente potenziano i personaggi alla fine di ogni livello, quando potrete usarle per effettuare upgrade vari. Nella pratica restano un bell’ornamento, dato che non serve potenziare nulla per completare il gioco. Dal momento che il potenziamento super dei personaggi è temporaneo, semmai con le monete potrete ridurre i tempi di ricarica e di utilizzo, dato che è molto frustrante tornare alla versione base mentre state saltando o combattendo. A parte questo, interesseranno solo a chi vorrà per qualche strano motivo completare al 100% il gioco (la versione Ps Vita ha anche un platino, semplice ma noioso, esattamente come l’avventura proposta).
Ridatemi i frames
Il comparto tecnico è forse l’aspetto più desolante in assoluto, e questo già di per sè la dice lunga, dato che il gioco non brilla nè per trama, nè per meccaniche di gioco, nè per difficoltà, insomma non brilla e basta. Ma la programmazione del tutto, i modelli poligonali, le textures, le animazioni fanno veramente salire le mani ai capelli, e domandare se tra i programmatori non ci sia qualche elemento particolarmente sadico o cattivo che voglia uccidere Spongebob. Il gioco quando va bene gira sulla ventina di frames, che calano drasticamente fino ai numeri negativi nelle situazioni più concitate. Se sei o sette hamburges vi assalgono contemporaneamente, o l’inquadratura del livello si sposta, i frames praticamente non esistono più, spariti, caput. Spongebob inizia a spostarsi a scatti, Bikini Bottom sembra sull’orlo del collasso universale, i nemici diventano trasparenti, i vostri genitori vi chiedono perchè diavolo spendiate così i vostri soldi.
Ma non è tutto: negli edifici che dovrebbero essere solidi si può tranquillamente guardare come se fossero trasparenti. Attraversare porte apparentemente chiuse non è un problema se ci si può passare come dei fantasmi attraverso. Oggetti che dovrebbero scendere al suolo sulle pedane restano sospesi in aria, poi scendono a proprio piacimento, secondo le proprie esigenze. Viene da pensare a uno scherzo, che Activision stia nascondendo il vero gioco da qualche parte. Invece purtroppo è tutto
vero, questo offre il convento.
Graficamente siamo ai minimi storici della poverà poligonale e dei dettagli visivi: a schermo ci sono pochi elementi, mal distribuiti tanto che spesso ostacolano il cammino, i colori sono o troppo spenti o troppo accesi, un calderone di piccoli errori che si trasforma in un pastrocchio generale. Spongebob non è bello da vedere, neanche gli eroi sono belli da vedere: se poi parliamo del sentire, è meglio scendere di sotto a giocare a pallone. Le musiche sono tutte uguali, in tutti i livelli, ricominciano da zero ogni tot secondi, la cosa migliore da fare è ridurre a zero il volume. L’unica nota positiva, il doppiaggio in italiano originale con le voci dei doppiatori ufficiali, è penalizzata dal fatto che quello che dicono i personaggi non si sente, perchè hanno la voce troppo bassa e perchè i suoni degli scenari e degli ambienti li sovrastano. La confusione che ne deriva dona un misto di ilarità, tristezza e compassione.
Commento finale
Spongebob HeroPants è un prodotto che non consigliamo neanche agli appassionati seguaci della spugna gialla, perchè risulta quasi ingiocabile se non supportato dalla giusta volontà d’animo. La produzione è palesemente indirizzata verso una scelta commericiale mal riuscita, che spera nelle vendite facili grazie al successo del film. Non c’è nulla che funzioni, dall’idea di fondo delle trasformazioni, al comparto tecnico grafico e sonoro, tutto si regge in piedi per miracolo, ma più spesso crolla su se stesso. Persino il leggendario carisma dei protagonisti e il non-senso caratteristico sono assenti: tutto quello che c’è è già stato visto nel film. Se vi piace Spongebob utilizzate il tempo a disposizione per i suoi cartoni animati, non per questo titolo.
Pro
Contro
– Probabilmente il fatto che dopo un po’ finisce
– Il doppiaggio è quello originale…
– … però non si sente quasi per niente
– … ed è ripetitivo fino alla pazzia
– … ed è programmato probabilmente da qualcuno molto arrabbiato col mondo
Treyarch ha annunciato che sono disponibili nuovi contenuti per la beta di Black Ops III, attualmente disponibile solo su PS4 e dal 26 Agosto su Xbox One e PC, così da espanderla ulteriormente. Prima di tutto, il level cap è stato innalzato a Major (livello 34), sbloccando di conseguenza nuove armi, perks, scorestreaks ed equipaggiamento. Raggiungendo tale livello, inoltre, i giocatori avranno accesso ad un nuovo Specialista denominato Reaper, che avrà le seguenti caratteristiche:
Vero nome: Experimental War Robot (EWR)
Biografia: Nato come costoso progetto di ricerca e sviluppo militare per supportare le Forze Speciali sul campo, l’EWR era un prototipo di robot da combattimento d’avanguardia, all’epoca il più avanzato al mondo. Tagli di budget e imbarazzanti incidenti politici hanno ridotto il progetto a una mera fonte di metallo di scarto, con l’eccezione di quest’ultimo prototipo rimasto.
Arma: Falce – arto robotico che si trasforma in una potente mitragliatrice
Abilità: Psicosi – si infiltra nel sistema DNI nemico per simulare la presenza di tre diversi Reaper
Oltretutto, è stata anche introdotta la nuova mappa Stronghold, un castello high-tech posto nelle Alpi svizzere, e la modalità di gioco Uplink al multiplayer. Ricordiamo che la beta su PS4 terminerà il 23 Agosto.