Recensione MotoGP 21

Articolo di · 22 Aprile 2021 ·

Versione testata: PC

L’insolita e complicata stagione del motomondiale 2020, durata 5 mesi ad un ritmo abbastanza frenetico, ha visto trionfare Joan Mir, Enea Bastianini e Albert Arenas. I tre piloti si sono laureati campioni del mondo rispettivamente in MotoGP, Moto2 e Moto3, in un periodo che purtroppo non ha permesso di festeggiare insieme ad un folto pubblico di appassionati. Anzi, pensiamo che correre osservando gli spalti vuoti smorzi la carica e l’emozione che fino a due anni fa caratterizzavano ogni gara, quando il calore dei tifosi si faceva sentire in ogni circuito.

Nonostante l’avvio posticipato della stagione, Milestone aveva comunque lanciato MotoGP 20 come da calendario, supportandolo con svariate patch per affinarlo. L’esperienza dello scorso anno si è rivelata il nuovo punto di riferimento della serie, segnando un netto salto di qualità rispetto ai predecessori. Di margine di miglioramento, ovviamente, ce n’è ancora, tra imperfezioni tecniche ed elementi di gameplay da implementare. L’obiettivo di MotoGP 21, quindi, è quello di alzare ulteriormente l’asticella, rosicchiando dei decimi (di voto) al “rivale” in carica colmando le sue mancanze. Non ci resta che scendere in pista e scoprire se il nuovo capitolo ha le carte in regola per svettare.

Personalizzazione e modalità

La creazione del proprio alter ego da pista è il primo passo da compiere in ogni titolo di MotoGP. La manciata di opzioni modificabili resta immutata rispetto al 2020, trascinando con sé anche la scelta dell’età fino a 99 anni (inverosimile) senza alcun accenno di ruga sul viso. Trattandosi di un dato assolutamente superfluo in gioco e comunque non sviluppato, sarebbe valso la pena rimuoverlo. E’ facile comprendere che Milestone non abbia minimamente rifinito la parte dedicata all’aspetto del pilota, per il quale avremmo desiderato un editor più curato, almeno nella qualità e nella varietà dei volti predefiniti. E’ vero che gran parte del tempo la si passa con il casco indossato, ma quando si è nei box il viso si vede e sfigura abbastanza in un titolo del 2021.

Il menu principale suggerisce nuovamente una copia del capitolo precedente, apparendo di fatto molto simile nella struttura. Non che sia un aspetto rilevante, ma unito all’editor del pilota riciclato non è proprio un buon presagio per gli appassionati. Ma ecco che cominciano le novità: la prima è l’introduzione di un tutorial opzionale, utile ad apprendere le tecniche di guida di MotoGP 21. Padroneggiare il comportamento della moto, in particolare in classe MotoGP, è tutt’altro che semplice, a maggior ragione per chi intende godersi un’esperienza simulativa in tutto e per tutto.

Tra le modalità ritroviamo quelle classiche, ossia Gran Premio singolo, prova a tempo e Campionato, la carriera manageriale e il multigiocatore. A proposito di quest’ultimo, le richieste sono state accolte: ora le gare online possono ospitare fino a 22 giocatori, permettendo finalmente di sfidarsi a dovere.

Ascesa al titolo

La carriera manageriale torna anche in MotoGP 21 e, ovviamente, è il nocciolo del gioco. Ciò che ci fa leggermente storcere il naso è il fatto che non sia stata apportata alcuna modifica rispetto a quella di MotoGP 20. Pur rivelandosi varia e soddisfacente, l’unica “differenza” sta nella scelta tra due tipi di calendari, completo o 2021. Gli appassionati sapranno che il motomondiale di quest’anno vede l’assenza del GP di Argentina e degli Stati Uniti d’America, il primo a causa dell’incendio che ha devastato il circuito di Termas de Río Hondo.

Entrati nella carriera, sta a noi decidere la classe di debutto: partendo dalla Moto3, prevedibilmente, sarà possibile godersi a pieno l’esperienza nonché il viaggio per diventare campioni del mondo in ogni categoria. Al contempo, ci si accorge anche della sensibile differenza tra le varie cilindrate, tanto nella potenza quanto nel controllo e nel comportamento in frenata e in piega. Ogni qualvolta passeremo ad una moto di classe superiore, infatti, saremo costretti a riadattare il nostro stile di guida, proprio come accade nella realtà.

Il nostro esordio in pista può avvenire in un team ufficiale oppure in una squadra fondata ex novo. Qualora la scelta ricadesse sulla seconda opzione, avremo la possibilità di modificare alcuni aspetti extra come i colori della livrea della moto, dando così un tocco personale. A team più prestigiosi corrispondono richieste e obiettivi di stagione più ambiziosi, pena l’impossibilità di ottenere un contratto o il licenziamento se non si soddisfacesse quanto concordato. Potremo avanzare anche delle controproposte, in termini economici, alle squadre che intendono offrirci una sella, cercando di ottenere qualche soldo in più prima dell’ingaggio.

Ma la gestione del team non finisce qui: un manager qualificato è fondamentale per ricercare nuove proposte, così come un telemetrista ed un capo ingegnere per analizzare i tempi e mettere a punto l’assetto. Questi membri chiave possono avere più o meno esperienza, che va di pari passo con la loro abilità e il loro stipendio. Non è meno importante il personale tecnico, utile a migliorare le prestazioni della moto assegnando i meccanici ai diversi rami dell’albero di sviluppo: motore, telaio, aerodinamica ed elettronica. Solo in MotoGP è possibile sviluppare tutte le “sezioni”, mentre in Moto3 e Moto2 alcune non sono accessibili. Inizialmente, perciò, la nostra fedele compagna avrà una resa abbastanza acerba.

I punti per i miglioramenti sono ottenibili durante le prove libere, ed ora le varie tipologie di test sono rese come obiettivi completabili direttamente mentre cerchiamo il nostro miglior tempo, a differenza di MotoGP 20 in cui occorreva effettuare una sessione dedicata per ognuno. Non mancano i test invernali in MotoGP, questi specifici per la scelta del prototipo migliore da utilizzare nella stagione successiva.

MotoGP 21 eredita dal predecessore anche la fondazione di un team junior in Moto3 e Moto2, feature che era stata introdotta a posteriori tramite una patch. Ed ecco che si può anche diventare manager di una propria squadra (solo quando si è raggiunta la MotoGP), gestendone lo sviluppo delle moto, l’abilità dei piloti e i contratti con gli stessi. Nei weekend di gara, possiamo decidere di osservare le loro performance oppure di simulare la corsa, ottenendo risultati generalmente migliori nel primo caso. In classe regina, purtroppo, non è possibile creare un proprio team junior – o meglio, senior.

DNA invariato

Fondamentalmente, Milestone ha mantenuto invariata tutta la struttura delle modalità di gioco; lo stesso vale per il sistema di personalizzazione. Il tocco di ufficialità non manca mai, con prodotti originali per quanto riguarda stivali, guanti ed altri componenti della tuta, per i quali c’è una discreta scelta. Troviamo nuovamente un ricco editor di caschi, numeri e butt patch in grado di soddisfare qualsiasi idea possa venirci in mente. Le creazioni più certosine possono poi essere condivise con la community, oppure possiamo scaricare quelle altrui se non abbiamo una vena particolarmente creativa. Tra le centinaia di opzioni selezionabili, tra l’altro, sono stati aggiunti degli sticker speciali di famosi YouTuber che portano spesso MotoGP tra i loro contenuti, tra cui QueTaleAle. Sinceramente, ci sarebbe piaciuto che venisse inserita una funzione per importare i lavori da un capitolo all’altro, evitando quindi di rifarseli da capo.

Le livree ufficiali sono quasi tutte aggiornate al 2021, le poche mancanti verranno implementate nel giro di qualche patch. La cura nella riproduzione delle moto è maniacale, risultando praticamente delle copie della loro controparte reale. Anche i circuiti non sono da meno, e quelli che hanno subìto delle recenti modifiche (ad esempio Catalunya alla curva 10) sono stati correttamente riprodotti nel gioco. Dal punto di vista tecnico, la generosità di MotoGP 21 in termini di requisiti lo rende giocabile anche su PC meno recenti. Noi lo abbiamo testato su una configurazione di fascia alta, a risoluzione 2K e con impostazioni settate al massimo, registrando un frame rate medio intorno ai 170 fps.

Configurazione di prova
CPUAMD Ryzen 7 5800X @ 4.8 GHz
GPUNVIDIA GeForce RTX 3080 10GB
RAM32GB DDR4 @ 3.600 MHz
MonitorLG 27GL83A UltraGear 2K 144 Hz con G-Sync attivo

Capirete bene che il margine prima di scendere sotto i 60 fps è ampio, anche con configurazioni di 4-5 anni fa se si smanetta leggermente con le opzioni grafiche. Nota di merito per l’interfaccia in gara, che riprende la classifica ufficiale e sfoggia un nuovo quadro strumenti dall’estetica compatta e pistaiola. Ottimo il sound delle moto e gli effetti sonori in generale, ma ci siamo accorti che manca il commento di Guido Meda nel pre e post gara. Siamo sicuri che si tratti di una mancanza temporanea che verrà risolta con la patch del day one, ma ci siamo sentiti un po’ disorientati senza la sua inconfondibile voce.

Miglioramenti… a piccole dosi

Le novità e le timide migliorie si fanno vedere sul fronte del gameplay, su cui Milestone si è focalizzata per limare ed arricchire ulteriormente l’esperienza. La prima è il sistema di recupero manuale della moto a seguito di una caduta: se abilitato, toccherà a noi raggiungerla e rialzarla per rientrare in pista. Di per sé questa caratteristica suona decisamente bene per gli amanti della simulazione, ma purtroppo l’azione non è continuativa. Questo significa che, dopo essere scivolati, una breve schermata farà da transizione al momento in cui il pilota è intento ad alzarsi. Il tempo impiegato per eseguire questo movimento risulta troppo lento, perché una volta in piedi occorre attendere almeno un secondo prima di poter comandare il personaggio. E chi mastica di motociclismo sa quanto pesi un secondo di ritardo. Inoltre, raggiunta la moto subentrerà un’altra scena automatica in cui il pilota la solleva e torna in sella, senza dover far nulla. Dulcis in fundo, i nostri rivali non recupereranno la moto in questo modo, ma andranno di buon vecchio respawn.

Se vi è passato per la testa di farvi un bel giro a piedi nel circuito, sappiate che resterete “delusi”. Sarà sì possibile muoversi liberamente, ma la visuale rimane fissa sulla posizione della moto. In caso non la recuperassimo entro un certo periodo di tempo, il gioco ci farà respawnare automaticamente. La cosa che ci ha lasciato veramente l’amaro in bocca, però, è scoprire che il corpo dei piloti è ancora immateriale. Ci è capitato di recuperare la moto in mezzo alla pista, proprio mentre sopraggiungevano altri avversari, e anziché rallentare o tentare di evitarci, hanno continuato sulla loro traiettoria attraversandoci come fantasmi.

Capiamo che il sistema non nasca per farci investire in stile GTA, ma nel 2021 vedere ancora fenomeni di assenza di collisioni, soprattutto per i personaggi, è imperdonabile. Questo discorso, purtroppo, si estende anche agli incidenti, dove gli altri piloti scivolano senza incontrare alcun ostacolo nelle moto. Le animazioni innaturali che li fanno sembrare dei manichini snodati, poi, chiudono il cerchio. Insomma, un titolo improntato sulla simulazione non dovrebbe mostrare difetti così grossolani, soprattutto se già segnalati in precedenza dalla community.

L’I.A. neurale A.N.N.A. è stata leggermente migliorata, modulando in modo più marcato la competitività degli avversari a seconda delle nostre performance. Ovviamente, l’I.A. non fa tutto da sé e la difficoltà di gioco selezionata resta sempre la base del sistema. Peccato però che la tendenza degli altri piloti sia quella di venirci addosso piuttosto che provare a schivarci o rallentare adeguatamente. Un esempio è la partenza: quando ci si trova raggruppati, alla prima curva ognuno continua a seguire la sua traiettoria anche se la stiamo palesemente invadendo. Di conseguenza, il rischio di trovarsi a terra in un attimo è piuttosto elevato se si cercano sorpassi sgraziati. Gli avversari non sembrano inoltre risentire del consumo delle gomme, mantenendo sempre lo stesso passo gara indipendentemente se stiano adottando una guida più aggressiva o più conservativa.

L’introduzione della long lap penalty incrementa il livello di realismo delle gare, ed è possibile effettuarla in modo manuale, guidando nella relativa corsia del circuito, oppure automatico. Anche in questo caso, questa nuova feature si limita a noi, mentre gli avversari non incapperanno mai in questa penalità. E’ stato poi aggiunto un altro importante tassello a supporto del consumo di gomme e carburante, ossia la temperatura dei freni. Se sono troppo caldi o troppo freddi, la potenza frenante si riduce rischiando di andare lunghi alla prossima curva. Prima di una gara o una prova, possiamo infatti scegliere la dimensione di freno anteriore e posteriore, ognuna con i relativi vantaggi e svantaggi. Un freno più grande permette una frenata poderosa ma con un maggiore rischio di ribaltamento se si pinza troppo forte. Un freno più piccolo, invece, consente di modulare meglio la frenata, richiedendo però di staccare in anticipo in vista di una curva.

È stato infine rivisto il sistema delle sospensioni delle moto, che ora risulta più realistico e contribuisce ad una fisica ancora migliore. A tal proposito, in ogni classe si avverte la differente stazza della moto, risultando molto simulativo anche nella resa delle animazioni del pilota in sella. Ciò che ancora manca e che, a questo punto, ci piacerebbe vedere il prossimo anno sono le gare flag to flag e il meteo variabile, richiesti a gran voce dai giocatori per avere un’esperienza dinamica in pista.

Commento finale

A conti fatti, MotoGP 21 è una versione migliorata del predecessore, con un focus particolare sugli elementi di gameplay per offrire un’esperienza ancora più realistica. Il gioco vanta parecchi contenuti e un buon grado di sfida, riuscendo a soddisfare sia i rookie che i più esperti. Il modello di guida e la fisica delle moto sono veramente ben resi, ma Milestone sembra essere sempre un po’ timida nel rafforzare i suoi punti deboli. Vogliamo premiare la buona volontà dello sviluppatore italiano nel rifinire ulteriormente l’aspetto simulativo, ma al contempo siamo schietti sul fatto che nella resa tecnica ci sia ancora del lavoro da fare. La strada imboccata per realizzare l’esperienza MotoGP definitiva è quella giusta, serve solo accelerare il passo e osare di più per fare il salto di qualità finale.

Criterion 10
8.3

La strada giusta verso l'esperienza MotoGP definitiva

A conti fatti, MotoGP 21 è una versione migliorata del predecessore, con un focus particolare sugli elementi di gameplay per offrire un'esperienza ancora più realistica. Il gioco vanta parecchi contenuti e un buon grado di sfida, riuscendo a soddisfare sia i rookie che i più esperti. Il modello di guida e la fisica delle moto sono veramente ben resi, ma Milestone sembra essere sempre un po' timida nel rafforzare i suoi punti deboli. Vogliamo premiare la buona volontà dello sviluppatore italiano nel rifinire ulteriormente l'aspetto simulativo, ma al contempo siamo schietti sul fatto che nella resa tecnica ci sia ancora del lavoro da fare. La strada imboccata per realizzare l'esperienza MotoGP definitiva è quella giusta, serve solo accelerare il passo e osare di più per fare il salto di qualità finale.


+
    - Modello di guida ancora più simulativo ed appagante
    - Nuove feature introdotte nel gameplay
    - Gare online finalmente fino a 22 giocatori
    - Carriera manageriale varia e soddisfacente...
-
    - ... ma identica a quella di MotoGP 20
    - Il sistema di cadute e collisioni deve essere rivisto
    - Non tutte le nuove caratteristiche sono state sviluppate a dovere

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