Recensione Atomic Heart: Blood on Crystal, un finale (funzionale) che getta le basi per il sequel!

Blood on Crystal chiude il primo arco narrativo di Atomic Heart del 2023 (gettando le basi per Atomic Heart 2 e The Cube). Un DLC finale che punta più sulla spettacolarità del combattimento e sull’unire i vari tasselli verso un epilogo muscolare che sulla vera riscrittura della formula, ma resta un’appendice solida per chi ha apprezzato il gioco base e i contenuti precedenti (Annihilation Instinct, Trapped in Limbo e Enchantment Under the Sea). Rispetto allo sparatutto base di Mundfish e Focus Home Entertainment, questa espansione è più diretta e più lineare, meno interessata a sorprendere con nuove idee strutturali e più concentrata nel dare una degna ed energica conclusione al viaggio di P-3.

L’espansione – acquistabile al prezzo consigliato di 9,99 € – è pensata per i fan di Atomic Heart che hanno già completato il gioco base e i precedenti DLC. Rappresenta il culmine di tutto ciò. Chi si avvicina al gioco senza conoscere gli eventi che ruotano attorno a P-3 potrebbe non apprezzare questo DLC.

Atomic Heart è disponibile per Microsoft Windows, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X/S, e Xbox One.


Versione testata: PC (Steam)


Narrazione

Atomic Heart: Blood on Crystal riprende la storia esattamente da dove si era interrotta, con il nostro eterogeneo gruppo di eroi riunito su una spiaggia prima di decidere la prossima mossa. Nel caso in cui aveste dimenticato alcuni elementi della trama, per fortuna, all’inizio del DLC è presente un video riassuntivo che offre una sintesi generale dell’intera storia fino a questo momento. Il DLC presuppone inoltre che P3 abbia già completato tutti i contenuti precedenti dopo aver terminato la storia del gioco base, il che significa che è al massimo della sua sicurezza e i suoi alleati sono al massimo della loro forza all’inizio dell’avventura. La storia chiarisce le sue intenzioni fin dall’inizio. P3 è stufo marcio del principale antagonista – CHAR-les – e ha deciso di porre fine alle sue operazioni una volta per tutte. Prima che possiamo dirigerci verso la sua base per un ultimo assalto, però, la spiaggia dove i nostri eroi si stanno riorganizzando viene assediata, costringendoli alla ritirata.

Sul piano narrativo, Blood on Crystal ripropone il tono grottesco, ambiguo e volutamente sopra le righe del gioco base, ma lo porta verso un finale che cerca di dare un senso più netto al conflitto con CHAR-les e alla traiettoria dei personaggi principali. Il DLC funziona soprattutto come capitolo di chiusura: non reinventa l’universo di Atomic Heart, ma ne consolida il lato più inquieto e assurdo, alternando momenti più seriosi a quell’umorismo disturbato che aveva già diviso il pubblico del gioco base. La sua forza sta nel fatto che non perde il contatto con l’identità della serie: la distopia retrofuturistica, l’ossessione per la tecnologia e il sottofondo di tragedia personale restano centrali anche qui, e per chi ha seguito tutta la saga questo rende il DLC più gratificante di quanto possa sembrare. Il limite, però, è che la scrittura resta legata a un impianto già noto, quindi il senso di sorpresa è più basso rispetto ad Atomic Heart.

Gameplay

Sul fronte gameplay, Blood on Crystal punta a essere più aggressivo e più compatto: armi, abilità del guanto, corpo a corpo e scontri con nuovi nemici si combinano in un pacchetto decisamente di buon livello. Le nuove minacce, come i Polimorfi – che cambiano forma elementale – e i boss più assurdi del complesso 3826, spingono il giocatore a cambiare spesso approccio, mantenendo il combat system di base di Atomic Heart al centro dell’esperienza.

L’esplorazione – più guidata (a tratti si potrebbe definire tediosa) – ha l’obiettivo di far arrivare il giocatore al confronto conclusivo mentre le sezioni più riuscite sono quelle in cui il combattimento (incluso quello finale) si fa intenso e spettacolare. È una scelta coerente con la natura del contenuto, la cui durata varia fra le 4 e le 6 ore, ma sta a significare anche che chi sperava in una vera evoluzione del sistema potrebbe trovarlo più conservativo del previsto.

Il ritmo generale – un po’ lento – influisce sulla storia e anche sul level design, con enigmi semplici che spesso costringono a tornare sui propri passi per assicurarsi di non aver perso nulla. Come se non bastasse, Blood on Crystal tende anche a far ricomparire i nemici con troppa frequenza. Proprio per questo motivo, gli scontri che si è costretti ad affrontare ripetutamente, non sono sempre interessanti. Piuttosto, servono solo a prosciugare le risorse del giocatore. L’intero DLC avrebbe tratto beneficio dall’eliminazione completa del respawn dei nemici e dall’aggiunta di nuovi scontri alle sequenze di esplorazione lunghe e monotone.

Grafica e tecnica

Su PC, Blood on Crystal eredita l’impatto visivo del gioco base e lo applica a scenari più strani e più teatrali, come la Wave Platform e il Crystal Complex, che sfruttano bene il contrasto tra l’estetica retrofuturistica e gli elementi più alieni del DLC. Il colpo d’occhio – così come la la direzione artistica – resta uno dei punti forti dell’esperienza, soprattutto per chi apprezza il modo in cui Atomic Heart miscela architetture monumentali, luci forti e immaginario industriale. Dal punto di vista tecnico, su PC l’espansione si appoggia alla solidità del motore e delle base già viste nel gioco principale, ma senza segnali di un salto evidente di complessità o ambizione. La sensazione generale è quella di un contenuto ben presentato e coerente. Anche per questo il DLC dà il meglio di sé quando viene giocato con settaggi alti, dove il dettaglio delle superfici e l’illuminazione aiutano molto in termini di atmosfera e immersività.

Sonoro

Il comparto sonoro resta uno degli elementi più affidabili dell’espansione, perché accompagna bene sia l’azione sia i momenti più disturbanti. Tra effetti metallici, esplosioni, macchine impazzite e una colonna sonora che sostiene il tono paranoico dell’universo di gioco, l’audio contribuisce in modo decisivo a mantenere viva la tensione. In un DLC così concentrato sul combattimento, il sound design fa davvero la differenza: dà peso alle armi, rende più leggibili gli scontri e aiuta a vendere l’idea di un epilogo più brutale che riflessivo. Non è un comparto che stravolge il pacchetto, ma è sicuramente parte integrante del suo fascino.

Commento finale

Atomic Heart: Blood on Crystal è un finale coerente, energico e piacevole da giocare per chi ha seguito con interesse il titolo sin dagli inizi, ma non è il tipo di espansione che ribalta il giudizio sul progetto di Mundfish. Funziona bene come chiusura del primo arco narrativo e – al netto di alcuni problemi di ritmo – offre combattimenti soddisfacenti e mantiene intatto il gusto per l’eccesso visivo e concettuale, pur restando abbastanza conservativo nella struttura, il che fa ben sperare per il futuro del franchise.

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7.0

Atomic Heart: Blood on Crystal


Atomic Heart: Blood on Crystal è un finale coerente, energico e piacevole da giocare per chi ha seguito con interesse il titolo sin dagli inizi, ma non è il tipo di espansione che ribalta il giudizio sul progetto di Mundfish. Funziona bene come chiusura del primo arco narrativo e - al netto di alcuni problemi di ritmo - offre combattimenti soddisfacenti e mantiene intatto il gusto per l’eccesso visivo e concettuale, pur restando abbastanza conservativo nella struttura, il che fa ben sperare per il futuro del franchise.

PRO

Buon finale che chiude il primo arco narrativo in attesa del sequel I Ambientazioni davvero suggestive I Comparto audio efficace I Combattimenti tutto sommato solidi ...

CONTRO

... anche se i respawn dei nemici sono troppo frequenti I Poche vere novità rispetto al gioco base I Ritmo piuttosto lineare I Per goderselo al meglio è necessario conoscere bene il gioco base e i precedenti DLC

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