Recensione The Outer Worlds 2, una nuova folle odissea spaziale

Una cosa è certa: The Outer Worlds 2 è l’ennesimo attestato dell’industriosità di Obsidian Entertainment. Il team di sviluppo californiano, dopo l’acquisizione da parte di Microsoft nel 2018, si è infatti rivelata una delle mosse più azzeccate dal gigante di Redmond. Il passaggio sotto l’ala di Xbox Game Studios ha dato nuova linfa produttiva alla storica software house, capace in pochi anni di pubblicare molti titoli di elevata qualità. Nel giro di un lustro abbiamo visto il survival cooperativo Grounded (ed il suo seguito attualmente in early access), il visionario Pentiment e, solo pochi mesi fa, il bellissimo Avowed. Un team che ha saputo non “perdersi” dopo la rivoluzione lavorativa, come sfortunatamente successo ad altri talentuosi sviluppatori. Ma anzi, merita di essere annoverato tra le sotware house più laboriose della generazione assieme, tra gli altri, ad Insomniac Games ed il Ryu ga Gotoku Studio.

A suo tempo definito come l’erede spirituale di quel Fallout: New Vegas, il primo The Outer Worlds venne apprezzato per essere il manifesto delle migliori caratteristiche identitarie di Obsidian. Una grandiosa scrittura ed un mondo ottimamente caratterizzato, il tutto reso prezioso dalle libertà di scelta nonché dalle ramificazioni basate sulle decisioni morali del giocatore. Non un titolo tuttavia perfetto, con un potenziale latente che i fan hanno sempre sperato di poter veder espresso. Ce l’avrà fatta Obsidian Entertainment a chiudere in bellezza il suo anno?

The Outer Worlds 2 è disponibile dal 29 Ottobre per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5. Inoltre è presenta al lancio tra i titoli dell’Xbox Game Pass Premium.


Versione testata: Xbox Series X


Robot Amichevoli di Mamma

Se c’è una cosa sul quale Obsidian Entertainment non ha mai deluso le aspettative, questa è la mirabile cura nella sceneggiatura.

Nei panni di un comandante del Direttorato Terrestre, organizzazione che si occupa di salvaguardare gli interessi dell’umanità nelle colonie scagliandosi contro regimi tirannici ed avide corporazioni (talvolta simultaneamente), riceverete l’incarico di recarvi nel sistema stellare di Arcadia. Luogo in cui è stata creata la tecnologia del motore a proiezione (quello che rende possibile i viaggi interstellari), l’obiettivo dichiarato è quello di comprendere l’origine delle devastanti fratture che minacciano la sicurezza degli abitanti di tutta la galassia.

Indagando sul collegamento tra la preziosa tecnologia e il mistero dei rovinosi squarci, accade l’imprevisto. Augustine de Vries, agente del Direttorato Terrestre, sabota la spedizione ed innesca una immane esplosione che spazza via una stazione di ricerca e l’equipaggio del protagonista. Illeso per miracolo grazie ad una rocambolesca fuga su una capsula di salvataggio, esso viene tuttavia messo automaticamente in criostasi in attesa dei soccorsi. Dopo dieci anni, la capsula viene ritrovata ed il comandante risvegliato. Il tempo trascorso ha alterato gli equilibri di poteri nelle colonia Arcadia, adesso lacerata da una guerra tra fazioni. Ci sarà da recuperare il tempo perduto, trovare la traditrice de Vries e cercare di salvare la colonia e l’intera galassia.

Che personaggio deciderete di essere?

The Outer Worlds 2 è l’ennesimo esempio di come Obsidian Entertainment si trovi a suo completo agio con sceneggiature stratificate e complesse. Personaggi, sceneggiatura e dialoghi sono anche stavolta di livello assoluto, immergendoci nuovamente in una space opera dai forti connotati satirici. Sigmund Freud diceva che “scherzando si può dire di tutto, anche la verità” e ci sembra una citazione che calza a pennello con quanto imbastito dal team californiano. Praticamente nulla è al riparo dall’arguzia della scrittura, da citazioni più o meno famose a tematiche di ogni tipo. Alcune risate saranno fragorose, altre amare: ciò che è sicuro è che sarà nuovamente un viaggio in grado di lasciare il segno.

Se ci potete concedere giusto un pochino di malizia, si potrebbe dire che c’è un bel po’ di Avowed in The Outer Worlds 2… o forse c’era un bel po’ di The Outer Worlds in Avowed, vien prima l’uovo o la gallina? La premessa narrativa è infatti molto simile, così come le prime ore di gioco e l’impatto iniziale con Arcadia. Si tratta di una piccola provocazione da parte nostra, sia chiaro. Ma ciò che vogliamo dire è che se già nel fantasy dello scorso Febbraio avevamo sottolineato la presenza di qualcosa di “già visto”, stavolta la sensazione si è fatta più pronunciata.

Ben venga l’incredibile dinamicità della narrativa, capace di prendere direzioni diverse a seconda di ogni vostra scelta. Ed ancor meglio, rispetto ad Avowed, vedere che ciascuna azione ha realmente un peso nel bilanciare le fazioni e la vostra aderenza alle loro cause. Tuttavia l’impressione è che Obsidian Entertainment si stia ancora limitando a perfezionare la propria formula, piuttosto che imboccare l’audacia e la sperimentazione viste nelle produzioni recenti della concorrenza. Ne deriva una grande avventura di stampo classico, con tutti i pregi ma anche i limiti del caso.

La combriccola di The Outer Worlds 2 terrà sempre in debita considerazione le parole del proprio leader.

Ora smonta quell’arma e va avanti!

L’elemento in cui si sente maggiormente il passo avanti compiuto da Obsidian Entertainment è soprattutto nelle meccaniche di combattimento.

Nel 2019 il gunplay di The Outer Worlds semplicemente non convinceva, troppo ancorato alla farraginosità del passato benché godibile. Consapevoli di questo limite (e del tempo ulteriormente trascorso), il team di sviluppo ha lavorato con decisione per migliorare il feeling delle armi e delle sparatorie. Il risultato è decisamente di ben altra fattura rispetto al precedente capitolo. In The Outer Worlds 2 non solo si spara tanto, ma si spara di gusto. Ogni arma (anche le più stravaganti e, fidatevi, ci sono) regala sensazioni diverse e gratificanti, grazie anche ad una sapiente resa dell’audio e delle vibrazioni del controller. Sia chiaro, il titolo non è un FPS puro e sarebbe sbagliato attendersi lo stesso tipo di fluidità. Basti pensare all’influenza che giocano ancora gli status alterati, le difese fisiche, le debolezze elementali e tutto il resto. Ma adesso lo shooting riesce a regalare soddisfazioni, senza scomode rinunce.

Lo stile del primo titolo torna anche qui, con qualche nota di Bioshock in più.

Passi avanti ludici che, tuttavia, non si limitano solo a questo.

Tutto ciò che era memorabile nel primo capitolo è stato qui espanso con cognizione di causa e profondità. La varietà è nuovamente al centro dell’attenzione grazie ad una libertà d’approccio che beneficia soprattutto di un level design ricco di opportunità. Incanalando alcune delle vibes rese famose da Dishonored all’eterogeneità di scelta del primo capitolo, ci siamo ritrovati di fronte a situazioni genuinamente stuzzicanti. Lo stealth è stato migliorato ed espanso, grazie anche ad interi percorsi opzionali da poter intraprendere ed abilità da approfondire. Ma anche gli approcci meramente dialogici risultano ancor più curati, con un numero elevatissimo di alternative tarate non solo sulle caratteristiche specifiche del proprio personaggio ma anche sull’influenza esercitata sul mondo di gioco.

Anche The Outer Worlds 2 vi spingerà a creare un avatar platealmente fallace, in cui accanto a qualità utili si troverà a dover subire lo scotto di difetti grossolani o limiti fisici. Un vero e proprio elogio dell’imperfezione, che spinge il giocatore non solo a creare alter ego sempre diversi in ciascuna run, ma anche e soprattutto ad assistere alle conseguenze sul mondo di gioco. Il modo di essere del proprio comandante dialogherà costantemente con la memoria dei personaggi, che ricorderanno le sue azioni e reagiranno di conseguenza. Alcune abilità permettono di accedere a talune scelte, mentre fare alcune azioni precluderà realizzarne di altre. Simpatizzare con alcuni personaggi vi garantirà dei vantaggi, mentre rispondere male ad un compagno potrebbe portarlo a farsi un’idea sbagliata sul vostro conto e creare problemi in futuro. The Outer Worlds 2 è finemente imprevedibile e deliziosamente rigiocabile.

Sebbene ci siano molte abilità da poter usare, adesso le sparatorie sono molto più fisiche ed immediate.

Spazio, ultima frontiera

Dopo aver ammirato la bellezza dei paesaggi di Avowed, avevamo tuttavia qualche timore. In quel caso infatti, al lancio avevamo riscontrato che, al netto di una direzione artistica superba, l’Unreal Engine 5 tendeva ad arrancare (fortunatamente non su PC).

Da questo punto di vista, siamo rimasti piacevolmente sorpresi. The Outer Worlds 2 su Xbox Series si è rivelato un’esperienza molto più rifinita rispetto al precedente titolo di Obsidian Entertainment. Al netto di qualche fisiologico bug legato alla natura del titolo, il titolo si è rivelato in definitiva solido e stabile. L’opzione grafica predefinita predilige il framerate rispetto alla risoluzione. Benché sia sempre possibile scegliere tra le due opzioni, possiamo dire di esserci trovati a nostro agio con l’impostazione di default. Soprattutto perché regala scontri a fuoco fluidi ed una resa grafica davvero buona.

Anche artisticamente non abbiamo potuto che applaudire nuovamente al lavoro di Obsidian Entertaiment. L’universo di The Outer Worlds, un po’ trionfo dell’iconografia sci-fi, un po’ immaginario mutuato dal Far West e dagli anni ’50, si riafferma con tutta la sua personalità. Se anche qui dobbiamo essere puntigliosi, possiamo dire che ci hanno colpito meno le ambientazioni all’aperto, che invece ci avevano sbalordito in Avowed. Nulla da dire invece sulla colonna sonora, sempre adatta ad ogni situazione e davvero di grande atmosfera.

Le armi sono davvero divertenti da usare.

Non altrettanto memorabili si sono rivelati i modelli poligonali dei personaggi e, soprattutto, i visi. Benché il livello generale sia più che buono, persistono ancora alcune indecisioni che rovinano un pochino l’atmosfera. Sarà che in Avowed (perdonateci per averlo citato spesso, ma se lo avete giocato vi ritroverete spesso a richiamarlo anche voi stessi) la varietà offerta dal fantasy permetteva uno scenario complessivamente più rutilante. The Outer Worlds 2, in questo senso, è sembrato più “ordinario” e molto meno memorabile.

Qualche delusione in più invece sul versante dell’IA. Troppo spesso abbiamo assistito a routine comportamentali prevedibili, con autentici atteggiamenti kamikaze che puntavano più sulla quantità di HP che non sulla finezza del movimento di copertura. Soprattutto al chiuso, dove emergono anche alcuni limiti intrinseci degli scontri a fuoco tra shooting, abilità speciali ed IA avversaria. Ovviamente, torniamo al discorso di prima. Siamo pur sempre di fronte ad un RPG d’azione e non ad un FPS puro. Tuttavia, trovarsi di fronte a nemici non particolarmente svegli (se non platealmente masochisti) non è mai bellissimo. Soprattutto per l’immedesimazione e per gustarsi appieno il nuovo valido gunplay.

Purtroppo la IA in molte occasioni lascia a desiderare.

Commento finale

Prendete The Outer Worlds, miglioratene ogni aspetto che all’epoca non aveva convinto i più scettici ed avrete il risultato del duro lavoro di Obsidian Entertainment. Le follie spaziali tornano in The Outer Worlds 2 con una scrittura brillante, una ruolistica sfaccettata ed una libertà di scelta ancora più vasta. Il tutto graziato da un sistema di combattimento divertente ed un gunplay decisamente più contemporaneo. La ciliegina sulla torta di un anno da ricordare per il team californiano, che attesta ancora una volta il suo essere una delle software house più in forma della generazione. Peccato per una IA a tratti troppo prevedibile e, in definitiva, per non aver osato ancor di più con questa formula. Con un nuovo capitolo di tale qualità, le prospettive per un grande franchise ci sono davvero tutte.

8.9

The Outer Worlds 2


Prendete The Outer Worlds, miglioratene ogni aspetto che all'epoca non aveva convinto i più scettici ed avrete il risultato del duro lavoro di Obsidian Entertainment. Le follie spaziali tornano in The Outer Worlds 2 con una scrittura brillante, una ruolistica sfaccettata ed una libertà di scelta ancora più vasta. Il tutto graziato da un sistema di combattimento divertente ed un gunplay decisamente più contemporaneo. La ciliegina sulla torta di un anno da ricordare per il team californiano, che attesta ancora una volta il suo essere una delle software house più in forma della generazione. Peccato per una IA a tratti troppo prevedibile e, in definitiva, per non aver osato ancor di più con questa formula. Con un nuovo capitolo di tale qualità, le prospettive per un grande franchise ci sono davvero tutte.

PRO

Solita grandiosa scrittura di Obsidian Entertainment | Libertà di scelta a 360° | Lo shooting è nettamente migliorato rispetto al primo capitolo |

CONTRO

L'IA non brilla particolarmente | Alcune ambientazioni al chiuso evidenziano taluni limiti del gameplay | Forse serviva un pizzico di coraggio extra |

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

Ultimi Articoli

Articoli correlati