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Indiana Jones e l’antico Cerchio: come ottenere il travestimento da camicia nera

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Per ottenere il travestimento da Camicia Nera, sarà necessario proseguire nella missione principale “Il furto della mummia del gatto” fino al momento in cui avremo completato la fuga dalla Torre dell’Oltretomba di Niccolò V.

Dopo questa sequenza, faremo la conoscenza della giornalista sotto copertura Gina e assisteremo all’arrivo del dirigibile tedesco presso la Basilica del Vaticano. Da qui, ci ritroveremo sopra il Cantiere di scavo, in una cappella con un piccolo balcone che affaccia sull’area sottostante.

A questo punto, potremo utilizzare una teleferica per tornare rapidamente ai Cortili Borgia. Una volta attraversata la zipline, però, sarà fondamentale girarci indietro per individuare una recinzione metallica con un’apertura in basso: basterà strisciare per passare oltre.

Guardando verso il basso, noteremo un piccolo campo di lavaggio, dove alcuni sgherri stanno lavando i vestiti. Scendiamo e sconfiggiamoli: proprio fuori dalla tenda troveremo, ben piegato, un travestimento da Camicia Nera perfettamente pulito, pronto per essere raccolto.

Come usare il travestimento da Camicia Nera

Una volta indossato il travestimento, potremo muoverci liberamente in molte delle aree militari vietate segnalate in rosso sulla mappa, come ad esempio:

  • Caserma delle Camicie Nere
  • Zona vietata del Cortile Belvedere
  • Ala del Museo
  • Palazzo Apostolico
  • Cantiere di scavo

Tuttavia, è importante fare attenzione: i Capitani delle Camicie Nere possono comunque riconoscere il nostro ingannose ci osservano troppo a lungo. Per questo motivo, sarà meglio evitare di sostare vicino a loro o incrociare il loro sguardo diretto.

Il travestimento non si limita solo all’aspetto: include anche un manganello personale e una chiave delle Camicie Nere, utile per aprire porte segnate da avvisi militari. Alcuni esempi sono:

  • L’ingresso della Caserma delle Camicie Nere
  • L’esterno della Cappella dei Condannati nel Castel Sant’Angelo

Accesso all’Arena di pugilato sotterranea

Indossare il travestimento sblocca anche una zona segreta esclusiva: l’Arena di pugilato sotterranea. Si trova sotto un edificio tra la Caserma delle Camicie Nere e la Cappella Sistina, in un vicolo laterale.

In questa arena sarà possibile sfidare fino a tre avversari diversi in combattimenti clandestini, con la possibilità di vincere denaro e acquistare Libri d’Avventura esclusivi grazie alle nostre vincite.

Il giusto travestimento per esplorare

Il travestimento da Camicia Nera non è solo un utile espediente narrativo, ma una chiave fondamentale per accedere a nuove aree, sbloccare equipaggiamenti e arricchire la nostra esperienza di gioco. Non appena avremo completato la fuga dalla Torre di Niccolò V, teniamoci pronti: un nuovo livello di infiltrazione ci aspetta, e questo costume sarà il nostro passaporto per le zone proibite di Roma.

Se non volete perdervi niente di questa nuova avventura di Indy vi consigliamo le nostre guide dedicate:

Indiana Jones e l’antico Cerchio: come ottenere e usare la fotocamera

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In Indiana Jones e l’antico cerchio, la fotocamera è uno strumento prezioso, utile non solo per immortalare momenti chiave della storia, ma anche per ottenere indizi extra, collezionare appunti e sbloccare Achievement. Tuttavia, all’inizio del gioco non è disponibile: dovrete conquistarla sul campo. In questa guida vi spieghiamo come ottenerla e come usarla al meglio, passo dopo passo.

Dove trovare la fotocamera

Potrete ottenere la fotocamera durante la missione in Vaticano, una delle prime sezioni chiave del gioco. Dopo esservi travestiti da sacerdote grazie al completo clericale, uscite dalla Biblioteca Apostolica e dirigiti verso il Cortile del Belvedere. Una volta lì, gira a sinistra nella via successiva.

vi troverete davanti a un grande portone chiuso da una pattuglia fascista: dietro quella porta c’è l’ufficio postale, la vostra destinazione. Ma per arrivarci dovrete ingegnarti con un po’ di parkour.

A sinistra del portone, cercate un vicolo apparentemente chiuso. In realtà, sulla destra c’è un’impalcatura. Usate la frusta per aggrapparti a una sbarra e salire sulla struttura, lontano dagli occhi dei miliziani.

In cima troverete un uomo intento a godersi il caffè: passagli accanto, saltate sul tetto e osservate la strada sottostante. Attenzione: da questo momento la vostra copertura non sarà più valida, siete in zona vietata.

Usate la zipline poco più avanti per raggiungere un tetto basso sull’altro lato della strada. Una volta atterrato, individuate una finestra aperta accanto a un’altra impalcatura: aspettate che la guardia e il cane si allontanino e lanciatevi verso l’apertura. Siete dentro.

Dopo aver superato due sacerdoti intenti a spiare fuori dalla porta, entrate nella sala del custode (Facchino) per parlare con Ernesto. Inizialmente riluttante, vi venderà la fotocamera per 379 lire. Se avete già saccheggiato abbastanza checkpoint nemici, dovreste avere la somma necessaria. Altrimenti, esplora i campi e le tende circostanti per racimolare il denaro.

Come usare la fotocamera

Una volta acquistata, la fotocamera diventerà uno strumento chiave della vostra avventura.

Ogni volta che sullo schermo compare l’icona della fotocamera, significa che c’è qualcosa da fotografare: un dettaglio ambientale, un oggetto importante o un luogo chiave. Le foto scattate si trasformeranno automaticamente in note per il tuo diario, aiutandoti a proseguire e guadagnare Punti Avventura.

Per usarla:

  • Estraete la fotocamera quando vedi l’icona.
  • Allineate il mirino quadrato con l’oggetto da immortalare.
  • Zoomate avanti o indietro per mettere a fuoco e scatta quando i contorni sono nitidi.

Scattare la foto giusta può anche farti guadagnare obiettivi segreti: ad esempio, prova a fotografare Ernesto subito dopo aver ricevuto la fotocamera per sbloccare un Achievement extra e una nuova nota.

Un alleato anche nei puzzle

Non si tratta solo di collezionismo: la fotocamera è utile anche nei momenti più impegnativi. Quando ti trovi davanti a un puzzle complesso, scattare una foto può far riflettere Indy ad alta voce, dandoti suggerimenti utili su come procedere.

Un piccolo strumento, insomma, che arricchisce l’esperienza di gioco e ti accompagna fino alla fine dell’avventura.

Se state esplorando ogni segreto nascosto in Indiana Jones e l’antico cerchio, la fotocamera sarà un’alleata indispensabile per completare al 100% il vostro viaggio.

Tutte le nostre guide dedicate:

DOOM: The Dark Ages : il trailer esplosivo svela nuove armi, parate e demoni

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In un panorama di annunci sempre più omologati, id Software e Bethesda hanno scelto di sorprendere tutti con un tempismo insolito ma perfettamente in linea con lo spirito della saga: la domenica di Pasqua, tra colombe e pranzi in famiglia, è arrivato il nuovo trailer ufficiale di DOOM: The Dark Ages.

Un annuncio a effetto, che ha incendiato i fan mostrando in anteprima l’inferno trasportato nel cuore di un Medioevo alternativo, dove sangue, acciaio e fuoco si mescolano senza pietà.

Il Medioevo secondo DOOM: disperazione, demoni e distruzione

Le prime immagini ci proiettano in un mondo cupo, sull’orlo del collasso. Orde demoniache invadono villaggi, città e castelli, mentre i pochi sopravvissuti vengono massacrati senza pietà. Ma proprio quando tutto sembra perduto, entra in scena lui, il DOOM Slayer.

Dimenticate le ambientazioni industriali e gli scenari futuristici: questa volta si combatte con elmi, balestroni e catene d’acciaio, in un’epopea gotica carica di tensione e potenza visiva. Il trailer mostra l’arrivo del protagonista come una rinascita epica, in cui la narrazione si trasforma in pura adrenalina.

Un arsenale medievale, stesso spirito letale

Il cuore del trailer – e del gameplay – resta l’azione pura. Ma l’arsenale del DOOM Slayer è stato completamente reimmaginato per adattarsi all’ambientazione. A fare da protagonista c’è una BFG trasformata in una balestra colossale, capace di lanciare proiettili devastanti. Non mancano martelli da guerra, asce, spade runiche e armi a distanza rivisitate in chiave pre-industriale.

Tutti strumenti di distruzione reinterpretati con maestria per non perdere l’identità storica della saga. Il design è sontuoso, brutale e affilatissimo, e trasmette quel senso di potere assoluto che da sempre accompagna il personaggio principale.

Parate, velocità e coreografie mortali

La novità più rilevante a livello di gameplay è l’introduzione di un sistema di parata, un’aggiunta inedita che promette di dare al combat system maggiore profondità strategica senza snaturarne la velocità. Ogni combattimento resta fulmineo e coreografico, ma ora c’è spazio anche per gestire meglio l’offensiva nemica, alternando difesa e contrattacco.

È una mossa interessante che potrebbe arricchire il ritmo classico di DOOM, senza compromettere quella sensazione di flow continuo e frenetico che ha reso celebre la serie fin dai primi capitoli.

Demoni, sangue e gloria: lo spirito di DOOM è intatto

Nonostante il cambio di epoca, il DNA della saga è intatto. Demoni giganteschi, esplosioni viscerali, sezioni platform e ritmo costante scandiscono ogni secondo del trailer. Ogni frame è un tributo al fan hardcore, che riconoscerà stilemi familiari rielaborati con un’estetica più oscura e gotica.

nemici, per esempio, sono reinterpretazioni medievali delle creature classiche: corazzate, contorte, più feroci che mai. E l’intero impianto sonoro – con cori epici, clangore di metalli e note industrial – accompagna la discesa all’inferno del DOOM Slayer come fosse un’opera rock-metal.

Data di uscita, piattaforme e bonus pre-order

L’uscita di DOOM: The Dark Ages è fissata per il 15 maggio 2025, in contemporanea su PlayStation 5Xbox Series X|SPC e Battle.net. La versione PC sarà disponibile anche su Steam, segnalando una doppia strategia distributiva post-acquisizione Bethesda da parte di Microsoft.

Interessante notare la presenza della Premium Edition, che offrirà ai fan più accaniti:

  • Due giorni di accesso anticipato
  • Artbook e colonna sonora in versione digitale
  • Il pacchetto di skin “Divinità”
  • Accesso anticipato al DLC della campagna

Una formula già sperimentata da Bethesda, che punta tutto sul coinvolgimento totale del giocatore ancora prima del lancio ufficiale.

Un nuovo inizio per la saga, senza perdere l’anima

La forza di DOOM: The Dark Ages sta nella sua capacità di reinventarsi senza snaturarsi. Un esercizio pericoloso, ma che sembra riuscito: dai primi minuti del trailer si capisce che non siamo di fronte a una semplice skin medievale, ma a un vero cambio di contesto, supportato da meccaniche nuove, direzione artistica coerente e tutta la brutalità che il pubblico si aspetta.

DOOM non cambia. Si evolve. E se il gioco manterrà le promesse di questo trailer, ci aspetta uno dei capitoli più originali e potenti dell’intera saga.

Oblivion Remastered: oggi il reveal ufficiale su PS5, Xbox e PC

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Il giorno è finalmente arrivato. Dopo settimane di voci e anticipazioniOblivion Remastered sarà rivelato oggi, 22 aprile 2025, alle ore 17:00 (ora italiana) da Bethesda e Virtuos Studios, pronto a mostrarsi nella sua versione attualizzata per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Per chi ha attraversato le terre di Cyrodiil quasi vent’anni fa, l’emozione è palpabile. Per i nuovi arrivati, è invece l’occasione perfetta per scoprire uno degli RPG più amati della storia moderna.

Un restyling completo per il 2025

Oblivion Remastered non è un semplice lifting grafico. Si tratta di una ristrutturazione profonda del titolo originario del 2006, con grafica completamente aggiornatanuovi sistemi di illuminazionecomparto sonoro migliorato e interfaccia ridisegnata per adattarsi agli standard odierni. I caricamenti sono stati ridotti drasticamente grazie alla potenza delle console current-gen, rendendo l’esperienza fluida come mai prima.

La Città Imperiale, le foreste di Cyrodiil, i Cancelli dell’Oblivion: ogni luogo è stato rivisitato con una cura visiva che restituisce dignità e magia a un mondo che ha fatto la storia del genere.

Tutti i contenuti, nessuna rinuncia

Uno degli aspetti più interessanti di questo remake di Oblivion è la presenza di tutti i contenuti aggiuntivi originali già inclusi nel pacchetto base. Non solo sarà possibile rivivere la storia principale, ma anche accedere alle espansioni come Knights of the Nine e Shivering Isles, fondamentali per completare l’esperienza narrativa dell’universo di Tamriel.

Bethesda ha confermato che questa edizione sarà completa fin da subito, senza pacchetti separati o contenuti tagliati. Un’operazione che premia la nostalgia e il rispetto per l’opera originale.

Un ponte tra passato e futuro

Oblivion, a suo modo, è sempre stato un punto di mezzo: meno ruvido e inaccessibile di Morrowindmeno spettacolare e cinematografico di Skyrim. Un gioco che viveva di libertà, di imprevedibilità, di quell’atmosfera unica che solo un fantasy scritto con amore può offrire. Rivederlo oggi in forma smagliante è come aprire un vecchio diario e ritrovare dentro la stessa meraviglia.

Chi lo ha giocato all’epoca potrà apprezzare le migliorie, ma anche riscoprire una storia che – in fondo – non aveva bisogno di effetti speciali per lasciare il segno.

Game Pass e disponibilità

Sebbene non sia ancora stato confermato l’orario esatto del lancio digitale, le indiscrezioni parlano di una possibile disponibilità già da oggi su tutte le piattaforme, almeno in versione digitale. Il gioco sarà inoltre incluso al day one nel catalogo di Xbox Game Pass, un’aggiunta che renderà l’accesso ancora più immediato per milioni di giocatori.

Perché Oblivion è ancora importante

Nel 2006, The Elder Scrolls IV: Oblivion fu una rivoluzione. Il mondo aperto, le quest non lineari, la possibilità di forgiare un proprio destino. Ma anche i limiti della tecnologia dell’epoca, come i caricamenti frequenti tra aree o i volti… discutibili degli NPC.

Il remake vuole onorare quell’esperienza, mantenendone intatto il cuore ma aggiornando tutto ciò che oggi risulterebbe datato. Non è un nuovo gioco: è una lettera d’amore ai fan, e un invito elegante ai nuovi.

Pronti a tornare a Cyrodill

Oblivion Remastered ha tutto per diventare un punto fermo del 2025: un mix perfetto di nostalgia, innovazione e rispetto. Se il reveal di oggi confermerà quanto promesso, ci troveremo di fronte a uno dei ritorni più importanti degli ultimi anni. Che abbiate già esplorato Tamriel, o siate pronti a farlo per la prima volta, oggi è il momento giusto per tornare — o partire — verso Cyrodiil.

Recensione The Hundred Line -Last Defense Academy-, guerra e disperazione tra i banchi di scuola

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The Hundred Line -Last Defense Academy- ci ha ricordato che, a volte, occorre avere a cuore taluni team di sviluppo. Nella fattispecie parliamo di Too Kyo Games, ma è un discorso che è possibile rendere più astratto e generale. In tempi complessi come quelli contemporanei, dove le difficoltà sono sempre dietro l’angolo sotto forma di imprevisti (o minacce di politica economica estera), abbiamo purtroppo imparato sulla nostra pelle di videogiocatori che è sufficiente un fiasco di vendite per decretare la fine di una software house. Le leggi del mercato sono sempre state brutali, ma la spietatezza degli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti con licenziamenti di massa che non rendono nessuno davvero al sicuro all’interno dell’industria videoludica. Approcciarci a The Hundred Line conoscendo le dichiarazioni del fondatore Kazutaka Kodaka, non vi nascondiamo che ci ha messo un po’ di magone.

Sulle pagine di Famitsu, il creatore di Danganronpa non ha nascosto le difficoltà del progetto. Nato otto anni fa, ai tempi della fondazione di Too Kyo Games, il titolo ha visto l’abbandono del proprio publisher (sostituito da Aniplex) portando lo studio ad affrontare spese ingenti per proseguirne lo sviluppo. Non sappiamo con quale grado di sincerità il designer giapponese lo abbia dichiarato, ma sembra che lo studio abbia deciso di indebitarsi a tal punto che, in caso di flop, è probabile che debba chiudere i battenti. Con il pensiero di trovarsi di fronte ad uno spartiacque in stile Final Fantasy nella storia della giovane software house giapponese, la nostra prova con The Hundred Line ci ha messo un sincero nodo alla gola. Perché speriamo ardentemente che il titolo abbia un grande successo.

The Hundred Line -Last Defense Academy- sarà disponibile dal 24 Aprile per PC (via Steam) e Nintendo Switch.


Versione testata: Nintendo Switch


Una lama nel cuore

La vita scorre tranquilla nel Complesso Residenziale di Tokyo. La gente vive la propria routine in cui ogni giorno è uguale al precedente. Takumi Sumino è un adolescente come tutti gli altri, incerto sul proprio futuro e sulla propria vita. La regolarità viene tuttavia sconvolta quando strani esseri goffi ma sanguinosi attaccano la città, seminando caos e morte. Quando le sorti di Takumi e della sua amica di infanzia sembrano essere segnate, l’apparizione di una bizzarra creatura chiamata Sirei offre al ragazzo una possibilità. Ottenere il potere per proteggere chi gli è caro, al costo di trafiggersi il petto con una lama speciale. Con le spalle al muro e la morte certa ad un passo, Takumi esegue il macabro rituale.

Un istante dopo, il giovane si ritrova teletrasportato in un posto sconosciuto, la Last Line Academy. Una scuola nel mezzo del nulla, circondata da muri di fiamme ultraterrene e dai resti della civilizzazione. Scoprirà di essere stato reclutato, assieme ad altri quattordici studenti, in una squadra speciale di difesa con l’incarico di proteggere la scuola (ed il suo misterioso contenuto) per cento giorni. In gioco, il destino stesso dell’umanità.

Sumino è il protagonista, ma occhio al resto del cast.

Il misterioso preambolo narrativo di The Hundred Line è l’iniziale biglietto da visita della sceneggiatura firmata da Kazutaka Kodaka e Kotaro Uchikoshi. L’avida ricerca di risposte si impadronisce da subito del giocatore, che viene condotto per mano dal duo creativo attraverso una storia in grado di sintetizzare il meglio dei propri autori. Coadiuvato dall’inconfondibile cifra artistica di Rui Komatsuzaki, il risultato è un’opera monumentale dal punto di vista della scrittura, grazie alle innumerevoli ramificazioni presenti.

The Hundred Line infatti offre ben cento finali diversi. Se tuttavia pensate che sia un numero tirato verso l’alto per scopi di marketing, beh, la realtà è diversa. Kodaka ha infatti imposto regole ferree per la realizzazione degli epiloghi, in modo che ciascuno di essi abbia una propria dignità, basati su una scrittura organica e non meri filler. Uchikoshi ed un team allargato di sceneggiatori hanno lavorato duramente per creare un groviglio impressionante di storie, tematiche ed avvenimenti. Al punto da aver additato la stessa ambizione di Kodaka come al contempo “terrificante e folle“.

Un lavoro monumentale che The Hundred Line conduce in porto in maniera miracolosa, regalando un prodotto camaleontico. A seconda delle scelte compiute, i toni della narrazione potranno passare dall’occulto alla fantascienza, dal dramma al mistero, dallo shonen alla storia d’amore. Un’autentica follia concettuale che impone di giocare e rigiocare The Hundred Line più volte, soprattutto dopo la prima walkthrough che rappresenta un mero inizio della vera avventura. Un peccato, in questo senso, l’assenza della localizzazione italiana. Anche se l’inglese impiegato risulta piuttosto accessibile, la grande verbosità del titolo potrebbe allontanare parte del pubblico.

Sirei è un sincero alleato o nasconde tutt’altri fini? Chi è davvero?

A lezione di tattica

A differenza dei precedenti lavori di Kodaka come la serie Danganronpa o l’avvincente Master Detective Archives: Rain Code, The Hundred Line compie decisi passi avanti sul versante della ludica.

Se i precedenti titoli del designer giapponese (ma anche di Uchikoshi e di tutta Too Kyo Games) puntavano prettamente sulla forza della sceneggiatura proponendo interazioni nel range di una visual novel o di un’avventura grafica, la lotta di Sumino e compagni assume la forma di un RPG strategico. Grazie al supporto degli sviluppatori di Media.Vision (Wild Arms), The Hundred Line mette i giocatori alla gestione di battaglie nelle quali sarà necessario sfruttare le specificità di ciascuno studente. Sebbene infatti, per motivi di sceneggiatura, gran parte delle lotte si svolgono sulle stesse mappe, a seconda dei nemici e dei compagni a disposizione i combattimenti assumeranno connotati profondamente differenti.

Ogni studente ha infatti un set di mosse unico, che variano da abilità passive a soluzioni di attacco differenti, che impongono scelte strategiche altrettanto specifiche. Questo, unito alle sempre diverse condizioni di lotta e struttura dei raid avversari rende i combattimenti più simili ad ingegnosi rompicapo da risolvere, se non apertamente ad avvincenti partite a scacchi. Quest’ultimo paragone è piuttosto calzante, per una serie di motivi. Non solo le vostre pedine potranno spostarsi o agire secondo specifiche regole di piazzamento, gestite da un classico sistema AP (che premierà con più azioni a disposizione grazie agli AP in paio ottenuti sconfiggendo i nemici più coriacei). Ma anche e soprattutto per la possibilità di “sacrificare” le proprie truppe.

The Hundred Line, infatti, gestisce la morte in maniera piuttosto singolare. Senza rivelare troppo (ogni cosa che riguarda la trama è un autentico campo minato), possiamo dirvi che perire sul campo di battaglia non è una condizione definitiva. Dopo ciascuna battaglia, gli alleati potranno infatti tornare in vita. Proprio per questo motivo, gli studenti possono decidere di sacrificare la loro energia vitale residua per un ultimo, devastante, attacco speciale. Una scelta che talvolta si rivela disperata, ma che può aprire le porte ad autentici ribaltoni, con la giusta pianificazione.

Nel corso delle battaglie inoltre si accumulerà un indicatore Voltage a seconda delle azioni sul campo. Si tratta di una risorsa che può essere utilizzata in diversi modi. Ad esempio, per potenziare un’unità durante il turno con individuali bonus passivi o attivi). Oppure per eseguire una mossa speciale senza costi di AP. In quest’ultimo caso, tuttavia, il prezzo da pagare sarà un cooldown prima di poter riulizzare nuovamente il personaggio selezionato nel turno successivo.

Il riciclo delle ambientazioni potrebbe pesare, a lungo andare.

I cento giorni di Napoleone… ehm, Sumino

Nel corso del periodo di permanenza nella Last Defense Academy non ci saranno tuttavia solo battaglie da fronteggiare.

Al di fuori degli spietati combattimenti a difesa della scuola, l’avventura si dirama in una direzione narrativa in linea con Danganronpa. Strizzando l’occhio anche alla serie Persona, Sumino potrà decidere di interagire con i propri compagni al fine di migliorare i rapporti. Ma potrà farlo anche per influenzare (in maniera imprevedibile) gli andamenti della trama o migliorare le proprie statistiche accademiche. Il ragazzo potrà persino affrontare test di allenamento con battaglie in realtà virtuale. Proprio quest’ultima è una delle possibilità concesse al giocatore per racimolare risorse per potenziare equipaggiamento e truppe. L’altra strada è avventurarsi al di fuori dell’accademia, oltre il territorio delle fiamme ultraterrene.

Purtroppo le fasi esplorative tendono ad essere ripetitive.

In queste fasi, si apre una sorta di tabellone di un gioco da tavolo attraverso cui esplorare le rovine della città, in maniera non molto dissimile dal VR Paradise di Judgment. Avventurarsi tra i pericoli esterni implica un’attenta pianificazione delle proprie mosse, scegliendo con cautela ogni percorso tra imboscate avversarie e l’esplorazione di luoghi che possono nascondere utili risorse o addirittura oggetti chiave necessari per migliorare le prestazioni combattive degli studenti. Esplorare la città in rovina, raccogliendo ancora più risorse e persino gli oggetti chiave necessari per creare regali che, se offerti agli studenti giusti, possono migliorare ulteriormente le statistiche accademiche.

Alcune volte avventurarsi all’esterno farà parte della trama principale, in altre circostante sarà tuttavia una vostra esclusiva scelta. Così come lo sarà la decisione di utilizzare il tempo libero, poiché ogni attività comporterà l’uso di tempo. Non si può scegliere di fare tutto: una scelta esclude l’altra, imponendo la narrazione ad andare avanti sulla base delle vostre preferenze. La fase esplorativa è forse quella meno avvincente di The Hundred Line. Le poche variazioni sul tema, nonché la gestione di molti eventi in stile “imprevisti” del Monopoli, non aiuta a rendere l’esperienza esente dal rischio della ripetitività. Fortunatamente, la narrativa straripante, la curiosità costante verso cosa potrà accadere e lo stimolo dei combattimenti compensa tutto ottimamente.

Dietro una caratterizzazione inizialmente caricaturale, i personaggi nascondono molti strati… e segreti.

Commento finale

The Hundred Line -Last Defense Academy- è la perfetta fusione nata dalla collaborazione tra Kazutaka Kodaka e Kotaro Uchikoshi. Il risultato è un titolo che attinge dalle migliori caratteristiche delle loro produzioni maggiori (Danganronpa e Zero Escape, su tutti) per dar vita ad un prodotto unico ed incredibilmente ambizioso soprattutto sul versante narrativo. Una scrittura caleidoscopica, tentacolare e sorprendente, che rende imprescindibile giocare e rigiocare un titolo altrettanto stimolante nella sua componente da RPG tattico. Sussistono alcuni limiti strutturali di game design ed, inevitabilmente, la sua grossa verbosità potrebbe non renderlo un prodotto per tutti. Ma se avete amato i precedenti lavori dei due designer giapponesi, vi avvisiamo: questa potrebbe essere la loro opera magna.

Recensione FATAL FURY: City of the Wolves, nel segno della storia

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Fin dal suo annuncio, FATAL FURY: City of the Wolves si è ritagliato un compito ingrato. Essere il seguito diretto del leggendario Garou: Mark of the Wolves, considerato tra i migliori picchiaduro della storia del gaming, non è una responsabilità da poco. Soprattutto poi se si considera che la serie manca dalla scena proprio dalla release del titolo nato su Neo Geo nel lontano 1999. Armandosi di coraggio ed ambizione (ma anche dei fondi garantiti dalla nuova proprietaria Misk Foundation creata dal principe saudita), SNK Corporation si è posta l’obiettivo di tornare sulla scena con una serie di progetti ad alta qualità riguardanti le sue proprietà intellettuali principali. Iniziando proprio dal ritorno a South Town.

E così, a distanza di ventisei anni (!), FATAL FURY torna prepotentemente nel panorama dei picchiaduro. Lo fa puntando non solo a reclamare un proprio spazio, ma anche aspirando a ripercorrere il sensazionale successo del suo illustre predecessore. Con un sistema di combattimento rinnovato ed ampliato, una veste grafica sgargiante ed un roster ancora più ampio, sarà riuscita SNK a reclamare l’eredità di Geese Howard?

FATAL FURY: City of the Wolves sarà disponibile dal 24 Aprile per PC (via Steam), Xbox Series, PlayStation 4 e PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


Homo homini lupus

City of the Wolves si pone come una continuazione narrativa e concettuale di Garou.

Non perderemo troppo tempo a parlarvi della storia del nuovo FATAL FURY. Anche perché non è esattamente il motivo per cui questo ritorno sul ring è così avvincente. Vi basti sapere che la lotta a South Town si rianimerà ancora una volta a causa del vuoto lasciato da Geese Howard, con ciasun personaggio che seguirà le proprie motivazioni per primeggiare sugli avversari. Pur non essendo una sceneggiatura impeccabile, City of the Wolves si impegna nel realizzare un affresco il più possibile completo del proprio cast. Soprattutto nei confronti del pubblico contemporaneo che nel migliore dei casi non conosce minimamente un Rock Howard o la sua relazione con Terry Bogard.

Rock Howard è il tormentato figlio di Geese Howard…

Al di là di questa riflessione, il roster di City of the Wolves colpisce immediatamente per la sua estensione (maggiore rispetto a Garou) e per la varietà dei propri rappresentanti. Accanto alla presenza di personaggi simbolo come Mai Shiranui e Kain R. Heinlein, abbiamo esordienti carismatici ed anche imprevedibili guest star provenienti dal mondo del calcio (Cristiano Ronaldo) e della musica (Salvatore Ganacci). Un gruppo diversificato, impreziosito da una varietà di stili di combattimento eccezionalmente marcata e caratteristica. Esattamente come nell’illustre predecessore.

Parte del merito del carisma dei lottatori e dell’intero ritorno a South Town passa per l’attenzione riposta da SNK sul versante della presentazione generale. Lo stile grafico strizza l’occhio alla concorrenza nel realizzare un cel shading assolutamente meraviglioso, brillante nella scelta cromatica così come nell’esplosiva effettistica di ciascun combattimento. Un biglietto da visita luccicante, impreziosito da una evidente attenzione al dettaglio anche dal punto di vista della campionatura audio e nella selezione musicale, stimolante e gagliarda.

Da questo punto di vista, è un controsenso constatare che una cura similiare non è stata riposta nella gestione dei menù. Essi appaiono datati, confusionari nella struttura e farraginosi nella navigazione. Un vero e proprio paradosso che segna un netto contrasto con la meraviglia artistica quando si inizia a combattere.

… cresciuto da Terry Bogard, che sconfisse proprio lo stesso Geese.

Hard to learn, hard to master

Checché se ne voglia dire e nonostante gli sforzi profusi dal team di sviluppo nel nome dell’accessibilità (attraverso l’opzione di controlli semplificati), c’è un aspetto determinate sul quale ci sentiamo di dover essere franchi. FATAL FURY: City of the Wolves richiede molto più impegno dei recenti picchiaduro a struttura bidimensionale. Il motivo non è legato strettamente al bilanciamento generale (sul quale l’impressione sommaria è soddisfacente, ma che dovrà inevitabilmente essere valutata sulla distanza e dopo i primi interventi di update), bensì al sistema di combattimento imbastito da SNK.

Il fulcro è rappresentato dal REV System. Attraverso esso, è possibile potenziare le mosse speciali con proprietà uniche in qualsiasi momento, ottenendo le cosidette REV Art. Sfruttarle è indispensabile non solo per infliggere danni superiori, ma anche per accedere al REV Accel, la possibilità di concatenare le REV Art in combo uniche altrimenti non eseguibili. Ovviamente, c’è un rovescio della medaglia nell’abuso del REV System. Infatti, sebbene l’uso delle REV Art sia libero, è tuttavia sottoposto ad un REV Meter. Maggiore l’uso delle mosse speciali potenziate, più velocemente esso si surriscalderà. Arrivati al limite si perde l’accesso al REV System, la guardia si indebolisce e si può essere soggetti alla rottura della stessa (Guard Crush). Tutto piuttosto lineare finora, vero? Ecco, qui la faccenda inizia a complicarsi.

Entrare in Overheat non è infatti la fine del mondo. Se ne può uscire mettendo a segno i propri colpi, ma anche ricorrendo alle molteplici opzioni difensive di City of the Wolves. Oltre alla parata classica, il titolo prevede meccaniche di Just Defense (la parata perfetta) e l’Hyper Defense (la seconda parata perfetta successiva alla prima parata ordinaria), tutte suscettibili di essere sfruttate per lanciare contrattachi e Guard Cancels. Una ulteriore opzione difensiva è altresì accessibile con lo stesso REV System, attraverso la REV Guarding che vanta una capacità più elevata di distanziare l’avversario. Ah, tutte queste opzioni sono disponibili anche in aria.

All’inizio prenderete legnate sui denti dalla CPU anche a difficoltà bassa. Ve lo garantiamo.

Posto che quindi ogni scontro diventa un delicato equilibrio tra offesa spregiudicata e fondamentale gestione difensiva, le meccaniche disponibili non sono finite. Infatti, tutto ciò che riguarda il REV System è indipendente dall’uso delle Ignition Gears. Si tratta dell’equivalente fatalfuryiano delle super mosse, che sono regolate da una classica Power Gauge suddivisa in barre. Conservarle tutte permette di ricorrere al devastante Redline Gear, un ulteriore risorsa offensiva di enorme potenza. Ok, abbiamo finito? Ma anche no.

Una ulteriore meccanica è legata all’S.P.G., un modificatore da scegliere all’inizio di ogni partita. Esso è assegnabile alla barra della vita, in un punto compreso tra il suo inizio, la metà o la fine. Quando la vita entra nell’area delimitata dall’S.P.G., esso si attiva automaticamente. I suoi benefici passivi sono molteplici: si va dalla rigenerazione della salute all’incremento dei danni, dall’aumento della velocità della Power Gauge al rallentamento del REV Meter. Permette inoltre di accedere ai REV Blows nonché al rischioso ma devastante Hidden Gear, il colpo più potente del proprio combattente.

Adesso abbiamo finito… non ancora in realtà. Ci sarebbe anche altro, tra cui la possibilità di muoversi in talune circostante sull’asse Z per attaccare dai fianchi gli avversari. Già. City of the Wolves propone dunque un sistema di combattimento in grado di offrire costantemente un elevato numero di opzioni al giocatore. Non solo in scelte apparentemente semplici come quelle dell’S.P.G., ma anche nella gestione ordinaria del match, nella tipologia di parate da effettuare, nelle combo da eseguire. Il tutto coadiuvato da un continuo studio del proprio personaggio e dell’avversario, che assume un carattere compartimentato di rara profondità.

Alcuni personaggi sono ovviamente più accessibili di altri, ma di base il combattimento è ugualmente impegnativo.

La via del vero guerriero

Se quello che vi abbiamo descritto può avervi scoraggiato, lo comprendiamo. City of the Wolves, al di là delle sue indicusse qualità, non è il tipo di picchiaduro che si può consigliare a scatola chiusa soprattutto ai non avvezzi del genere. Ma se vi sono brillati gli occhi nel leggere quanto finora abbiamo raccontato, potreste aver intuito cosa significa davvero.

Il nuovo Fatal Fury richiede impegno e costanza per apprendere ogni sfumatura dei suoi numerosi meccanismi, premiando costantemente per ciascuno sforzo da parte del giocatore. Non è facile entrare nella forma mentis di un picchiaduro fondato non solo sull’importanza delle meccaniche difensive ma altresì su quelle di reazione nonché su attacchi rapidi. Tuttavia, ogni progresso è capace di rendere sensibilmente migliori i giocatori, ottenendo reali vantaggi che in altri picchiaduro non sono altrettanto palpabili. Imparare a gestire i segreti del REV System, gestire in scioltezza le differenti tipologie di parate, comprendere il potenziale (anche psicologico) delle finte, son solo alcuni degli elementi che fanno parte di un percorso concreto in grado di gratificare ed esaltare in maniera molto più elevata rispetto ai traguardi raggiunti dalla concorrenza.

Un sistema di combattimento così profondo, versatile e dannatamente divertente sconta purtroppo un pacchetto complessivo non altrettanto valido.

La gratificazione che regala City of the Wolves è davvero rara.

Parliamo ad esempio dell’offerta offline. City of the Wolves si rifugia in classiche modalità, dall’Arcade alla Sopravvivenza… nulla di nuovo sotto al sole, insomma. Discorso diverso per l’Allenamento e le Sfide. Sia il primo quanto le seconde ci sono sembrate eccessivamente esigue. Ora, se non ci fosse stato un sistema di combattimento granché stratificato, non sarebbe stato un grande problema trovarsi con un tutorial risicato o trial modeste. Tuttavia, va da sé che un titolo complesso come City of the Wolves avrebbe richiesto ben altro sforzo anche e soprattutto in chiave didattica. L’elefante nella stanza è un certo Street Fighter 6, capace di settare uno nuovo standard completamente diverso su questo versante e che anche SNK avrebbe dovuto inseguire.

C’è poi l’inedita EPISODES OF SOUTH TOWN, un’avventura RPG in cui si potrà esplroare una mappa bidimensionale per affrontare avversari in varie tipologie di combattimento. Attraverso l’esperienza maturata è possibile migliorare il proprio combattente, svilupparne le abilità e scoprire tutto quello che la città ha in serbo tra approfondimenti di lore ed incontri segreti. Si tratta di una modalità che, al netto di una buona longevità laddove si voglia completarla con tutto il roster, tuttavia non riserva grandi emozioni e tende a diventare troppo semplice e monotona. Siamo insomma più dalle parti dell’Arcade Quest di TEKKEN 8 che non da quelle dell’imprevedibile World Tour del già citato capolavoro Capcom.

Il capitolo legato all’online è altrettanto complesso e spinoso da affrontare. Dopo una prima open beta a tratti disastrosa ed una seconda decisamente più incoraggiante, City of the Wolves affronterà l suo vero banco di prova dal D1 in poi. Nei limiti di un test prelancio, abbiamo potuto apprezzare i passi avanti compiuti da SNK nella gestione dell’infrastruttura online. Tuttavia ci è sembrato che di strada ce ne sia ancora da fare, anche solo dal punto di vista della stabilità generale e della user experience. Insomma: chi vivrà vedrà.

Purtroppo l’offerta complessiva non è sullo stesso livello di eccellenza del sistema di combattimento.

Commento finale

FATAL FURY: City of the Wolves segna il folgorante ritorno del leggendario picchiaduro SNK tra i grandi del genere. Se i valori produttivi risultano evidenti già dalla presentazione estetica del titolo, la profondità del sistema di combattimento ed il cast esuberante sono esattamente i motivi per cui tutti i fan dei picchiaduro lo ameranno con vigore. Tuttavia, ci troviamo di fronte ad un prodotto a tratti contraddittorio: i menù sono datati e farraginosi, le modalità presenti potevano essere più curate, l’online non è sempre stabile ed il tutorial è eccessivamente scarno. Proprio quest’ultimo aspetto ci deve far sottolineare il più grande limite del titolo: la sua elevata complessità, frutto di un autentico mare di meccaniche. Con pazienza e dedizione, il nuovo viaggio nella città dei lupi assume i connotati di un’esperienza galvanizzante se non addirittura mistica. Ma il prezzo da pagare potrebbe non essere per tutti.

Star Wars Celebration 2025: tutti gli annunci della prima giornata da Tokyo

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La sedicesima edizione della Star Wars Celebration, in scena per la prima volta in Giappone, ha confermato quello che per molti è già un dato di fatto: Dave Filoni è oggi il vero custode dell’eredità di George Lucas. Protagonista assoluto della giornata inaugurale, affiancato da Kathleen Kennedy, Filoni ha ripercorso il proprio percorso artistico ricordando con emozione i suoi inizi con The Clone Wars e definendo Lucas «un grande maestro, a cui non si dà mai abbastanza credito». Una dichiarazione d’amore, più che una testimonianza, che ha trovato eco in ogni panel presentato.

Star Wars: Starfighter – Ryan Gosling nel nuovo film originale

La vera sorpresa della giornata è stata l’annuncio di Star Wars: Starfighter, un film diretto da Shawn Levy con protagonista Ryan Gosling, che ha raccontato di essere cresciuto con L’Impero colpisce ancora come coperta di Linus. Il film, inedito sia per epoca sia per personaggi, non sarà un sequel né un prequel. Gosling ha definito la sceneggiatura «splendida» e i personaggi «pieni di cuore». Le riprese inizieranno in autunno, con uscita fissata al 28 maggio 2027. Levy ha promesso una storia “emozionale, epica e profondamente personale”.

The Mandalorian & Grogu: il film si mostra con scene inedite

Il secondo annuncio di peso è arrivato con The Mandalorian & Grogu, il film che porterà sul grande schermo il duo più amato dell’universo Disney+. Diretto da Jon Favreau e scritto in collaborazione con Dave Filoni, il lungometraggio porterà al cinema le amate avventure di Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal, e del piccolo Grogu.

Le prime immagini mostrate in esclusiva hanno svelato nuovi pianeti, creature inedite e una minaccia che arriva da una remota regione della galassia. Il cast si arricchisce con Jeremy Allen White, che darà volto a Rotta the Hutt, figlio di Jabba, e con la leggendaria Sigourney Weaver, nel ruolo del Colonnello Bishop, una pilota della Nuova Repubblica con un legame speciale proprio con Grogu. Secondo quanto raccontato dall’attrice, sarà lei a guidare il piccolo Jedi verso una nuova maturità.

Il film si presenta come un’epica espansione dell’universo narrativo di The Mandalorian, con un tono più profondo ma sempre coerente con lo stile che ha conquistato milioni di spettatori su Disney+

Tales of the Underworld e l’omaggio alle serie animate

Lo spazio dedicato all’animazione ha celebrato il 20° anniversario di Lucasfilm Animation con momenti toccanti e novità interessanti. I fan presenti hanno ricevuto un poster commemorativo disegnato da Filoni e hanno potuto vedere in anteprima il primo episodio di Star Wars: Tales of the Underworld, incentrato su Asajj Ventress, personaggio creato per Clone Wars.

Ventress, ora in cerca di redenzione, torna a impugnare le sue spade laser in una puntata densa di azione. La serie debutterà negli USA su Disney+ il 5 maggio, con un taglio visivo crudo, dinamico e focalizzato sul sottobosco criminale della galassia.

Maul: Shadow Lord – il ritorno del Sith più iconico

Una delle rivelazioni più applaudite è stata Star Wars: Maul – Shadow Lord, nuova serie animata attesa nel 2026. Il protagonista è ovviamente Darth Maul, doppiato da Sam Witwer, presente sul palco di Tokyo. La serie lo mostra nel pieno del suo potere, deciso a ricostruire la sua rete criminale dopo le guerre dei cloni. Le prime immagini lo ritraggono mentre addestra una giovane Twi’lek sensibile alla Forza, affiancate da combattimenti brutali e un’estetica dominata dal rosso.

Il tributo a La Vendetta dei Sith con Hayden Christensen

Il momento più emozionante è arrivato con il panel per i 20 anni di La Vendetta dei Sith, alla presenza di Hayden Christensen, accolto da una standing ovation e un coro di auguri per il suo compleanno (19 aprile). L’attore ha ricordato con affetto l’esperienza vissuta e l’affetto del pubblico: «I fan sono la ragione per cui queste storie continuano a vivere».

Una galassia sempre più globale

La prima giornata della Star Wars Celebration 2025 ha anche avuto un peso simbolico: per la prima volta la manifestazione si è tenuta in Giappone, riconoscendo il ruolo cruciale del pubblico asiatico nella crescita del franchise. In un contesto come quello del Tokyo Big Sight, tra proiezioni esclusive, interviste, trailer e cosplay, l’universo creato da George Lucas ha mostrato di essere più vivo che mai, proiettato verso un futuro ricco di novità e di nuove storie da raccontare.

La corsa al raccolto parte da oggi con Garden Rush

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Asmodee Italia festeggia oggi l’arrivo nei negozi fisici e presso i rivenditori online del titolo competitivo Garden Rush.

Ideato da Ki Mansell su contributo artistico di Paul Mafayon, Garden Rush propone una sfida uno contro uno in cui la vittoria sarà legata alla velocità con la quale raccogliere le proprie verdure. Piantatele abilmente nel’orto secondo schemi specifici. Utilizzate gli attrezzi per far fiorire rigogliosamente e massimizzare i vostri sforzi… oppure utilizzateli per dare fastidio al vostro avversario.

Adatto dai dieci anni in su per partite da circa trenta minuti, il titolo annuciato a Febbraio per la distribuzione italiana ha nel frattempo raccolto un positivo riscontro su BoardGameGeek.

Too Many Bones, il collaborativo “dice-building” è disponibile da oggi

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Dalla creatività di Josh J. Carlson ed Adam Carlson, Too Many Bones arriva oggi nei negozi fisici e presso i rivenditori online grazie ad Asmodee Italia.

Il collaborativo illustrato da Anthony LeTourneau vanta un eccellente media voto di 8.3 su BoardGameGeek. Si tratta di un gioco di ruolo definito “dice-building” da 1 a 4 giocatori. Non occorre tuttavia alcun “master”: la storia si dipana in base in base al tiranno da sconfiggere, ai nemici incontrati nonché ai gearloc che compongono il gruppo. Sbloccando nuovi dadi abilità ed attributi, sarà possibile creare potenti combo e tattiche.

Adatto per giocatori dai 14 anni in su per partite da circa 90 minuti, Too Many Bones vi condurrà per mano a Daelore, una terra spaventata e ridotta in ginocchio dall’Ebano, un crogiolo di malvagie creature senza legge. Sarete in grado di liberarla?

Recensione Sunderfolk: Il Party Game che non ti aspetti 

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Sunderfolk, sebbene assimilabile, per concetto, ai party-games, sembra avvicinarsi di più a un ibrido tra un gioco di ruolo da tavolo, nelle sue versioni moderne “assistite” dalle app (fortissime le influenze di The Descent e Case Della Follia), e un videogioco di ruolo a turni. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio le unicità (davvero tante) del nuovo titolo Secret Door. 


Versione Testata: PC (Steam)


Nel corso degli anni abbiamo visto emergere sempre nuove rivisitazioni videoludiche dei giochi da tavolo “tradizionali”, con formule più o meno efficaci. Dai tempi di Buzz! su Playstation 2, con i suoi controller dedicati, i Buzzers, passando per le varie iterazioni di Mario Party, alle trasposizioni dirette tavolo-console come Jackbox Party Pack, fino ai più recenti Dimmi Chi Sei! E Sapere è Potere, che sfruttavano il cellulare come controller, il genere del party-game pare stia vivendo una rinascita, soprattutto grazie alle integrazioni, appunto, tra dispositivi mobili e piattaforme di gioco tradizionali. 

Uno smartphone per domarli 

Prima di soffermarci sulla trama di Sunderfolk, forse, per quanto ben strutturata, l’elemento meno interessante del titolo, diamo un’occhiata al sistema di gioco.
 
Il party game di casa Secret Door trasforma fin dal menu principale, non appena creata la stanza della nostra partita, il nostro cellulare in un controller, attraverso un pratico codice QR da scannerizzare e che ci porterà alla pagina di download se non dovessimo già avere installato la companion app, altrimenti direttamente al menu in-app di selezione del personaggio.

La companion app, totalmente gratuita, si interfaccerà direttamente con il gioco, permettendoci di comandare ogni aspetto della partita e del nostro personaggio, rendendo sostanzialmente inutile, se non per le opzioni, la coppia mouse e tastiera. Per unirsi a noi, anche i nostri amici, fino a un massimo di quattro giocatori totali, non dovranno far altro che scannerizzare il QR e, in men che non si dica, saranno pronti a scegliere il loro eroe/animale.

Qualora non avessimo i nostri amici al nostro fianco sul divano, sarà possibile sfruttare le funzioni di remote play di Steam per condividere lo schermo principale con gli altri giocatori, lasciando, nuovamente, il resto del lavoro ai loro cellulari. Qualora, come per noi, voleste giocare in streaming con i vostri follower prediletti su Twitch, Sunderfolk non solo ha una funzione streamer attivabile nel menu principale, ma dà ovviamente la possibilità di giocare con tre spettatori sempre attraverso il QR code (e facendo loro seguire la live, ovviamente).

Un gioco di carte, esagoni e strategia

Dal punto di vista del gameplay, Sunderfolk brilla nella sua semplicità. Grazie a un tutorial abbastanza esaustivo che ci accompagnerà per le prime missioni principali e secondarie, le meccaniche diventano immediate: i personaggi agiscono a turno, nell’ordine deciso di volta in volta dai giocatori, e agiscono in base alle carte azione del loro personaggio, solitamente composte dal movimento, di quanti esagoni può muoversi il personaggio, attacco, auto esplicativo, ed eventuali effetti bonus, il tutto eseguito nell’ordine indicato dalla carta stessa (alcune ci faranno attaccare prima e muovere poi, altre eseguire una azione speciale e poi attaccare e muoverci, e via dicendo). Oltre a vari bonus e modificatori, ad aggiungere un elemento di “randomicità” alla partita, ogni attacco sarà seguito dall’estrazione di una Carta Fato (queste, come le carte azione, parte di un mazzo editabile procedendo nel gioco, come in un classico gioco di deck building): a seconda dell’estrazione, potremo avere un decremento dei danni (ma, magari, compensato da un bonus), un +0 o un aumento al danno base dell’attacco.

Spesso, per aggiungere ulteriore varietà alle battaglie, ci troveremo delle condizioni speciali da soddisfare per completare la missione, come liberare e scortare un NPC, aprire un forziere, rimuovere oggetti pericolosi lanciandoli fuori dalla mappa, e così via, trasformando alcune battaglie non tanto in un gioco di strategie e fortuna, ma veri e propri puzzle da risolvere con astuzia e collaborazione.

Scelte di gruppo   

Il titolo Secret Door si divide in due macro-sezioni, le missioni e la città. Se in quest’ultima ogni giocatore potrà effettuare diverse azioni in modo libero dagli amici, come visitare gli shop, potenziare le carte e dialogare (e migliorare i rapporti) con gli abitanti del Sunder, grazie ai menu contestuali che si apriranno sul cellulare, lasciando libero lo schermo di casa (e garantendo “privacy” nelle nostre scelte), le missioni richiederanno invece scelte oculate e armoniose tra i giocatori, per l’impostazione a cavallo tra il puzzle game e lo strategico a turni delle battaglie e la difficoltà (per quanto modificabile a inizio partita) un po’ punitiva per i meno esperti, sia per il numero, limitato a due, delle missioni secondarie affrontabili tra una principale e l’altra, che obbligherà i giocatori a ragionare su una strategia a lungo termine per il party  (o, perlomeno, una linea comune di roleplay). 

Underdar… aehm… Il Mondo di Sotto 

Ambientato nel Sunder, il “regno di sotto”, non troppo velatamente ispirato all’ Underdark di Dungeons and Dragons, Sunderfolk ci trasporta in un universo fantasy forse un po’ banale ma, come dicevamo, ben costruito: gli abitanti del regno sotterraneo del Sunder, animali antropomorfi (una via di mezzo tra quelli visti nei giochi Armello e Historia), vivono nelle caverne intorno al Cristallo, attorno al quale è cresciuto l’Albero Della Vita, capace di purificare le acque e di far prosperare la natura anche nel sottosuolo. Fuori dai confini cittadini, però, si annidano orribili e mostruose creature, dagli immancabili orchi (qui simili in voce e aspetto ai Vorcha di Mass Effect) fino a non morti e bestie mutate dall’Ombraroccia, pronte ad attaccare i residenti. Il nostro compito, dopo il tutorial, sarà quello di indagare sugli attacchi sempre più aggressivi e numerosi degli orchi e sull’influenza dei cristalli oscuri, il tutto con la possibilità di compiere scelte narrative per ogni personaggio del party, seguendo la loro storia senza per forza le lunghe attese condivise tra tutti i giocatori di dialoghi e risposte, potendo gestire ogni scelta delle nostre “chiacchierate” con gli NPC direttamente da cellulare, senza rallentare troppo il ritmo della partita.

Il world building di Sunderfolk è ben realizzato, sebbene, però, l’ambientazione e la trama sappiano di “già visto”, pecca, purtroppo, condivisa con l’aspetto visivo del titolo, ben realizzato ma un po’ banalotto: chiudete gli occhi. Immaginate un fantasy dove animali guerrieri antropomorfi vivono in armonia con la natura. Fatto? Probabilmente già avete immaginato quello che vedrete nel Sunder.

Tecnicismi

Il titolo Secret Door pretende pochissimo e, nella sua semplicità, risulta perfettamente realizzato. Non servono macchine performanti su cui far girare il gioco, anche, probabilmente, in virtù della divisione del carico di lavoro tra pc e dispositivo mobile. Sullo schermo principale si alterneranno piacevolmente immagini statiche disegnate a mano, splendidamente realizzate e parti animate in grafica di gioco, semplici ma curate.

Anche il lato cellulare del gioco, in forma della companion app, si comporta bene, risultando fluido e con un buon numero di effetti visivi, lasciando spesso indecisi, in positivo, su quale schermo guardare, se quello del pc o quello nelle nostre mani.

Dal punto di vista sonoro il doppiaggio italiano, molto ben realizzato, cerca di richiamare le sessioni di un gioco di ruolo, con la voce della game master che si modifica e storpia per cercare di dare, e con successo, un carattere e un timbro particolare a ogni personaggio parlante.

Commento finale

Sunderfolk è, dal punto di vista del gameplay, un must-have per gli amanti dei giochi da tavolo cooperativi. Nonostante l’ambientazione non troppo ispirata, gli elementi e le meccaniche di gioco lo rendono un titolo perfetto da giocare in compagnia, soprattutto con amici già appassionati di giochi di strategia. Forse, chi si aspetta un party game più casual e immediato alla Dimmi Chi Sei! potrebbe avere qualche piccola difficoltà iniziale, anche a causa della natura “continuativa” del titolo, che non permette una partita da “una volta e via”, ma spinge decisamente nella direzione del gioco a sessioni, come per un gioco di ruolo cartaceo, quindi verso degli appuntamenti frequenti con gli amici con cui si è cominciata l’avventura. La longevità promessa, sia in virtù della varietà dei personaggi tra cui scegliere, ognuno dei quali con abilità storia specifiche, sia per la varietà delle missioni (che non possono essere affrontate tutte in una singola run), sembra alta. In sostanza, Sunderfolk punta a prendere una nuova, interessante direzione per i party-games e, in un certo senso, sembra tracciare anche la via per quello che sarà il futuro dei giochi da tavolo, ormai sempre più legati alle companion app. Se paragonato al prezzo di un gioco da tavolo “equivalente”, Sunderfolk vale assolutamente il prezzo richiesto, soprattutto tenendo conto che, per giocarci in quattro, sarà sufficiente un singolo acquisto. Potete addentrarvi nel Sunder nelle versioni PC, XBOX, Playstation5 e Switch

Light of Motiram: il clone di Horizon prende vita e punta tutto sul gameplay

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La somiglianza visiva con Horizon è palese. Ma Light of Motiram, il nuovo progetto di Polaris Quest sotto etichetta Tencent, non vuole limitarsi a essere un semplice omaggio alla saga di Guerrilla Games. Con il nuovo trailer di gameplay appena pubblicato, il gioco prova a mettere in chiaro le sue carte distintive. E, a sorpresa, qualcosa di interessante sembra esserci.

Dietro un’estetica che richiama da vicino Forbidden West, si nasconde un’anima diversa. Light of Motiram è, prima di tutto, un survival cooperativo in mondo aperto. L’azione c’è, ma non è il focus assoluto. Il cuore dell’esperienza si trova altrove.

Base da costruire, mondo da difendere

Polaris Quest ha costruito l’intero impianto ludico su dinamiche da gioco di sopravvivenza, con una gestione approfondita della base come elemento portante. L’obiettivo non è solo esplorare, ma anche costruire e proteggere. Ogni struttura va progettata tenendo conto di un motore fisico realistico, che promette reazioni ambientali più profonde di quanto siamo abituati a vedere nei titoli del genere.

Non parliamo quindi di un’esperienza scriptata, ma di un mondo in cui le azioni del giocatore (e degli alleati) hanno peso reale su ciò che accade. Le fasi di costruzione sembrano ispirarsi a modelli sandbox, con libertà architettonica e possibilità di modificare il territorio in base alle esigenze tattiche.

I Mechanimals: bestie meccaniche da domare

L’elemento più curioso? I Mechanimals, creature meccaniche che popolano l’universo di gioco. Si potranno addomesticare, far crescere e personalizzare nel comportamento. Il team ha parlato di oltre 100 creature diverse, ciascuna con capacità uniche e caratteristiche evolutive. Alcuni serviranno in battaglia, altri nella produzione di risorse.

Questa idea conferisce al gioco un sapore quasi “collezionistico”, a metà tra Pokémon e Monster Hunter, aggiungendo spessore e varietà al loop di gameplay. E potenzialmente, anche una bella dose di strategia.

Combattimento ravvicinato e multiplayer cooperativo

Se la saga Horizon ha fatto dell’arco e delle trappole il suo marchio di fabbrica, Light of Motiram va in direzione opposta. Qui il combattimento è più fisico, più ravvicinato. Si parla di schivate, parate, contrattacchi, in una danza più lenta ma più ragionata, forse ispirata ad action più tattici.

Altra differenza chiave: la modalità cooperativa online è parte integrante dell’esperienza. Non un’aggiunta secondaria, ma una colonna portante del gameplay. Si potrà esplorare, costruire, combattere fianco a fianco con altri giocatori, in un mondo persistente condiviso.

Gratis, multipiattaforma e… ambizioso

Ultimo ma non meno importante: Light of Motiram sarà completamente free-to-play. Una mossa decisa, che potrebbe attirare una platea molto ampia, soprattutto se ben bilanciata dal punto di vista delle microtransazioni. Non solo: il gioco uscirà nel 2025 su PC, PlayStation 5, Android e iOS, confermando una volontà chiara di rompere i confini delle console e abbracciare un pubblico globale.

Somiglia a Horizon, ma cerca di camminare da solo

È chiaro che il paragone con Horizon sarà inevitabile. E, sotto certi aspetti, anche meritato: l’estetica, alcune animazioni e l’impostazione visiva fanno pensare immediatamente ad Aloy. Ma chi si prende il tempo di osservare bene, capisce che Light of Motiram cerca un’identità propria, fondata su costruzione, sopravvivenza e cooperazione online.

L’elemento che farà la differenza sarà la qualità dell’esecuzione. Se Polaris Quest riuscirà a proporre un’esperienza coesa e profonda, potrebbe davvero trovare uno spazio nel mercato. Non sarà facile, ma non è neanche impossibile. E da quanto visto nel trailer, la strada imboccata sembra quantomeno interessante.

Dragon Ball Sparking Zero: un leak svela i personaggi DLC di Daima

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Nonostante l’entusiasmo iniziale si sia leggermente raffreddato, Dragon Ball Sparking Zero non ha certo intenzione di fermarsi. Bandai Namco prosegue nella pubblicazione di contenuti post-lancio e, secondo un recente leak, è ormai imminente il debutto di un nuovo DLC a tema Daima.

Dopo la prima espansione – accolta in modo tiepido dalla community per la presenza di troppe varianti di personaggi già noti – il secondo pacchetto promette contenuti più originali e apprezzati, con personaggi inediti e nuove trasformazioni direttamente dalla recente serie Dragon Ball Daima.

Il leak di Humble Bundle anticipa tutto

A svelare l’esistenza e i dettagli del DLC non è stata Bandai Namco, bensì un aggiornamento prematuro del sito Humble Bundle, che ha pubblicato per errore la descrizione del contenuto prima del tempo. Un errore che non è passato inosservato alla community e che ha rapidamente fatto il giro del web.

Secondo quanto riportato, il DLC uscirà ufficialmente il 24 aprile 2025 e includerà otto nuovi combattenti ispirati al cast di Daima, alcuni dei quali rappresentano una novità assoluta per il gioco.

Tutti i personaggi inclusi nel DLC Daima

Il secondo pacchetto scaricabile porterà con sé una lineup più interessante rispetto alla precedente, offrendo finalmente nuovi lottatori con stili di combattimento unici e trasformazioni inedite. Questi, secondo il leak, i personaggi confermati:

  • Super Saiyan Daima Goku
  • Daima Vegeta, con trasformazioni fino al Super Saiyan 3
  • Glorio
  • Panzy
  • Majin Kuu

Oltre a questi, è prevista anche l’aggiunta di un nuovo costume per Goku bambino (Mini), che modificherà la sua Ultimate Blast trasformandola in una nuova mossa chiamata Aura Impact. Le forme SSJ2 e SSJ3 di Vegetarappresentano una delle principali novità del pacchetto, particolarmente attese dai fan della saga.

Annuncio imminente?

Considerando che la data d’uscita è fissata per il 24 aprile, è lecito aspettarsi un annuncio ufficiale da parte di Bandai Namco nelle prossime ore o, al massimo, entro pochi giorni. Il contenuto del leak è così dettagliato e coerente con le strategie precedenti dell’editore, da far pensare che tutto fosse già pronto per la comunicazione ufficiale, che è semplicemente trapelata in anticipo.

A questo si aggiunge un ulteriore dettaglio: alcune fonti ipotizzano che, insieme a questo DLC, potrebbe arrivare anche un nuovo annuncio legato al futuro supporto di Sparking Zero, forse con un’espansione narrativa o l’arrivo di nuove modalità di gioco.

Una seconda ondata che riaccende l’interesse

La prima ondata di contenuti aggiuntivi aveva deluso molti giocatori per via della scarsa varietà e della sensazione di trovarsi di fronte a semplici reskin. Questo secondo pacchetto, invece, sembra avere tutti gli elementi giusti per rilanciare l’interesse attorno al gioco, grazie alla presenza di personaggi meno noti ma ricchi di potenziale.

L’inclusione di lottatori come Panzy e Majin Kuu mostra chiaramente la volontà di Bandai Namco di attingere in modo più creativo al nuovo universo narrativo di Dragon Ball Daima, evitando la semplice reiterazione del roster classico.

Un appuntamento da non perdere per i fan di Daima

In attesa della conferma ufficiale, il leak di Humble Bundle si è rivelato una vera e propria anteprima non autorizzata di un contenuto destinato a fare rumore. Dragon Ball Sparking Zero, pur con alti e bassi, resta uno dei titoli più amati dell’attuale panorama action-fighting legato al mondo di Toriyama, e questo DLC potrebbe rappresentare una svolta importante per la longevità del progetto.

Tutti gli occhi sono ora puntati su Bandai Namco, che dovrà confermare (o smentire) i contenuti e, magari, riservare ancora qualche sorpresa in vista dell’imminente rilascio.

Ready or Not arriva su console: lo sparatutto tattico di Void Interactive debutta su PS5 e Xbox Series X|S

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Void Interactive ha ufficializzato l’arrivo di Ready or Not su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Il gioco, già disponibile da tempo su PC in versione completa, si prepara a raggiungere anche il pubblico console nel corso dell’estate 2025. Per ora manca una data precisa, ma il lancio è previsto entro i prossimi mesi, sia in formato fisico che digitale.

Contestualmente, è stato annunciato che il titolo approderà anche su Epic Games Store e Microsoft Store, estendendo così la sua presenza oltre la piattaforma Steam. Un trailer ufficiale accompagna la notizia, offrendo una prima panoramica dell’adattamento console.

Prendere il comando della SWAT non è mai stato così realistico

Ready or Not ci mette nei panni di una squadra speciale della LSPD, in un contesto urbano segnato dal caos. L’approccio è completamente tattico: ogni missione va affrontata con metodo, attenzione e sangue freddo. Le operazioni includono blitz in edifici occupati da sospetti armati, trattative in presenza di ostaggi, disinnesco di ordigni, arresti a rischio e molto altro.

L’obiettivo non è fare spettacolo, ma replicare con la massima fedeltà le dinamiche operative delle squadre SWAT. Il risultato è un gameplay teso, ragionato e adrenalinico, che premia il coordinamento e la pianificazione.

Edizioni console: tutte le versioni in arrivo

Il debutto su console sarà accompagnato da tre diverse edizioni:

  • Standard Edition – Prezzo: 49,99 €
    Include il gioco base, in versione fisica o digitale.
  • Day One Edition – Prezzo: 49,99 €
    Disponibile per un periodo limitato, include:
    • Lanciagranate M32A1
    • Pistola MK-V
    • Shotgun 590M
      Questi bonus saranno resi disponibili gratuitamente anche per i giocatori PC già in possesso del titolo.
  • Deluxe Edition – Prezzo: 69,99 €
    Comprende tutti i contenuti della Day One Edition, più i primi due DLC:
    • Home Invasion (acquistabile separatamente a 9,99 €)
    • Dark Waters (anch’esso a 9,99 €)
    • Un terzo DLC inedito, di cui non sono ancora stati forniti dettagli.

Un’eredità spirituale da SWAT

Chi ha amato la serie SWAT troverà in Ready or Not il suo successore spirituale ideale. Il gioco rifiuta le dinamiche arcade in favore di una simulazione brutale e metodica, nella quale ogni scelta può fare la differenza tra la vita e la morte. La tensione si respira in ogni angolo, e l’arrivo sulle console di nuova generazione rappresenta un’occasione per espandere ulteriormente la sua fanbase.

L’estate 2025 segnerà dunque un momento chiave per Void Interactive, che punta a consolidare il successo del gioco anche su console, con un pacchetto completo pensato sia per i neofiti che per gli appassionati del genere tattico più hardcore.

Star Wars Outlaws: disponibile una demo gratuita e data di uscita svelata per il DLC

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Ubisoft ha reso disponibile una demo gratuita di Star Wars Outlaws, permettendo ai giocatori su PS5, Xbox Series X|S e PC di provare fino a tre ore dell’avventura con protagonista Kay Vess. L’iniziativa è già attiva su tutte le piattaforme: basta accedere agli store ufficiali (PlayStation Store, Xbox Store, Steam o Epic Games Store) per scaricare la prova.

La demo consente di esplorare il pianeta Tatooine, di confrontarsi con il cartello degli Hutt, di affrontare i predoni Tusken e di partecipare a combattimenti nello spazio. Una buona panoramica delle dinamiche e dell’atmosfera del gioco. C’è però un limite importante: i dati di salvataggio non potranno essere trasferiti nella versione completa. In altre parole, anche se decidete di acquistare il titolo, dovrete ricominciare da capo.

A Pirate’s Fortune: Ubisoft svela (per sbaglio) la data di uscita del DLC

A fare ancora più rumore è stato il leak involontario del trailer del primo DLC del gioco, A Pirate’s Fortune, che ha rivelato in anticipo la data di uscita: 15 maggio 2025. Il video, pubblicato per errore e poi subito rimosso, ha comunque fatto in tempo a diffondersi online, insieme a una serie di informazioni dettagliate sul contenuto dell’espansione.

Stando alla descrizione ufficiale, l’avventura porterà Kay e il suo inseparabile compagno Nix nel sistema Khepi, dove i due si troveranno coinvolti in una nuova missione a metà tra contrabbando e esplorazione. Il DLC introdurrà Hondo Ohnaka, leggendario pirata noto ai fan della saga, e nuovi avversari come Stinger Tash e i suoi Rokana Raiders.

Il cuore dell’espansione sarà l’infiltrazione nella Tomba di Khepi, luogo ricco di segreti e tesori nascosti, che andrà esplorato per scoprire la verità dietro una nuova minaccia.

Nuovi contenuti per tutti: ricompense ispirate a Skeleton Crew

L’aggiornamento che accompagnerà il lancio di A Pirate’s Fortune porterà anche ricompense gratuite per tutti i giocatori. Si tratta di contenuti cosmetici ispirati alla serie Star Wars: Skeleton Crew, tra cui:

  • un abito esclusivo per Nix
  • un trofeo decorativo per lo speeder
  • due trinket, uno per lo speeder e uno per il Trailblazer

I nuovi oggetti saranno disponibili nella cassa di consegna all’interno del Trailblazer una volta installato l’aggiornamento.

Un’occasione perfetta per riscoprire Star Wars Outlaws

Con la demo ora disponibile e il primo DLC ormai dietro l’angolo, Star Wars Outlaws si prepara a vivere una seconda giovinezza. Il gioco, che ha già saputo conquistare molti appassionati con la sua formula da open world a tema Star Wars, rilancia la sua offerta con contenuti extra e accessibilità.

Se volete saperne di più sul titolo principale, vi invitiamo a leggere la nostra recensione completa di Star Wars Outlaws.

Lords of the Fallen 2.0: un nuovo aggiornamento è ora disponibile

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Dopo oltre cinquanta aggiornamenti gratuiti pubblicati dal 2023 a oggi, Lords of the Fallen raggiunge una nuova, importante tappa del suo percorso evolutivo. L’aggiornamento 2.0, disponibile da oggi su PC, PS5 e Xbox Series X|S, rappresenta il più corposo e ambizioso update mai rilasciato dal team di CI Games, non solo per quantità di contenuti, ma per la profondità delle modifiche introdotte.

Cooperativa online e Free Friend’s Pass

La novità più significativa è senza dubbio l’introduzione della modalità cooperativa online, che permette ora di affrontare l’intera campagna fianco a fianco con un altro giocatore. La progressione sarà condivisa a determinate condizioni, e il sistema è compatibile con il cross-play tra tutte le piattaforme supportate.

Ad accompagnare il debutto della co-op, arriva anche il Free Friend’s Pass, una funzione pensata per abbattere ulteriormente le barriere all’ingresso. Chi possiede il gioco completo può invitare un amico a unirsi alla partita gratuitamente, a patto che abbia completato il tutorial, reso disponibile in forma di demo.

Combat system rivisitato e migliorie generali

L’aggiornamento 2.0 non si limita a introdurre il multiplayer. Basandosi sui feedback raccolti dalla community, CI Games ha completamente rivisto il sistema di combattimento: le animazioni risultano ora più fluide, gli attacchi sono più responsivi e l’intera gestione dei comandi è stata ribilanciata per offrire maggiore coerenza e precisione durante gli scontri.

Parallelamente, sono state apportate numerose modifiche al comparto audio, al bilanciamento delle armi e alla struttura del gioco in generale, andando a rafforzare l’identità del titolo senza snaturarla.

Anche l’editor dei personaggi è stato migliorato in modo significativo: oggi è possibile creare avatar esteticamente più rifiniti, grazie a una gamma di opzioni più ampia e a un’interfaccia aggiornata.

Una nuova vita per Lords of the Fallen

Nonostante il rilascio della versione 2.0 possa sembrare la conclusione naturale di un lungo percorso di aggiornamenti, il team ha confermato che il supporto a Lords of the Fallen continuerà anche nel corso del 2025. Sono già previsti nuovi update di rilievo, a testimonianza di una strategia di sviluppo a lungo termine.

Nel frattempo, CI Games ha confermato che sono in corso anche i lavori su un sequel diretto, di cui però non sono ancora stati condivisi dettagli ufficiali.

Tornare a Mournstead: un invito rinnovato

Con la versione 2.0, Lords of the Fallen si ripresenta con una veste più solida, ricca e coinvolgente. Una vera occasione per chi non aveva ancora provato il gioco, ma anche per chi aveva già affrontato le sue sfide iniziali. Il mondo di Mournstead torna a chiamare i suoi guerrieri, e questa volta lo fa con una formula co-op, un gameplay rifinito e una visione chiara per il futuro.

Un ritorno silenzioso ma potente, che riaccende i riflettori su uno dei soulslike più curati dell’ultimo biennio.

Star Overdrive arriva su PS5, Xbox Series e PC: dettagli su edizioni e preordini

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Dopo l’accoglienza positiva su Nintendo Switch, Star Overdrive è pronto a estendere il proprio pubblico con l’uscita su altre piattaforme. Lo sviluppatore indipendente italiano Caracal Games, in collaborazione con l’editore Dear Villagers, ha annunciato oggi che il gioco sarà disponibile su PC, PS5 e Xbox Series S|X a partire dal 19 giugno 2025.

L’annuncio è accompagnato dall’apertura ufficiale dei preordini. I giocatori possono scegliere tra due edizioni digitali:

  • l’edizione standard a 34,99€,
  • oppure la Deluxe Edition a 39,99€, che include una serie di contenuti extra per gli appassionati.

Cosa include la Deluxe Edition di Star Overdrive

Per chi sceglierà la versione più completa, la Deluxe Edition propone:

  • 3 stili estetici alternativi
  • 1 design speciale
  • 50 tinte per l’hoverboard
  • la colonna sonora digitale originale del gioco
  • un manga digitale prequel, scritto e disegnato direttamente dal team di Caracal Games.

Contenuti pensati per chi desidera approfondire l’universo narrativo del gioco anche al di fuori dell’esperienza interattiva.

Lavori in corso e aggiornamenti per tutte le versioni

Il team di Caracal Games ha inoltre confermato di essere al lavoro sull’integrazione dei feedback ricevuti dalla community Switch, con l’obiettivo di inserire miglioramenti e aggiustamenti anche nelle versioni PC e console prima del lancio.

Un’attenzione che punta a rendere l’esperienza di gioco più rifinita fin dal day one su tutte le piattaforme.

Un’estate ad alta velocità

Star Overdrive si presenta come un gioco d’azione open world frenetico e stilizzato, che ha già fatto parlare di sé per il suo stile unico e la velocità dell’azione. L’arrivo su PS5, Xbox e PC è l’occasione ideale per riscoprire — o scoprire per la prima volta — uno degli indie italiani più interessanti dell’anno.

L’appuntamento è fissato: dal 19 giugno 2025Star Overdrive sarà disponibile su tutte le principali piattaforme da gaming, con preordini già attivi.

I Fantastici Quattro: Gli inizi – Il nuovo trailer svela l’epica sfida contro Galactus

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I Marvel Studios hanno rilasciato un nuovo trailer ufficiale di I Fantastici Quattro: Gli inizi, il prossimo film dell’Universo Cinematografico Marvel che segna l’ingresso del celebre super gruppo nel MCU, con una nuova interpretazione ambientata in un originale scenario rétro-futuristico ispirato agli anni Sessanta.

Il film, diretto da Matt Shakman, rappresenta un punto di svolta per i personaggi creati nel 1961 da Stan Lee e Jack Kirby, dopo le precedenti trasposizioni cinematografiche firmate 20th Century Fox. A distanza di anni, i Fantastici Quattro sono pronti a tornare sul grande schermo in una versione completamente rinnovata.

Un cast stellare per un’avventura cosmica

Nel cast troviamo Pedro Pascal nei panni di Reed Richards/Mister FantasticVanessa Kirby come Susan Storm/Donna InvisibileJoseph Quinn nel ruolo di Johnny Storm/Torcia Umana ed Ebon Moss-Bachrach come Ben Grimm/Cosa.

Accanto a loro, Ralph Ineson interpreterà il temuto Galactus, mentre Julia Garner vestirà i panni del suo enigmatico araldo, Silver Surfer. Completano il cast nomi di rilievo come Paul Walter HauserJohn MalkovichNatasha LyonneSarah Niles, in ruoli ancora da svelare ma destinati ad arricchire ulteriormente l’intreccio narrativo.

Una lotta per la sopravvivenza della Terra

La sinossi ufficiale diffusa dai Marvel Studios descrive un’avventura intensa e ricca di sfumature emotive:

“Sullo sfondo di un vivace mondo retro-futuristico ispirato agli anni Sessanta, I Fantastici Quattro: Gli inizidei Marvel Studios presenta la prima famiglia Marvel mentre affronta la loro sfida più ardua. Costretti a bilanciare il loro ruolo di eroi con la forza del loro legame familiare, devono difendere la Terra da un famelico dio dello spazio chiamato Galactus e dal suo enigmatico Araldo, Silver Surfer. E se il piano di Galactus di divorare l’intero pianeta e tutti i suoi abitanti non sarà già abbastanza grave di suo, la situazione diventerà all’improvviso anche molto personale.”

Le parole scelte lasciano intuire una narrazione che non punta solo sull’azione e sull’impatto visivo, ma anche su dinamiche familiari e scelte complesse, in linea con la tradizione narrativa che ha sempre caratterizzato i Fantastici Quattro.

Data di uscita e trailer ufficiale

Il film sarà distribuito nei cinema italiani a partire dal 23 luglio 2025, e rappresenta una delle uscite più attese dell’estate per i fan Marvel. Il trailer appena rilasciato offre uno sguardo inedito sull’estetica visiva del film, sull’ambientazione unica e sull’intensità della minaccia portata da Galactus.

Thunderbolts*: il trailer finale svela il super gruppo più oscuro dell’universo Marvel

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Il trailer finale di Thunderbolts è denso di sequenze tese, sguardi ambigui e dialoghi che lasciano intuire una missione ad altissimo rischio, con personaggi tormentati e moralmente ambigui. Rispetto alle produzioni precedenti dell’MCU, questo film sembra voler spingere con più decisione verso una narrazione adulta, in cui la fiducia è merce rara e i legami sono più deboli che mai.

Il tono più serio si riflette anche nella regia e nella fotografia, con ambientazioni più cupe e realistiche rispetto allo stile più “pop” di altri titoli Marvel. Non è un caso che Thunderbolts venga spesso paragonato ai Suicide Squad della DC, ma il trailer suggerisce una direzione stilistica e narrativa ben distinta, più coerente con l’eredità di personaggi come Winter Soldier e Yelena.

Una squadra instabile ma potenzialmente letale

Uno degli elementi più affascinanti è la dinamica tra i protagonisti. Il gruppo è formato da ex assassini, agenti governativi deviati e individui con poteri incontrollabili. Non è certo la tipica squadra di supereroi, ma proprio questa instabilità potrebbe essere la chiave per rendere il film uno dei più originali della Fase 5 del Marvel Cinematic Universe.

Sentry, in particolare, rappresenta una novità assoluta per l’MCU. Nei fumetti è un personaggio potentissimo ma instabile, e il suo ingresso nel gruppo potrebbe segnare una svolta narrativa imprevedibile. Allo stesso tempo, i conflitti latenti tra Yelena, Bucky e il resto della squadra lasciano presagire tensioni esplosive.

Cosa aspettarsi da Thunderbolts*

Il film sembra voler rispondere a un’esigenza chiara del pubblico: mostrare il lato grigio dell’universo Marvel. Dopo anni di eroi impeccabili e minacce intergalattiche, c’è spazio per raccontare una storia più umana, più sporca, più conflittuale. Thunderbolts potrebbe quindi rappresentare un nuovo inizio per la saga, capace di unire azione spettacolare e introspezione psicologica.

Appuntamento al cinema

Con l’uscita fissata al 30 aprile 2025Thunderbolts si candida a essere uno dei film più interessanti della primavera. Il trailer finale alza l’asticella delle aspettative e segna il ritorno sul grande schermo di personaggi amati ma finora rimasti ai margini del racconto principale. Riuscirà questa squadra imperfetta a conquistare il pubblico? Lo scopriremo tra poche settimane.

Metal Eden è stato rinviato

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Reikon Games ha comunicato che l’adrenalinico shooter Metal Eden, precedentemente previsto per il 6 Maggio, è stato rinviato all’estate.

Nell’annuncio, condiviso tramite X, il team ha motivato la scelta al fine di sfruttare i feedback raccolti per migliorare l’esperienza finale. Purtroppo non è stata condivisa una data, se non il generico rinvio alla finestra estiva.

Dopo aver analizzato i feedback ricevuti dalla demo, abbiamo individuato chiaramente alcune aree in cui possiamo migliorare. Ci prenderemo un po’ più di tempo per rifinire il gioco e assicurarci che offra l’esperienza che ci prefiggiamo. Il vostro contributo è stato una parte importante di questo processo e ve ne siamo grati. Sappiamo che i ritardi non sono l’ideale e apprezziamo davvero la vostra pazienza. Condivideremo la nuova data non appena possibile e siamo fiduciosi che varrà l’attesa. Grazie per essere rimasti con noi.

Vi ricordiamo che il promettente Metal Eden è previsto per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.

La potente IPERUNITÀ ASKA deve affrontare una missione suicida per recuperare i NUCLEI dei cittadini dalla gigantesca città di MOEBIUS, un tempo simbolo di speranza per l’umanità e ora divenuta una trappola letale. Fatti strada nella guerra cibernetica ed elimina il CORPO DI DIFESA INTERNA, sfida gli INGEGNERI e scopri i segreti del misterioso progetto EDEN.

Tuffati nella guerra cibernetica contro le macchine che proteggono i segreti di un mondo artificiale. Affronta un vasto esercito composto da truppe di robot e forze elementali potenti e agili. Estrai i Nuclei energetici e distruggi gli scudi del CORPO DI DIFESA INTERNA per ottenere un vantaggio strategico nella zona di battaglia. Potenzia il tuo arsenale e le tue abilità di combattimento per diventare un’IPERUNITÀ inarrestabile.

Prendi il controllo di un’IPERUNITÀ, androide da battaglia avanzata.
Creata per offrire protezione, specializzata in missioni di ricognizione e alimentata da un NUCLEO FANTASMA. Scatta, aggancia i bersagli e corri sulle pareti utilizzando delle abilità acrobatiche avanzate per farti strada tra le forze del CORPO DI DIFESA INTERNA. Sfrutta l’agilità superiore e la destrezza per dar vita a scontri adrenalinici. Trasformati in una SFERA CORAZZATA per lanciarti in azione e affrontare nuovi, letali nemici meccanici. Domina i cieli e il campo di battaglia con i tuoi ganci gravitazionali e il jetpack.

Scopri MOEBIUS, una gigantesca città monolitica sospesa sulla superficie del pianeta che protegge la misteriosa TORRE ALVEARE. Un tempo simbolo di speranza per l’umanità, questo luogo governato dai misteriosi INGEGNERI si è trasformato in una trappola letale. Esplora gli scenari brutalisti e monolitici della città orbitale in rovina e il misterioso mondo sottostante, VULCAN. Nei panni dell’IPERUNITÀ ASKA, affronta il conflitto per ottenere il controllo della coscienza di una colonia umana ormai perduta, immagazzinata all’interno di unità di stoccaggio rinforzate.