Gamescom 2026 abbiamo visto in azione Warlock di Invoke Studios e Wizards of the Coast

Abbiamo avuto l’opportunità di assistere – dopo l’annuncio durante la Opening Night Live alla Gamescom 2026 – ad un hands-off demo di Warlock: Dungeons & Dragons che ha mostrato finalmente il gameplay in azione, confermando la promessa centrale del progetto: la magia come strumento espressivo e sistemico, capace di aprire molteplici soluzioni a ogni sfida. Il titolo, sviluppato da Invoke Studios in collaborazione con Wizards of the Coast, è ambientato in un open world dark fantasy ispirato all’universo di D&D e previsto per il 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.

Trama e protagonisti

La storia segue Kaatri, una veterana “weapons master” che stringe un patto pericoloso con l’arcistrega Tasha (nota anche come Iggwilv) per ritrovare qualcuno che ha perso, ottenendo in cambio accesso alla “Raw Magic”, una forza magica grezza disseminata nel mondo di gioco. Kaatri è doppiata da Tricia Helfer, mentre Tasha è interpretata da Maggie Robertson, già nota per il suo ruolo in Baldur’s Gate 3. L’ambientazione principale mostrata durante la demo è il dominio di Ravenloft chiamato Darkon, un regno avvolto dalla nebbia che funge da palcoscenico per esplorazione, combattimento e misteri.

Il sistema magico

Il cuore della demo hands-off è la filosofia di design della magia: non una serie di abilità con effetto fisso, ma una “palette” di strumenti che il giocatore combina liberamente. Durante il giocato sono stati mostrati una dozzina di incantesimi, ma la vera impressione è stata la quantità di usi alternativi immaginabili per ognuno.

  • Un incantesimo di telecinesi è stato usato per scagliare elementi dello scenario contro i nemici, trasformare un masso in uno scudo contro una trappola di frecce, estrarre acqua da uno stagno per spegnere un incendio e, combinato con il Black Tentacle, per creare nuove piattaforme per attraversare un burrone.
  • Gli sviluppatori hanno sottolineato che molte di queste situazioni potevano essere risolte anche con altre magie: Eldritch Blast per colpire i nemici, Misty Step per evitare la trappola o superare il fuoco, Otherworldly Leap per saltare il dirupo.
  • I rituali, invece, consumano risorse per produrre effetti su larga scala: nel mostrato Kaatri ha lanciato Downpour per trasformare una giornata di sole in un temporale, per poi colpire un palo metallico con il Witch Bolt e sfruttare la pioggia conduttiva e il metallo per fulminare un intero gruppo di nemici.

Questa struttura spinge il giocatore a osservare l’ambiente, le posizioni dei nemici e persino le condizioni meteo come variabili tattiche, trasformando ogni scontro e ogni rompicapo in un laboratorio di sperimentazione.

Combattimento ed esplorazione: un sistema unico

Warlock è un action-adventure in terza persona single player in cui combattimento ed esplorazione sono progettati come due facce della stessa medaglia sistemica. Kaatri alterna incantesimi e attacchi corpo a corpo, mentre la spada è stata per lo più utilizzata come strumento di chiusura: la magia prepara e domina lo scontro, mentre il melee lo conclude. Il design punta a far sentire il giocatore libero di scegliere come affrontare ogni ostacolo, con un approccio sistemico che ricorda più un sandbox magico che un action tradizionale con abilità predefinite. Anche la traversata del mondo si basa su questa logica: gli stessi incantesimi usati in combattimento diventano chiavi per aprire percorsi, attivare meccanismi o creare scorciatoie.

Quest design senza waypoint: la scoperta come obiettivo

Un altro pilastro emerso da quel di Colonia è la gestione delle missioni e dell’esplorazione: non ci sono waypoint, frecce sulla bussola o icone obiettivo sulla minimappa. Quando Kaatri entra in un villaggio, deve parlare con gli abitanti, osservare attività insolite e seguire indizi ambientali.

Nella build è stato mostrato un esempio emblematico: delle tracce di sangue che portavano dietro una porta socchiusa, visibili solo avvicinandosi e interagendo. Attivare questo tipo di interazione sblocca un “Mystery”, la versione del gioco per le sidequest, costruita attorno alla raccolta di informazioni e all’esplorazione invece che al semplice “vai qui, fai questo”. L’idea è che alcune scoperte possano essere mancate di proposito, premiando chi osserva e sperimenta.

D&D sì, ma con la “secret sauce” di Invoke

Nonostante il forte legame con il brand Dungeons & Dragons, il team di Invoke Studios ha chiarito di voler costruire un’esperienza autonoma, con una propria identità. Il creative director, Jeffrey Hattem, ha spiegato che lo studio lavora a stretto contatto con i responsabili del TTRPG e con Wizards of the Coast per portare “la propria secret sauce” al franchise, aggiungendo anche nuovi incantesimi oltre a quelli classici.

Allo stesso tempo, Warlock è pensato per essere accessibile anche a chi non ha mai giocato a D&D: Kaatri è una “straniera in una terra straniera” e il giocatore impara il mondo insieme a lei, mentre i fan del tabletop troveranno easter egg, riferimenti e elementi familiari. Gli sviluppatori hanno anche preso le distanze da Baldur’s Gate 3, definendolo “un grande gioco” ma sottolineando che Warlock è ambientato in una parte diversa del multiverso D&D e propone un’esperienza molto differente, più orientata all’action e alla magia sistemica che al RPG turn-based.

Piattaforme, uscita e stato del progetto

Warlock: Dungeons & Dragons è attualmente previsto per il 2027, senza una data specifica annunciata. Le piattaforme confermate sono PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. La presentazione alla Gamescom 2026, con un gameplay reveal di circa otto-dieci minuti tra cinematiche e sequenze giocabili, segna l’inizio di una campagna di marketing che sembra appena partita.

Perché questo hands-off conta

Per chi segue il settore da vicino, la demo di Warlock alla Gamescom 2026 è importante per almeno tre motivi:

  • Ridefinisce il ruolo della magia nei videogiochi action, spostandola da “abilità con effetto fisso” a “sistema di interazione” con l’ambiente, i nemici e il mondo di gioco.
  • Propone un open world che punta sulla scoperta organica e sull’osservazione, abbandonando la logica dei waypoint e delle icone a favore di indizi ambientali e “Mystery” da sbloccare.
  • Si inserisce nel solco di D&D dopo Baldur’s Gate 3, ma con un’identità chiara: action-adventure in terza persona, magia espressiva e combattimento ibrido, pensato sia per i nuovi giocatori sia per i veterani del tabletop.

Se il resto dello sviluppo manterrà la stessa coerenza mostrata alla Gamescom 2026, Warlock potrebbe diventare uno dei titoli action-fantasy più interessanti del 2027.

Riccardo Amalfitano
Riccardo Amalfitano
Videogiocatore sin dalla "tenera" età, amante anche di manga, cinema e serie TV. Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente!

Rispondi

Ultimi Articoli