Recensione Ghost Master: Resurrection, il ritorno degli spettri dispettosi

Correva l’anno 2003 quando lo studio britannico Sick Puppies lanciava sul mercato Ghost Master. Un titolo a metà tra lo strategico ed il puzzle game che, grazie anche alla sua ispirazione soprannaturale, riuscì a ritagliarsi un’appassionata platea di fan al punto da elevarsi allo status di piccolo cult. A distanza di oltre vent’anni, Mechano Story Studio riesuma il titolo non solo per il fedele pubblico dell’epoca ma anche per far conoscere l’IP a nuove generazioni di giocatori.

Ghost Master: Resurrection si presenta dunque come un remake del classico gestionale che, pur preservando l’identità visiva, mette sul piatto un comparto tecnico aggiornato, un ricco stuolo di contenuti ed una IA migliorata. La grande fedeltà al materiale originario si sarà però rivelata una ricetta appetibile per il pubblico odierno?

Il titolo è disponibile dal 20 marzo per PC (via Steam), Xbox Series, PlayStation 5 e Nintendo Switch.


Versione testata: Nintendo Switch


Spiritello porcello

Ghost Master fu in grado di ritagliarsi un piccolo pubblico di affezionati realizzando qualcosa che si rivolgeva direttamente ai fan di Ghostbusters, Beetlejuice ed affini. Realizzare un videogioco in cui ad essere protagonisti erano i fantasmi con un obiettivo semplicissimo: spaventare a morte i viventi.

Ambientato nella tetra Gravenville, il compito del giocatore è quello di mettersi al comando di un vero e proprio esercito di spettri. Ed infestare efficacemente diverse ambientazioni. Attraverso il potere di evocare e controllare banshee, gremlin, poltergeist e fantasmi assortiti, si dovrà studiare la tattica perfetta per indurre terrore nelle vittime di turno sfruttandone le debolezze.

Un bel fabbricato da infestare, ottimo.

Immaginate dunque un mix tra Two Point Hospital e The Sims, condito tuttavia da una forte componente strategica. Riuscire infatti a spaventare non è sempre così semplice e spesso la pianificazione gestionale pura non è sufficiente. Occorre comprendere gli scenari, il comportamento degli NPC e le abilità specifiche dei propri fantasmi. Il tutto per trovare la soluzione giusta al momento giusto, in una sorta di contaminazione ludica che si vicina al puzzle game.

Non si tratta di un aspetto di poco conto. La difficoltà di Resurrection, sebbene più permissiva del titolo del 2003, comporta comunque un’attenzione crescente. Mentre le prime missioni sono piuttosto dirette, andando avanti la faccenda si complica e diventa pressoché indispensabile trovare il giusto equilibrio tra poteri e sequenza di azioni. Se Ghost Master ebbe successo a suo tempo e se oggi abbiamo Resurrection, è proprio grazie a questa preziosa alchimia tra strategia e rompicapo.

Più si va avanti, più i livelli diventano enigmi veri e propri.

Provate un senso di terrore in cantina o in soffitta?

Rispetto al titolo originario, cosa propone in più Resurrection?

Anzitutto, gli sviluppatori hanno fatto ricorso all’Unreal Engine per ammodernare la presentazione visiva del titolo. Senza tuttavia stravolgere più di tanto la presentazione generale del capostipite. Il risultato è un titolo indubbiamente più fresco rispetto al Ghost Master di circa vent’anni fa, ma al contempo non così attuale. Gli NPC ed i fantasmi, ad esempio, sono ancora piuttosto arcaici in animazioni ed impatto visivo, strizzando l’occhio al vintage. Al punto però da fare il giro e sembrare effettivamente demodé. Il risultato finale è un pochino ambiguo: ai fan piacerà molto, a tutti gli altri immaginiamo potrebbe far alzare più di un sopracciglio.

Le ambientazioni sono varie ed articolate.

Il gameplay è stato ottimizzato con tutta una serie di piccole migliorie che rendono l’esperienza un tocco più veloce e rifinita rispetto alla versione del 2003. Sono stati introdotti altresì nuove tipologie di spettri con poteri inediti, nonché missioni post epilogo che aggiungono scenari inediti come un parco di divertimento, una tavola calda ed un motel. In senso generale, l’equilibrio della difficoltà è stato altresì ritoccato, rendendo il gameplay a tratti più accessibile ed accomodante soprattutto negli obiettivi più stringenti.

Lato contenuti, Resurrection recupera le undici ambientazioni storiche ed aggiunge tutta una serie di DLC ad implementare l’offerta complessiva. Nota di colore: la Core Edition digitale da accesso solo a due dei quattro pacchetti, mentre l’edizione fisica all’intera proposta dei DLC. Se da un lato siamo felici che chi compra edizioni retail sia premiato (una volta tanto), riteniamo comunque non si tratti di una grande strategia quella adottata. Un remake di uno strategico di nicchia di oltre vent’anni fa che esce, al lancio, con ben quattro DLC di cui due da pagare obbligatoriamente a parte per i fruitori dell’edizione digitale… beh, non è proprio il massimo.

L’atmosfera è la stessa di vent’anni fa.

Bi-sbocciamo?

Purtroppo, dobbiamo passare al vero punctum dolens di Ghost Master: Resurrection. Che, a ben vedere, riguarda due aspetti fondamentali.

Anzitutto, la versione Nintendo Switch è ben lontana da essere l’opzione ottimale per avvicinarsi al titolo. Abbiamo riscontrato infatti un vero e proprio greatest hits di piccoli problemi, che nell’insieme hanno reso l’esperienza lontana da quella sperata. Da piccoli bug comportamentali ad anomalie grafiche, da frequenti cali di framerate ad una risoluzione perennemente sfocata. Il tutto ancor più rimarcato, laddove si gioca in modalità Portatile. Insomma: Resurrection non solo scende ad evidenti patti su Switch, ma la sensazione è che probabilmente questa versione avrebbe necessitato di più tempo di sviluppo. Perché sinceramente, al netto di un comparto tecnico oggettivamente modesto, ci si aspettava quantomeno una performance generalmente stabile. Per onor di cronaca, giocando il titolo in retrocompatibilità tramite Switch 2 la situazione migliora sul versante del framerate ma restano comunque tutti gli altri imbarazzi.

In modalità portatile, le scritte sono quasi illegibili.

La seconda osservazione che troviamo a dover portare avanti è invece legata alla formula ludica stessa di Resurrection.

Al netto infatti delle semplificazioni e delle migliorie alla quality of life, ci sembra che sia stato fatto piuttosto poco per rendere l’esperienza ludica più accattivante per il pubblico del 2026. Posto infatti che i fan adoreranno il rispetto per il materiale di partenza, tutti gli altri si troveranno spaesati da un’interfaccia grossolana… e su Switch anche poco funzionale. Il sistema di controllo soffre atrocemente il paragone con altri strategici recenti al punto da rendere anche le azioni più semplici farraginose e poco intuitive.

Si poteva fare di più? Innegabilmente si, a nostro avviso. Abbiamo apprezzato che gli sviluppatori siano intervenuti omaggiando il titolo originario in ogni suo aspetto. Ma forse, visto che anche a suo tempo non era esattamente immediato, si poteva fare uno sforzo aggiuntivo per rendere tutto maggiormente appetibile. Chiariamoci: quello di Resurrection non è un brutto risultato, anzi. Però si rivolge principalmente ai fan e, al contrario, chiede a tutto il resto del pubblico uno sforzo di accessibilità a tratti eccessivo.

Se siete fan di Ghost Master, andate spediti sulla versione PC.

Commento finale

Ghost Master: Resurrection è un appassionato remake di un piccolo cult gestionale dei primi anni 2000.A metà tra strategico e rompicapo sullo sfondo di una tematica deliziosamente ectoplasmatica, l’operazione è un toccasana per i fan dell’originale per l’alta fedeltà verso il materiale originario. Esperita questa doverosa premessa, la versione Nintendo Switch non è purtroppo la piattaforma migliore per avvicinarsi al titolo di Mechano Story Studio. Tra caricamenti consistenti, bug assortiti e compromessi tecnici, tanto nella risoluzione grafica quanto nella stabilità del framerate, l’esperienza si è rivelata non fluida come auspicato. Un’interfaccia poca intuitiva e qualche asperità di troppo nella mappatura dei tasti completano un quadro che solo marginalmente trova beneficio sfruttando sfruttando la retrocompatibilità con Nintendo Switch 2. Spaventare gli umani è ancora divertente anche a distanza di oltre vent’anni… tuttavia è meglio farlo su altri lidi.

Discolure: I received a free review copy of this product from https://www.keymailer.co

6.8

Ghost Master: Resurrection


Ghost Master: Resurrection è un appassionato remake di un piccolo cult gestionale dei primi anni 2000.A metà tra strategico e rompicapo sullo sfondo di una tematica deliziosamente ectoplasmatica, l'operazione è un toccasana per i fan dell'originale per l'alta fedeltà verso il materiale originario. Esperita questa doverosa premessa, la versione Nintendo Switch non è purtroppo la piattaforma migliore per avvicinarsi al titolo di Mechano Story Studio. Tra caricamenti consistenti, bug assortiti e compromessi tecnici, tanto nella risoluzione grafica quanto nella stabilità del framerate, l'esperienza si è rivelata non fluida come auspicato. Un'interfaccia poca intuitiva e qualche asperità di troppo nella mappatura dei tasti completano un quadro che solo marginalmente trova beneficio sfruttando sfruttando la retrocompatibilità con Nintendo Switch 2. Spaventare gli umani è ancora divertente anche a distanza di oltre vent'anni... tuttavia è meglio farlo su altri lidi.

PRO

Il ritorno di un piccolo cult | Grafica aggiornata | Molti contenuti aggiuntivi... |

CONTRO

Si poteva fare di più per modernizzarlo tecnicamente e ludicamente | Molti compromessi tecnici su Nintendo Switch | ... ma alcuni bloccati da ulteriori paywall |

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

Ultimi Articoli

Articoli correlati