La figura del doppiatore nel panorama videoludico è spesso relegata a un ruolo di supporto, sebbene fondamentale per la caratterizzazione dei personaggi. Tuttavia, alcuni artisti aspirano a un controllo creativo più ampio, spostandosi dietro le quinte dello sviluppo. È il caso di Troy Baker, una delle voci più riconoscibili e ricercate dell’industria, che ha annunciato la sua intenzione di passare dalla recitazione alla creazione di giochi.
Da Joel a sviluppatore: L’ambizione di un artista
Celebre per aver prestato la voce a personaggi iconici come Joel in The Last of Us, Sam Drake in Uncharted e l’Indiana Jones in Indiana Jones e l’antico cerchio, Baker non si accontenta più di interpretare. In una recente intervista, ha espresso il desiderio di fondare il proprio studio e guidare lo sviluppo di titoli originali. La sua ispirazione nasce dall’esempio di colleghi che hanno intrapreso percorsi simili, come Abubakar Salim, doppiatore di Assassin’s Creed Origins e fondatore dello studio Surgent Studios, creatore dell’action game afro-futurista Tales of Kenzera: Zau.
Una lezione appresa dai grandi maestri
Baker ha citato alcuni dei nomi più influenti del settore come suoi mentori indiretti, affermando di aver assorbito lezioni preziose osservando al lavoro figure del calibro di Ken Levine (BioShock), Hideo Kojima (Metal Gear Solid), Neil Druckmann (The Last of Us), Todd Howard (The Elder Scrolls) e Vince Zampella (Call of Duty, Apex Legends). Questo bagaglio di esperienze vuole ora essere il fondamento del suo approccio alla creazione. “Ciò che mi entusiasma fare è prendere quei principi, quei capisaldi di titoli di straordinario successo – non solo in termini di vendite, ma di storie che hanno definito l’industria – e essere in grado di innovare, replicare ed emulare quei processi e quelle pratiche nelle storie che voglio raccontare”, ha dichiarato. “Quindi, mi prenderò il mio tempo, perché voglio assicurarmi che, quando finalmente racconterò una storia, sia di un calibro altrettanto alto di quelle che cerco di emulare”.
Un patrimonio di esperienza da capitalizzare
Con un curriculum che vanta oltre 430 crediti come doppiatore, Baker possiede una delle voci più versatili e prolifiche nel mondo dei videogiochi e dell’animazione. La sua gamma spazia dal drammatico Booker DeWitt in BioShock Infinite a cameo in serie come I Simpson. Recentemente ha dato voce all’eroe Jack Pepper in Mouse: P.I. for Hire ed è attualmente al lavoro su due titoli attesissimi: Intergalactic: The Heretic Prophet di Naughty Dog e Judas, il nuovo progetto di Ken Levine.
Una transizione che promette di arricchire il medium
La transizione di Troy Baker dalla cabina di doppiaggio alla sala di sviluppo non è un semplice cambio di carriera, ma un segnale dell’evoluzione creativa all’interno dell’industria videoludica. Portando con sé una profonda comprensione della narrazione interattiva maturata in prima persona, unita alle lezioni apprese dai più grandi storyteller del medium, Baker ha il potenziale per tradurre la sua maestria performativa in progetti di game design ambiziosi. La sua promessa di non avere fretta e di puntare alla massima qualità suggerisce che, quando il suo primo progetto vedrà la luce, potrebbe non solo emulare i maestri che ammira, ma forse anche definirlo come tale.
