Recensione It Takes Two

Articolo di · 6 Aprile 2021 ·

Un’autentica avventura cooperativa.

Versione testata: PC.

E’ indubbio che i videogiochi cooperativi siano da un po’ in una fase di eclissi, con un mercato prevalentemente orientato verso il multiplayer competitivo. Senza nulla togliere ad altri generi, le avventure condivise richiedono un ulteriore sforzo nella realizzazione, dovendo offrire un gameplay ben congegnato in funzione della natura del gioco.

Un’esperienza cooperativa è quindi completamente differente da ciò che propone un classico competitivo o un single player. Sapere che con voi ci sono altri giocatori sempre pronti a coprirvi le spalle oppure a collaborare per superare un ostacolo è tutt’altra cosa. Il valore aggiunto, soprattutto con gli amici, è proprio quel rapporto di reciproca fiducia che viene a costruirsi, così come la condivisione di momenti divertenti dall’effetto raddoppiato.

Il regista nonché autore di videogiochi Josef Fares è uno dei maggiori sostenitori delle avventure in cooperativa. Nel 2013 porta la sua esperienza cinematografica nel mondo videoludico debuttando con Brothers: A Tale of Two Sons, accolto molto positivamente dalla critica. Nel 2014 fonda ufficialmente lo studio Hazelight Studios, dedicandosi allo sviluppo del suo nuovo titolo A Way Out, riscuotendo un buon successo. Forte dell’approvazione di pubblico e critica, il team di Fares ora torna sotto i riflettori con It Takes Two.

Ve lo preannunciamo: la loro terza avventura cooperativa è un gioiello prezioso nel suo genere, che ci ha piacevolmente sorpresi e ci ha ricordato cosa significhi davvero giocare Insieme con la I maiuscola.

Certi amori non finiscono

It Takes Two racconta una storia semplice e assolutamente attuale che ruota intorno al concetto del vero amore e della reciproca complicità. La vita sentimentale dei due protagonisti del gioco, Cody e May, si trova ormai ad un passo dal divorzio. Conscia della difficile decisione presa dai suoi genitori, la figlia Rose si lascia andare ad un triste pianto, cercando aiuto in un libro sull’amore. Le lacrime della bambina innescano un incantesimo che trasforma Cody e May in due piccoli pupazzi, vedendosi trasportati in un “mondo parallelo” in cui vedono la loro casa da una prospettiva decisamente diversa. Per tornare alla normalità, i due protagonisti dovranno sistemare la loro relazione superando insieme qualsiasi ostacolo, riscoprendo il significato di esserci sempre nel bene o nel male.

Il tocco cinematografico instillato da Josef Fares è immediatamente evidente, con uno stile grafico che ricorda in tutto e per tutto un film di animazione Disney Pixar. L’ottima caratterizzazione dei personaggi principali (spesso anche dei secondari) fa spiccare ancora di più la componente narrativa, riservando un posto d’onore per il Book of Love. Questo libro animato trova la sua personificazione in un messicano fracassone, restando subito impresso per il suo fare tanto antipatico quanto folle che vi strapperà più di un sorriso.

Come è facile immaginare, It Takes Two è un titolo giocabile esclusivamente in cooperativa, online oppure in locale a schermo condiviso. Indipendentemente dalla scelta, lo schermo verrà comunque diviso in due per gran parte dell’avventura, così da vedere sempre ciò che sta facendo l’altro giocatore. Grazie al Pass Amici, inoltre, un amico può scaricare gratuitamente il gioco e partecipare alla vostra partita, senza quindi dover spendere nulla. Ovviamente, questa funzionalità permette di unirsi solo su invito e non dà accesso né alla creazione di lobby né agli obiettivi Origin.

Splendidamente cooperativo

Non appena avviata l’avventura, ci si accorge subito di come l’esperienza sia completamente incentrata sulla collaborazione. Coordinazione, riflessi ed intuito fanno da contorno ad un gameplay divertente e assolutamente riuscito, vantando meccaniche geniali che si sposano perfettamente con l’incredibile game design. I vari livelli, infatti, sono contraddistinti da oggetti o abilità particolari che permetteranno a Cody e May di interagire con l’ambiente circostante. I giocatori, tra l’altro, sono liberi di selezionare il personaggio desiderato ogni qualvolta si inizia una partita, in modo da essere liberi di provare tutte le meccaniche offerte.

In It Takes Two la creatività è all’ordine del giorno, con insolite boss fight, inaspettati easter egg e differenti generi videoludici brillantemente integrati in specifiche fasi del gioco. Siamo sicuri che resterete affascinati dal lavoro di Hazelight Studios. Non mancano molteplici minigiochi rigiocabili (25 per l’esattezza) sparsi in tutti i capitoli, utili per prendersi una breve pausa e darsi sfida con il proprio amico in qualunque momento.

L’avventura offre un ritmo sostenuto dal principio alla fine, regalando un’esperienza in cui azione e narrazione vanno a braccetto per circa 10-12 ore di gioco. Una durata che troviamo adatta per i contenuti proposti, capaci di mantenere sempre alta l’attenzione dei giocatori senza scadere nella ripetitività.

Un’esplosione di vivacità

Come abbiamo detto, It Takes Two ha molto in comune con i film di animazione più recenti. Vien da sé che l’impatto visivo sia piacevolmente colorato e gradevole, regalando talvolta ambientazioni veramente spettacolari. La resa grafica è ottima per quanto riguarda la versione PC e il gioco è piuttosto generoso nei requisiti hardware, riuscendo a girare bene anche su configurazioni di 5-6 anni fa. Sulla nostra, prevedibilmente, non abbiamo riscontrato alcun problema in termini di frame rate, ampiamente sopra i 60 fps in 2K e con ogni impostazione al massimo.

Configurazione di prova
CPUAMD Ryzen 7 5800X @ 4.8 GHz
GPUNVIDIA GeForce RTX 3080 10GB
RAM32GB DDR4 @ 3.600 MHz
SOWindows 10 Pro 64-bit
MonitorLG 27GL83A UltraGear 2K 144 Hz con G-Sync attivo

Ultimo ma non meno importante il comparto audio, che non ha nulla da invidiare ai commenti positivi qui sopra. La colonna sonora è di tutto rispetto, sempre azzeccata in ogni situazione, e lo stesso vale per effetti sonori. Eccellente il doppiaggio in lingua inglese, di facile comprensione ma comunque supportato da testi e sottotitoli in italiano. Non nascondiamo che un prodotto di questa qualità avrebbe meritato anche un doppiaggio nostrano per raggiungere l’apice a tutti gli effetti.

Commento finale

It Takes Two è un gioiello prezioso nel suo genere, qualcosa che mancava da un pezzo e che ci ha sorprendentemente conquistati. Hazelight Studios riporta in auge l’essenza pura della cooperazione, e lo fa con una storia semplice che parla di sincerità, di perdono, di saper accettare pregi e difetti degli altri. Il gioco sottolinea come l’unione faccia la forza, senza arrendersi di fronte alle prime difficoltà, in una relazione così come nella vita. Un’avventura fantastica dal gameplay eccellente che non lascia dubbi su quanto sia divertente giocare in compagnia di un amico. La marcata somiglianza ai film di animazione Disney Pixar è la ciliegina sulla torta, donando un raffinato tocco cinematografico che va a completare questo quadro d’autore.

Criterion 10
9.2

Un gioiello prezioso

It Takes Two è un gioiello prezioso nel suo genere, qualcosa che mancava da un pezzo e che ci ha sorprendentemente conquistati. Hazelight Studios riporta in auge l'essenza pura della cooperazione, e lo fa con una storia semplice che parla di sincerità, di perdono, di saper accettare pregi e difetti degli altri perché nessuno è perfetto. Il gioco sottolinea come l'unione faccia la forza, senza dover gettare tutto alle ortiche di fronte alle prime difficoltà, in una relazione così come in un'amicizia vera. Un'avventura fantastica dal gameplay eccellente che non lascia dubbi su quanto sia divertente giocare in compagnia di un amico. La marcata somiglianza ai film di animazione Disney Pixar è la ciliegina sulla torta, donando un raffinato tocco cinematografico che va a completare questo quadro d'autore.


+
    - Cooperazione nella sua massima espressione
    - Un concentrato di creatività, varietà e divertimento
    - Ottima caratterizzazione dei personaggi
    - Basta una copia per giocare con un amico, anche online!
-
    - Il doppiaggio in italiano lo avrebbe reso praticamente perfetto

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