Nintendo Switch 2 – un po’ come il suo predecessore – non incarna propriamente tutte le caratteristiche necessarie per far girare (sempre al meglio) titoli non esclusivamente sviluppati per l’ecosistema realizzato dalla casa di Kyoto. A differenza di Nintendo Switch del 2017 pare che con la nuova console ibrida – Nintendo e gli sviluppatori esterni – abbiano un maggior interesse nel far sì che non solo le eccellenti esclusive, vedasi Mario Kart World e Donkey Kong Bananza, riescano a funzionare su Switch 2 ma – seppur con più di qualche compromesso – anche i titoli terze parti. Fra i primi ad approdare sulla console, c’è il chiacchierato Cronos: The New Dawn di Bloober Team, software house polacca nota soprattutto per aver sviluppato giochi horror come Layers of Fear (2016), Observer (2017), Blair Witch (2019), The Medium (2021) e il recente Silent Hill 2 (2024) che vuole dimostrare di aver raggiunto finalmente l’agognata maturità.
Abbiamo già testato (e recensito) il gioco in versione PlayStation 5 e – naturalmente eravamo curiosi di scoprire come un titolo prettamente concepito – come la stragrande maggioranza di quelli più recenti – per sfruttare l’Unreal Engine 5 e le sue peculiarità potesse girare su Nintendo Switch 2. Le aspettative che ci eravamo prefissati erano piuttosto tiepide in quanto Cronos: The New Dawn non era mai stato esplicitamente progettato per soddisfare i limiti dell’architettura hardware come quella di Nintendo Switch 2. Con questa premessa vi raccontiamo come è stata la nostra esperienza di gioco di quello che riteniamo essere un banco di prova importante per capire fin dove possa spingersi la nuova generazione Nintendo con i titoli non esclusivi.
Cronos: The New Dawn è attualmente disponibile per Nintendo Switch 2, macOS, PlayStation 5, Windows e Xbox Series X/S.
Versione testata: Nintendo Switch 2
Cronos: The New Dawn mette i giocatori nei panni di una delle Viaggiatrici del Collettivo, un enigmatico agente inviato nelle profondità delle rovine di una Polonia post-apocalittica degli anni ’80 in cerca di risposte dopo un evento catastrofico. Sebbene interessante, la narrazione è in realtà più un pretesto per creare lo sfondo perfetto per ciò che i ragazzi di Bloober Team sanno fare meglio: fondere l’horror psicologico con una direzione artistica più convenzionale, atmosferica e splatter, andando a creare un solido senso di appartenenza e tensione. Per fortuna, anche su Nintendo Switch 2, Cronos: The New Dawn riesce a catturare gran parte di quanto detto poc’anzi, offrendo un’esperienza survival horror in grado di miscelare i migliori elementi del genere in un pacchetto solido e funzionale e riuscendo a mantenere intatto il cuore dell’esperienza survival horror rispetto alla versione PS5.

Cosa cambia?
Su PS5 il gioco offre due modalità grafiche: Qualità (30 fps, migliore resa visiva: ombre, riflessi, profondità di campo, effetti grafici) e Prestazioni (60 fps, ma con possibili cali in aree con molti elementi o durante combattimenti intensi). Su Switch 2 c’è una sola modalità, con diversi compromessi grafici: riduzione della qualità nell’illuminazione, meno dettagli nei modelli/texture, effetti particellari semplificati, sacrifici su effetti come fuoco e riflessi.
Nel dettaglio: Partiamo dagli aspetti che ci hanno maggiormente soddisfatto. Il frame rate ridotto a 30 fps ci è sembrato costante sia in modalità docked che portatile. Che si percorrano corridoi stretti e claustrofobici pieni di dettagli o che si esca in strade più ampie piene di detriti, le prestazioni rimangono stabili. Il combattimento è stata la vera prova del fuoco, con più nemici (creature da incubo chiamate Orfani) che spesso si avvicinano contemporaneamente. Le creature per essere contrastate richiedono reazioni rapide. Ci aspettavamo cali o scatti evidenti quando lo schermo si riempiva di nemici ed effetti particellari grezzi, ma i cali sono stati quasi impercepibili. Il frame rate durante il combattimento – seppur minore rispetto alla controparte PlayStation 5 – è rimasto fluido, reattivo e affidabile il che è stata davvero un gran cosa.
Passando invece all’illuminazione, su Switch 2 manca una funzionalità fondamentale per creare un’illuminazione atmosferica e dinamica come accade su altre piattaforme come PS5 e PC, ovvero l’illuminazione globale volumetrica. Questo si traduce in una presentazione più “piatta” e meno immersiva su Switch 2, poiché la luce non rimbalza in modo naturale, con un conseguente cambiamento nella profondità visiva e nel tono del gioco. Sebbene le premesse non siano delle migliori vi garantiamo che l’illuminazione funziona meglio di quanto ci si potrebbe aspettare. Quando si accede ad un edificio buio la torcia fende lo spazio con un bagliore piuttosto convincente. Il raggio reagisce in modo simil naturale a pareti, mobili e ostacoli, e sembra appartenere al mondo piuttosto che appoggiarsi su di esso. Raggi di luce diurna penetrano attraverso le crepe del legno ormai consumato o tra le assi inchiodate alle finestre, creando un effetto stratificato che aggiunge – al netto di alcune scene evidentemente più piatte e meno suggestive – il giusto peso all’atmosfera. Anche i dettagli più piccoli, come il materiale organico umido che luccica sotto la luce fioca, sono resi, salvo dei casi in cui abbiamo percepito alcuni problemi palesi con le ombre della torcia e le incongruenze di illuminazione, in modo credibile. Tutto questo senza sacrificarne la stabilità.
Gli effetti di luce possono essere piuttosto impegnativi, ma in Cronos: The New Dawn funzionano in modo affidabile, senza mai interrompere il flusso di gioco. Insieme a prestazioni costanti, l’illuminazione contribuisce a creare un mondo comunque teso e immersivo.
Nonostante i “tagli” (in particolare con compromessi visivi relativi alla qualità dell’illuminazione e nel livello di dettaglio complessivo), Cronos: The New Dawn ha un aspetto generale piuttosto buono, anche se non paragonabile a quello di The Witcher 3 pubblicato (parliamo di un vero miracolo) su Nintendo Switch nel 2019. Ci ha convinti soprattutto quando lo abbiamo testato in modalità portatile. Grazie al display VRR a 1080p di Nintendo Switch 2, abbiamo scoperto che Cronos: The New Dawn si gode al meglio in modalità non docked, dove parte della riduzione qualitativa è meno evidente a causa del pannello 1080p più piccolo con una risoluzione (1920×1080). Il gioco sembra anche più fluido, probabilmente perché il VRR è una caratteristica esclusiva della modalità handheld, rendendo più facile gestire il citato frame rate a 30 fps. Per quanto riguarda la modalità docked, offre una qualità simile a quella della modalità portatile. Esegue l’upscaling a 1440p invece che a 1080p, ma a parte questo, sembra che non ci siano cambiamenti evidenti, cosa che non ci aspettavamo. Sembra solo che il gioco sia stato ingrandito per poter funzionare su uno schermo più grande, con praticamente nessun miglioramento della qualità per sfruttare la potenza di Switch in modalità docked. Oltre a ciò, il fatto di giocare su uno schermo più grande (nel nostro caso 55″) fa risaltare maggiormente il minor dettaglio.
In modalità fissa abbiamo optato per il Pro Controller (che abbiamo trovato piuttosto comodo) ma il gioco offre altresì la possibilità di sfruttare alcune delle capacità hardware peculiari di Switch 2, come i controlli di movimento in stile Wii alla Resident Evil 4 e l’input del mouse.
I pop-in di modelli, texture e illuminazione sono molto più comuni e facili da vedere su Nintendo Switch 2. Ci è capitato più volte di entrare in edifici che avevano questa strana tonalità blu all’inizio del gioco, ma si “spegnevano” non appena ci avvicinavamo, e la stanza improvvisamente diventava buia. La stanza dovrebbe essere buia fin dall’inizio, quindi la cosa ci ha un po’ infastiditi. Per “mitigare” un po’ la situazione, abbiamo dovuto ridurre la nitidezza dell’immagine e renderla più scura. Anche alcune texture sui modelli presentano un leggero sfarfallio, anche se potrebbe essere dovuto alle anomalie gravitazionali nel gioco e non alle texture stesse. Ciononostante, non dovrebbe accadere in questo modo così evidente. Altresì abbiamo notato un po’ di granulosità sugli oggetti ravvicinati con tanto di bordi squadrati o forme caratterizzate da un numero di poligoni più basso e un po’ di ghosting pixelato sulle armi e sul personaggio così come alcune texture che faticavano a caricarsi. Nelle scene chiuse si notano maggiormente i compromessi: illuminazione più debole, ombre meno definite, dettagli ambientali ridotti. Semplificati anche gli effetti, Switch 2 elimina alcuni effetti di post-elaborazione, come elementi particellari o effetti di fuoco. Il realismo ne risente leggermente, ma l’atmosfera resta comunque coinvolgente grazie alla buonissima direzione artistica.
Per quanto riguarda i modelli poligonali dei personaggi e dei nemici su Switch 2 sono caratterizzati da un livello di dettaglio che non ci è dispiaciuto. Il personaggio del giocatore è presentato con un livello di rifinitura elevato, conferendogli un aspetto fantascientifico sorprendente che si staglia sugli sfondi e gli ambienti in rovina. Armature, vestiti ed equipaggiamento sono nitidi e ben definiti. Le creature sono altrettanto impressionanti, ma in modo molto diverso. Il loro design è grottesco e inquietante, con dettagli sufficienti a far percepire la loro pericolosità fin dal loro primo apparire. Lineamenti affilati, arti contorti e texture frastagliate le fanno sembrare uscite da un incubo. Quando si fondono in forme più grandi, la minaccia si intensifica ulteriormente. Nintendo Switch 2 gestisce bene questi orripilanti design, conferendo loro una presenza a dir poco terrificante.
Da segnalare – infine – la presenza di alcuni bug che potrebbero lievemente compromettere l’esperienza, come ad esempio la possibilità di incastrarsi – fortunatamente di rado – in alcuni scenari di gioco; problematica che talvolta ci ha costretto a riavviare dall’ultimo checkpoint, caricamenti piuttosto lunghetti dopo un Game Over che interrompono l’immersività dell’azione e un lieve stuttering durante la visualizzazione dell’icona di salvataggio automatica.
Commento finale
Cronos: The New Dawn, è il risultato di uno studio che ha fatto un notevole passo avanti rispetto ai tempi di Layers of Fear, Blair Witch e Observer. È una celebrazione del survival horror, che rende omaggio in modo efficace a tutti i grandi del genere, pur non riuscendo a proporre nulla di veramente originale. Per coloro che possiedono Nintendo Switch 2 come unica piattaforma di gioco, o per coloro che non sono particolarmente sensibili al frame rate ridotto e ad un downgrade grafico che comunque si nota – specialmente per quanto riguarda l’illuminazione (meno impattante), una geometria più semplificata, la mancanza di qualche dettaglio e di effetti particellari più basici – è un porting che riteniamo essere piuttosto valido. Fa il suo massimo, considerate le limitazioni hardware dell’ultima console ibrida di Nintendo, per offrire un’esperienza – specialmente se giocato in modalità portatile – che possa essere apprezzata (al pari delle altre versioni disponibili in commercio ma a patto di accettare i tagli visivi in alcuni aspetti) e goduta dagli appassionati di survival horror.



