Call of Duty Black Ops Cold War: impressioni dalla beta

Articolo di · 12 Ottobre 2020 ·

L’ultimo anno ha segnato un ritorno impressionante dello storico sparatutto Activision. Uno dei capisaldi del multiplayer on line durante le scorse generazioni, nell’ottava che adesso sta per concludersi non aveva finora trovato lo stesso spazio. E sembrava che ormai quei fasti fossero un lontano ricordo, visto il grande successo di Fortnite e simili. Invece Call of Duty è rinato dalle sue ceneri, ripartendo proprio da quel Modern Warfare che dieci anni fa aveva segnato l’apice del successo. E come a quel trionfo che fu il secondo capitolo seguì Black Ops, anche adesso arriva Cold War, un’altra ripartenza all’interno delle saghe storiche.

Anche in questo caso si ritorna alle origini, abbandonando i futurismi che la serie aveva adottato nelle incarnazioni recenti. Si parla, come suggerisce il nome, di guerra fredda, e quindi di spionaggio e controspionaggio, e di guerriglia che di moderno ha decisamente poco. In questa beta del nuovo Call of Duty, adesso aperta a tutti i giocatori PlayStation 4, abbiamo potuto provare il multiplayer in alcune delle sue declinazioni. Infatti la prova offre tre modalità classiche – Deathmatch a squadre, Dominio e Uccisione Confermata – e l’aggiunta di Scorta il Vip.

Per tutti i dettagli sui tempi della beta di Call of Duty Cold War e su come giocarla vi rimandiamo al nostro articolo dedicato.

Continuità ed evoluzioni

Ciò che subito traspare da questa beta è la continuità che Treyarch ha voluto dare. Già dai menù, dalla ricerca partire, alla scelta operatori, fino alla personalizzazione dell’equipaggiamento, tutto è fondamentalmente una reskin di quanto presente in Modern Warfare. A dirla tutta, per quanto riguarda i menù nello specifico sembra tutto molto più spoglio rispetto al capitolo precedente. Sia per quanto riguarda gli operatori, sia soprattutto sulla creazione delle classi. Per quanto vada sottolineata la possibilità aggiunta in Cold War di scegliere un diverso potenziamento da campo per ogni loadout, aggiunta semplice ma sicuramente gradita.

Una volta scesi in campo, armi alla mano la sensazione di continuità con Modern Warfare si riconferma pienamente, seppure con delle differenze da sottolineare, non tutte positive. Sebbene sotto il profilo estetico Cold War appaia quasi del tutto sovrapponibile al predecessore, il feeling delle armi appare nel complesso ancora migliore che in passato. La sensazione di solidità dei fucili e la naturalezza con cui i colpi vanno a segno mostra tutto sommato passi avanti rispetto a Modern Warfare.

Tuttavia, ciò su cui non si può transigere sono i numerosi passi indietro sotto il profilo audio. Il comparto sonoro offerto dal precedente capitolo era semplicemente eccezionale. Avvolgente e pulito, preciso nella tridimensionalità, dai tonfi dei passi alle esplosioni: Modern Warfare era al contempo realistico e funzionale e presentava quanto di meglio si era visto in uno sparatutto bellico. Sotto questo aspetto pare che Cold War abbia apportato dei notevoli cambiamenti, tutti in negativo. I suoni paiono ovattati, irreali, come se si giocasse con armi giocattolo. Anche il suono dei passi ha perso la precisione che aveva nel precedente capitolo. Inspiegabile.

Cold War è più tattico

Ciò che invece mostra di buono la beta del nuovo Call of Duty è un generale più ampio respiro delle mappe, con alcune trovate davvero sorprendenti. Alcune mappe, come la desertica e labirintica Satellite o la mastodontica Armada, ci hanno particolarmente stupiti in positivo.

La seconda soprattutto offre un complesso di navi grandi e piccole, tra cui spostarsi tramite motoscafi o zipline. Il tutto con la possibilità di tuffarsi e nuotare anche. Una zona di guerra enorme, strutturata su più livelli verticali e molto ampia, che adotta una serie di soluzioni capaci comunque di mantenere frenetica l’azione. Sotto questo aspetto, l’impressione è che ci sia quantomeno la voglia di stupire e di differenziarsi da quanto visto in Modern Warfare.

Un’altra nota a nostra avviso negativa riguarda l’interazione ambientale. Il precedente capitolo aveva offerto un sistema di ripari mutuato da altri titoli simili come Rainbow Six Siege, oltre che la possibilità di scavalcare in corsa oggetti di vario tipo, velocizzando il gameplay e contemporaneamente offrendo opzioni in più per fare fuoco contro i nemici.

In questa beta di Cold War la possibilità di sfruttare i ripari manca del tutto, e contemporaneamente sembrano molto più rari i casi in cui è possibile interagire con l’ambiente. Ad esempio la possibilità di aprire e chiudere – o socchiudere – le porte aggiungeva spessore al gameplay e pare si sia persa del tutto. Allo stesso modo sembra che in generale scavalcare un muretto in corsa non sia più altrettanto fluido come in Modern Warfare.

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Nota a margine per la modalità Scorta il Vip, convincente ma che sa di già visto. Fondamentalmente si tratta di una modalità senza rientro, con necessità di finire gli avversari una volta messi a terra, prima che un compagno li rianimi, un po’ come nel Battle Royale. La partita è suddivisa in round e ad ognuno di questi una delle due squadre deve cercare di scortare un giocatore designato come vip. L’obiettivo è riuscire ad evacuarlo in uno dei due punti indicati, mentre l’altra squadra cerca di impedirlo. Si può vincere il round con la fuga del vip o con la sua eliminazione, a seconda della squadra, oppure eliminando tutti gli avversari.

Di per sé la modalità è divertente e tattica, ma pare un’ennesima versione del classico Cerca e Distruggi, analogamente ad Attacco Informatico in Modern Warfare.

Cosa cambia in Warzone?

Infine, l’aspetto forse più critico legato al nuovo capitolo di Call of Duty riguarda l’acclamato Warzone. Pare che Activision sia (giustamente) intenzionata a non modificare nella sostanza il suo fruttuoso Battle Royale, il cui menù dedicato già campeggia al centro della home di Cold War.

Tenendo conto che l’offerta principale della serie è sempre stata legata al multiplayer, e che ormai l’attenzione del pubblico sembra essersi spostata sulla modalità gratuita, ci lascia dopotutto perplessi l’assenza di novità importanti per quest’ultima. In effetti allo stato attuale delle cose non è stato fatto alcun annuncio riguardo cambiamenti sostanziali in Warzone con l’uscita di Cold War. Il che da un lato è comprensibile, per paura di perdere quello che di buono si è costruito, ma di fatto il piatto principale è la solita minestra.

In ultima analisi ci sovviene quindi un dubbio, che pensiamo non sia solo nostro. Il piatto forte di Call of Duty è ormai Warzone – gratuito e che non dovrebbe subire grandi cambiamenti – e le novità di Cold War in fondo sono piuttosto irrisorie. Non avrebbe avuto senso, anche in ottica commerciale, proporre un pacchetto che aggiungesse il nuovo capitolo ai possessori di Modern Warfare a un prezzo ridotto? Consentendo così agli utenti affezionati di risparmiare e fidelizzando la base installata di pubblico.

Vedremo insomma come verrà gestito il passaggio a Cold War, e altrettanto interessante sarà capire che migliorie porteranno le console next gen. Cold War promosso, sì, ma con qualche riserva.

Criterion 10

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