Recensione Ghost of Tsushima Director’s Cut (PS5)

Una delle ultime esclusive lanciate su PlayStation 4 prima del lancio di PlayStation 5 è stata Ghost of Tsushima di Sucker Punch, un titolo open world ambientato nel Giappone feudale che è riuscito nella difficile impresa, considerando che soltanto un paio di mesi prima era stato pubblicato The Last of Us Parte 2, di ottenere, al netto di qualche debacle, un notevole successo di pubblico. Proprio per questo motivo, Sucker Punch ha capitalizzato la popolarità ottenuta da Ghost of Tsushima proponendo sull’attuale ammiraglia di casa Sony (anche se è disponibile anche su PS4) una versione Director’s Cut che rappresenta di gran lunga il modo migliore per vivere l’esperienza.

Ghost of Tsushima Director’s Cut su PS5 rende un gioco già bello di suo molto più sorprendente, mantenendo la risoluzione 4K a 60 frame al secondo ma aggiungendo il ray tracing. Quest’ultimo propone effetti di luce a dir poco spettacolari. Il titolo gira in modo incredibilmente fluido su PS5 e, sebbene sia ancora un’esperienza di alto livello su PS4, coloro che hanno la possibilità di giocare su PS5 troveranno sicuramente difficile tornare indietro.

Storia

Ghost of Tsushima Director’s Cut è ambientato nel Giappone feudale sullo sfondo di un evento storico del mondo reale: l’invasione dell’isola di Tsushima da parte delle forze mongole di Kublai Khan nel novembre del 1274 d.C. Indosserete i panni Jin Sakai (interpretato da Daisuke Tsuji), un giovane Samurai che è sopravvissuto all’assalto e ora cerca di riprendere il controllo della sua patria. Jin, tuttavia, è in conflitto perché la sua missione presenta un difficile dilemma morale.

Essere un Samurai significa impegnarsi negli ideali di coraggio, onore e vero rispetto per i propri avversari. I Samurai insistono affinché portino qualsiasi lamentela, di qualsiasi entità, direttamente ai loro nemici. Devono lanciare una sfida chiara e pubblica e affrontarsi in egual combattimento. Questa dignitosa visione del mondo è di scarsa utilità contro i mongoli. Non hanno problemi a usare tattiche che qualsiasi Samurai considererebbe disonorevole per vincere un combattimento. Jin è intrappolato tra l’unico modo di vivere che abbia mai conosciuto e la certezza che fallirà.

All’indomani dell’attacco, Jin incontra una donna di nome Yuna (Sumalee Montano) che lo spinge ad allentare la sua rigida visione del mondo. La loro isola non è più loro. Sono in guerra. Yuna è una ladra e spiega che l’adozione di un approccio “clandestino” è l’unico modo sensato per andare avanti. Quindi anche conficcare un pugnale nel collo di qualsiasi mongolo voltato di spalle, è lecito. Può muoversi silenziosamente, sventrare i suoi nemici nell’ombra e usare le risorse a proprio vantaggio.

Le sue tattiche sono l’opposto di tutto ciò in cui Jin crede. Attaccare frontalmente i mongoli è un suicidio. Abbracciare l’approccio di un assassino silenzioso è un male necessario, ma che rovinerà l’eredità di Jin. È un grave disonore e lo sopporterà per il resto della sua vita. Se riuscirà a salvare la sua famiglia e i suoi alleati catturati, lo eviteranno per i metodi utilizzati. Ma se questo è il prezzo da pagare, Jin lo pagherà.

Il DualSense è stato sfruttato incredibilmente bene

Detto questo, non solo Ghost of Tsushima funziona e ha un aspetto migliore su PlayStation 5, ma porta con sé tutta una serie di miglioramenti, sfruttando al massimo le caratteristiche uniche della console. Si è parlato tanto dei feedback tattile e dei trigger adattivi del controller DualSense di PlayStation 5, e nelle mani giuste rappresentano davvero un punto di svolta. Con Ghost of Tsushima Director’s Cut su PS5, Sucker Punch è riuscita a sfruttare il feedback tattile e i grilletti adattivi con grande efficacia, tanto da far sentire ai giocatori la spada che lacera i nemici mongoli o lo scocco di una freccia dal proprio arco.

I miglioramenti su PS5 di Ghost of Tsushima Director’s Cut sono in definitiva sorprendenti, e riescono a portare un gioco già eccezionale, ad un livello successivo. I giocatori che già hanno giocato a Ghost of Tsushima adoreranno le funzionalità offerte dal DualSense, i tempi di caricamento praticamente inesistenti e la migliore resa grafica. Accanto a giochi come Astro Bot: Rescue Mission e Returnal, Ghost of Tsushima: Director’s Cut è uno dei migliori esempi di come gli sviluppatori possano utilizzare le caratteristiche distintive della console per migliorare davvero le esperienze di gioco.

Sebbene questi upgrade per PS5 siano significativi, Ghost of Tsushima: Director’s Cut è ancora lo stesso gioco della versione PS4. Ciò sta a significare che i giocatori si troveranno in un’avventura samurai tentacolare, epica e aperta che li vedrà abbattere innumerevoli nemici mongoli, espandere le abilità di Jin aumentandone il livello e spendendo punti abilità, liberare sezioni della mappa, raccogliere risorse per la creazione e completare vari altri compiti tipici del genere.

Un more of the same o c’è dell’altro?

L’appartenenza di Ghost of Tsushima ai cliché dei giochi open world è stato sicuramente il suo punto debole, e per Sucker Punch non sarebbe stato davvero possibile correggere questo problema con la Director’s Cut. Ciò sta a significare che molte delle attività a cui i giocatori parteciperanno diventeranno eccessivamente familiari e in diversi frangenti piuttosto ripetitive perdendo rapidamente il loro fascino e splendore iniziali.

Molte di queste attività ripetitive caratterizzano anche l’espansione Iki Island. I giocatori si troveranno a svolgere molti compiti già noti durante l’esplorazione dell’isola di Iki, anche se questo non vuol dire che l’espansione sia deludente.

L’espansione in questione introduce anche un nuovo antagonista, l’Aquila, un nemico che riesce a scuotere un po’ il combattimento, quindi anche se c’è qualche ripetizione, consente ai giocatori di sperimentare un’azione samurai più intensa e sbalorditiva rispetto al gioco originale. L’isola di Iki è piena di Easter Egg e altri segreti interessanti tutti da scoprire, e vale sicuramente il prezzo del biglietto per chiunque sia un fan di GoT. Sebbene molti degli obiettivi e delle attività della missione non rappresentino una ventata di freschezza nel genere, Iki Island è molto divertente da esplorare e rappresenta un vero e proprio punto di forza per quanto riguarda il plot narrativo della produzione.

I giocatori di Ghost of Tsushima possono accedere all’espansione Iki Island dopo aver raggiunto l’Atto 2 del gioco. Inoltre, è possibile trasferire i salvataggi della versione PS4 su PS5, quindi chiunque abbia già iniziato l’avventura può immergersi immediatamente a capofitto nel nuovo contenuto. Iki Island ha nuovi luoghi da vedere e visitare, storie da vivere, sfide da superare e trofei da sbloccare, e dovrebbe tenere occupati i fan per almeno altre 10-15 ore circa.

Multiplayer

Il contenuto della storia per giocatore singolo non è l’unica cosa che Ghost of Tsushima Director’s Cut ha da offrire. Anche l’esperienza multiplayer di Ghost of Tsushima: Legends è stata rifinita ulteriormente, sebbene manchi una delle sue principali novità al momento della stesura di questo articolo.

Il 3 settembre, Ghost of Tsushima: Legends aggiungerà la modalità di gioco Rivali. Due squadre competono per spazzare via orde di nemici; per ogni nemico annientato sarà possibile ottenere dei Magatama spendibili per infliggere danni alla squadra rivale. Ottenuti Magatama a sufficienza è possibile sbloccare le ondate Conflitto finale. Questa modalità, come anticipato, non è ancora disponibile ma una volta disponibile dovrebbe dare al gioco ancora più valore.

C’è dell’altro?

Fra le aggiunte più importanti che caratterizzano questa Director’s Cut di Ghost of Tsushima è che può finalmente essere giocato in giapponese, con sottotitoli e sincronizzazione labiale giapponese. Nella versione PS4, era possibile passare all’audio giapponese ma la sincronizzazione labiale era pre-renderizzata in inglese o italiano. È stato un grosso problema per molti, ma era una limitazione dell’hardware. Per mantenere le prestazioni su PS4, i filmati dovevano essere pre-renderizzati. Ciò avrebbe significato creare due versioni di ogni filmato nel gioco e Sucker Punch semplicemente non aveva il tempo e le risorse per farlo. Questi problemi di prestazioni scompaiono sull’hardware più potente di PS5. Ora il gioco può eseguire il rendering dei filmati in tempo reale.

Commento finale

Grazie alle caratteristiche uniche del DualSense, sfruttate benissimo dallo sviluppatore, ai caricamenti praticamente immediati e ad una resa grafica a dir poco spacca mascella, Ghost of Tsushima Director’s Cut, rappresenta l’esperienza completa e definitiva della produzione targata Sucker Punch. Inoltre, la nuova espansione (Iki Island) e la modalità multiplayer Legends che è in procinto di aggiornarsi proponendo ulteriori sfide, elevando ulteriormente le ore di gioco, ci porta a consigliare questa Director’s Cut tanto ai giocatori che hanno già vissuto le gesta di Jin e tanto a chi non ha ancora giocato al titolo.

8.5

L'esperienza definitiva


Grazie alle caratteristiche uniche del DualSense, sfruttate benissimo dallo sviluppatore, ai caricamenti praticamente immediati e ad una resa grafica a dir poco spacca mascella, Ghost of Tsushima Director's Cut, rappresenta l'esperienza completa e definitiva della produzione targata Sucker Punch. Inoltre, la nuova espansione (Iki Island) e la modalità multiplayer Legends che è in procinto di aggiornarsi proponendo ulteriori sfide, elevando ulteriormente le ore di gioco ci porta a consigliare questa Director's Cut tanto ai giocatori che hanno già vissuto le gesta di Jin e tanto a chi non ha ancora giocato al titolo.

PRO

    - La nuova l’espansione Iki Island eleva ancora di più le ore di gioco
    - Grafica mozzafiato
    - Il DualSense è stato sfruttato incredibilmente bene

CONTRO

    - Si avverte una certa ripetitività nell'azione di gioco
Riccardo Amalfitano
Videogiocatore sin dalla "tenera" età, amante anche di manga, cinema e serie TV. Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente!

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