Recensione Tides of Tomorrow, l’eco del mondo

Dopo aver raccolto un buon successo di critica e pubblico con Road 96, Digixart torna al genere delle avventure narrative con l’ambizioso Tides of Tomorrow. Invero, quando si parla di questo macroinsieme di titoli il confine tra aspirazione e conservazione è solitamente piuttosto netto. Da un lato si cerca spesso di rinnovare la formula con storytelling sempre più coinvolgenti e tagli sempre più cinematografici. Dall’altro si sacrifica altrettanto soventemente il gameplay, alternando soluzioni che variano tra il walking simulator ed interazioni relegate a stanchi QTE. Con il risultato che, più o meno, si rischia di restare stabilmente (e stancamente) dove il genere già stava 15 anni fa.

Tides of Tomorrow, tuttavia, ha un proposito diverso che affonda la volontà di innovazione con un messaggio universale che possa viaggiare trasversalmente tra tutti i giocatori. In un mondo in cui le scelte plasmano non solo la propria storia ma anche e soprattutto quella altrui, quale sarà il futuro dell’umanità in un mondo inondato dai mari e soffocato dall’inquinamento?

Il titolo è disponibile dal 22 Aprile per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


Live in plastic is NOT fantastic

Dove risiede dunque la grande novità concettuale e ludica di Tides of Tomorrow? Nella implementazione di funzionalità online asincronone atte ad influire sul modo in cui si evolve la trama. Ma procediamo per gradi.

La storia è ambientata nel mondo di Elynd, una realtà dove la terraferma è quasi completamente scomparsa a causa del drammatico innalzamento del livello dei mari, diretta conseguenza dello spropositato inquinamento causato dall’umanità. A tal punto è arrivata la gravità dell’accumulo di microplastiche nell’ecosistema che nasce la plastemia, una letale malattia che colpisce il corpo umano trasformandone lentamente le carni in polimeri inanimati. Nei panni di un misterioso Tidewalker destatosi da una altrettanto imponderabile stasi marina, la giovane Nahe salverà il protagonista dall’annegamento. Mettendolo davanti ad un enigmatico destino: salvare sè stesso dalla plastemia contratta e, al contempo, dare una nuova speranza all’umanità.

Un mondo sommerso che tenta disperatamente di sopravvivere.

Per il suo nuovo progetto, Digixart ha optato per un racconto post-apocalittico in cui le fonti di ispirazioni sono evidenti e neanche troppo camuffate. Impossibile infatti scindere Tides of Tomorrow dall’immaginario del film cult Waterworld, per citare l’esempio più famoso. Al tempo stesso tuttavia, il team di sviluppo si rivela ancora una volta abile tessitorie di storie e soprattutto suggestioni. Se la trama del titolo tutto sommato non è particolarmente originale salvo alcuni spunti (forse anche un pelo affrettati nell’esecuzione), ad essere incisive sono le tematiche. Il messaggio ecologista è chiaro nel suo essere un monito verso le generazioni di oggi e domani, ma ancor di più è il modo in cui Tides of Tomorrow riesce a trasmettere l’empatia verso situazioni, vicende e personaggi.

Parte del merito è dato anche dalla direzione artistica, che pur non brillando di originalità, riesce a far leva su un’estetica “plasticpunk” al contempo colorata ma dissonante. Tides of Tomorrow ribalta il linguaggio dell’eclettismo cromatico, attribuendo alla stravaganza caleidoscopica una sensazione di repulsione a causa di artificialità ed inquinamento. Il mare è il grande protagonista ed anche se l’Unreal Engine 5 riserva alcune oramai note incertezze, il risultato finale è di indubbio fascino.

I personaggi hanno proprie motivazioni, non sempre molto altruistiche.

Per chi verrà dopo

Ma veniamo al dunque, alla vera novità di Tides of Tomorrow: la meccanica dello Story-Link.

In buona sostanza, gli sviluppatori hanno ideato un sistema per cui le azioni dei giocatori influenzano direttamente gli altri e l’andamento della storia. All’inizio dell’avventura, al giocatore verrà richiesto di seguire il percorso intrapreso da un giocatore, un precedente Tidewalker. A quel punto il nostro avatar si troverà a percorrere un’avventura in cui saranno visibili i segni lasciati dal passaggio dell’utente selezionato. Non solo sarà possibile sfruttare una visione speciale per vedere le azioni intraprese da chi è venuto prima di noi, ma anche e soprattutto imparare a come relazionarsi con alcuni NPC in specifiche situazioni.

In alcuni momenti dell’avventura si può cambiare percorso di riferimento, ma se ne deve comunque sempre seguire uno.

Ciò che sembra tutto sommato simile alla meccanica dei soulslike di casa From Software in realtà si lega a doppio filo allo svolgimento della trama. Il precedente Tidewalker potrebbe infatti aver lasciato un ottimo ricordo del suo atteggiamento, pertanto presentarsi come un suo amico potrebbe facilitare il raggiungimento degli obiettivi. Viceversa giungere in un’area in cui in passato si sono verificati disordini, potrebbe compromettere in partenza gli atteggiamenti più diplomatici.

Tides of Tomorrow mette sul piatto cinque percorsi differenti che spaziano tra il sostegno dell’umanità, il naturalista, il cooperativo e la testa calda. A seconda delle azioni intraprese e delle scelte effettuate nel corso del gioco, il titolo può portare ad uno di dodici possibili finali. Come arrivarci però sarà quasi sempre un’alchimia unica tra suggerimenti dalle vostre visioni del passato, intuizioni estemporanee e cambi di orientamento. Tutto bellissimo dunque? Sulla carta si, ma le diramazioni e le scelte sono in realtà meno di quante si poteva sperare. E questo ci porta a parlare del vero grande limite della produzione.

Alcuni NPC avranno idee piuttosto ferme sul da farsi, ma questo non esclude optare per strade più diplomatiche.

Nuotare tra… frangionda

Al netto di un concept semplicemente brillante, Tides of Tomorrow purtroppo si ritrova a fare i conti con evidenti limiti produttivi. Al punto che ridimensionano la portata delle intuizioni del team di sviluppo.

Già abbiamo anticipato che l’effettiva portata della capacità di scelta è inferiore rispetto a quello che potrebbe sembrare. Al contempo questo si unisce ad una struttura ludica che opta, quasi inevitabilmente, per una linearità piuttosto evidente. Anche se la storia conduce a visitare ambientazione diverse e ricche di fascino, esse finiscono con il ridursi a corridoio scarsamente interattivi che sviliscono a tratti il senso stesso dello Story-Link.

La linearità a volte rende quasi inutile poter vedere le scelte degli altri Tidewalker.

Qualche variazione in termini ludici, ad ogni modo, persiste. La ricerca spasmodica di Ozen (sostanza in grado di rallentare gli effetti della malattia) porta il giocatore a cercare e raccogliere rottami, così come l’esplorazione dei mari conduce ad imbastire battaglie navali contro pirati spietati. Peccato però che si tratti davvero di poca roba e decisamente basilare. Tanto la prima quanto la seconda sono praticamente concept appena abbozzati, con scarsissima profondità e finiscono con il risultare ridondanti già dopo poche ore.

Per fortuna, Tides of Tomorrow riesce a sopperire ad un gameplay estremamente limitato con la forza di una storia semplice ma ricca di tematiche evocative ed emozionanti. E sebbene siamo della scuola di pensiero che un videogioco debba essere tanto “video” quanto “gioco” per puntare all’eccellenza, non possiamo non premiare il coraggio del team di sviluppo francese.

Alcune variazioni nel gameplay sono piacevoli, ma restano molto semplicisitiche.

Commento finale

Tides of Tomorrow è un coraggioso esperimento da parte degli sviluppatori dell’apprezzato Road 96. Un’avventura narrativa che parla di futuro e sostenibilità nell’orizzonte di ciò che ci accomuna come esseri umani. Ma soprattutto un ambizioso tentativo di rendere ancor più coinvolgente ed empatica la narrazione con la meccanica online asincrona dello Story-Link. Il risultato soffre purtroppo i limiti produttivi che “costringono” la produzione entro confini stretti che incidono con evidenza sulla linearità. Al netto delle problematiche, resta tuttavia una delle proposte più coraggiose viste in questo genere da tanto, tanto tempo. E che pertanto, merita di essere apprezzata soprattutto dagli amanti di questo linguaggio videoludico.

7.5

Tides of Tomorrow


Tides of Tomorrow è un coraggioso esperimento da parte degli sviluppatori dell'apprezzato Road 96. Un'avventura narrativa che parla di futuro e sostenibilità nell'orizzonte di ciò che ci accomuna come esseri umani. Ma soprattutto un ambizioso tentativo di rendere ancor più coinvolgente ed empatica la narrazione con la meccanica online asincrona dello Story-Link. Il risultato soffre purtroppo i limiti produttivi che "costringono" la produzione entro confini stretti che incidono con evidenza sulla linearità. Al netto delle problematiche, resta tuttavia una delle proposte più coraggiose viste in questo genere da tanto, tanto tempo. E che pertanto, merita di essere apprezzata soprattutto dagli amanti di questo linguaggio videoludico.

PRO

Tematiche contemporanee e suggestive | Lo Story-Link è una meccanica interessante | L'impostazione ludica lo rende positivamente rigiocabile |

CONTRO

Gameplay limitato | Molto lineare, con una formula meno libera di quanto avrebbe meritato | Alcuni imbarazzi tecnici |

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