Da indumento protettivo ad oggetto di moda, i cappelli assolvono ad una varietà di funzioni ma nel mondo videoludico essi arrivano a diventare veri e propri emblemi della cultura pop.
La decisione di fornire ai personaggi del mondo dei videogiochi un copricapo non è mai semplice in fase di design. Occorre valutarne l’impatto con la formula ludica, le eventuali ripercussioni di gameplay ma anche e soprattutto quanto il cappello trasmetta effettivamente la personalità del personaggio in favore di una sua riconoscibilità.
Si tratta di ciò che ogni videogiocatore prova con mano in tutti quei titoli in cui è possibile customizzare liberamente il proprio avatar con capi di indumento di ogni forma e materiale. Che si tratti dell’armatura definitiva di un soulslike, di un abito elegante in un open world o di soluzioni al limite del kitsch, l’estro individuale trova sfogo e si misura con un inevitabile gusto personale. Essere alla moda in un mondo virtuale online, ad esempio, non è poi così diverso dalla voglia di sfoggiare, nella vita di tutti i giorni, gagliardi cappelli personalizzati.
Tuttavia, al di là delle libertà concesse ai videogiocatori, è innegabile che alcuni tra i design più iconici della storia del gaming vadano a braccetto proprio con i cappelli. Potenza di uno degli indumenti più antichi del mondo? Forse si. Vediamo insieme quali sono diventati i più memorabili.
Super Mario

Inevitabile partire dal simbolo del gaming per eccellenza.
L’inconfondibile silhoutte dell’idraulico più famoso del mondo non sarebbe la stessa cosa senza il suo fido berretto rosso. Ispirato ad un mix tra lo stile alla pescatora, un basco con visiera o una variante morbida del “newsboy”, il cappello di Mario è semplicemente storia del mondo videoludico. Anche Luigi, Wario e Waluigi indossano copricapi praticamente identici se non per varianti cromatiche, tuttavia l’unico ed inimitabile resta quello del baffuto protagonista di innumerevoli capolavori Nintendo.
In tempi più recenti, abbiamo visto Mario indossare un cappello vivo e senziente di nome Cappy in Super Mario Odyssey. E’ in grado di assumere diverse forme unendosi ad altri cappelli, permettendo al suo proprietario di possedere personaggi, nemici e oggetti. Stilisticamente si unisce al berretto rosso di Mario realizzandone una variante con un paio di simpatici occhioni. Ma il design di base resta quello unico ed inimitabile di sempre.
Link

Restiamo in casa Nintendo per un altro cappello divenuto un tutt’uno con il proprio indossatore.
Parliamo di Link e del suo copricapo iconico, indossato praticamente in tutti i capitoli della serie The Legend of Zelda. Per la precisione, a fare eccezione sono Breath of the Wild e Tears of the Kingdom, nei quali il cappello non fa più parte dell’abbigliamento iniziale di Link, ma rimane sbloccabile come oggetto da collezione nostalgico.
Si tratta di un lungo berretto a punta, ispirato al berretto frigio o ai cappelli tradizionalmente da elfo, rigorosamente verde come la tunica dell’eroe.
Aneddoto curioso: come in Super Mario Odyssey, anche in The Legend of Zelda: The Minish Cap, il cappello è un essere senziente in grado di trasforma per conferire a Link poteri aggiuntivi.
Vivi

Final Fantasy è una risorsa inesauribile di design memorabili ma se parliamo di cappelli, questo vince su tutti.
Indossato da Vivi Ornitier, mago nero di Final Fantasy IX, è un copricapo caratterizzato dalla tipica forma a punta ripiegata di colore giallo/ocra, toppe cucite e una fascia marrone alla base.
Un cappello divenuto inseparabile dall’immaginario del personaggio, a sua volta uno dei più amati della storia di Square Enix. Proprio l’azienda giapponese ha rilasciato un cappello da collezione ufficiale in scala reale. Ha un’altezza di circa 72 cm e una circonferenza di 64 cm, acquistabile presso rivenditori di importazione come Meccha Japan o JumpIchiban.
Kung Lao

Cambiamo decisamente atmosfere e andiamo in casa NetherRealm Studios.
Kung Lao è uno dei personaggi più famosi e riconoscibili di Mortal Kombat, grazie soprattutto al suo copricapo, senza dubbio dell’arma più iconica della serie.
Ispirato ai tradizionali cappelli cinesi a tesa larga, il cappello di Kung Lao è stato modificato con bordi taglienti che la rendono un’arma devastante. Tanto in fase di combattimento quanto soprattutto al momento delle Fatality, diventa una risorsa in grado di fare letteralmente a fette gli avversari.
Chi non ha mai sognato di lanciare il suo cappello, per vederselo tornare indietro come un frisbee?
Edward Kenway

Ammettiamo che in questo caso non parliamo esattamente di un cappello, bensì di un copricapo in senso lato. Ma è impossibile non citarlo vista l’influenza che ha avuto nella cultura pop.
Assassin’s Creed deve parte del suo successo iniziale, oltre che alla cura delle rievocazioni storiche ed al fascino della sua premessa narrativa e ludica, anche dal curatissimo design dei propri protagonisti. Se oggetti come la lama celata sono diventati storia delle armi del gaming, è altrettanto inevitabile parlare anche dell’abbigliamento degli assassini Ubisoft. Accomunati tutti da alcune caratteristiche di design tra cui spicca il gagliardo cappuccio.
Atto a celare l’identità del suo indossatore, per mimetizzarsi nella folla e sparire rapidamente nell’ombra, il cappuccio è praticamente un must di tutti i capitoli della saga. Abbiamo citato Edward Kenway, protagonista di Assassin’s Creed Black Flag (che tornerà a luglio con un atteso remake), perché è stato il primo ad interpretare l’indumento in maniera non stabile. Kenway indossa il cappuccio automaticamente quando entra in zone di riservate, lasciando altrimenti i capelli alla brezza dei mari. Da Black Flag in poi è divenuta una vera e propria caratteristica di gameplay, attivabile più o meno a piacimento in concomitanza con le fasi stealth.
Ma prima di lui è impossibile non citare le due icone che hanno reso immortale il cappuccio: Altaïr Ibn-La’Ahad e, soprattutto, Ezio Auditore da Firenze.
Ranni

Il più “giovane” dei copricapi che abbiamo citato, ma divenuto subito un oggetto di culto per appassionati e cosplayer.
Elden Ring ha una direzione artistica favolosa e ne siamo perfettamente consapevoli. In questo senso, Ranni rappresenta uno dei picchi raggiunti dagli artisti From Software. Si tratta di un enorme cappello da strega a punta che nasconde parzialmente il volto della bambola a quattro braccia.
Il cappello di Ranni può essere indossato dal giocatore, a patto di aprire il baule al piano superiore della Torre di Renna, previo successo nella missione affidata proprio dalla strega.
