Recensione Arc Raiders, il miglior extraction shooter in circolazione ha quasi del miracoloso

Lo abbiamo atteso e provato a lungo tra beta e tech test e ad ogni aggiornamento ad ogni coraggioso cambio di direzione avevamo la sensazione che qualcosa di grande stava nascendo in quell’edificio a Stoccolma dal nome impronunciabile Södra Bankohuse in Kungsträdgårdsgatan, ed ora che ARC Raiders di Embark Studios è finalmente disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, possiamo dirvelo senza timore di smentita: ARC Raiders è il miglior Extraction Shooter in circolazione e uno dei migliori sparatutto da molti anni a questa parte.


Versione testata: PC (Steam)


Cos’è ARC Raiders e perché sta facendo tanto parlare di sé

ARC Raiders è uno shooter in terza persona PvPvE (Player versus Player versus Environment) che combina elementi di sopravvivenza, saccheggio e combattimento tattico in un’ambientazione post-apocalittica retro futuristica. Sviluppato da Embark Studios – il team svedese formato da veterani di DICE, creatori della serie Battlefield (che curiosamente gli contende il titolo di miglior shooter della stagione con il suo sesto capitolo) – il gioco rappresenta il secondo grande lancio dello studio dopo il successo di The Finals.

La premessa narrativa è tanto semplice quanto efficace: la Terra oramai abbandonata dall’umanità in luogo di una nuova casa tra le stelle, è stata invasa da macchine letali chiamate ARC. I pochi sopravvissuti costringendo l’umanità a rifugiarsi sottoterra nella città di Speranza hanno vita piuttosto difficile, e procurarsi il necessario sulla superficie è l’unica chance di sopravvivenza.

I giocatori interpretano dei “Raiders” coraggiosi o incoscienti saccheggiatori che si avventurano in superficie per raccogliere risorse preziose, affrontando sia i pericolosi robot che altri giocatori ostili.

Un’iniezione di orgoglio per noi Italiani?

Originariamente annunciato ai The Game Awards 2021 come shooter cooperativo PvE, ARC Raiders ha subito una trasformazione radicale nel corso dello sviluppo. Gli sviluppatori hanno coraggiosamente ammesso di aver cambiato direzione, passando da un’esperienza puramente cooperativa a un vero extraction shooter con elementi PvP integrati. Questa decisione, secondo le loro stesse parole, ha reso il gioco “molto più divertente” rispetto al concept originale. Ma la vera chicca soprattutto per noi giocatori italiani è l’ambientazione decisa successivamente all’individuazione delle meccaniche di gioco.

Per le sue ambientazioni post apocalittiche, gli sviluppatori svedesi hanno infatti preso a modello alcune città del napoletano e del calabrese. Difficile capire il perché, anche se da campano posso dire che alcune aree industriali dismesse particolarmente importanti e suggestive come l’ex Italsider di Bagnoli o lo stabilimento Montefibre di Acerra, si prestano effettivamente (o si prestavano, viste le importanti opere di risanamento avvenute nel corso del tempo) a fare da palcoscenico per prodotti audiovisivi con ambientazione post industriale.

L’Acerra Spaceport è una delle mappe più belle dell’intero gioco.

E fa una certa impressione leggere dello “Spazioporto di Acerra”, di “Parco Marano” o di “Calabretta” ispirata al centro di Reggio Calabria. Ancora di più scoprire che il centro nevralgico che funge da Hub per i giocatori è una struttura sotterranea chiamata “Speranza”, che assomiglia fortemente alla galleria Umberto I di Napoli e che sorge nella città di Toledo, non la città Spagnola, ma l’omonimo quartiere napoletano.

Gameplay: Tensione pura ad ogni incursione

Ogni partita di ARC Raiders segue la classica struttura degli extraction shooter, ma con una serie di twist che lo rendono unico. Equipaggiati con armi e gadget dalla vostra base sotterranea di Speranza, attraverso una sorta di in tubi pneumatici che collegano le aree sotterranee con la superficie, potrete scegliere di respawnare in una delle quattro mappe disponibili al lancio, con una quinta, Stella Montis, già annunciata. L’obiettivo è semplice: raccogliere quante più risorse possibili e ritornare a speranza vivi.

Edifici industriali, infrastrutture energetiche, vecchi centri ricerca o complessi residenziali, possono offrire tipi diversi di loot: per migliorare il vostro equipaggiamento, guadagnare valuta di gioco, craftare accessori per le vostre armi. Una volta completato il saccheggio, per estrarre dovrete raggiungere punti di exit rappresentati da botole, ascensori o stazioni metro che richiedono attivazione e un tempo minimo di attesa, in cui con molta probabilità verrete intercettati da ARC attirati dai rumori prodotti o da altri giocatori in attesa anche loro di estrarre (o di bottino facile).

La semplicità del concetto nasconde infatti una complessità tattica straordinaria. Ogni rumore che fate – aprire una cassa, sparare un colpo, persino correre – può attirare sia i robot ARC che altri giocatori. Si tratta di un concetto ancora poco esplorato (ma che pensiamo di approfondire in una apposita guida) ma che richiede di allenare l’orecchio e l’occhio ad individuare i minimi cambiamenti.

Il volo degli uccelli, il rumore degli spari in lontananza, un inquietante rumore cibernetico significano sempre qualcosa e sta al giocatore imparare a riconoscerli.

La chat di prossimità permette interazioni imprevedibili: potete stringere alleanze temporanee con sconosciuti, tradirli all’ultimo momento, o semplicemente evitare ogni contatto umano giocando da lupi solitari.

Nella nostra esperienza di gioco, dopo i primi giorni in cui tutti gli altri Raiders si erano mostrati amichevoli, collaborativi per il raggiungimento delle missioni, e addirittura generosi nel fornire i loro equipaggiamenti in caso di bisogno, con l’aumentare del successo del titolo sono aumentati anche i “Rats” giocatori pronti a tradire dopo aver spammato un “Don’t Shoot” appostati in prossimità dei punti di estrazioni proprio per approfittare di raider in uscita.

L’Intelligenza Artificiale che cambia le regole del gioco

Se c’è un elemento che distingue nettamente ARC Raiders da ogni altro extraction shooter sul mercato, è la qualità dell’intelligenza artificiale dei nemici robotici. Gli sviluppatori hanno investito anni nello sviluppo di un’IA avanzata che utilizza tecniche di machine learning, e il risultato è semplicemente impressionante.

I robot ARC non sono semplici bersagli da abbattere. Si muovono con un realismo inquietante che ricorda i progetti della Boston Dynamics, reagiscono ai danni in modo dinamico (un drone privato di un’elica continuerà a volare compensando lo squilibrio, uno spider-bot con una zampa distrutta si adatterà alla nuova andatura), e coordinano gli attacchi con una precisione mortale.

Esistono principalmente due classi di ARC, quelli terrestri e quelli volanti. Tra i primi rientrano le fastidiose zecche o Tick e i maledettissimi Fireball e Pop sfere rotolanti che si lanciano addosso provocando danni da esplosione o da fuoco.

Poi ci sono Leaper: una sorta di grandi ragni in grado di coprire grandi distanze saltando sui giocatori. Infine i Bastion: pesanti e corazzati, armati di mitragliatrici e i Bombardier: artiglieria mobile che devasta aree intere

Il panorama dei nemici volanti è più limitato, con le Vespe, carne da macello per le vostre mitragliatrici, i Calabroni, unità corazzate più difficili da abbattere e i famigerati Rockeeter, droni sparamissili che sono in grado di azzerare un intero team. A questi si aggiungono le unità di supporto che fanno da spia dei vostri movimenti ai bastion e ai bombardier.

E poi c’è lei, la Queen: un colosso titanico che richiede il coordinamento di più squadre per essere sconfitto.

Nonostante il bestiario di mezzi robotici non sia propriamente vastissimo gli ARC rappresentano a differenza di altri extraction shooter una vera minaccia, che vi farà davvero penare, forse anche più degli altri riders.

Arc Raiders The Queen

Il Perfetto intreccio tra PvP e PvE

La vera magia di ARC Raiders emerge quando gli elementi PvP e PvE si fondono in modo organico. Immaginate di essere impegnati in uno scontro a fuoco con un’altra squadra quando improvvisamente un Rocketeer compare all’orizzonte, attirato dalla vostra sparatoria. In un istante, la battaglia diventa triangolare: voi, i nemici umani e un colosso meccanico nel mezzo.

Sceglierete di collaborare o di combattervi a vicenda? Ogni incontro in Arc Raiders è diverso e questo aumenta la tensione di gioco a livelli altissimi. Lasciandovi sempre con il dubbio che il giocatore che ha combattuto di fianco a voi, decida improvvisamente di tradirvi attirato da un bottino oramai guadagnato. E’ questa la vera magia di Arc Raiders e il merito di Embark studios: aver creato un mondo di gioco che potremmo definire una “Foresta Oscura” , come quella descritta nel famoso paradosso di Fermi. Un mondo in cui non c’è alcuna certezza, in cui nascondersi agli altri a volte può significare sopravvivere altre volte morire.

Arc Raiders PVP

Comparto Tecnico e artistico: Un capolavoro audiovisivo

ARC Raiders sfrutta appieno le potenzialità dell’Unreal Engine 5, implementando tecnologie all’avanguardia come Lumen (illuminazione globale dinamica) e Nanite (geometria ad alta densità). Il risultato è un mondo post-apocalittico visivamente sorprendente che combina elementi di decadenza industriale con una natura che lentamente si riprende i suoi spazi.

Le quattro mappe al lancio – Dam Battlegrounds, Buried City, Spaceport e Blue Gate – offrono biomi distinti e memorabili. Dalle paludi verdeggianti, alle città sepolte dalla sabbia rossa, passando per derelitti complessi industriali e vette montane innevate, ogni location respira personalità e offre opportunità tattiche uniche.

Arc Raiders, running away from an Hornet

La meraviglia artistica tuttavia, si sposa anche con una Ottimizzazione eccezionale: Su una configurazione con Ryzen 9 7900X, 32GB di RAM e 9070XT, il gioco mantiene stabilmente 100 FPS a risoluzione 4K e dettagli epici. Il supporto per DLSS (NVIDIA) e FSR (AMD) è implementato in modo eccellente, e il ray tracing per l’illuminazione aggiunge un ulteriore livello di realismo senza compromettere eccessivamente le prestazioni. Persino su Legion Go ( e similmente sulle altre handheld con processore Z1 Extreme come Ally e Ally X) il gioco gira meravigliosamente tra i 50 e i 60fps in risoluzione 800p con dettagli medi.

Insomma il gioco gode di una stabilità tecnica rara nel panorama dei lanci moderni: nessun calo di frame significativo, netcode solido, e un sistema anti-cheat robusto fin dal day one. L’unico appunto da segnalare è qualche crash capitato ai possessori di schede AMD dovuto, pare, alla integrazione in game con Discord.

Sound Design: Il cuore pulsante dell’Immersione

Se la grafica impressiona, il comparto audio di ARC Raiders è semplicemente eccezionale. Oggettivamente il comparto sonoro non solo è uno migliori mai sentito in un videogioco, ma assolutamente funzionale all’esperienza di gioco stessa, tant’è che diventa praticamente obbligatorio dotarsi di cuffie di alta qualità.

Pensate solo al fatto che i passi hanno texture diverse a seconda delle superfici e la loro intensigtà varia in maniera matematica (e misurabile) a seconda della distanza di gioco.

Le armi producono echi realistici che cambiano in base all’ambiente e i robot ARC emettono suoni meccanici inquietanti che permettono di identificarli anche senza vederli, mentre il sistema audio spaziale 3D permette di localizzare con precisione ogni rumore. Qualche esempio? i Droni ARC emettono un “ping” ultrasonico quando rilevano giocatori – se sentite il ping ma non vedete il drone, qualcuno è nella vostra area nel raggio di 50m; ancora i rumori dei Passi sul metallo risuonano fino a 40m, su terra/erba fino a 20m, e su cemento 30m e sulla base di questi valori e della mappa potreste essere in grado di comprendere la posizione del nemico; sembra difficile, ma poi ci si fa l’abitudine.

Insomma il sound design non è solo spettacolare, ma funzionale al gameplay. In un extraction shooter dove il silenzio può significare la differenza tra vita e morte, saper interpretare i suoni ambientali diventa una skill fondamentale. Sentire in lontananza lo scontro a fuoco di altre squadre, percepire il ronzio sinistro di un drone che si avvicina, o captare i passi di un nemico nell’edificio adiacente: tutto contribuisce a creare un’esperienza incredibilmente immersiva.

ARC Raiders closeup in Jungle

Performance di Lancio: Un Miracolo Moderno

In un’era di lanci disastrosi e server in fiamme, ARC Raiders ha sorpreso tutti con un lancio tecnicamente impeccabile. I server hanno retto l’assalto dei giocatori al day one senza problemi significativi (a parte un paio d’ore di instabilità rapidamente risolte), e le performance sono state stabili su tutte le piattaforme.

Su Google Trends, il gioco ha superato Escape from Tarkov nelle ricerche, e la community su Reddit conta già decine di migliaia di membri attivi che condividono strategie, clip e feedback costruttivo.

Crafting e personalizzazione senza grinding forzato

ARC Raiders adotta un approccio più accessibile alla progressione rispetto ai suoi concorrenti hardcore. La vostra base sotterranea funge da hub centrale dove potete:

  • Craftare equipaggiamento attraverso workbench migliorabili
  • Accettare missioni da vari vendor NPC
  • Investire punti skill in tre alberi (Condizionamento, Mobilità, Sopravvivenza )
  • Personalizzare l’aspetto del vostro raider (anche se le opzioni iniziali sono limitate)

Un aspetto particolarmente apprezzato dalla community è il sistema di loadout gratuiti casuali. Se perdete tutto il vostro equipaggiamento migliore, potete sempre partire con un loadout base fornito gratuitamente dal gioco. Questo abbassa notevolmente la barriera d’ingresso e permette ai nuovi giocatori di rimanere competitivi anche dopo sconfitte consecutive.

Expedition System: Reset opzionali, non forzati

Uno degli aspetti più dibattuti degli extraction shooter è il sistema di “wipe” periodici che resettano la progressione dei giocatori. ARC Raiders affronta questa questione in modo innovativo con gli Expedition Projects: cicli di 8 settimane completamente opzionali.

I giocatori hardcore che completano un’Expedition possono scegliere di resettare la propria progressione (esclusi cosmetici e achievement) in cambio di ricompense esclusive e cosmetici rari. I giocatori casual, invece, possono semplicemente ignorare il sistema e continuare a progredire al proprio ritmo senza mai subire reset forzati.

Questo approccio rende ARC Raiders uno dei pochi extraction shooter che rispetta davvero il tempo del giocatore, permettendo a diversi stili di gioco di coesistere nella stessa community.

Modalità di Gioco e accessibilità: solo, duo o trio: a ciascuno il suo

ARC Raiders supporta il gioco in solitaria, in duo o in squadre di tre giocatori. L’esperienza cambia radicalmente a seconda della composizione del team e il gioco non fa nulla per costringervi verso l’uno o l’altro anzi fornendovi molteplici motivi per preferire a volte l’uno o a volte l’altro.

Il Gioco Solo ad esempio trasforma Arc Raiders in un’esperienza quasi survival-horror. La tensione è palpabile, ogni rumore può essere letale, e la chat di prossimità diventa uno strumento tanto per stringere alleanze temporanee quanto per ingannare gli avversari. Il matchmaking prova a mettere i solisti contro altri solisti, anche se non sempre è garantito. Tuttavia il bottino è quasi sempre maggiore (non necessariamente migliore).

L’esperienza ideale ovviamente è in team: la coordinazione tattica, la divisione dei ruoli e la possibilità di rianimarsi a vicenda rendono ogni incursione più gestibile e strategica. Ma camminare in team significa anche essere più facilmente preda di ARC e altri player interessati più all’aspetto shooter che a quello di looting.

Un Modello premium Senza predatorietà

L’inghippo sta nel modello di monetizzazione penserete voi. E invece No. ARC Raiders sorprende non soltanto per il costo budget di 39,99€ su tutte le piattaforme ma anche perché il modello di monetizzazione non ci è apparso “predatorio”. I Battle Pass stagionali offrono ricompense cosmetiche, e le Skin per personaggi e armi vendute separatamente ma non c’è nessun pay-to-win: tutto ciò che influisce sul gameplay si ottiene giocando.

Inoltre Embark Studios ha promesso supporto continuativo (ed è di poche ore l’uscita di una prima parch che ha introdotto FSR4 ) con l’arrivo di nuove mappe (Stella Montis già confermata) eventi dinamici e modalità speciali (come i già disponibili Raids Notturni) espansioni narrative per esplorare il mistero degli ARC e un bilanciamento continuo basato sul feedback della community (anche se quello attuale pare già molto buono.

Commento Finale

Embark Studios è riuscita nell’impresa di creare un extraction shooter che bilancia perfettamente accessibilità e profondità, tensione competitiva e momenti di puro divertimento, innovazione tecnica e gameplay solido. ARC Raiders rappresenta un punto di svolta per il genere extraction shooter. Dove altri hanno fallito nel trovare il giusto equilibrio tra hardcore e mainstream, Embark Studios ha creato un’esperienza che soddisfa entrambi i pubblici senza compromessi. La combinazione di un’IA rivoluzionaria, un comparto audiovisivo spettacolare, gameplay solido e un modello di business rispettoso del giocatore pone le basi per un successo duraturo. Se gli sviluppatori manterranno le promesse di supporto continuo e ascolteranno il feedback della community, ARC Raiders potrebbe davvero diventare quel “Re” che il genere extraction shooter cercava da anni. Sia chiaro, non è il gioco perfetto – i menu potrebbero essere più intuitivi (soprattutto il dover andare avanti e indietro tra inventario e officina è piuttosto frustrante), la progressione iniziale più chiara, e le missioni più variegate – ma rappresenta senza dubbio il miglior extraction shooter attualmente disponibile su console e uno dei titoli multiplayer più riusciti dell’anno su tutte le piattaforme. Che siate veterani di Tarkov alla ricerca di un’esperienza più cinematografica, fan di The Division nostalgia della Dark Zone, o semplicemente giocatori curiosi di provare il genere extraction per la prima volta, ARC Raiders merita assolutamente la vostra attenzione.

9.0

Commento finale


Embark Studios è riuscita nell'impresa di creare un extraction shooter che bilancia perfettamente accessibilità e profondità, tensione competitiva e momenti di puro divertimento, innovazione tecnica e gameplay solido. ARC Raiders rappresenta un punto di svolta per il genere extraction shooter. Dove altri hanno fallito nel trovare il giusto equilibrio tra hardcore e mainstream, Embark Studios ha creato un'esperienza che soddisfa entrambi i pubblici senza compromessi. La combinazione di un'IA rivoluzionaria, un comparto audiovisivo spettacolare, gameplay solido e un modello di business rispettoso del giocatore pone le basi per un successo duraturo. Se gli sviluppatori manterranno le promesse di supporto continuo e ascolteranno il feedback della community, ARC Raiders potrebbe davvero diventare quel "Re" che il genere extraction shooter cercava da anni. Sia chiaro, non è il gioco perfetto – i menu potrebbero essere più intuitivi (soprattutto il dover andare avanti e indietro tra inventario e officina è piuttosto frustrante), la progressione iniziale più chiara, e le missioni più variegate – ma rappresenta senza dubbio il miglior extraction shooter attualmente disponibile su console e uno dei titoli multiplayer più riusciti dell'anno su tutte le piattaforme. Che siate veterani di Tarkov alla ricerca di un'esperienza più cinematografica, fan di The Division nostalgia della Dark Zone, o semplicemente giocatori curiosi di provare il genere extraction per la prima volta, ARC Raiders merita assolutamente la vostra attenzione.

PRO

IA dei nemici rivoluzionaria che ridefinisce gli standard del genere |  Sound design magistrale che eleva l'immersione a livelli cinematografici | Ottimizzazione tecnica eccezionale su tutte le piattaforme | Accessibilità senza compromessi sulla profondità tattica Interazioni sociali emergenti grazie alla proximity chat | Sistema di progressione rispettoso del tempo del giocatore | Ambientazione e direzione artistica distintive e memorabili soprattutto per noi italiani

CONTRO

Menu e gestione inventario complessi specialmente su controller | Quantità eccessiva di risorse e materiali che può confondere i nuovi arrivati | Varietà limitata di nemici nelle fasi iniziali del gioco | Personalizzazione estetica iniziale con poche opzioni | Missioni dei vendor poco ispirate nelle prime ore

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

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