Darwin’s Paradox! ha confermato una nostra modesta riflessione di qualche tempo fa. Meno di dodici mesi or sono, accoglievamo l’esuberante Deliver At All Costs constatando quanto effettivamente Konami stesse puntando su piccoli studi emergenti. Accanto dunque al ritorno sui palcoscenici AAA con le IP principali, l’azienda giapponese ha optato con intraprendenza per la strada della sperimentazione e del supporto alle piccole software house.
Benché composto da veterani del settore, Darwin’s Paradox! è di fatto il titolo di esordio del team parigino ZDT Studio. Ed incarna gli obiettivi che questi sviluppatori si sono posti: realizzare esperienze narrative che possano dare corpo al meglio delle caratteristiche dei videogiochi e del cinema di animazione. Prendete dunque un protagonista improbabile del regno animale, una situazione fuori dagli schemi, un po’ di sana follia e tematiche toccanti. La grande avventura del polpo Darwin si sarà rivelata un piccolo grande successo?
Darwin’s Paradox! sarà disponibile dal 2 Aprile per PC (via Steam), Xbox Series, PlayStation 5 e Nintendo Switch 2.
Versione testata: PlayStation 5
L’invasione degli ultrapolpi
Darwin è un polpo blu, che vive felicemente nell’oceano. Esplora i fondali e vive la sua routine, evitando i predatori naturali grazie alle sue abilità innate e un intelletto sorprendentemente sottile. Un bel giorno però, le cose vanno terribilmente male. Viene infatti risucchiato da una misteriosa forza esterna e conseguentemente strappato al suo mondo acquatico. I ricordi a questo punto si fanno confusi e, insperabilmente, si risveglia tra i rifiuti di scarto di una gigantesca discarica. Nei suoi pressi l’inquietante fabbrica di Ufood, azienda alimentare che in breve tempo si è imposta sul mercato. Ma c’è qualcosa di profondamente sbagliato tra macchinari minacciosi e personaggi misteriosi che tengono lontani i curiosi. Determinato a tornare a casa e salvare altri suoi simili, inizierà per Darwin una odissea impossibile in cui forse è in ballo l’intera specie umana.

Non vi vogliamo svelare in anticipo in che direzione punterà la trama di Darwin’s Paradox!, sebbene gli indizi non manchino fin dalle prime ore. Quello che invece possiamo dirvi è che la produzione ZDT Studio si è rivelata effettivamente un degno punto di incontro tra videogioco e film di animazione. Darwin è un protagonista curato in ogni dettaglio e movimento e la sua vicenda sembra uscita da un film DreamWorks. La presentazione generale è di grande personalità, il che unita ad una crescente curiosità verso l’evoluzione della vicenda rende il tempo passato con il polpo blu davvero piacevole.
Da questo punto di vista e posto che abbiam davvero gradito l’estro della sceneggiatura di Darwin’s Paradox!, forse sarebbe stato più intrigante sfruttare una chiave narrativa diversa. Senza andare a toccare la caratterizzazione del simpatico polpo, magari inserire un narratore esterno avrebbe creato più coinvolgimento e partecipazione fin dalle primissime battute. Ma forse è un nostro gusto strettamente soggettivo. Diversamente, il comparto tecnico si è rivelato stabile in entrambe le configurazioni presenti su PlayStation 5, le oramai classiche qualità e prestazioni. La scelta tra l’una e l’altra si è rivelata questione di mere preferenze personali. In entrambi i casi, al netto di performance di buon livello, sono presenti alcune piccole sbavature ed alcune texture meno curate di altre.

Polpo of Persia
Darwin’s Paradox! è un’avventura a scorrimento bidimensionale, che prende spunto dalla lezione di titoli come Little Nightmares, Inside e Limbo. Tuttavia, puntando verso un approccio più scanzonato ed un equilibrio di gameplay più vario.
Ok: Darwin è un polpo. Cosa può mai fare un polpo? Beh, cosa non può fare. Il nostro amico blu è infatti un tipetto piuttosto pieno di risorse. Tanto per cominciare, può agganciarsi su qualsiasi superficie. Laddove qualsiasi altra creatura dovrebbe ragionare secondo i classici parametri gravitazionali, Darwin se ne fa beffe. Strisciare a testa in giù lungo un corridoio è la normalità, così come sfruttare movimenti impossibili per raggiungere sporgenze imperiose.

In questo senso, Darwin’s Paradox! riesce ad essere anche piuttosto originale nella messa in scena ludica. Le fasi platform sono infatti molto diverse da quelle proposte in titoli simili, costringendo molto spesso il giocatore a “ricalibrare” gli automatismi mentali per superare le sessioni più elaborate. Il tutto si mescola poi, in maniera estremamente naturale e fluida, con gli enigmi.
Nel corso dell’avventura infatti, Darwin dovrà risolvere puzzle di ogni tipologia. Dalle semplici manipolazioni di oggetti all’azionamento di tecnologie umane, il polpo blu dovrà far lavorare il suo intelletto per trovare le soluzioni migliori per andare avanti. Il gioco opta per non dare chiari indizi sul da farsi per favorire l’immersione, sebbene la via da seguire sia sempre a senso unico. Anche laddove ci dovessero esser dubbi, è sempre disponibile un tasto rapido per ricevere indizi. Una scelta che non mortifica la difficoltà dell’incedere. Sia per i giocatori che vorranno risolvere tutto con le proprie forze senza ingerenze esterne sia per chi non si fa problemi nel chiedere una piccola mano.

Metal Gear Polpo
Ulteriore particolarità dell’esperienza ludica di Darwin’s Paradox! è legata alle sue fasi stealth.
Darwin si troverà spesso a doversi infiltrare in zone di massima sicurezza, presidiate da sistemi di allarme aggressivi o guardie zelanti. Occhio a sottovalutare le potenzialità di un polpo, però. Oltre alle già citate abilità di movimento, Darwin potrà sfruttare la mimesi ambientale per confondersi con l’ambiente circostante e passare inosservato. Oppure, spruzzare il suo inchiostro per celare i suoi movimenti più rischiosi.

Le fasi migliori del gioco sono proprio quelle dove si incontrare, senza soluzione di continuità, gli elementi platform con la risoluzione di enigmi e le meccaniche stealth. In questi attimi, Darwin’s Paradox! brilla per arguzia e ci siamo ritrovati a sorridere soddisfatti di quanto realizzato dal team di sviluppo parigino.
Al tempo stesso, abbiamo tuttavia riscontrato qualche leggerezza nell’equilibrio ludico generale. Accanto infatti a sezioni praticamente perfette, spesso ci siamo trovati di fronte a segmenti in cui il trial & error si è palesato con particolare incisività. E non per difficoltà intrinseca di un livello, quanto piuttosto per difficoltà di lettura delle insidie presenti. In una delle fasi iniziali, Darwin deve cavarsela tra gli ingranaggi di un gigantesco macchinario. La chiave per andare avanti è sfruttare alcuni anelli mancanti dei citati ingranaggi. Peccato però che il ritmo di questa sezione sia così elevato che vedere i percorsi giusti è diventato più frutto di tentativi multipli che non di analisi ambientale. Situazioni come questa capitano piuttosto spesso in Darwin’s Paradox. Niente che un po’ di pazienza non riesca a risolvere, ma bastava forse un po’ di testing in più per non incappare in scenari che spesso vengono percepiti come fastidiosi.

Commento finale
Darwin’s Paradox! si è rivelata un’avventura genuina, folle e divertente. ZDT Studio è riuscita nel suo intento di realizzare un titolo in grado di ereditare le suggestioni del cinema di animazione, non senza mettere sul piatto anche qualche interessante spunto di gameplay. Un po’ platform, un po’ stealth, un po’ puzzle game, l’odissea di Darwin riesce a coinvolgere, a far sorridere ed anche a far riflettere. Un titolo dunque di assoluto valore, anche al netto di qualche sezione meno rifinita di altre ed una propensione talvolta ridondante al trial & error.






