Quando Christopher Nolan le ha affidato il ruolo di Elena di Troia, le polemiche non si sono fatte attendere. Lupita Nyong’o, premio Oscar e volto tra i più riconoscibili di Hollywood, ha affrontato con compostezza gli attacchi feroci – spesso di stampo razzista – arrivati da Elon Musk e da certe sacche dei social media. E ora, in un’intervista a Elle Magazine, l’attrice ha scelto di spostare il discorso sul piano della recitazione, con una risposta che va dritta al cuore del suo mestiere. A rendere il tutto ancora più interessante, come rivelato da Time Magazine, Nyong’o non interpreterà soltanto Elena, ma anche sua sorella Clitemnestra.
Oltre la bellezza: «Voglio sapere chi è il personaggio»
Nei poemi omerici Elena è descritta come la donna più bella del mondo, colei il cui volto spinse mille navi verso la guerra di Troia. Una definizione schiacciante, che Nyong’o ha scardinato con una logica semplice e ineccepibile: «Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c’è oltre la bellezza? Cosa c’è oltre l’apparenza?». Per l’attrice, il punto di partenza è la pagina scritta, la visione di Nolan. «La cosa positiva di lavorare con uno sceneggiatore come Chris è che tutto è lì. L’indagine parte dalle pagine che ti vengono date. Su quello mi baso».
Con lo stesso garbo, Nyong’o ha respinto l’idea di dover difendere la propria presenza nel cast: «Le critiche continueranno, che io le affronti o meno. Non perdo tempo a pensare a una difesa. Sostengo pienamente l’intenzione di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast rappresenta il mondo». L’attrice, nota per 12 anni schiavo, Black Panther, Star Wars: Il Risveglio della Forza e Noi, ha poi aggiunto: «Sono profondamente onorata di aver ricevuto questa responsabilità. Elena è iconica. Cosa posso dire di più?».
La difesa di Nolan e il doppio ruolo
La scelta di affidare a Nyong’o anche la parte di Clitemnestra – sorella di Elena e moglie di Agamennone, interpretato da Benny Safdie – arricchisce la complessità del film. Un dettaglio svelato da Time Magazine che getta nuova luce sul progetto. Di fronte alle polemiche, lo stesso Nolan ha spiegato di aver voluto l’attrice perché incarna la stessa «forza e compostezza» del personaggio: «Lupita rende tutto così naturale. C’è una disciplina e una preparazione enorme nel proiettare quel tipo di grazia, lasciando percepire l’emozione che ribolle sotto la superficie. È incredibile lavorare con lei, e la volevo assolutamente per questo ruolo».

Dal mito allo schermo: tutti i protagonisti dell’Odissea di Nolan
Il film, atteso nelle sale italiane il 17 luglio, può contare su un cast corale che rilegge i personaggi omerici in chiave contemporanea. Matt Damon è Ulisse, il re di Itaca che dopo vent’anni cerca la via del ritorno. Tom Holland è Telemaco, il figlio che non ha mai conosciuto il padre e che deve vedersela con i Proci, i pretendenti di sua madre Penelope. Tra questi, il più agguerrito è Antinoo, interpretato da Robert Pattinson. Anne Hathaway, già compagna di set di Nolan ne Il cavaliere oscuro – Il ritorno e Interstellar, dà il volto a Penelope, la moglie fedele che non ha mai smesso di aspettare. Charlize Theron è Calipso, la ninfa che trattiene Ulisse sull’isola di Ogigia per sette anni, mentre Jon Bernthal interpreta Menelao, re di Sparta e fratello di Agamennone, il cui tradimento da parte di Elena scatenerà il conflitto.
Come ha sintetizzato Nyong’o, «è emozionante far parte de L’Odissea, perché è così grandiosa. Si estende su mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo occupando la narrazione epica del nostro tempo». Una dichiarazione che, insieme alle sue parole sulla bellezza e sul metodo, restituisce il tono di un’operazione ambiziosa, lontana da ogni polemica di superficie.
