Kill the Brickman è un curioso e bizzarro turn-based rogue-like bullet-builder sviluppato da Doonutsaur e pubblicato da Poncle, noto per il successo indie Vampire Survivors. Il gioco è stato lanciato a sorpresa – un vero e proprio “shadow-drop” – durante la Gamescom 2025 che si sta svolgendo in questi giorni a Colonia, in Germania e nello specifico all’Xbox Gamescom Showcase e pertanto risulta già disponibile per PC, Xbox e dispositivi mobile, al prezzo di € 4,99.
Versione testata: PC (Steam)
Cos’è Kill the Brickman?
“Ciao, sono il signor B. Rick – e sì, sono un mattone senziente. I Brickman hanno ufficialmente invaso la Terra e non c’è nulla che possiate fare. Certo, potete provare a salvare il vostro pianeta e l’unica possibilità è giocare a Kill the Brickman.
Si tratta – come anticipato nell’introduzione della recensione – di un rogue-like a turni. Il titolo introduce un approccio folle e surreale: i “Brickman” sono mattoni senzienti e ostili che hanno invaso la Terra. Per fermarli, il giocatore veste i panni di un cowboy spaziale armato di un revolver speciale, il quale spara proiettili viventi – dotati di personalità e abilità uniche – come moltiplicazione, corrosione o esplosione. L’obiettivo? Naturalmente distruggere mattoni e nemici (pensate a MODOK o a Tetris ma dove i mattoncini hanno problemi di gestione della rabbia), sparando loro le diverse tipologie di proiettili e osservando la carneficina che si scatena a schermo. Non è un gioco molto complesso nel senso che offre una varietà di meccaniche uniche da padroneggiare, ma c’è un ampio sistema di buildcrafting che permette di personalizzare armi e proiettili in modo che siano più efficaci in un modo piuttosto che in un altro.
Meccaniche di gioco
- Deck-building e bullet-builder: si combinano reliquie, caricatori e munizioni per costruire e potenziare proiettili dalle luci e dagli effetti devastanti;
- Struttura a turni: si pianifica il caricamento dei proiettili, si mira e si spara; poi tocca ai Brickman controbattere;
- Variabilità e profondità strategica: si affrontano oltre una dozzina di nemici élite e dieci boss, con la possibilità di pianificare sinergie dettagliate;
- Acquisti in-game e missioni extra: si possono potenziare caricatori, munizioni, acquistare reliquie e decidere se accettare sfide bonus più rischiose ma molto più redditizie.
Ci sono un totale di tre diversi tipi di proiettili da usare: rosso, blu e verde. Il rosso ha qualità esplosive, il verde è corrosivo o velenoso e il blu fa sì che i proiettili si dividano e rimbalzino in ogni sorta di direzione e in maniera del tutto inaspettata. Dopo ogni livello il giocatore può recarsi in un negozio in stile Balatro per accaparrarsi potenziamenti, nuovi caricatori (abbiamo apprezzato il fatto che ogni caricatore ha una proprietà e un effetto aggiuntivi, ma per attivarli è necessario disporre i proiettili in un certo modo) per armi e proiettili che rientrano in precise categorie per adattare il proprio modo di giocare. Altresì a schermo ci troveremo ad affrontare una varietà di blocchi diversi, da quelli standard a quelli che costituiscono vere e proprie pareti e altri speciali capaci di modificare l’effetto e l’esito dei colpi sparati. Ad un certo punto entrano in azione anche i tamburi che se da un lato ricevono i proiettili attivando i relativi effetti dall’altro costituiscono un muro che impedisce che i proiettili finiscano nell’etere prima di aver effettivamente completato il loro percorso.
Per fare un esempio pratico di azione: acquistando più proiettili rossi quando si andranno ad acquisire potenziamenti che aumenteranno i danni da esplosioni o porteranno a proiettili che rimbalzeranno dopo l’esplosione iniziale si andrà a costruire un sistema frenetico e caotico di concatenamento che finirà per fare a brandelli il livello e ad uccidere quanti più Brickmen possibili. Questo è soltanto un piccolo esempio per comprendere che il modo per completare ogni livello è sconfiggere un certo numero di Brickmen è variabile e dipende dallo stile che si intende perseguire. Il gioco prevede anche scontri con i boss (ben dieci in totale) – alla fine o a metà di ogni capitolo – e proponendo contratti da accettare all’inizio di ogni stage per renderlo più difficile o più facile. Quelli più difficili potrebbero richiedere l’uccisione di altri Brickmen in cambio di denaro extra alla fine del livello, mentre quelli più facili potrebbero rinvigorire con la salute al costo di denaro duramente guadagnato.
Imparare a giocare a Kill the Brickman è complicato. Ci sono molti elementi dell’interfaccia utente e segnali visivi da dover padroneggiare sin dalle prime battute di gioco, e la produzione non fa un buon lavoro nel comunicarli al meglio al di fuori del tutorial. Sicuramente sarete obbligati – almeno nelle prime ore – a morire/fallire (ripetutamente) a seguito di attacchi facilmente evitabili, semplicemente perché non avete carpito appieno il funzionamento di una certa meccanica o di un dato sistema (ma tranquilli, è del tutto normale). Una volta compreso, però, Kill the Brickman diventa un’esperienza davvero sensazionale. La sua natura rogue-like fa sì che ogni partita sia diversa dalla precedente, e che si migliori gradualmente con il passare del tempo. Una volta che avrete imparato a padroneggiare i diversi tipi di attacchi e il modo migliore per completare il percorso di potenziamento, diventerà tutto più semplice e vi godrete pienamente questa – tanto strampalata quanto interessante – esperienza. Il tutto attraverso un sistema che vi garantiamo essere bello e (quasi) ben bilanciato (a volte non è chiaro come alcune situazioni siano piuttosto complicate e altre estremamente semplici) e che offre il giusto livello di buildcrafting e di sfida, abbinati a meccaniche semplici e raffinate.

Detto questo, le modalità di gioco sono un po’ limitate (ma è già tanto che ci siamo trovati dinanzi ad un signor gioco considerando il prezzo bassissimo; non si può avere tutto dalla vita), dato che la modalità storia termina rapidamente portandovi a dedicare tempo ed energie alla modalità infinita. Ci sono modi per continuare a progredire sbloccando due tipi di armi aggiuntivi oltre al revolver iniziale, e tutti e tre possono essere potenziati usandoli e uccidendo i Brickmen per sbloccare effetti e bonus aggiuntivi (un plus non da poco).
Grafica e tecnica
L’estetica è volutamente retrò ma perturbante, piena di umorismo assurdo e di momenti ironici. I Brickman presentano volti umani inquietanti su corpi da mattone, un contrasto che amplifica la sensazione di grottesco. In termini squisitamente tecnici, il gioco è piuttosto semplice e non richiede risorse particolari di sistema tant’è che gira anche su un Intel Pentium 4; da segnalare però qualche bug come: proiettili che non colpiscono, missioni non completabili, errori di localizzazione.
Commento finale
Kill the Brickman è un titolo indie decisamente strampalato ma che abbiamo trovato audace, originale e sorprendente: un arcade strategico – tanto semplice quanto complesso e pieno di insidie – con un approccio folle e creativo, capace di divertire e stupire. Le sue meccaniche profonde, l’elevata rigiocabilità e il prezzo altamente competitivo lo rendono un’esperienza da provare, specialmente per gli appassionati di deck-building e indie stravaganti. Tuttavia, è bene essere consapevoli dei suoi difetti, della curva d’apprendimento iniziale piuttosto ripida e della durata limitata. Il potenziale c’è tutto ma con qualche patch e aggiornamento futuro, siamo sicuri che il titolo raggiungerà il suo massimo.


