Assassin’s Creed Invictus, il leak diventa un caso di disinformazione IA

È bastata una notte per passare dalla presunta prima immagine di Assassin’s Creed Invictus a una lezione collettiva su leak, credibilità e intelligenza artificiale.

Lo spin-off multiplayer annunciato da Ubisoft nel 2022, e mai più mostrato da allora, è tornato sotto i riflettori per un’immagine che si è rivelata tutt’altro che autentica. Il noto insider j0nathan ha pubblicato su X uno screenshot che avrebbe dovuto svelare Invictus: un personaggio in abiti storici, fermo in quella che sembra un’arena spoglia, con ampie porzioni ancora prive di texture. «Ecco un piccolo regalo: la prima immagine di Assassin’s Creed Invictus! Gran parte del gioco non è ancora texturizzata, quindi non stupitevi dei grandi blocchi grigi – serve solo a darvi un’idea dello stato attuale», ha scritto. L’immagine è circolata in pochi minuti, ma altrettanto rapida è scattata la reazione ufficiale.

Reazione immediata e accuse di disinformazione

L’account Assassin’s Creed ha replicato con un messaggio insolitamente duro per gli standard del publisher: «Bel tentativo… Questa immagine potrebbe essere partita da uno screen dei nostri test privati, ma è stata pesantemente alterata (molto probabilmente con l’IA). Non è bello fare disinformazione. 👎 Per chi nutre sincera curiosità sul progetto: condivideremo altro quando sarà il momento giusto!»

Ubisoft ha quindi confermato l’esistenza di test interni, ma ha bollato senza mezzi termini la versione diffusa come manipolata. Una presa di posizione che ha immediatamente ribaltato la narrazione.

La retromarcia del leaker

In una piega bizzarra della vicenda, j0nathan ha ammesso quasi subito di aver ritoccato l’immagine con l’intelligenza artificiale. Poco dopo ha pubblicato quella che ha definito la versione originale, senza filtri. Le differenze balzano all’occhio: illuminazione diversa, colori degli abiti alterati e texture del pavimento dell’arena completamente modificate.

«Ok, visto che l’account ufficiale fa il furbo, ecco lo screenshot vero senza IA (e sfortunatamente per loro, è esattamente la stessa schifezza 😂)», ha dichiarato. E ancora: «Non volevo dare cattiva pubblicità al gioco e mostrare in che stato catastrofico si trovi – ho semplicemente chiesto all’IA di ravvivare i colori, e loro non sono contenti 😂. Presto posterò alcune immagini di Beyond Good and Evil 2 che ho da un po’… si lamenteranno come pazzi considerando lo stato del gioco (peggio di Invictus).»

La confessione ha spiazzato parte della community, sollevando un interrogativo semplice quanto diretto: perché alterare un leak con l’intelligenza artificiale se lo scopo è proprio mostrare il gioco reale?

Il contesto: test privati ed aspettative

La fuga di notizie arriva in un momento di voci sullo sviluppo di Invictus. Alcuni fan sostengono che una build preliminare sia stata mostrata di recente a un gruppo ristretto di tester, con riscontri tiepidi. Nulla di anomalo, va detto: il playtesting interno serve esattamente a raccogliere feedback e sistemare i problemi prima di qualsiasi comunicazione pubblica. Non ci sono indicazioni che Invictus sia vicino al lancio, e Ubisoft non ha mai fissato una finestra d’uscita.

L’episodio ha comunque acceso reazioni contrastanti. C’è chi giudica fuorviante diffondere uno screenshot di un gioco in alpha, per giunta modificato con l’IA, e chi mette in guardia dal rischio che pratiche del genere diventino abituali nel mondo dei leak. «Perché usare l’IA in primo luogo?», si chiede un utente su Reddit. «Rovina la credibilità. A che serve cambiare nuvole e terreno se il cuore dello screenshot è identico?» Ancora più diretto il commento di un altro fan: «Cosa ti è saltato in mente di modificare le vesti del personaggio? 💀 Perché far sembrare diverso un leak se il punto è proprio leakare?»

Cosa insegna la vicenda

L’episodio cristallizza due tensioni che attraversano l’industria: il rapporto mai disteso tra leak e comunicazione ufficiale, e l’uso ambiguo dell’intelligenza artificiale per ritoccare materiali riservati.

Se la curiosità su Invictus è più che legittima dopo tre anni di silenzio, la diffusione di immagini alterate rischia di inquinare la percezione di un prodotto ancora in divenire. Ubisoft ha scelto la linea dura, mettendo un paletto netto. Ora la palla torna nel campo dello sviluppo: soltanto quando Invictus verrà mostrato nella sua forma reale si potrà capire se l’attesa sarà stata ripagata.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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