Con FC 26, lo sviluppatore canadese non ha nascosto l’ambizione di voler rinnovare la propria “simulazione calcistica” cercando di accontentare sia i veterani delle competizioni online sia chi ricerca l’immersione totale nelle carriere offline. L’obiettivo è chiaro: confermare il proprio ruolo di simulazione calcistica di riferimento (facile se si è anche l’unica disponibile in commercio), grazie a una formula energica e una serie di migliorie volute dalla community (maggiormente coinvolta quest’anno rispetto al passato). Il risultato? Un’esperienza sicuramente intensa, ricca di contenuti e spunti davvero creativi ma che porta con sé diverse fragilità tipiche della serie.
FC 26 è disponibile dal 19 settembre per chi ha prenotato la Ultima Edition del gioco; per chi invece ha optato per la versione standard, dal 26 settembre 2025 per PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2.
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Versione testata: PlayStation 5
Gameplay: due anime del calcio digitale
La serie è sempre stata caratterizzata da una certa differenza tra online e offline, ma ora la sensazione è molto più marcata. FC 26 propone un gameplay ancora più duale: una “modalità competitiva” (che interessa alla stragrande maggioranza dei giocatori) dalle meccaniche reattive e immediate per chi gioca online (in particolar modo Club e Ultimate Team), ed una più lenta e ragionata (denominata “autentica“) nelle modalità offline/single player, che strizza l’occhio ai nostalgici con una direzione più realistica e simulativa e finalizzata nel ricreare l’azione realistica sul campo, avvicinandosi a quella che si vedrebbe in una partita reale. I due preset sono contraddistinti da transizioni di gioco decisamente credibili, una fisica della palla convincente, e ogni giocatore sembra avere un peso e uno stile unico. L’intelligenza artificiale è stata migliorata e i difensori, come i portieri controllati dalla IA, presentano reazioni più umane – anche se a volte finiscono in secondo piano rispetto agli attaccanti – capaci di dominare le partite con gli sprint (sebbene lo sprint boost sia stato ridotto) e i dribbling più che mai efficaci. L’inclusione di “13 archetipi” diversifica ulteriormente la sensazione di unicità dei campioni in campo, regalando partite adrenaliniche.

Tuttavia, il gameplay competitivo online mantiene un ritmo decisamente arcade che favorisce quasi esclusivamente l’attacco e la velocità pura: i gol fioccano (con partite caratterizzati da risultati tennistici), spesso a discapito della solidità difensiva (che nell’iterazione di quest’anno richiede un maggior controllo manuale rispetto alla strabordante CPU che invece controllava la fase difensiva in FC 25). Difesa e posizionamento sono stati profondamente rivisti per offrire – come anticipato poc’anzi – maggiore controllo manuale, realismo fisico e una gestione più strategica degli spazi. Il sistema difensivo lascia molto meno spazio all’assistenza dell’IA e richiede una maggiore precisione nelle letture difensive da parte del giocatore, soprattutto nelle situazioni uno contro uno. I difensori marcano gli attaccanti in maniera più “a uomo” quando sono vicini e dentro l’area, gestendo le coperture in base alla posizione reale dell’avversario anziché affidarsi a uno schema fisso. L’altezza della linea difensiva è stata bilanciata per non salire in automatico eccessivamente, evitando di rischiare il fuorigioco forzato e facilitando una copertura degli spazi più prudente. Un’altra novità è rappresentata dalla meccanica dei “contrasti contesi”: quando due giocatori si contendono un pallone (specie in situazioni aree o di protezione palla), entra in gioco la fisicità reale e la posizione del corpo, premiando chi è meglio piazzato e più forte fisicamente. Questo offre nuove opportunità nelle azioni difensive soprattutto per chi usa difensori corpulenti o giocatori in grado di schermare il pallone in modo efficace. In sintesi, la difesa in modalità competitiva risulta meno automatica e richiede timing, posizionamento attivo e uso consapevole della fisicità: una novità che dovrebbe rendere ogni duello difensivo più meritocratico e meno legato agli automatismi.
Ma è davvero così? Ni. La difesa non ci ha convinti, vuoi perché è assolutamente necessario imparare a difendere manualmente, vuoi che in più di una occasione (anzi, più spesso di quanto dovrebbe accadere), contrasti e anticipi apparentemente riusciti, finiscono invece per aver l’effetto contrario con contrasti e anticipi mancati, difesa mal posizionata (complice anche la minore compattezza rispetto al passato), una casualità nei rimpalli e nelle azioni che doveva essere ridotta al minimo per garantire maggiore “fairness” e che invece – nelle partite online – è tutt’altro che casuale e tutta una pletora di situazioni neanche lontanamente vicine al calcio giocato sui campi reali. Un qualcosa che onestamente fatichiamo a comprendere. Ci sono troppi spazi, i passaggi sono troppo veloci e la reattività è tale che ne bastano un paio per raggiungere il limite dell’area avversaria. È qui, quindi, che si verifica la stragrande maggioranza dei contrasti. Abbiamo provato a evitarlo schierando due centrocampisti difensivi e dando loro istruzioni di rimanere indietro, ma non ha fatto alcuna differenza; i giocatori senza palla sono troppo statici. Con gran parte del match che viene trascorsa vicino alle aree di rigore, basta un contrasto sbagliato o fuori tempo o un’accelerazione per far sì che la squadra in attacco faccia gol. Anche per questo motivo, le partite sono tipicamente ad alto punteggio. Era giustissimo ridurre la CPU rendendo l’intero sistema un po’ più manuale ma non così drasticamente. Questi cambiamenti rendono il gameplay competitivo di FC 26 estremamente reattivo, anche maggiormente skill-based ma mantiene molte delle frustrazioni storiche della serie continuando a far sentire ogni vittoria (o sconfitta) non meritatamente conquistata/subita. Mantenere la porta inviolata ora è un miracolo. Anzi, mantenere gli avversari sotto i due gol è un miracolo. Se vi serve qualche piccolo consiglio, vi rimandiamo alla nostra guida alle Formazioni meta e alle migliori tattiche personalizzate.
Se da un lato la difesa ha necessariamente bisogno di un aggiornamento – sempre nel gameplay competitivo – è stata ottimizzata la gestione delle respinte dei portieri: ora tendono a deviare la palla verso l’esterno o in angolo, invece che respingerla – come capitava in passato – verso il centro dell’area, riducendo le “ribattute fortunate” tanto odiate dalla community. Questo porta a un’interazione più realistica e meno frustrante nelle situazioni critiche in area di rigore. Ah, quasi dimenticavamo, un’altra novità – lato portieri – è la possibilità di far evolvere i portieri in FUT, un qualcosa che stranamente mancava in FC 25.
Chi desidera un’approssimazione più vicina al calcio reale con scontri tattici a centrocampo, difesa fisica e costruzione metodica del gioco troverà maggiori soddisfazioni nelle partite offline, come quelle offerte nella modalità carriera allenatore. Qui, il gameplay è più blando rispetto a qualsiasi altro FC o FIFA di recente memoria. Velocità e abilità di scatto hanno ancora un effetto, ma lo stesso vale per l’assetto tattico della difesa a quattro (o a cinque), mentre entrano in gioco innumerevoli variabili tipiche del calcio reale. Il vento modifica la traiettoria di respinte e cross, e un campo bagnato può far scivolare ancor di più palla o rallentarla. La stamina dei giocatori conta davvero, così come le sostituzioni.
Per offrire maggiore prevedibilità e differenziazione, sono stati definiti tre tipi di accelerazione per i giocatori (Explosive, Lengthy, Controlled) con parametri specifici legati ad agilità, forza, accelerazione e altezza. Queste nuove categorie consentono di percepire meglio la varietà degli stili di corsa e l’efficacia degli scatti tra i vari ruoli, specialmente nei match più competitivi online. Il nuovo sistema degli Archetipi – ben 13 diversi – permette ai giocatori di specializzare il proprio Pro o calciatore nei Club, sbloccando abilità e Play Style distintivi. Ogni archetipo offre vantaggi unici a seconda del ruolo, rendendo il gameplay competitivo (almeno sotto questo aspetto) molto più strategico e vario rispetto alle edizioni precedenti.
Ultimate Team: evoluzioni e sfide inedite
La modalità Ultimate Team resta il cuore pulsante di FC 26, presentando le novità più attese dell’anno. L’interfaccia è stata semplificata e la selezione degli obiettivi centralizzata, facilitando la navigazione (decisamente più reattiva rispetto al passato). Spiccano i nuovi eventi live, tornei (che si svolgono in diversi momenti della stagione invece che ogni settimana) a eliminazione diretta e le “Sfide”, che mettono alla prova la profondità dei team costruiti dai giocatori. Queste aggiunte, in particolare i Gauntlet match costringono a scavare a fondo nella propria collezione di carte, dato che verrà chiesto di giocare fino a cinque partite diverse, ogni volta con una squadra diversa. Tutto questo dà più senso alla formazione e alla varietà della squadra, e il concetto in linea di principio (da vedere se manterrà questa impostazione con i futuri aggiornamenti) ci è piaciuto molto. Introdotto lo scorso anno, il Season Pass, è ormai un perno centrale nell’economia della modalità: accanto a una versione base gratuita (con un quantitativo di premi gratuiti decisamente poco allettante rispetto allo scorso anno), i premi davvero importanti sono vincolati a pagamenti extra o a un lungo, anzi lunghissimo, “grinding”; una direzione che divide la community tra chi apprezza e chi lamenta l’eccessiva deriva delle microtransazioni (questo è uno dei problemi persistenti che, purtroppo, non scomparirà mai, semplicemente perché fa guadagnare soldi). Acquisti in game che abbiamo percepito ancora più necessari e pressanti se si vuole costruire il propri team. Già in queste prime fasi, ci sono giocatori attrezzatissimi (complice anche il fatto che gli FC Points ottenibili con la Ultimate Edition sono 6000 divisi in tre tranche fra settembre e ottobre; qui vi spieghiamo come spenderli al meglio); se non si vuole “shoppare” il percorso sia di costruzione della squadra e sia in termini di partecipazione alle modalità online, diventa quantomai in salita.
Modalità Carriera, Club, Rush e accessibilità
Sul fronte carriera, le novità sono meno dirompenti, ma la Carriera Tecnica Live offre una maggiore profondità strategica, mentre la modalità Club integra finalmente icone e leggende, anche se non tutte sono sbloccabili senza passare attraverso il Season Pass e pertanto richiede di interagire obbligatoriamente con Ultimate Team per ottenere progressi significativi. EA ha cercato di rinnovare la modalità allenatore con eventi imprevisti che potrebbero avere un impatto sulla squadra e sui singoli giocatori. Questi possono variare dall’allenatore che arriva in ritardo sul campo, impedendo ai giocatori di riscaldarsi, compromettendone la lucidità, o ancora hanno mangiato del cibo avariato la sera prima fino al punto estremo di subire infortuni che pongono fine alla carriera e li costringono al ritiro. Non si sa quando accadrà un evento imprevisto il che rende la modalità carriera un po’ più imprevedibile. La squadra giovanile è ancora una volta parte integrante dell’esperienza. Gli obiettivi e lo sviluppo dei giocatori sono piuttosto approfonditi, ma non aspettatevi nulla di paragonabile a Football Manager. Rush – introdotto lo scorso anno in sostituzione della modalità Volta – fa il suo ritorno. Non è dissimile dal predecessore, cambiano i messaggi a schermo (ampliati in termini di varietà) e il commento. Ma per il resto, ci è sembrato praticamente identico.
La distinzione netta tra gameplay realistico e competitivo potrebbe polarizzare l’utenza, ma in generale FC 26 è accessibile e capace di proporsi come un “gioco per tutti” . Le opzioni di difficoltà rimangono variegate e flessibili, con tutorial dettagliati e setting che aiutano neofiti e veterani. In definitiva, FC 26 è pensato per durare l’intera stagione calcistica, con le modalità online e single player che assicurano varietà e obiettivi a lungo termine. FUT e Carriera, grazie agli aggiornamenti live e alle nuove sfide, garantiscono un’ottima rigiocabilità, anche se la dipendenza dai punti e dalle microtransazioni potrebbe stancare chi predilige la progressione libera.
Direzione Artistica, grafica, sonoro e prestazioni tecniche
Graficamente, FC 26 segna un passo avanti: su PlayStation 5 il Frostbite Engine offre un’esperienza fluida, texture vive e animazioni realistiche. Alcuni volti restano ancora poco dettagliati e le cutscene sono ancora a tratti rigide, ma, nel complesso, la resa artistica della produzione trasmette il respiro del calcio mondiale, anche se le licenze incomplete (Inter, Milan, Atalanta e Lazio non ufficiali) continuano a pesare sulle ambizioni di autenticità. La colonna sonora non reinventa la ruota, ma accompagna bene l’atmosfera sportiva. A livello tecnico il gioco è stabile, con un matchmaking rapido e decisamente più stabile (anche in termini di ping).

Commento finale
FC 26 non rappresenta quella rivoluzione che ci saremmo aspettati; è un’evoluzione sicuramente ponderata ma si poteva fare decisamente di più. Il gameplay, con i suoi due preset distinti, permette ai giocatori di scegliere la propria esperienza (a seconda che si prediliga quella online o quella offline). Ma inutile prenderci in giro – FC viene acquistato principalmente per le modalità online – in particolar modo quella Ultimate Team (che resta il cuore pulsante della produzione); una modalità (insieme a quella Club) che si è arricchita di nuovi eventi e sfide (e da un Season Pass ancora più centrale e “premium” nell’esperienza) che amplificano l’esperienza in termini di longevità ma che ne ha perso un pochettino fronte gameplay. Ridurre così tanto la CPU, ha portato si ad un maggior controllo da parte del giocatore (e alla cosiddetta esperienza skill based), decisamente più sfidante rispetto al passato; ma dall’altro si continua ad assistere a meccaniche di gameplay problematiche: contrasti mancati, rimpalli casuali, difensori mal piazzati e la marcata sensazione che è ancora il gioco a decidere chi vince e chi perde. Così come la presenza invasiva di microtransazioni e alcune licenze mancanti che pesano sull’esperienza. Anche la modalità Carriera resta fedele al passato senza grandi rivoluzioni. Fintantoché permarranno tali problematiche, la serie non riuscirà mai a fare quel passo deciso che ci auspichiamo da anni. Detto questo, sul fronte tecnico, la resa grafica su PlayStation 5 è di alto livello, con animazioni fluide e un’atmosfera coinvolgente che restituisce il respiro di un vero stadio.





