Notizia shock nell’universo Playstation: come riporta in queste ore il sito di Bloomberg, Bluepoint Games chiuderà il mese prossimo. PlayStation avrebbe deciso di chiudere il suo team, noto per remake e remastered (ultimo lavoro uscito Demon’s Souls nel 2020, ma tra i lavori più importanti spicca anche il remake di Shadow of the Colossus nel 2018, di cui abbiamo fatto una recensione all’epoca) con il conseguente licenziamento di circa 70 dipendenti su un totale di 80. Queste le parole del portavoce di PlayStation rilasciate proprio su Bloomberg: “Bluepoint Games è un team di incredibile talento e la sua competenza tecnica ha offerto esperienze eccezionali alla comunità PlayStation. Li ringraziamo per la loro passione, creatività e maestria”.
La storia di Bluepoint Games
Fondato nel 2006 da Andy O’Neil e Marco Thrush (che avevano lavorato a Metroid Prime), il team aveva pubblicato il primo gioco, Blast Factor, nello stesso anno. Aveva poi iniziato a lavorare a diverse nuove versioni di titoli PlayStation, come la God of War Collection, la Ico & Shadow of the Colossus Collection la Uncharted: The Nathan Drake Collection, passando alle remastered di Gravity Rush, Shadow of the Colossus e, ultimo, il remake di Demon’s Souls (2020).
Il team è stato anche di supporto a diversi altri giochi targati PlayStation, come PlayStation All-Stars Battle Royale fino a God od War Ragnarok (2022). Nel 2024 lo studio stava ancora lavorando ad un titolo originale, non annunciato. Inoltre, Bluepoint Games era il tema che stava sviluppando il multiplayer live-service di God of War, cancellato proprio lo scorso anno.
Dopo l’acquisizione, il team ha mantenuto un profilo estremamente basso. Era inizialmente al lavoro su un progetto originale, poi cancellato durante la riorganizzazione interna di Sony legata ai titoli live‑service. Successivamente lo studio sarebbe tornato a concentrarsi su un nuovo progetto single‑player non annunciato, alimentando speculazioni su un possibile remake o su una nuova IP. A questo punto, però, è possibile che non sapremo mai davvero su cosa stesse lavorando.
