GameStop punta 55,5 miliardi di dollari su eBay, ma il CEO Ryan Cohen non spiega come coprirà il buco da 16 miliardi

Un’acquisizione da oltre cinquantacinque miliardi di dollari annunciata tra lo stupore generale, seguita a poche ore di distanza da un’intervista televisiva in cui il grande artefice dell’operazione non sa – o non vuole – spiegare dove troverà i soldi che mancano. È la sintesi di una settimana surreale per GameStop, la catena americana di videogiochi e collezionismo che ha presentato un’offerta non richiesta per comprarsi eBay. A guidare l’assalto è Ryan Cohen, CEO di GameStop e, in caso di successo, destinato a prendere le redini della società combinata con l’obiettivo dichiarato di trasformare eBay in un «legittimo concorrente di Amazon». L’affondo, però, per ora assomiglia più a un azzardo finanziario che a un piano industriale credibile.

I numeri dell’offerta e il buco da 16 miliardi

GameStop ha messo sul piatto 125 dollari per azione, in un mix di contanti e titoli propri, per un valore complessivo di 55,5 miliardi di dollari. La parte cash, stando a quanto comunicato dall’azienda, sarà coperta attingendo alla liquidità e agli investimenti immediatamente disponibili in bilancio: 9,4 miliardi di dollari alla data del 31 gennaio 2026. A questa somma si aggiungerebbe un finanziamento esterno fino a 20 miliardi garantito da TD Securities. Se si considera che l’intera capitalizzazione di mercato di GameStop viaggia attorno ai 10,69 miliardi e si ipotizza che la società utilizzi tutto il proprio capitale azionario per l’operazione, il conto non torna: restano scoperti circa 16 miliardi di dollari.

Chiunque si aspettasse di sentir spiegare come colmare questa voragine è rimasto deluso.

L’Intervista che ha gelato gli analisti

Ospite di Squawk Box su CNBC, Cohen è stato incalzato dal conduttore Andrew Ross Sorkin, che gli ha chiesto in modo diretto di far quadrare i conti. La risposta è stata un loop: «È sul nostro sito web. Metà contanti, metà azioni. I dettagli sono sul nostro sito». Quando Sorkin ha scomposto la differenza tra le risorse dichiarate e il valore dell’offerta in termini ancora più elementari, Cohen si è limitato a un laconico: «Vedremo cosa succederà».

Il giornalista ha quindi riformulato la domanda in modo ancora più esplicito: da dove arriverà il resto del denaro? La replica è stata identica: «Metà contanti, metà azioni». A quel punto un altro conduttore è intervenuto per ripetere il quesito, ma Cohen ha ribattuto di non capire la domanda, aggiungendo soltanto che GameStop ha «la capacità di emettere azioni per portare a termine l’accordo» e che tutti i dettagli sono disponibili sul sito aziendale.

Tradotto in pratica: per tappare il buco potrebbero servire nuove emissioni azionarie su larga scala, con un effetto diluitivo potenzialmente pesantissimo per gli attuali azionisti.

Competere con Amazon, ma senza un piano

Spostata la conversazione sul futuro, a Cohen è stato chiesto come intenda trasformare eBay in un rivale credibile di Amazon. La risposta è rimasta sul vago: «C’è l’opportunità di costruire un business molto più grande, di renderlo molto più efficiente e di accelerare la crescita dei ricavi. eBay è un’azienda solida. GameStop, al contrario, è un’attività molto difficile, che sarebbe dovuta fallire diverse volte e invece va avanti e guadagna qualche soldo. eBay è forte, ma potrebbe diventare molto più grande di quanto non sia oggi». Dichiarazioni di principio, nessun dettaglio operativo.

Nei giorni precedenti il Wall Street Journal aveva ipotizzato che Cohen potesse rivolgersi a fondi sovrani mediorientali per coprire il deficit finanziario. Durante l’intervista in tv, tuttavia, il CEO non ha fatto alcun cenno a questa strada, lasciando l’intera architettura dell’affare in una nebbia fitta.

eBay prende tempo, il mercato osserva

Da parte sua, eBay ha fatto sapere di non aver avuto alcun contatto con GameStop prima di ricevere la proposta. Il consiglio di amministrazione, insieme ai propri consulenti finanziari e legali, “esaminerà attentamente la proposta non richiesta per determinare la linea d’azione che ritiene sia nel migliore interesse della società e di tutti gli azionisti di eBay”. Tradotto: nessuna corsa ad aprire trattative, ma un’analisi approfondita del valore reale dell’offerta, della solidità della componente azionaria GameStop e della concreta capacità di Cohen di presentare un’offerta vincolante e finanziariamente sostenibile.

GameStop in trasformazione: meme stock, chiusure e scommesse

Dietro l’operazione c’è un’azienda in continuo rimescolamento. GameStop, che a inizio 2025 contava circa 2.325 punti vendita negli Stati Uniti, ha chiuso 590 negozi entro fine anno e ha avviato ulteriori chiusure nel 2026 nel quadro di un piano drastico di taglio dei costi. Negli ultimi anni ha abbandonato le criptovalute, spento il marketplace NFT appena inaugurato e persino organizzato un «Trade Anything Day» in cui i clienti potevano portare qualsiasi oggetto in cambio di credito, con il comprensibile malumore dei dipendenti.

Ryan Cohen, 40 anni, è il maggiore azionista individuale con oltre il 9% del capitale e in passato aveva dichiarato al Wall Street Journal di volere un accordo «grande», che «alla fine sarà geniale o totalmente, totalmente folle». L’investitore Michael Burry – celebre per aver anticipato la crisi dei subprime – sintetizzò così la strategia: «Ha un’attività scadente e la sta sfruttando al meglio, usando il fenomeno meme stock per raccogliere liquidità e aspettare il momento giusto per comprare una vera macchina da soldi in crescita».

L’offerta per eBay potrebbe essere esattamente quel momento. Oppure restare l’ennesima pagina bizzarra nella storia di un’azienda che ha fatto della propria sopravvivenza un racconto a sé. Per ora, senza risposte chiare sul buco da 16 miliardi e con un CEO che in diretta tv non trova – o non vuole dare – una spiegazione, l’operazione assomiglia più a una scommessa che a reale acquisizione.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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