Crimson Desert, come gira su PS5 e PS5 Pro?

Nel ciclo di vita di un hardware PC e soprattutto console che sia, inesorabilmente, viene pubblicato un videogioco che si propone di sfidare i limiti. Alla fine del 2020 – neanche un mese dopo il lancio di PlayStation 5 e Xbox Series X – è stato Cyberpunk 2077 di CD Project Red, che ha dato più di qualche grattacapo alle piattaforme da gioco e – in particolar modo – ha ampliato il divario tra le versioni per PC e quelle console grazie all’illuminazione ray-tracing (su tutte), rendendo le due esperienze di gioco pressoché incomparabili. Quel gioco, dopo anni di lavoro, aggiornamenti e migliorie varie, è finalmente riuscito a colmare – in gran parte – il divario tra console e PC. E ora? Nel 2026, il nuovo titolo che punta a stravolgere nuovamente il media videoludico è Crimson Desert di Pearl Abyss, un action RPG open-world per giocatore singolo che sta facendo parlare di se in quanto oltre ad offrire una qualità grafica fra le più impressionanti di questa generazione mette a dura prova sia le console che le schede grafiche di fascia alta su PC (il nostro Arturo lo ha già testato su PC con la formidabile Nvidia 5090 e la AMD Radeon 9070XT). 

Lato console: su PS5 Pro, il gioco viene renderizzato a una risoluzione nativa 4K in modalità Qualità a 30 fps, mentre in modalità Prestazioni utilizza il recente PSSR 2 per offrire maggiore fluidità a 60 fps. Sulle piattaforme “base” PS5 e Xbox Series X, invece, il gioco utilizza l’upscaling FSR 3. Qual è quindi l’esperienza “equivalente” (se così si può chiamare) rispetto a quella PC? N.B. quanto segue è relativo alla nostra prova su PS5 e PS5 Pro al 07 aprile 2026; Pearl Abyss è continuamente a lavoro per migliorare l’esperienza su entrambe le piattaforme! Infatti, a partire dal 4 aprile 2026, una nuova patch (1.02.00) – disponibile anche per PC e Xbox Series – risolve una serie di bug, con un miglioramento particolarmente significativo proprio per PS5 Pro. Viene aggiunta una “funzione di nitidezza PSSR migliorata” a tutte e tre le modalità prestazioni, ma soprattutto, viene introdotta una modalità AA nativa nella modalità qualità a 30 fps, che permette di eseguire il gioco in 4K nativo, utilizzando il PSSR esclusivamente per l’anti-aliasing, con un conseguente e notevole miglioramento della qualità dell’immagine.

C’è però da dire che Crimson Desert, nella sua declinazione PS5 base e PS5 Pro, è uno di quei casi in cui il giudizio tecnico non può limitarsi a contare i fotogrammi: bisogna valutare anche quanto bene il gioco riesca a sostenere la propria ambizione visiva nel momento in cui l’azione si fa più caotica. Entrambe le versioni offrono tre modalità grafiche: Prestazioni (a 60 fps), Qualità (a 40 fps) e Bilanciata (a 30 fps). Oltre a ciò, è disponibile una opzione per attivare a disattivare il supporto ai 120 Hz e anche per attivare e disattivare separatamente il VSYNC. Su PS5 base, il frame rate è generalmente stabile, sebbene ci siano dei problemi nel mantenere i 60 FPS in modalità Prestazioni. Al contrario, la modalità Bilanciata, che punta ai 40 fps, e la modalità Qualità, che punta ai 30 fps, sembrano essere molto più costanti. Su PS5 Pro l’esperienza risulta complessivamente più convincente e rifinita, mentre su PS5 base emergono più chiaramente i compromessi, soprattutto nella modalità che punta ai 60 fps.

Impatto visivo

Dal punto di vista estetico, Crimson Desert colpisce subito per scala, densità scenica e qualità delle superfici. L’illuminazione e il livello di dettaglio ambientale contribuiscono a costruire e proporre un’immagine spesso spettacolare, ma il risultato cambia sensibilmente a seconda della macchina su cui gira, perché il gioco sembra essere stato concepito per valorizzare al massimo le soluzioni di upscaling e la pulizia dell’immagine. Su PS5 base la resa rimane buona, ma nelle inquadrature più ricche, la definizione cala e la stabilità percepita dell’immagine non è sempre all’altezza dell’impatto iniziale. Su PS5 Pro, invece, la scena appare più leggibile e compatta, con una resa complessiva più pulita che rende più giustizia alla direzione artistica.

PS5 base

Il fattore più importante in assoluto è la risoluzione. Innanzitutto, raggiungere i 60 fps nella modalità prestazioni, non è una impresa da poco. Per riuscirci, il gioco gira ad una risoluzione nativa di 1080p. La modalità bilanciata – invece – ha una risoluzione di 1280p con l’upscaling di AMD FSR3 a 4K mentre la modalità qualità gira a 1440p sempre con l’upscaling di AMD FSR3. Passando dalla modalità prestazioni a quella qualità – praticamente i due estremi – la nitidezza dell’immagine risulta drasticamente migliorata in quest’ultima opzione. Si tratta di una differenza evidente: i dettagli più fini e distanti, come la vegetazione, vengono riprodotti fedelmente con un input a 1440p e, di conseguenza, l’FSR 3 riceve una grande quantità di dati sui pixel per ricostruire un fotogramma 4K convincente. Un grosso problema della modalità prestazioni, è che al lancio di Crimson Desert, il gioco – su PS5 base – girava senza un sistema intelligente di upscaling. L’FSR 3 è stato disattivato per questa modalità e il motore grafico proprietario ha reindirizzato un’immagine piatta a 1080p (inclusi i menu). Rispetto alle altre modalità, non rendeva giustizia ai paesaggi strepitosi di Crimson Desert con una sfocatura evidente sugli schermi 4K.

Dato che molti giocatori su console si lamentavano della marcata sfocatura delle immagini, Pearl Abyss è corsa ai ripari. Con la patch 1.01.00 di fine marzo Pearl Abyss ha aggiunto un’opzione fissa per la risoluzione 4K che abilità l’upscaling a 4K tramite FSR 3 nella modalità prestazioni. Questa impostazione forza il gioco a visualizzare la grafica in 4K (compreso l’hud), anche su TV e monitor a risoluzione inferiore. Il rendering interno avviene ancora a 1080p, ma con l’opzione 4K attivata, viene utilizzato lo stesso upscaler delle altre due modalità. Prima dell’aggiornamento, i giocatori spesso sceglievano le impostazioni bilanciate o – tuttalpiù – qualità per migliorare la nitidezza dell’immagine. Sfortunatamente, queste opzioni non raggiungevano i 60 fps richiesti dall’alternativa prestazioni. Si tratta di un grande miglioramento in quanto ora, la versione base di Crimson Desert per PS5 offre un compromesso migliore tra risoluzione e frame rate. La modalità prestazioni di Crimson Desert per PS5 è ora una scelta più allettante – sebbene non la migliore – ma presenta alcuni svantaggi. Con l’uscita 4K abilitata, il frame rate potrebbe scendere a circa 40/45 fps, simile al preset bilanciato. Naturalmente, tutte le aree dipendenti fortemente dalla CPU che in precedenza scendevano a un intervallo di 30-40 fps (con tanti dettagli e NPC), ora funzionano a un frame rate simile in entrambi i casi (performance a 60 fps e performance a 60 fps con l’output 4K abilitato). Il fatto è che con l’uscita 4K abilitata è rarissimo che PS5 base raggiunga i 60 frame. Ora, avere diverse opzioni di setting che potremmo ormai definire classici: Qualità, Bilanciata e Performance è sicuramente positivo però si ha la sensazione che lo sviluppatore non abbia fatto chissà cosa per ottimizzare al meglio il gioco a 60 fps su PS5 base. Ci troviamo con varianti tutt’altro che ideali: una che gira a 30-40 fps con una qualità complessiva dell’immagine scadente e l’altra caratterizzata da una grafica più nitida ma con prestazioni peggiori.

E per quanto riguarda le altre due modalità su PS5 standard, ovvero bilanciata e qualità? Le due opzioni sono ottimizzate decisamente meglio su PS5 base. La modalità qualità base a 30 fps, ad esempio, permette di ottenere un preset elevato per quasi tutte le impostazioni mentre la modalità prestazioni si “accontenta” di un mix basso, medio e alto. Purtroppo, a prescindere dalla modalità prescelta, la densità della vegetazione, rimane sempre a livello medio (su PS5 base), così come la qualità dell’acqua, di conseguenza non si notano differenze nella distanza di visualizzazione delle immagini. Invece, le cascate d’acqua tendono ad apparire piuttosto semplici in ogni modalità. Tuttavia, i principali miglioramenti della modalità qualità di PS5 base sono: qualità del ray tracing, illuminazione, qualità dei modelli, e post-processing. Tra queste, il miglioramento dei modelli dei personaggi è quello più notevole poiché un passaggio ad un preset elevato, ne esalta tutte le caratteristiche. Anche osservando il terreno e le rocce è evidente che ci sia una maggiore profondità 3D quando si passa dalla modalità base a 30 fps e viceversa. I miglioramenti all’illuminazione e in termini di ray tracing, sono meno marcati e decisamente più sottili ma visibili se si sa dove guardare. Ad esempio, le zone più in ombra come la parte inferiore dei ponti o gli angoli degli interni, ricevono una illuminazione riflettiva migliorata in questa modalità qualità grazie alla preimpostazione elevata. Infine, la modalità qualità a 30 fps beneficia di un post-processing elevato.

Insomma, la modalità Qualità si orienta verso un’immagine più solida e stabile, ma paga in termini di fluidità; Bilanciata prova a collocarsi nel mezzo; Performance mira ai 60 fps, ma è anche quella che sacrifica di più sul fronte della nitidezza e della coerenza visiva. Ed è proprio qui che emerge il limite principale della versione base: il gioco chiede spesso una risposta rapida, ma la modalità più adatta all’azione non è – d’altro canto – quella che restituisce la migliore immagine. Il risultato è un equilibrio solo parziale e decisamente altalenante, perché il giocatore si trova a scegliere tra risoluzione e reattività invece di ottenere un vero compromesso fra le due. Nelle sequenze più intense, la percezione di un motore sotto pressione resta presente. Non si parla di una conversione problematica in senso assoluto, ma di una versione che mostra più chiaramente quanto l’architettura tecnica del gioco sia stata pensata per spingersi ben oltre il minimo indispensabile sulla console base. In definitiva, nessuna modalità è ottimizzata correttamente su PS5 base. Il gioco mette in evidenza una serie di problemi grafici presenti in tutte e tre le impostazioni (Prestazioni, Bilanciata e Qualità), tra cui frequenti sfarfallii sulle superfici riflettenti come l’acqua e ombreggiature incomplete (con tanto di artefatti e vere e proprie macchie) negli ambienti interni e sulle pareti. Combinato con l’FSR 3, anche a 1440p, l’effetto ghosting è evidente.

In definitiva, si tratta di un’esperienza “molto incostante”. Detto questo, la modalità Qualità potrebbe essere la scelta migliore sulla console standard, ma solo se si è disposti ad accontentarsi (e a sopportare) di soli 30 fps. Il miglioramento della qualità grafica è evidente, soprattutto per quanto riguarda i modelli dei personaggi. Altresì, questo blocco in termini di fps riesce a mascherare meglio i cali che altrimenti si verificherebbero con un limite a 40 fps. Poi c’è la modalità Bilanciata, che si difende benino e punta a una fluidità di circa 40 fps mantenendo la maggior parte dei vantaggi di quella qualità: illuminazione, modelli dei personaggi migliorati e post-processing, ma per utilizzarla al meglio sarebbe necessario un monitor VRR a 120 Hz. L’ultima via, sarebbe quella di disattivare il VSYNC e utilizzando l’opzione a 60 fps con i 120 Hz selezionata. In questo modo, si otterranno le maggiori performance per i display VRR. In questo modo, la media degli fps – al netto di una immagine scarsina – sarà fra i 65 e i 70. Ovviamente tutti i colli di bottiglia, nelle aree più dense, si verificheranno ugualmente e i cali di frame rate saranno altrettanto evidenti. Il vantaggio si riscontra soprattutto in termini di fluidità dell’azione, il che non è poco.

PS5 Pro

Passando a PS5 Pro il quadro cambia. La console mid-gen di Sony permette al gioco di esprimersi con una qualità dell’immagine sensibilmente superiore, grazie a una combinazione più efficace tra risoluzione, stabilità e upscaling, con il supporto al suo upscaler PSSR 2 – che migliora la pulizia visiva soprattutto in movimento – e alla sua GPU più potente. La modalità Performance è probabilmente quella più interessante, perché riesce a restituire un’immagine molto più solida e similare all’equivalente qualità di PS5 base. Nello specifico, presenta quasi tutte impostazioni elevate ad eccezione della qualità dei modelli e del post-processing (su medio). Purtroppo la qualità della vegetazione e dell’acqua è sempre impostata su medio, indipendentemente dalla modalità scelta, mentre quella delle ombre è bloccata su alto. Anche le modalità Bilanciata e Qualità guadagnano in credibilità, perché l’incremento della chiarezza visiva – grazie ai preset su ultra – rende più facile accettare i rispettivi sacrifici in termini di frame rate. La seconda, altresì offre ray tracing e illuminazione di qualità ultra, in questo modo l’esperienza risulta ancora più coinvolgente. Prendendo la modalità qualità a 30 fps di PS5 base e confrontandola con quella a 30 fps di PS5 Pro, si evidenzia che i vantaggi sono minimi. Passando dall’una all’altra, si notano miglioramenti evidenti all’illuminazione e le formazioni rocciose più distanti presentano – grazie all’ombreggiatura che riempie ogni fessura – un livello di definizione maggiore. Queste variazioni nel ray tracing e nei modelli dei personaggi, però, sono meno evidenti.

La differenza importante su PS5 Pro è data dalle risoluzioni native maggiori per ogni modalità e nell’utilizzo del PSSR 2. Nello specifico, otteniamo una risoluzione di 1080p in modalità prestazioni e 1440 in quella bilanciata (entrambe utilizzano PSSR 2 per l’upscaling in 4K). La modalità qualità non necessità di “trucchi” di upscaling. Infatti, il rendering avviene sin dall’inizio a una risoluzione fissa di 3840×2160. Il maggior numero di pixel nella modalità bilanciata non si traduce in una immagine più pulita. La modalità prestazioni a 60 fps – paradossalmente – propone un’immagine più nitida e dettagliata. Ma perché? Il PSSR 2 potrebbe essere un fattore? No perché non è neanche abilitato nella modalità qualità mentre è attivo nella modalità prestazioni a 60 fps. Il secondo fatto potrebbe essere relativo al post-processing impostato su ultra che potrebbe generare una sorta di distorsione. Le specs pubblicate dallo sviluppatore mostrano che solo la modalità bilanciata e quella qualità della versione Pro dispongono di questa post-elaborazione ultra, il che ha senso, in termini di differenziazione rispetto alla modalità prestazioni, decisamente più nitida. In ogni caso, è un peccato vedere che la nitidezza dell’immagine ne risenta, anche rispetto a quella qualità di PS5 base che gira a 1440p con upscaling FSR 3 a 4K. I dettagli, soprattutto quelli più distanti, nonostante PS5 Pro offra una immagine nativa in 4K, sono più sfocati. Detto questo, resta qualche incertezza nelle situazioni più affollate, soprattutto quando il numero di personaggi a schermo o la complessità degli effetti aumenta. Questo suggerisce che il titolo non è completamente immune ai cosiddetti colli di bottiglia nelle fasi più impegnative, ma su PS5 Pro questi limiti risultano più attenuati e meno invasivi nell’esperienza generale.

Passando alla nuova patch 1.02.00, prima delle modifiche, la modalità Qualità riproduceva le meraviglie di Pywel a 4K e a 30 fps (25 durante il nuoto) senza upscaling. L’alternativa Prestazioni raddoppiava il frame rate effettuando l’upscaling da 1080p a 4K ma scendendo anche a 35-40 nelle situazioni più affollate. Grazie al recente aggiornamento, la versione Pro – rispetto alla versione di lancio – ora offre un’immagine nitidissima e ad alto contrasto a tutti i dettagli, specialmente dell’erba in primo piano (sebbene si percepisca una certa saturazione). A differenza di altri titoli, Crimson Desert utilizza il PSSR aggiornato principalmente per l’anti-aliasing (AA). Grazie a una minore sfocatura dei bordi degli oggetti, erba e alberi appaiono – per l’appunto – più definiti. Anche in modalità bilanciata, con upscaling da 1440p, la patch ha eliminato parte della sfocatura. La differenza prima e dopo l’aggiornamento è sostanziale e ora la modalità qualità si avvicina maggiormente all’esperienza su un PC da gaming. Nel complesso si tratta di un bel passo nella giusta direzione per quanto riguarda la nitidezza complessiva dell’immagine a 30 fps, e lo accogliamo con favore.

Come sempre, però, è raro che un miglioramento delle prestazioni della GPU avvenga senza alcun costo aggiuntivo. La realtà è che l’attivazione del PSSR in modalità qualità comporta una penalizzazione del frame rate: circa due/tre fotogrammi al secondo, ovvero circa 3 ms di tempo in termini di rendering per fotogramma. La buona notizia è che, per gran parte del gioco, il limite di 30 fps maschera una certa quantità di risorse residue sulla GPU. La cattiva notizia è che la modalità standard scende sotto i 30 fps (anche 25 fps), con la modalità AA nativa che ora incide maggiormente sul frame rate. Ci sono però buone notizie anche per gli utenti Pro che utilizzano la modalità bilanciata, che beneficia anch’essa di un’immagine nitidissima. Naturalmente, questa modalità utilizzava già un upscaling PSSR da una risoluzione base di 1440p, arrivando al 4K. Tuttavia, la nuova patch degli inizi di aprile ha un impatto altrettanto significativo: gli zoom ravvicinati reggono bene anche su un display 4K, senza alcuna perdita di nitidezza nei dettagli più fini. Probabilmente ciò è dovuto alle regolazioni apportate alla funzione di nitidezza del PSSR, dato che quest’ultimo era già presente, ma i risultati rendono questa modalità molto più consigliabile, grazie anche al blocco a 40 fps. Anche su PS5 Pro è consigliabile disattivare il VSYNC – sia per la modalità prestazioni e sia per quella bilanciata. In questo modo si otterrà il maggior numero di fotogrammi a schermo. Ad esempio, la modalità prestazioni raggiunge anche i 105 fps e si stabilizza durante il gioco fra i 60 e i 65 fps.

Prestazioni e stabilità

Il punto centrale è che Crimson Desert non va letto come un semplice “gira bene” o “gira male”. Su PS5 base il titolo è giocabile e in certi momenti persino notevole, ma chiede al giocatore di accettare compromessi più evidenti, soprattutto se si vuole vivere l’esperienza DualSense alla mano. Su PS5 Pro il compromesso – grazie al maggior numero di opzioni interessanti – diventa molto più elegante, perché il gioco sembra trovare una forma più matura: non perfetta, ma più coerente. La fluidità resta il parametro che più influenza la fruizione, e il fatto che la Pro riesca a sostenere meglio l’insieme di scena, dettaglio e movimento rende questa versione la più consigliabile in ambito console domestiche. In altre parole, la differenza non riguarda solo la quantità di fps, ma anche quanto bene il gioco riesca a mascherare i sacrifici tecnici. La PS5 Pro lo fa meglio, e questo incide direttamente sulla percezione di qualità complessiva.

Commento finale

Crimson Desert su PS5 base è una versione valida, ma decisamente più fragile e incostante (complice anche il fatto che lo sviluppatore non abbia fatto chissà cosa per ottimizzarla al meglio) – con compromessi più percepibili – di quanto il colpo d’occhio iniziale lasci intendere. La modalità Performance rappresenta la scelta più sensata per chi vuole giocarci, ma è anche quella che evidenzia maggiormente i limiti dell’immagine, mentre le altre opzioni sacrificano troppo la rapidità dell’azione. Su PS5 Pro – invece – il gioco trova la sua forma più convincente (anche se non definitiva) e riesce a esprimere il meglio della propria ambizione. L’immagine è più pulita, la resa generale in termini di frame rate è più stabile (soprattutto se si opta per la modalità bilanciata) e il compromesso tra qualità e prestazioni è più riuscito, anche se non mancano scossoni occasionali specialmente nelle scene più affollate.

Riccardo Amalfitano
Riccardo Amalfitano
Videogiocatore sin dalla "tenera" età, amante anche di manga, cinema e serie TV. Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente!

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