Take-Two allontana l’incubo del prezzo super-premium per GTA 6

Mancano ancora diversi mesi alla fatidica data del 19 novembre 2026, ma l’attesa per Grand Theft Auto VI ha già trasformato ogni indiscrezione in benzina sul fuoco. E in queste ore a infiammare la discussione ci ha pensato direttamente Strauss Zelnick, CEO di Take-Two Interactive che controlla Rockstar Games, salito sul palco della neonata conferenza iicon – un summit pensato per i vertici dell’industria – per affrontare il tema più scottante: quanto costerà davvero GTA 6? Senza mai snocciolare una cifra, Zelnick ha però allontanato gli scenari da super‑premium circolati negli ultimi mesi, alludendo a una rotta più prudente di quella che molti analisti avevano ipotizzato.

«I consumatori pagano per il valore che gli offri», ha spiegato il CEO. «Il nostro compito è far pagare molto, molto meno rispetto al valore che eroghiamo. La percezione di un acquisto nasce dall’incrocio tra l’oggetto in sé e il prezzo pagato. Le persone devono percepire che il prodotto è straordinario e che quanto hanno speso è giusto».

Il numero uno di Take-Two ha poi allargato il ragionamento al mercato nel suo complesso, ricordando come il prezzo dei videogiochi sia rimasto sostanzialmente fermo tra i 60 e i 70 dollari per oltre un decennio, mentre l’inflazione galoppava altrove.. «Visto da quella prospettiva, il sistema attuale non ha molto senso. Ma non è la lente che usiamo noi. Noi guardiamo a come offrire qualcosa di incredibile, facendo in modo che il prezzo appaia del tutto ragionevole a chi compra».

Il valore prima del prezzo

Zelnick non ha nascosto l’enormità della sfida che Rockstar ha davanti. Anzi, ha usato una parola precisa: «terrorizzato». Non per i conti, ma per la domanda su come si misura il successo di un titolo atteso a questi livelli. «Pensiamo a realizzare lo spettacolo più straordinario della storia dell’intrattenimento. È una sfida enorme. Se ci riusciamo, se siamo davvero al servizio dei nostri clienti, l’esito commerciale seguirà da sé». Poi, il guizzo d’ironia che spezza la tensione: «Credo comunque che il 19 novembre moltissime persone si daranno malate».

L.A. Noire e il nodo della passione interna

L’intervento non si è limitato a GTA 6. Tra i temi toccati è spuntato anche il destino di L.A. Noire, vecchia gloria Rockstar che i fan sognano di veder tornare con un seguito. Zelnick non ha chiuso la porta, pur rimanendo vago come impone il copione. «In linea generale, stiamo valutando di fare qualcosa in futuro con tutta la nostra proprietà intellettuale», ha detto. «Non c’è nulla di specifico su L.A. Noire, e se ci fosse toccherebbe a Rockstar annunciarlo, non a me. Ma riguardo al nostro catalogo storico: i team lo esaminano di continuo, noi ci riflettiamo sempre. La domanda vera è se, in un dato momento, esiste un gruppo di sviluppo appassionato all’idea di lavorarci».

Una formula che rivela molto della filosofia interna a Take-Two: nessuna resurrezione forzata, solo progetti che nascono da un fuoco autentico dentro gli studi. E mentre l’eventuale ritorno dell’investigatore Cole Phelps resta un’ipotesi, la certezza è che il 19 novembre 2026 si avvicina, e con GTA 6 in rampa di lancio ogni argine alle aspettative sembra già saltato.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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