Recensione Tag Team, botte da orbi in perfetta sinergia!

Firmato dalla Scorpion Masqué (publisher canadese di un certo Sky Team), Tag Team arriva in Italia grazie ad Asmodee che ci regala, già ad inizio anno, uno dei titoli destinati a far parlare di sé per molto tempo.

I designer francesi Gricha German (Biomos, City Tour) e Corentin Lebrat (Faraway, Draftosaurus) coadiutavati dall’artista Xavier Gueniffey Durin (responsabile del recente ottimo Zenith) pescano a pieni mani dalle suggestioni del wrestling e dei classici videogiochi arcade di combattimento per dar vita ad un prodotto molto peculiare. Un competitivo per due persone in cui la reattività e l’improvvisazione di fronte all’imprevisto cedono completamente il passo alla pianificazione a tavolino. Anche al costo di una certa passività.

Tag Team è disponibile al prezzo consigliato di € 24,99 nei negozi fisici e presso i rivenditori online (come Amazon), distribuito nel nostro Paese da Asmodee Italia.

Confezione di vendita

Fin dalla presentazione, Tag Team si presenta con un packaging sgargiante e compatto che mette in risalto il suo concept fondante.

La creazione di sinergie tra squadre di due combattenti traspare non solo dal variegato e coloratissimo cast di copertina, ma anche dalle info succintamente richiamate nel retro della confezione. Il colpo d’occhio fa risaltare il prodotto, grazie anche alla direzione artistica affidata a Xavier Gueniffey Durin. Proprio i tratti dell’artista francese raggiungono qui un risultato decisamente più attraente rispetto a quanto visto nel recente Zenith, anche al netto di alcuni design derivativi (Bodvar su tutti).

Più nel dettaglio, il packaging consiste in una pratica confezione 16×23 cm (oltre 5 cm di spessore), particolarmente adatta per la trasportabilità. Le proporzioni modeste, oltre a garantire un facile collocamento in libreria, sono altresì perfette per ospitare la generosa componentistica. Al suo interno troviamo infatti dodici Plance Combattente ed altrettante Carte Draft (61×112 mm), ben centoventi Carte Combattimento (57×88 mm), ventuno Segnalini (da ricavare da una semplice fustella), quaranta Cubetti Potere, sei Indicatori Salute, quattro Indicatori Speciali, le Regole di Combattimento e la Guida ai Combattenti.

Si tratta di un mix abbondante che spazia nei materiali impiegati, che trasmette una certa ricercatezza nella presentazione del prodotto. Il packaging mette inoltre in mostra la certificazione relativa alla sicurezza dei materiali impiegati, con annessa sostenibilità con etichetta FSC Mix. Per precisione, si tratta di una sigla che garantisce che il prodotto è stato realizzato con una combinazione di almeno il 70% da materiali provenienti da foreste certificate FSC, materiali riciclati e/o “legno controllato” (materiale non certificato, ma a basso rischio di provenienza illegale). Inoltre viene espressamente garantito l’impegno nel piantare tanti alberi quanto quelli impiegati nella realizzazione del prodotto. Aspetti, questi, che ci piace sempre sottolineare.

Regole della partita

Tag Team crea una commistione tra due concept: l’auto battler ed il deck-building. Il primo prevede che il gioco inizi con una fase di preparazione in cui effettuare molteplici scelte tattiche, seguita da una fase di combattimento in cui non si può più intervenire direttamente. Il secondo consiste nel creare progressivamente un proprio mazzo nel corso della partita, per renderlo sempre più forte ed efficace contro le scelte avversarie.

La fase di preparazione iniziale è molto rapida ed intuitiva. Tramite meccanismo di draft (secondo le modalità normale o competitiva, o altro criterio di libera scelta), ciascuno dei due giocatori crea la propria squadra. Si associano le relative Plance Combattente, prendendo altresì i corrispettivi necessari Indicatori Salute e Cubetti Potere. A seconda dei combattenti interessati, si predispogono eventuali tracciati o segnalini speciali. Ogni combattente ha un mazzo di dieci carte associato: ciascun giocatore prende i mazzi dei propri combattenti, rimuovendo le contrassegnate carte iniziali. Queste ultime costituiranno il mazzo di combattimento (da disporre secondo l’ordine preferito), mentre le restanti diciotto carte saranno il mazzo di potenziamento. Terminate le operazioni preliminari, il gioco si svolge in una serie di round, ciascuno composto da due passi.

Il passo “Combattete!” rappresenta il momento in cui le squadre si scontrano: ogni giocatore gira contemporaneamente al prima carta del proprio mazzo di combattimento e ne risolve gli effetti simultanamente con l’avversario. A seguire, si scoprono tutte le altre carte di cui è composto il mazzo di combattimento. Si tratta della fase in cui avviene la lotta, vengono attivate abilità speciali, inflitti danni, eseguite cure e molto altro. Terminato questo passo, i mazzi non vanno mescolati.

Il passo “Potenziate!” prevede che ogni giocatore aggiunga carte dal suo mazzo di potenziamento al mazzo di combattimento per renderlo più efficace, in modo da pianificare azioni a catena. Nel dettaglio, si pescano tre carte dalla cima del mazzo di potenziamento. Tra queste se ne sceglie una e si aggiunge segretamente al mazzo di combattimento senza cambiare in alcun modo l’ordine delle altre carte già presenti. Le restandi due carte si scartano e si rimettono in fondo al mazzo di potenziamento, in qualsiasi ordine.

I round proseguono finché uno dei due giocatori riesce a sconfiggere l’avversario, battendo uno o più dei suoi combattenti riducendone i punti vita. Gran peso tattico è dato dalle individualità dei per combattenti stessi, che dispongono di peculiarità specifiche. Per cui è buona norma, inizialmente, prendersi del tempo per consultare la Guida ai Combattenti.

Esperienza di gioco

Tag Team, senza mezzi termini o sofismi, si è rivelata una discreta figata. Soprattutto per gli amanti del wrestling e dei fighting games dai quali trae onesta ispirazione.

Il titolo sa riservare un ritmo a tratti forsennato, dove l’azione si svolge senza soluzione di continuità previo esperimento della riflessiva fase di programmazione tattica. Nella nostra esperienza, le partite inizialmente hanno avuto la tendenza a durare poco complici meccaniche da assimilare. Ma una volta comprese le dinamiche fondamentali, è iniziata una massiccia sperimentazione tra il folto cast e le decine di abilità disponibili con risultati sempre più esaltanti.

Ogni partita diventa così non solo una battaglia di nervi nei confronti della strategia avversaria, ma anche una sfida contro sé stessi per predisporre il team più sinergico possibile. Le variabili sono elevatissime e non abbiamo mai avuto partite uguali tra loro, anche dopo averci giocato davvero molto. Certo, alcune soluzioni funzionano generalmente più di altre, ma tutto è determinato sempre dall’inevitabile fattore umano.

C’è però un aspetto che rende Tag Team potenzialmente rischioso da consigliare a tutte le tipologie di giocatori. Ed è, molto semplicemente, legato alla sua peculiarità ludica. Il suo essere a metà tra auto battler e deck builder lo rende originale, ma anche sui generis. Il titolo sarà amato senza riserve da chi ama pianificare le proprie azioni, spingere la prima tessera e poi osservare l’esito della propria strategia. In una maniera esponenziale più simile a quella di una macchina di Rube Goldberg che non di un comune domino.

Al tempo stesso, chi preferisce avere un controllo diretto su ciascuna fase del gameplay, si troverà in difficoltà con Tag Team. Spesso si osserva sostanzialmente impotenti di fronte ad una pianificazione errata che compromette l’intera partita. A volte non si può che constatare un caos imprevedibile, quando entrambi i giocatori commettono delle leggerezze o banalmente si sottostimano le reazioni a catena tra abilità e personaggi. In questi casi, l’esito diventa più un’alea incontrollabile che non il frutto di una precisa tattica.

Tag Team richiede dunque di seguire le sue regole e di accetterne gli inevitabili compromessi. Se lo si fa, l’esperienza è gustosa, esaltante e sempre fresca anche dopo decine di partite. E fidatevi: può diventare un evergreen delle vostre sfide a due giocatori.

Commento finale

Tag Team è destinato ad essere una delle proposte più interessanti dell’anno, nell’istrionico ed imprevedibile mondo dei boardgame. Un solido mix tra auto battler e deck-building, in grado di coinvolgere ed appassionare con una profondità tattica ed una varietà di situazioni semplicemente spiazzanti. Un titolo che ci ha saputo conquistare senza riserve, sempre fresco e divertente ad ogni partita. Sebbene la qualità del titolo sia innegabile, al tempo stesso è pacifico riflettere sulle particolarità del suo funzionamento. I giocatori che amano avere un diretto controllo su ogni fase della partita potrebbero infatti non condividere pienamente il non poter intervenire attivamente nell’andamento degli scontri se non limitatamente alla pianificazione iniziale. Se invece siete tra coloro che sono aperti anche a questo tipo di prospettiva ludica e strategica, Tag Team sa conquistare. Una battaglia dopo l’altra.

8.5

Tag Team


Tag Team è destinato ad essere una delle proposte più interessanti dell'anno, nell'istrionico ed imprevedibile mondo dei boardgame. Un solido mix tra auto battler e deck-building, in grado di coinvolgere ed appassionare con una profondità tattica ed una varietà di situazioni semplicemente spiazzanti. Un titolo che ci ha saputo conquistare senza riserve, sempre fresco e divertente ad ogni partita. Sebbene la qualità del titolo sia innegabile, al tempo stesso è pacifico riflettere sulle particolarità del suo funzionamento. I giocatori che amano avere un diretto controllo su ogni fase della partita potrebbero infatti non condividere pienamente il non poter intervenire attivamente nell'andamento degli scontri se non limitatamente alla pianificazione iniziale. Se invece siete tra coloro che sono aperti anche a questo tipo di prospettiva ludica e strategica, Tag Team sa conquistare. Una battaglia dopo l'altra.

PRO

Design compatto e ricco di ottimi materiali | Combinazioni strategiche elevatissime | Rigiocabile all'infinito o quasi |

CONTRO

Non tutti apprezzeranno le sue dinamiche | All'inizio occorre prendersi del tempo per studiare bene il roster dei personaggi | In certe situazioni può scivolare in un caos imprevedibile |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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