Recensione SteelSeries Arctis Nova Pro Omni, tra le cuffie gaming più complete e sofisticate del mercato?

La SteelSeries Arctis Nova Pro Omni è, oggi, una delle cuffie gaming wireless più complete e ambiziose in assoluto: prende l’idea già fortissima delle Nova Pro Wireless e la spinge più in alto su connettività, gestione simultanea delle sorgenti, ANC, software e qualità generale del pacchetto, mantenendo però quella filosofia da prodotto senza compromessi (o quasi). Rispetto alle Arctis Nova Pro Wireless, il salto più importante non è solo nel nome, ma nel sistema OmniPlay e nel supporto a fino a 4 sorgenti audio insieme, oltre al pacchetto Hi-Res 96 kHz / 24 bit, al microfono ClearCast Pro con AI noise suppression e all’Infinite Power System con doppia batteria hot-swap. Il prezzo è alto, ma il pacchetto ha una logica precisa: offrire un unico centro di controllo per chi vive davvero il gaming tra più piattaforme.

Specifiche tecniche

Sul piano tecnico, la dotazione è molto ricca: trasmissione wireless a bassa latenza con codec LC3+ e certificazione Hi-Res Wireless 96 kHz / 24 bit, risposta in frequenza 10 Hz–40 kHz, driver da 40 mm e impedenza di 38 ohm. La batteria segue il sistema Infinite Power con due accumulatori hot-swap e autonomia dichiarata fino a 60 ore complessive, con valori più bassi a seconda dell’uso di ANC, 2.4 GHz e Bluetooth. Sul lato connettività, OmniPlay permette di mescolare fino a 4 sorgenti, combinando USB, Bluetooth e line-in, mentre la base integra anche funzioni di controllo in tempo reale per volumi, mix ed EQ.

Specifiche rapide

VoceDettaglio
ProdottoSteelSeries Arctis Nova Pro Omni
TipologiaCuffie gaming wireless premium
Driver40 mm
Risposta in frequenza10 Hz – 40 kHz
ConnettivitàWireless a bassa latenza, Bluetooth
Sistema batteriaDoppia batteria hot-swap
ANC
MicrofonoRetrattile, con soppressione rumore assistita da IA
Base stationSì, con funzioni avanzate di gestione delle sorgenti
Prezzo di listino399,99 €
ColorazioniMidnight Blue, bianco e nero

Unboxing e dotazione

L’esperienza di unboxing è volutamente premium e molto da prodotto flagship: cuffie, base station/GameHub, batterie sostituibili, sacca porta cuffie (che poteva essere curata meglio), cavi e manualistica costruiscono l’idea di un ecosistema più che di un semplice headset. La confezione comunica subito la vocazione multipiattaforma e il fatto che il vero cuore del prodotto non siano solo le cuffie, ma la base station – che concentra ricarica e gestione delle sorgenti – e il sistema di gestione audio complessivo. Anche sul fronte percezione, SteelSeries punta molto sull’effetto “setup di riferimento”, e l’apertura della scatola è coerente con il posizionamento premium. La presenza delle batterie intercambiabili è uno dei tratti più distintivi dell’offerta. È una soluzione concreta, utile e ancora oggi relativamente rara in questo segmento, perché elimina quasi del tutto il vincolo della ricarica tradizionale. Per chi usa le cuffie molte ore al giorno, è uno dei vantaggi più immediati e tangibili.

Design e costruzione

Le Arctis Nova Pro Omni adottano un linguaggio estetico sobrio, pulito e decisamente meno aggressivo di molte concorrenti gaming che punta più alla sostanza che all’effetto scenico. La struttura restituisce una buona sensazione di solidità, pur senza raggiungere quel livello di matericità che alcuni utenti si aspetterebbero da una fascia di prezzo così alta.

La cinghia di sospensione flessibile regolabile a 3 punti resta una delle soluzioni più intelligenti della linea Arctis Nova e che l’azienda aveva già valorizzato sulle Nova Pro Wireless. Aiuta a distribuire meglio il peso e rende l’indossabilità più stabile, anche se il comfort finale dipende molto dalla conformazione della testa e dalla durata delle sessioni. Non sono cuffie leggere (il peso – abbiamo pesato le cuffie su una bilancia da cucina – è esattamente di 336 g), e questo si percepisce fin dai primi minuti d’uso. La costruzione mixa materiali plastici, elementi metallici (l’archetto è in metallo) e padiglioni ben rifiniti. Il risultato è un prodotto che dà l’impressione di essere solido e maturo, anche se l’uso massiccio di plastica (a differenza delle Nova Elite che presentano componenti e controlli in metallo) – in questa fascia di prezzo – resta una scelta che qualcuno potrebbe considerare meno esclusiva del dovuto.

Il comfort complessivo (anche se si indossano gli occhiali) è buono, ma non “leggerissimo”: la sospensione interna e la distribuzione del peso funzionano, e la regolazione a 3 punti aiuta a trovare il giusto posizionamento. I padiglioni in memory foam e rivestimento in eco-pelle contribuiscono a una sensazione avvolgente, con un isolamento passivo già valido indipendentemente dall’ANC. Il rovescio della medaglia è che, come spesso accade con cuffie chiuse e ricche di funzione, il caldo (i padiglioni auricolari in similpelle sono molto comodi, ma si scaldano sensibilmente dopo solo un’oretta/oretta e mezzo di utilizzo) e la pressione nel lungo periodo possono farsi sentire più che sui modelli più leggeri e ariosi.

Quando si estrae il microfono ad asta, si accende una spia rossa che indica che è disattivato. Dietro al microfono si trova un interruttore analogico per disattivare l’audio, insieme al pulsante di accensione e alla rotella zigrinata per la regolazione del volume. La rotella zigrinata è reattiva, con grandi sporgenze a gradini e la rotazione risulta fluida. Il pulsante di accensione funge anche da interruttore per la cancellazione attiva del rumore (ANC). Sul padiglione destro è presente un pulsante per l’accoppiamento Bluetooth che funge anche da controllo della riproduzione. I comandi sono piuttosto intuitivi e non abbiamo avuto bisogno di consultare il manuale per comprenderli. Tuttavia, i padiglioni auricolari offrono molto di più dei semplici controlli.

Infatti, entrambi i padiglioni auricolari presentano placche rimovibili, con una porta di ricarica USB-C nascosta sul lato sinistro. Non che dobbiate usarla, dato che sotto la placca destra si trova una batteria facilmente sostituibile. Le SteelSeries Arctis Nova Pro Omni – come anticipato – sono dotate di due batterie intercambiabili. Una può essere lasciata in carica nella base di ricarica dell’hub wireless.

Base station e multi-sistema

La base station rappresenta il cuore pulsante del progetto. Non è un semplice dock di ricarica, ma un vero hub di gestione audio, pensato per centralizzare più dispositivi e più flussi in un unico punto di controllo. È qui che le Nova Pro Omni si differenziano davvero da tante alternative wireless più tradizionali.

Rispetto alle Arctis Nova Pro Wireless, il sistema Omni alza ulteriormente l’asticella nella gestione simultanea delle fonti. Il vantaggio pratico è evidente per chi usa PC, console e smartphone nella stessa postazione, oppure per chi vuole gestire più ingressi senza continui cambi di cavo o di periferica. È una soluzione che ha senso soprattutto per utenti avanzati e setup multi-piattaforma.

Nello specifico: OmniPlay fa un passo ulteriore, perché la base permette di arrivare a 4 sorgenti simultanee, integrando USB 1, USB 2 e USB 3/XBOX, Bluetooth e line-in/line-out in un uso molto più flessibile per PC, console, smartphone e altri sistemi. È un vantaggio reale per chi lavora, gioca e ascolta contenuti su più piattaforme nella stessa postazione (noi abbiamo optato per l’uso con PC, PS5 Pro e Xbox Series X).

La manopola zigrinata sull’hub wireless è smorzata ma risulta leggermente ruvida al tatto. C’è anche un pulsante a sfioramento che, se tenuto premuto, scorre tra le schermate OLED. Lo schermo visualizza i livelli di tutti i dispositivi connessi o l’equalizzazione attualmente applicata.

Modalità d’uso

Le SteelSeries Arctis Nova Pro Omni sono compatibili praticamente con tutte le console immaginabili. Il supporto ufficiale include PC (Windows e macOS), PlayStation, Xbox, Switch, Quest, Android e iOS. La confezione include due cavi da USB-C a USB-A. Tuttavia, manca un cavo AUX da 3,5 mm, che sarebbe stato utile, anche se la connessione wireless è la modalità principale di utilizzo delle cuffie.

Le modalità d’uso avanzate sono numerose e, per chi ama smanettare con l’audio, molto appaganti: mix di fonti, ChatMix, regolazione dei profili EQ, gestione separata dei canali e controllo immediato dalla base o dal software. Il sistema è pensato per chi vuole tenere contemporaneamente gioco su console, chat su PC e magari musica o notifiche da smartphone senza interrompere il flusso. È proprio qui che l’Omni si distacca dalle cuffie gaming più semplici e tradizionali: non cerca solo di suonare bene, ma di diventare un piccolo mixer personale. Se però si usa una sola piattaforma, gran parte di questa ricchezza rischia di restare sottoutilizzata.

Qualità audio

La resa sonora è di livello molto alto (ma attenzione: l’audio predefinito non è l’ideale per lunghe sessioni di ascolto o per la musica e pertanto è necessario agire sull’EQ per trovare la firma sonora desiderata) per il segmento gaming wireless, con una firma che privilegia pulizia, separazione e controllo rispetto a un effetto spettacolare o eccessivamente pompato. I driver magnetici al neodimio da 40 mm e il tuning aggiornato, ispirato alla fascia più alta della gamma SteelSeries, puntano a una risposta più raffinata e a una maggiore leggibilità nei dettagli grazie ai miglioramenti sul versante dei driver premium e dell’acustica complessiva rispetto alla generazione precedente.

In gaming questo approccio funziona molto bene. Nei titoli competitivi la lettura degli effetti è chiara, mentre nei single player il suono resta sufficientemente pieno da non risultare troppo analitico o freddo. È una firma sonora che privilegia la precisione, ma senza rinunciare alla piacevolezza generale.

A differenza della maggior parte delle cuffie, è possibile ottenere l’audio simultaneamente da due sorgenti: l’hub wireless e il Bluetooth. Abbiamo notato che, anche quando si è connessi a più dispositivi, non si avverte alcun calo di qualità. Quindi, si percepisce chiaramente l’intera larghezza di banda pur avendo due segnali audio simultanei.

Gaming e latenza

In gaming le Arctis Nova Pro Omni si muovono nel loro habitat naturale: latenza contenuta, buona separazione spaziale e un profilo che aiuta molto nella localizzazione di passi, effetti ambientali (in particolar modo le esplosioni) e direzionalità (effetti che siamo riusciti ad apprezzare nel recente 007 First Light). La combinazione tra wireless a bassa latenza, codec LC3+ e base station rende il sistema adatto a sessioni sparatutto competitive senza quel senso di ritardo che potrebbe intaccare il senso di precisione. Anche le funzioni Sonar e i preset per i singoli giochi rafforzano la vocazione al gaming competitivo e alla personalizzazione fine del suono permettendo davvero di costruire un ambiente audio strategico.

Codec e musicalità

Sul piano musicale, le Omni fanno un passo avanti rispetto a molte cuffie gaming tradizionali perché il supporto Hi-Res 96 kHz / 24 bit e il codec LC3+ punta a una riproduzione più definita (soprattutto se si possiede un lettore audio portatile specifico) e più credibile anche con contenuti non ludici. La resa non è quella di una cuffia audiofila pura, ma la qualità è abbastanza alta da rendere piacevole ascolto quotidiano, playlist e video. Il fatto che SteelSeries permetta di regolare EQ e mix in modo così profondo aiuta molto a cucirsi addosso il suono. In questo senso, la musica è uno degli ambiti in cui il prodotto giustifica meglio il suo posizionamento premium.

La resa musicale è pulita, equilibrata e abbastanza dettagliata da rendere piacevole l’ascolto quotidiano. I bassi sono robusti e piacevoli (li abbiamo apprezzati in brani come Voices dei Motionless in White, Kingdom dei Downstait e Just Dance dei Sable. La gamma media (che ci ha convinto in un brano straordinario come It’s Been Awhile degli Staind mettendo in risalto il cantato intimo e graffiato di Aaron Lewis e il testo – chiaro e diretto – o ancora in 4:AM Forever dei Lostprophets. Troviamo qui il pianoforte, il rullante della batteria e soprattutto la voce, chiara ed emozionale. Anche le chitarre ritmiche usano distorsioni che lavorano molto sui medi) è ricca di dettagli e impatto. Infine, gli alti risultano morbidi e altrettanto dettagliati (il brano prescelto per “testarli” è “Snuff” degli Slipknot, dove il tocco metallico delle corde, i piatti della batteria e gli armonici della chitarra sono brillanti, ariosi e perfettamente a fuoco). Ribadiamo che non siamo ai livelli di una cuffia audiophile pura, ma il risultato – trovando anche il giusto setup sull’equalizzatore (noi abbiamo proprio creato un profilo apposito per l’ascolto musicale) – è superiore alla media del segmento gaming wireless. Per video, streaming e contenuti misti il giudizio resta altrettanto positivo. Il prodotto riesce a mantenere coerenza e versatilità in più scenari, senza mai dare l’impressione di essere fuori posto quando si passa dal gioco alla musica o alla fruizione multimediale.

Microfono e comunicazione

Il microfono ClearCast Pro è uno degli aspetti meglio riusciti dell’intero pacchetto: è retrattile, ben integrato nella cuffia e supportato da AI noise suppression, con una resa molto orientata alla pulizia del parlato (sebbene, smanettando con l’equalizzatore, abbiamo riscontrato alcune lievi criticità come un suono leggermente ovattato e – in alcune circostanze – robotico). Prediligendo un profilo neutro (con l’impostazione Clearcast AI Noise Cancellation a circa il 60%) la voce arriva pulita, presente e con una buona intelligibilità, supportata da una soppressione del rumore che aiuta parecchio in chat e nelle chiamate. È una soluzione integrata che si colloca tranquillamente sopra la media del mercato. Non sostituisce un microfono professionale esterno, ma per un uso quotidiano è più che convincente. In una cuffia di questo tipo, il microfono non è un elemento secondario: fa parte della promessa di esperienza completa, e qui la promessa viene mantenuta.

Ascoltate il campione audio del microfono delle SteelSeries Arctis Nova Pro Omni qui sotto:

ANC e isolamento

La cancellazione del rumore è un altro dei punti interessanti perché SteelSeries la propone su due livelli: ANC per isolare il giocatore e AI noise suppression per il microfono, pensata per ripulire la voce in modo più aggressivo e coerente su tutte le piattaforme. Si parla di una riduzione del rumore ambientale fino al 96% e di una riduzione del rumore esterno fino al 40% più efficace rispetto ai concorrenti, con modalità trasparenza inclusa. Nella pratica, questo approccio è molto utile in ambienti rumorosi o open space, perché non si limita a chiudere il suono attorno all’orecchio, ma lavora anche sulla chiarezza del parlato. Questo vale soprattutto per i rumori di bassa e media frequenza, come il rumore sordo della tastiera meccanica, le ventole del PC da gaming e le conversazioni provenienti dalla stanza. È una soluzione convincente, anche se l’ANC non è il motivo principale per cui si compra questa tipologia di headset: il vero valore sta nell’insieme delle funzioni.

Dual-battery e hot-swap

Il sistema a doppia batteria resta la soluzione più geniale dell’intero progetto. Una batteria lavora mentre l’altra si ricarica nella base station in un alloggiamento posizionato sul lato destro della stessa, e il passaggio tra le due avviene in modo semplice e immediato. Il risultato è un’esperienza praticamente continua, senza alcun tipo di pensiero relativo all’autonomia.

Nell’uso quotidiano questo si traduce in comodità reale. Chi indossa le cuffie per molte ore al giorno apprezza subito il fatto di non doversi organizzare attorno ai tempi di ricarica. È una scelta progettuale che incide davvero sulla qualità dell’esperienza. Se, per qualsiasi motivo, entrambe le batterie si scaricano, SteelSeries garantisce 4 ore di riproduzione con una ricarica di soli 15 minuti. Ciò significa che è possibile continuare ad ascoltare musica senza limiti.

Software e personalizzazione

SteelSeries GG e Sonar sono una parte essenziale e imprescindibile del valore complessivo. Il software permette di agire su EQ, bilanciamento, preset e profili dedicati ai singoli giochi o alle diverse applicazioni. La profondità di personalizzazione è notevole e rafforza la vocazione enthusiast del prodotto. La presenza di funzioni avanzate per il controllo in tempo reale, sia da desktop sia da app mobile, rende il prodotto molto flessibile. La parte interessante è che il software non serve solo a “correggere” qualcosa, ma a costruire il suono desiderato per diversi contesti: gioco competitivo, single player, musica, chat e utilizzo misto (consentendo persino di impostare preset di equalizzazione separati per le connessioni a 2,4 GHz e Bluetooth). Il rovescio della medaglia è la complessità (per ottenere i sei profili che volevamo, ci abbiamo impiegato più di mezza giornata buona di lavoro). Per chi vuole una soluzione immediata, il sistema può risultare più articolato del necessario. Per l’utente giusto, però, è uno strumento che amplia molto il potenziale delle cuffie.

Se invece siete giocatori su console e non avete accesso a un computer, potete utilizzare – come già fatto con le Arctis Nova 7X Wireless Gen 2 – l’app Arctis per dispositivi mobili. È un po’ più limitata. Ad esempio, non è possibile creare un equalizzatore personalizzato, ma si può comunque scegliere tra un’ampia gamma di preset (circa 200).

Burn-in della base station

Il tema del burn-in della base station va considerato con attenzione. Nelle testimonianze più diffuse sul prodotto precedente e sulla famiglia Nova Pro, alcuni utenti – fra cui anche il nostro Arturo che dopo circa 18 mesi di utilizzo normale della cuffia, a causa del burn-in, ha evidenziato problemi al display – hanno segnalato segni di usura o immagini persistenti sul display della base, un problema che rovina l’esperienza su un accessorio che dovrebbe invece essere il centro di comando del sistema. Non è un problema che emerge in modo uniforme su tutti gli esemplari, ma il semplice fatto che possa verificarsi pesa nella valutazione di un prodotto così costoso e ambizioso. Su un headset da quasi 400 euro, ogni incertezza legata alla base station assume un peso specifico maggiore. Non compromette l’intero progetto, ma resta un elemento da tenere presente prima dell’acquisto.

Prezzo e valore

Il prezzo di listino, 399,99 €, colloca le Arctis Nova Pro Omni in una fascia chiaramente premium. Il loro valore emerge soprattutto quando si sfrutta davvero l’insieme delle funzioni: multi-sistema, base station, hot-swap, ANC, software e gestione di più dispositivi in contemporanea. Se invece si cerca solo una buona cuffia wireless da gaming, il rapporto qualità/prezzo diventa molto meno immediato. Il prodotto ha senso soprattutto per chi vuole un hub audio completo e non una semplice periferica da ascolto.

Commento finale

Le SteelSeries Arctis Nova Pro Omni sono una delle cuffie gaming più complete e meglio pensate di questa generazione: suonano bene, sono estremamente flessibili, hanno un microfono superiore alla media, un software profondo e una base station che, quando la si usa davvero, cambia il modo in cui si gestisce il proprio setup audio. Il loro limite principale non è la qualità, ma il posizionamento: costano tanto, richiedono un utente che sappia apprezzarne la complessità e, nel loro ecosistema, alcuni difetti o compromessi – come il peso, il calore che emanano anche dopo poche ore di utilizzo, la presenza di elementi plastici e il possibile burn-in della base – diventano più visibili proprio perché il prezzo di listino è molto alto. Rispetto alle Arctis Nova Pro Wireless, le Omni sembrano una versione più matura e più moderna della stessa idea, con una logica multi-sistema ancora più forte e una vocazione da centro audio definitivo più convincente. Per chi cerca un headset unico per PC, console e mobile, e vuole davvero sfruttare mix, ANC e doppia batteria, è un prodotto che ci sentiamo di consigliare. Restano però cuffie molto costose e non universalmente necessarie. Sono eccellenti per l’utente giusto, meno sensate per chi cerca semplicemente una buona cuffia wireless da gaming.

9.1

SteelSeries Arctis Nova Pro Omni


Le SteelSeries Arctis Nova Pro Omni sono una delle cuffie gaming più complete e meglio pensate di questa generazione: suonano bene, sono estremamente flessibili, hanno un microfono superiore alla media, un software profondo e una base station che, quando la si usa davvero, cambia il modo in cui si gestisce il proprio setup audio. Il loro limite principale non è la qualità, ma il posizionamento: costano tanto, richiedono un utente che sappia apprezzarne la complessità e, nel loro ecosistema, alcuni difetti o compromessi - come il peso, il calore che emanano anche dopo poche ore di utilizzo, la presenza di elementi plastici e il possibile burn-in della base - diventano più visibili proprio perché il prezzo di listino è molto alto. Rispetto alle Arctis Nova Pro Wireless, le Omni sembrano una versione più matura e più moderna della stessa idea, con una logica multi-sistema ancora più forte e una vocazione da centro audio definitivo più convincente. Per chi cerca un headset unico per PC, console e mobile, e vuole davvero sfruttare mix, ANC e doppia batteria, è un prodotto che ci sentiamo di consigliare. Restano però cuffie molto costose e non universalmente necessarie. Sono eccellenti per l’utente giusto, meno sensate per chi cerca semplicemente una buona cuffia wireless da gaming.

PRO

Audio pulito, dettagliato e molto valido per gaming e uso misto I Base station estremamente utile I Gestione multi-sistema molto avanzata I Doppia batteria hot-swap per un’esperienza praticamente continua e senza alcun tipo di pensiero relativo all’autonomia I Software ricco e profondo I Microfono ClearCast Pro molto convincente con AI noise suppression ...

CONTRO

... sebbene leggermente ovattato e - in alcune circostanze - robotico I Prezzo molto elevato I Peso non trascurabile I Si scaldano davvero tanto anche dopo soltanto un'ora di utilizzo I Burn-in della base station da considerare I Una soluzione non ideale per tutti specialmente per chi non ha voglia di smanettare con i setup e l'equalizzatore

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