Back 2 The Past – oggi parliamo di Blood Omen: Legacy of Kain 1 e 2

Articolo di · 13 Dicembre 2018 ·

Fan di Twilight? Tornate a casa… qui parliamo di Vampiri, quelli veri

Legacy of Kain è una saga storica, anzi leggendaria. I cinque titoli che compongono la serie sono stati prodotti da una software house altrettanto importante: Eidos Interactive, che durante le ere videoludiche ci ha portato titoli del calibro di Tomb Raider, Hitman, Deus Ex, Thief e molti altri. Poi tutti sappiamo come è andata a finire, nel 2011 Eidos è diventato uno studio di un’altra software house (Square Enix).

Oggi però parleremo dei primi due titoli, Blood Omen e Blood Omen 2. Seguendo la falsa riga di quanto fatto con la serie di Kingdom Hearts. In questo caso però lasceremo a voi lettori la scelta, il sondaggio di oggi sulla nostra pagina Facebook vi chiederà se vorrete conoscere fino in fondo le avventure di Kain e Raziel.

Blood Omen: Legacy of Kain, “…l’intero pianeta deve essere lavato col sangue…”

Il gioco è ambientato nella terra di Nosgoth. La natura di quest’ultima è particolare, infatti è protetta da un incantesimo derivante da un monumento, meglio noto come “I Pilastri”.

Gli eventi seguono le orme di Kain, un nobile che sta viaggiando verso Nosgoth, ma prima di arrivare in quella particolare terra, si reca presso il villaggio di Ziegsurhl (non chiedetemi come sono riuscito a scriverlo).

Il nobiluomo cerca un posto per dormire, purtroppo per lui la locanda è al completo. Mentre esce, Kain viene assalito da un gruppo di banditi che riescono a trafiggerlo con una spada e ad ucciderlo. Ebbene si, il protagonista muore all’inizio, perfino prima di Eddard Stark (scusate l’OT).

Kain però si risveglia in uno strano posto, quasi assimilabile al Regno dei Sogni, ancora trafitto dalla spada che l’ha ucciso. Qui incontra Mortanius (Guardiano della Morte) che concede al nobiluomo il potere di risorgere e vendicarsi, Kain non si fa ripetere quest’offerta due volte e accetta.

L’uomo si ritrova all’interno del mausoleo di famiglia e si reca immediatamente alla ricerca dei suoi assassini, che trova abbastanza facilmente, ripagandoli con la stessa moneta.

Kain però scopre alcuni cambiamenti nella sua natura, infatti l’acqua diventa off-limits, come la stessa luce solare, il tutto unito alla sua tremenda sete di sangue.

Il vampiro Kain ha però soddisfatto la sua voglia di vendetta, quindi ritiene che il suo viaggio sia giunto al termine. Interviene però lo stesso Mortanius, spiegandogli che quei delinquenti erano una parte infinitesimale di un male più grande, causato dai Nove Stregoni che controllano “I Pilastri”.

Il Guardiano della Morte, spiega a Kain che per riacquistare la sua forma umana, doveva ripristinare l’equilibrio dei Pilastri, per farlo doveva distruggere i Nove Stregoni associati agli stessi.

Questo è l’incipit della splendida storia di un gioco altrettanto superbo.

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Blood Omen 2 “… il nobile Kain incontrò un nuovo nemico lungo la sua marcia di conquista”

La storia riprende dalla fine del primo Blood Omen e ci porta nuovamente a vestire i panni del vampiro Kain, che ormai è deciso a portare le terre di Nosgoth all’eterna dannazione.

Il vampiro si mette in capo alla sua specie e fa persino risorgere Vorador il vampiro leggendario di cui si parla nel primo capitolo.

Mentre Kain viaggia assieme al suo esercito di vampiri, viene fermato dalle armate degli uomini, capeggiate da Sarafan, uno dei più forti cacciatori di vampiri. Quest’ultimo dopo una violenta battaglia riesce a ferire il vampiro, che per evitare la morte si nasconde sottoterra.

Kain però si risveglia quasi un secolo dopo e scopre che oltre ad aver perso la maggior parte dei suoi poteri, la fazione dei vampiri è stata sterminata dai Cavalieri di Sarafan.

L’uomo però è deciso a riconquistare il suo posto nel mondo e rimediare all’onta subita. Si prepara allora a recuperare i suoi antichi poteri, uccidendo molti dei suoi ex ufficiali, passati nel frattempo fra le schiere nemiche.

Una volta completata la sua ricerca di potere, Kain scopre la verità, il Signore dei Sarafan, si rivela essere l’Oscuro Hylden, già sconfitto dal vampiro nell’episodio precedente.

Kain segue l’Oscuro Hylden fino ad una strana dimensione, dove quest’ultimo troverà la morte (definitiva), permettendo al vampiro di recuperare la Spada Soul Reaver e tornare al posto di Signore Assoluto delle terre di Nosgoth, eventi che ci condurranno a percorrere le vicende di Raziel in Legacy of Kain: Soul Reaver.

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Gameplay

Il primo titolo (Blood Omen) si presenta in 2D con telecamera dall’alto, questo sequel invece utilizza le meccaniche tipiche dell’epoca, come la visuale in terza persona e una serie di movimenti indispensabili nei giochi, come: corsa, salto, interazione con alcuni elementi ambientali.

Sono inoltre presenti in entrambi i titoli una serie di abilità particolari che rendono gli attacchi del vampiro protagonista letteralmente letali. Di fondamentale importanza è anche il nutrimento, un vampiro per sopravvivere ha bisogno di sangue ed il nostro protagonista, contrariamente a Johnatan Reid di Vampyr, non si fa particolari scrupoli nel assorbire ogni singola goccia del delicato nettare rosso.

Conclusioni

La serie di Legacy of Kain utilizza il vampiro come già visto in altri titoli, ma il tutto viene arricchito da una trama ricca di colpi di scena e una longevità senza precedenti.

Il fatto che non siano stati più prodotti sequel ha lasciato in sospeso molti fan. Dal 5 febbraio del 2013, è presente il dominio warfornosgoth.com, tuttora appartenente alla stessa Square Enix, che ci siano piani per il prossimo futuro? Da videogiocatore, mi auguro proprio di si.

Parte 2

Criterion 10

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